È stato anche ministro della Sicurezza di Stato (Stasi) della Repubblica Democratica Tedesca (1950-1953).
Biografia
Nato nel 1893 a Rotthausen, nel comprensorio di Gelsenkirchen, nella Renania Settentrionale-Vestfalia. Wilhelm Zaisser, un ex insegnante nella città di Essen ed ex soldato e rivoluzionario, spese la maggior parte della sua vita fra la Germania e l'Unione Sovietica. Apprese molto dalle tecniche di addestramento della polizia segreta di Mosca, divenendo il primo "Ministro della Sicurezza di Stato" della novella DDR.
Zaisser partì per il fronte orientale nel 1914 (lasciando il suo incarico a Essen, quartiere Segheroth di maestro elementare) allo scopo di favorire una vittoria tedesca. Ma il contatto con l'ideologia comunista nel 1918, durante l'occupazione dell'Ucraina da parte dell'Armata Rossa favorì la sua conversione politica grazie ai testi marxisti.
Le future esperienze in guerra lo portarono a unirsi al Partito Comunista Tedesco (KPD) dopo essere tornato a Essen. Guidò un'esistenza segreta, lavorando come maestro di giorno e pianificando un colpo di stato di notte. Partecipò alla "Rivolta della Ruhr" nel 1920, con lo sciopero contro il putsch di Kapp ma fu imprigionato l'anno successivo dopo la dura repressione della Reichswehr.
Risoluto, Zaisser si dedicò completamente al partito e completò il suo addestramento nella polizia segreta a Mosca. Le sue attività internazionali compresero supporto per ribellioni anti-colonialiste e la Guerra Civile Spagnola e dedicandosi a cause internazionaliste quali Siria, Marocco e la cinese Canton. Tornò in Russia nel 1938, superando le purghe staliniste, divenendo capo militare nel Comintern. Dal 1943 al 1946, riqualificò i prigionieri di guerra tedeschi come «antifascisti per la nuova Germania».
Nel 1947, Zaisser tornò in Germania e salì rapidamente nei ranghi dell'apparato repressivo nella zona sovietica, diventando capo della polizia di Halle e membro del Politburo del "SED", il "Sozialistische Einheitspartei Deutschlands" coordinando l'espansione di questo apparato di sicurezza nella società civile.
Nel febbraio 1950, Ulbricht, aveva preferito mettere subito Erich Mielke a capo della Stasi, ma i sovietici (allora vi era il "regno" di Stalin) preferirono Zaisser perché ne conoscevano la fedeltà assoluta, mentre di Mielke (che comunque sarà confermato come suo vice) erano dubbiosi su alcuni episodi del suo passato che non infusero sicurezza. Le cose cambiarono dalla rivolta del 17 giugno 1953 che sorprese l'apparato repressivo della nazione, Zaisser fu ritenuto responsabile per i dovuti mancati controlli. Il suo ruolo passò a Ernst Wollweber (1898-1967) per il periodo dal 1955 al '57, dopodiché entrerà in scena Mielke come numero uno assoluto del settore della repressione di ogni dissenso fino alla fine della DDR.
Zaisser, caduto in disgrazia, fu addirittura espulso (1954) dalla SED come "nemico del partito" con l'inizio, per lui, di un periodo di disperazione, esclamando di essersi sentito distrutto. Morì nel 1958, con oramai la sua vita segnata dal passaggio dagli alti incarichi a una profonda ed umiliante caduta.
Era sposato con Elisabeth Auguste (Else) Knipp (1898-1987), primadonna con incarichi pubblici nella DDR, ministro dell'istruzione. Pur avendo svolto il suo incarico diligentemente cadde in disgrazia causa il marito, fu costretta a dare le dimissioni nel 1953 ed espulsa dalla Volkskammer nel 1954. La coppia aveva una figlia, Renate (1924-2002).
Zaisser morì per un ictus il 3 marzo 1958 a Berlino-Buch. La cerimonia di sepoltura avvenne in forma strettamente privata alla presenza solo dei famigliari nel cimitero protestante di Berlino-Friedrichshagen nella sezione A numero 6, 15/16. La notizia della sua dipartita fu brevemente pubblicata sul Neues Deutschland. La sua figura fu riabilitata dal PDS, 35 anni dopo (con la DDR non più esistente) il 25 aprile 1993.
Onorificenze
Note
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