La criminalità in Italia è presente in varie forme, sono presenti anche associazioni a delinquere di tipo mafioso tipiche di talune regioni d'Italia, che si sono estese con molteplici diramazioni fuori dai confini territoriali e all'estero, e da una corruzione estremamente diffusa, tale da essere considerata "sistemica".
Storia
Nei decenni successivi al secondo dopoguerra si è assistito alla violenza politica, che ha portato la criminalità dapprima esclusiva di alcune mafie, ad estendersi all'intera penisola tramite organizzazioni estremiste che hanno perdurato negli anni di piombo anche con atti di terrorismo.
Nel corso degli anni settanta/anni ottanta la criminalità italiana era rappresentata da organizzazioni criminali più o meno diffuse nelle principali metropoli, che talvolta giocarono un ruolo cruciale nella storia d'Italia, come i rapporti tra servizi segreti italiani e criminalità.
Fonti e dati statistici
La fonte statistica principale per la quantificazione e distribuzione territoriale dei delitti compiuti in Italia è costituita dai dati dei Delitti denunciati dalle forze di polizia all'autorità giudiziaria compilati dall'ISTAT. L'analisi puntuale delle fattispecie delittuose e i dati relativi agli ultimi anni sono effettuati dal Ministero dell'Interno Numero dei Delitti denunciati all'autorità Giudiziaria dalle forze di Polizia (INT 00062) - Ufficio centrale di statistica - Ministero dell'Interno.
Dati per provincia REGIONE PROVINCIA TOTALE REATI NEL 2024 Lazio Roma 271.779 Lombardia Milano 226.860 Campania Napoli 133.213 Piemonte Torino 129.325 Toscana Firenze 64.908 Emilia Romagna Bologna 62.233 Sicilia Palermo 47.331 Lombardia Brescia 44.564 Sicilia Catania 42.588 Veneto Venezia 41.614 Puglia Bari 40.783 Liguria Genova 39.806 Veneto Verona 38.512 Lombardia Bergamo 37.997 Veneto Padova 35.368 Campania Salerno 34.312 Lombardia Varese 33.299 Lombardia Monza e della Brianza 31.972 Campania Caserta 31.178 Emilia Romagna Modena 30.374 Veneto Vicenza 27.998 Puglia Foggia 23.154 Umbria Perugia 22.632 Lombardia Pavia 22.162 Puglia Lecce 21.545 Emilia Romagna Reggio Emilia 20.794 Lazio Latina 20.737 Veneto Treviso 20.681 Emilia Romagna Rimini 20.549 Sardegna Cagliari 20.424 Emilia Romagna Parma 19.170 Lombardia Como 18.454 Trentino Alto Adige Bolzano 18.112 Toscana Pisa 17.950 Calabria Cosenza 16.468 Trentino Alto Adige Trento 16.119 Toscana Livorno 15.977 Sicilia Messina 15.918 Emilia Romagna Ravenna 15.765 Puglia Taranto 15.506 Friuli Venezia Giulia Udine 15.401 Sicilia Siracusa 14.942 Piemonte Alessandria 14.634 Emilia Romagna Ferrara 14.572 Calabria Reggio Calabria 14.521 Piemonte Cuneo 14.477 Sardegna Sassari 14.432 Emilia Romagna Forlì - Cesena 14.323 Toscana Lucca 14.318 Toscana Prato 13.370 Piemonte Novara 12.930 Sicilia Trapani 12.580 Lombardia Mantova 12.543 Marche Ancona 12.291 Lazio Frosinone 12.151 Puglia Barletta-Andria-Trani 11.975 Abruzzo Pescara 11.635 Liguria Savona 11.585 Calabria Catanzaro 11.357 Toscana Arezzo 10.814 Campania Avellino 10.718 Abruzzo Chieti 10.576 Puglia Brindisi 10.549 Friuli Venezia Giulia Trieste 10.549 Lombardia Cremona 10.198 Sicilia Agrigento 10.137 Emilia Romagna Piacenza 10.122 Liguria Imperia 9.961 Toscana Pistoia 9.888 Abruzzo Teramo 9.722 Lombardia Lecco 9.677 Lazio Viterbo 9.470 Marche Pesaro - Urbino 9.319 Sicilia Ragusa 9.150 Toscana Grosseto 8.882 Marche Macerata 7.957 Liguria La Spezia 7.921 Toscana Siena 7.900 Abruzzo L'Aquila 7.666 Friuli Venezia Giulia Pordenone 7.475 Veneto Rovigo 7.469 Umbria Terni 7.457 Sicilia Caltanissetta 7.272 Lombardia Lodi 7.175 Toscana Massa Carrara 6.912 Basilicata Potenza 6.824 Piemonte Asti 6.318 Molise Campobasso 6.145 Marche Ascoli Piceno 5.866 Campania Benevento 5.822 Sardegna Nuoro 5.767 Marche Fermo 5.325 Piemonte Biella 5.316 Basilicata Matera 5.058 Veneto Belluno 4.966 Calabria Vibo Valentia 4.810 Piemonte Vercelli 4.693 Calabria Crotone 4.633 Friuli Venezia Giulia Gorizia 4.557 Lazio Rieti 4.451 Piemonte Verbano-Cusio-Ossola 4.231 Lombardia Sondrio 4.190 Sicilia Enna 3.569 Valle d'Aosta Aosta 3.521 Sardegna Oristano 2.361 Molise Isernia 2.237
Furti e rapine Furti e rapine hanno registrato una forte crescita nel corso degli anni settanta e raggiunto il culmine agli inizi degli anni novanta. Anche in questo caso però, entrambi i reati hanno visto invertire questa tendenza: per i furti il tasso comincia a crescere nuovamente a partire dalla metà degli anni novanta e si è riavvicinato oggi ai livelli elevati del 1991. Dal 2004, si sono ridotti tra le due e le tre decine, dopo aver raggiunto livelli ben più bassi rispetto al decennio precedente.
Omicidi Secondo il Rapporto sulla Criminalità, redatto dal Ministero dell'Interno, gli omicidi consumati e tentati presentano un andamento così caratterizzato: picchi negli anni sessanta e all'inizio degli anni novanta del XX secolo. Nel 1991, punto di massimo, comincia un andamento in decrescita, che sarà particolarmente sensibile nel caso degli omicidi consumati in relazione all'attività del crimine organizzato. In quell'anno le statistiche delle Forze dell'ordine attribuivano alla criminalità organizzata oltre 700 dei 1.901 omicidi avvenuti in quell'anno. Il forte calo è legato alla crisi della mafia dopo i colpi subiti durante la stagione delle inchieste di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e grazie alla riorganizzazione delle Forze dell'ordine italiane dopo la strage di Capaci e quella di via D'Amelio, con la creazione della Direzione investigativa antimafia (DIA) e della Direzione nazionale antimafia (DNA), e il potenziamento della legislazione sui collaboratori di giustizia
Nel 2023 il tasso è stato di 0,56 omicidi ogni 100.000 abitanti, per un totale di 330 tra omicidi e femminicidi.Servizio Analisi Criminale (interno.gov.it) A titolo di confronto, questo rende il tasso di omicidi in Italia dieci volte inferiore rispetto a quello degli Stati Uniti. L'Italia rispetto agli omicidi è il paese più sicuro del G8, anche davanti al Giappone, che ha un tasso di 0,73 omicidi e femminicidi ogni 100.000 abitanti e alla Svizzera che ha un tasso di 0,6 omicidi e femminicidi ogni 100.000 abitanti.Reported Crime in Japan Rises to Near Pre-Pandemic Level in 2023 | Nippon.com
Nel 2024 l'andamento è in miglioramento rispetto all'anno precedente, i dati ufficiali del Ministero dell'Interno dicono che il tasso è stato di 0,52 omicidi ogni 100.000 abitanti, per un totale di 308 tra omicidi e femminicidi. L'Italia si conferma quindi uno dei Paesi con il tasso di omicidi più basso d'Europa e del Mondo.
Prosegue anche nel corso del 2025 la forte diminuzione del tasso di omicidi e femminicidi in Italia che sono stati complessivamente 286 (con una riduzione del 15% per gli omicidi e del 18% per i femminicidi). L'Italia continua a confermarsi quindi uno dei paesi d'Europa e del Mondo con il tasso di omicidi più basso in assoluto (0,48 ogni 100.000 abitanti).
Violenza sessuale Crescita consistente delle denunce per il reato di violenza sessuale hanno registrato dalla fine degli anni novanta. Bisogna, però, tener presente che la definizione di quali comportamenti configurino il reato di violenza sessuale è stata modificata più volte, ampliandone lo spettro di applicazione fino a includere azioni precedentemente non considerate penalmente perseguibili all'interno di questa fattispecie penale.
L'attenzione dei mezzi di informazione I dati dell'Osservatorio Europeo sulla Sicurezza, Diamo una tivù alla Lega (Demos, Osservatorio di Pavia e Unipolis) riportano che il TG1 (e parimenti il TG5) ha dedicato l'11% delle notizie di prima serata ai "fatti criminali", contro un livello minore (a parità di numero di crimini) dei telegiornali di altri paesi europei: 8% BBC (Regno Unito), 4% TVE (Spagna) e France 2, 2% ARD (Germania).
Secondo il sociologo Ilvo Diamanti, l'Italia si caratterizza per il rapporto tra i mezzi di informazione (specialmente la televisione) e i fatti di criminalità comune. Diamanti sottolinea come i media italiani puntino alla "serializzazione" e alla "drammatizzazione" dei casi criminali, mentre in altri paesi l'informazione è "puntuale" e "contestuale". Ciò avviene soprattutto quando si tratta di casi che coinvolgono persone comuni, o che si sviluppano nell'ambito amicale e familiare, specificando l'intento voyeuristico da comunità ristretta.
Ulteriori spinte caratteristiche dei media italiani potrebbero venire, sempre secondo Diamanti, dal rapporto con la politica, che tende a sfruttare i media per condizionare la percezione sociale dei fenomeni, e così spostare l'attenzione dell'opinione pubblica, ad esempio, dalla disoccupazione alla criminalità.
Criminalità di tipo mafioso
A causa di difficili condizioni economiche, nella seconda metà dell'Ottocento nel sud del Paese si cominciarono a costituire federazioni di famiglie organizzate su base territoriale, che sarebbero poi diventate: Cosa nostra in Sicilia, Camorra in Campania, Sacra Corona Unita in Puglia e 'Ndrangheta in Calabria, dalla quale nacque, molto più tardi, il gruppo dei Basilischi centrati sulla Basilicata. Furono i clan formati da italiani espatriati negli Stati Uniti, attraverso i film che ispirarono ai produttori di Hollywood, che diffusero nel mondo intero il termine "mafia" come sinonimo di "crimine organizzato".
Con gli anni, oltre a crearsi un equilibrio sulla competenza territoriale di gruppi e famiglie, si instaurò anche un modus vivendi, che ricalcava e ricalca il despotismo feudale. Il "guardapiazza", letteralmente "colui che difende il territorio", cioè il capo patriarcale di un clan, impone con le armi il suo dominio su un gruppo, ed il dominio di tale gruppo su una zona, e poi fornisce agli abitanti del territorio, in cambio di fedeltà e sottomissione, protezione da altri gruppi rivali. All'interno del suo feudo amministra giustizia, riscuote tributi, elimina ogni minaccia interna o esterna, assicura per lui e il suo cerchio di fedeli le migliori risorse.
In quanto centro di potere, una cosca mafiosa entra automaticamente in conflitto e in competizione con qualunque Stato che lo ospiti, sfidando apertamente il monopolio statale dell'uso legittimo della forza.
Poi continuarono ad impiantarsi profondamente nel tessuto sociale, profittando della latitanza dello stato civile, che lasciò la zona priva d'istruzione, collegamenti e cibo. In seguito, dal Novecento in avanti, incominciarono ad arrivare crescenti flussi di capitali che, attraverso la spesa pubblica, si riversarono nell'Italia meridionale, Le attività mafiose ebbero come principale conseguenza il sabotaggio di ogni possibile sviluppo commerciale, rendendo impraticabili le strade, pericolosi gli scambi e inoperanti i meccanismi di domanda - offerta.
Diffusione territoriale
Basilicata
Calabria
Campania
Lazio
A partire dal secondo dopoguerra, la frastagliata realtà della criminalità romana si è organizzata in varie associazioni criminali, fra cui spiccano la Banda della Magliana (che ha riunito per anni i clan di Testaccio, Trastevere, Magliana e Ostia) e la Cupola Romana, comandata fino al 2014 dal boss Massimo Carminati. A Roma è presente anche il clan dei Casamonica, ma la Capitale risente anche della presenza della Camorra (in particolare quella del clan Senese), Cosa nostra e 'Ndrangheta. Nel basso Lazio è forte ed oramai radicata la presenza della Camorra, ma anche della 'ndrangheta. Nella città di Latina opera il clan Di Silvio.
Liguria
In Liguria, oramai da tempo, è di stanza la 'Ndrangheta calabrese, organizzata in locali. Nel capoluogo ligure, durante il corso degli anni '70, ha imperversato la cosiddetta Banda dei Genovesi, fondata da Cesare Chiti, Mario "Marietto" Rossi e Paolo Dongo.
Lombardia
Piemonte