Il Rally di Sardegna, comunemente noto come Rally Italia Sardegna (in inglese: Rally Italia Sardinia), è una manifestazione inserita nel calendario del Campionato del mondo rally nel 2004, sostituendo il Rally di Sanremo quale tappa italiana del campionato.

Storia

Le radici del cambiamento Sanremo - Sardegna A inizio anni 2000 vennero delineate le nuove direttive FIA in materia di sicurezza dei percorsi di gara, che previdero norme molto più stringenti riguardo al controllo degli spettatori presenti sulle prove speciali, le quali dovettero prevedere la presenza di zone ben delineate per ospitare il pubblico in sicurezza, e l'obbligo per l'organizzatore di redigere di un Safety Plan prima dello svolgimento della manifestazione. Oltre a queste normative si aggiunse poi la decisione di ridurre il numero di rally su fondo asfaltato in favore di quelli su fondo sterrato, scelta fatta in accordo con l'allora capo del Promoter David Richards, già autore dell'implementazione dei percorsi "a margherita" alcuni anni prima.

In Italia, l'appuntamento iridato veniva ospitato ininterrottamente dal 1970 a Sanremo, che però negli ultimi anni fu notevolmente ridimensionato, prima con l'addio alle tappe sterrate in Toscana e Umbria dopo l'edizione 1996, e poi con l'uscita di scena del Basso Piemonte dopo il 1999, circoscrivendo così la gara ai soli asfalti liguri. Questa situazione, unita poi alle nuove regole sulla sicurezza, creò problemi sempre maggiori riguardo alla gestione del pubblico sulle oramai poche prove speciali rimaste, sia per la loro conformazione, arroccate sui monti e con pochissimi spazi da offrire a bordo strada, sia per i pochi punti di accesso presenti lungo il loro percorso. A creare un ulteriore problema fu poi la vicinanza dell'evento al Rally di Monte Carlo, sia dal punto di vista geografico che tecnico; cosa non particolarmente gradita dal Promoter.

Le prime voci riguardo ad un possibile spostamento della tappa iridata cominciarono a circolare nel 2001, e fin da subito fu la Sardegna ad essere considerata come la candidata principale. L'isola infatti era già stata protagonista nel palcoscenico del rallismo internazionale tra gli anni ottanta e novanta grazie al Rally Costa Smeralda, evento che fino al 1994 fu una tappa fissa del campionato europeo rally, durante il quale godeva di una forte partnership con Martini (al tempo sponsor ufficiale del Team Lancia), e che arrivò a sfiorare la titolazione mondiale in più di un'occasione. La Sardegna inoltre era (e tutt'ora è) la regione italiana con la maggior disponibilità di percorsi sterrati, aspetto sul quale arrivava a battere la concorrenza della Toscana, che nel frattempo vedeva via via diminuire la quantità di strade bianche in favore di quelle catramate.

Fu così che nel 2003, in un accordo tra ACI e il Promoter del WRC, portato a termine con la mediazione di Pasquale Lattuneddu, venne presa la decisione di spostare il Rally d'Italia dalla Liguria alla Sardegna, ufficializzata definitivamente a metà ottobre al momento della pubblicazione del calendario 2004.

2004 - 2005: Il Supermag Rally Italia Sardinia La prima edizione sull'isola, che si disputò con il nome di Supermag Rally Italia Sardinia in seguito ad un accordo di sponsorizzazione con l'azienda sarda Plastwood, si svolse dal 1° al 3 ottobre 2004 ed ebbe come base operativa la città di Olbia, con il parco assistenza ubicato al molo Cocciani nella zona industriale di Cala Saccaia, il quartier generale e sala stampa al Museo Archeologico, mentre la cerimonia di partenza e arrivo vennero ospitate a Porto Cervo, rinomata località turistica nel comune di Arzachena, nel cuore della Costa Smeralda. A capo dell'organizzazione Antonio Turitto, in precedenza responsabile della comunicazione del Rallye Sanremo, mentre il direttore di gara fu Simo Lampinen, con Lucio de Mori come direttore di gara aggiunto. Il percorso del rally, interamente su terra, venne curato da Tiziano Siviero e Carlo Cassina, mentre ad occuparsi degli allestimenti delle prove speciali fu Nicolò "Nicola" Imperio, capo della Logistic Rally Testing Sardinia, la società organizzatrice dei test pre-evento sull'isola per i team del Mondiale. L'itinerario di gara, composto da 19 ps suddivise in tre giorni per complessivi 383.23 km cronometrati, ricalcò le zone del Monteacuto e della Gallura, all'interno delle piste forestali dell'Ente Foreste della Sardegna. Il rally fu vinto da Petter Solberg, navigato da Phil Mills, su Subaru Impreza WRC, davanti alle due Citroën Xsara WRC di Sébastien Loeb e Carlos Sainz.

Già dall'anno successivo l'organizzazione mise a punto un gran numero di novità e migliorie, soprattutto dal punto di vista del percorso di gara (per il 75% completamente nuovo). La decisione fu presa per far fronte ad alcune richieste dei team e piloti, che chiesero prove speciali più veloci e con carreggiate più larghe rispetto a quelle impiegate nella prima edizione. Tra le novità spiccò l'inedita prova speciale di Mamone, che attraversava i confini dell'omonima colonia penale, in provincia di Nuoro; questa ps fu inserita all'interno di un progetto fortemente voluto da ACI e dall'amministrazione carceraria, e che ebbe come scopo il recupero sociale dei detenuti, alcuni dei quali prestarono servizio come commissari di percorso ausiliari lungo la prova. La gara venne inoltre anticipata a maggio, in modo tale da far da "apertura" alla stagione turistica in Sardegna. La cerimonia di partenza e arrivo vennero stavolta ospitate a Porto Rotondo, mentre il parco assistenza fu spostato al Molo Brin, nel centro di Olbia.

2006 - 2009: L'affermazione nel Mondiale Dal 2006 la gara passò sotto la gestione diretta di ACI Sport, cambiando il nome in Rally d'Italia Sardegna. Per il secondo anno consecutivo, l'itinerario fu diviso tra le province di Olbia-Tempio e Nuoro durante la 1ª tappa, comprendendo inoltre la nuova prova speciale di Siniscola, mentre la 2ª e 3ª giornata di gara vennero disputate rispettivamente nelle subregioni del Monteacuto e della Gallura. Il parco assistenza fu riportato nella zona industriale di Cala Saccaia, in seguito all'avvio dei lavori di rinnovamento urbanistico nella zona del Molo Brin, mentre la cerimonia inaugurale e di chiusura tornò a Porto Cervo.

Nei tre anni successivi il RIS riuscì a guadagnare sempre più consensi da parte del Circus del Mondiale, venendo apprezzato particolarmente per l'asprezza dell'itinerario di gara, ritenuto tra i più difficili del calendario iridato, e che in più di un'occasione regalò risultati inaspettati, come nel 2007 e 2009. Altro oggetto di critiche positive, soprattutto dal Promoter e FIA, fu l'elevato standard di sicurezza del percorso, che essendo ospitato in gran parte all'interno di piste forestali, agevolava l'allestimento di zone spettatori sicure e facilmente raggiungibili. Inoltre, molte prove speciali attirarono ben presto l'interesse dei numerosi fan della disciplina, prima fra tutte la Monte Lerno, con il suo famoso Micky's Jump, ma anche la Loelle, con il tornante davanti all'omonimo nuraghe, la Filigosu, con il guado e il doppio salto delle Gobbe del Cammello, Terranova e Sorilis, con l'impervia discesa "Kitzbuhel", e Crastazza, la prova più lunga, con i due salti nella parte iniziale.

Per quanto riguarda la base del rally fu sempre Olbia a fare da cuore pulsante alla gara, ormai un punto fisso per l'organizzazione dell'evento, e che nel 2009 fu scelta anche come location per la cerimonia inaugurale, ospitata in Viale Principe Umberto.

2010: La parentesi IRC Nel 2010, a causa del nuovo criterio di rotazione dei rally nel calendario mondiale, che dall'anno precedente venne notevolmente ridimensionato, il Rally d'Italia non fu inserito nel WRC, ma nell'Intercontinental Rally Challenge. Ovviamente, i regolamenti diversi imposero un percorso cronometrato più corto rispetto a quello degli anni precedenti, e con una giornata di gara in meno; tuttavia, questi stessi davano all'organizzatore la possibilità di coprire un'area geografica più estesa rispetto a quelli del Mondiale, e dunque fu così che l'edizione 2010 segnò il primo approdo del RIS nel centro e nel sud dell'isola, con due nuove prove speciali nella zona dell'Alta Marmilla e nel complesso forestale di Monte Grighine. La cerimonia di partenza venne ospitata a Cagliari, città nella quale fu inizialmente prevista anche una prova spettacolo inaugurale, poi però cancellata.

L'evento inoltre si svolse in concomitanza con il Rally del Corallo, gara con base ad Alghero e facente parte del Campionato Europeo Rally Auto Storiche, e con la quale condivideva oltre il 70% del suo percorso competitivo, con le vetture storiche in coda alla carovana dell'IRC.

2011 - 2013: Le incertezze sul futuro Il 2011 si apre con l'annuncio del ritorno del RIS nel campionato WRC, ma con molte ombre legate al futuro della manifestazione; la condizione di grave crisi economica in cui versa la Regione Sardegna fa infatti presagire ad uno spostamento del Rally d'Italia per l'anno successivo, con Sicilia e Toscana tra le candidate principali a sostituire l'isola dei quattro mori.

L'ottava edizione della gara sarda fu caratterizzata dal cambio delle norme FIA in merito alle caratteristiche dei percorsi di gara, sulla scia dei regolamenti già adottati un anno prima dall'IRC, e che dunque previdero una liberalizzazione nella stesura dell'itinerario del rally, specialmente riguardo all'estensione geografica della manifestazione. Fu così che per il secondo anno consecutivo vennero ricalcate le zone centrali dell'isola per tutta la 1ª tappa, riproponendo poi le classiche prove nel Monteacuto e in Gallura nelle due giornate rimanenti. Inizialmente fu addirittura prevista la partenza della manifestazione da Roma, proposta poi accantonata per le evidenti difficoltà logistiche che ne sarebbero derivate. Il parco assistenza fu spostato da Cala Saccaia al neonato Molo 1 Bis del porto Isola Bianca, in posizione più centrale e vicina ad Olbia.

In occasione dell'evento vennero inoltre presentati al pubblico l'ingresso di due nuovi team nel mondiale rally: la Mini, con la nuova Countryman WRC preparata da Prodrive e portata in gara da Daniel Sordo e Kris Meeke, e la Volkswagen, che ad Olbia presentò una maquette della futura Polo R WRC, progettata per debuttare nella stagione 2013.

La disputa con la Sicilia per il Rally d'Italia 2012 Verso la fine del 2011 si aprì una controversia tra l'allora presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci e l'Automobile Club d'Italia; al centro della discussione i mancati finanziamenti da parte dell'amministrazione sarda delle edizioni dal 2009 al 2011, costate all'ACI ben 13 milioni di euro, e la quasi totale assenza di piani da parte della regione per l'edizione 2012. Di fronte alla carenza di supporto economico da parte della giunta, il comitato esecutivo dell'ACI deliberò lo spostamento del Rally d'Italia 2012 in Sicilia, a seguito di una votazione datata 17 novembre 2011, e nella quale il presidente Enrico Gelpi si espresse a favore del trasferimento. Tuttavia, la decisione dell'ente si trovò in contrasto con il parere sia della FIA che del Promoter, i quali continuavano ad indicare la Sardegna come unica base possibile per ospitare il rally mondiale in Italia.