Tra i massimi poeti italiani del Novecento, già dalla prima raccolta Ossi di seppia (1925) fissò i termini di una poetica del negativo in cui il "male di vivere" si esprime attraverso la corrosione dell'Io lirico tradizionale e del suo linguaggio. Questa poetica viene approfondita nelle Occasioni (1939), dove alla riflessione sul male di vivere subentra una poetica dell'oggetto: il poeta concentra la sua attenzione su oggetti e immagini nitide e ben definite che spesso provengono dal ricordo, tanto da presentarsi come rivelazioni momentanee destinate a svanire.

Dopo La bufera e altro (1956), raccolta delle poesie degli anni della Seconda guerra mondiale (Bufèra) e di quelli immediatamente successivi, per un decennio si dedica alla critica musicale, teatrale e letteraria, accantonando la poesia. Nel 1963 muore la moglie e ciò dà avvio a una fase di ripresa, in cui il poeta affronta nuovi temi e sperimenta nuovi stili: Satura (1971), Diario del ’71 e del ’72 (1973) e Quaderno di quattro anni (1977).

Nel 1967 fu nominato senatore a vita e nel 1975 ricevette il Premio Nobel per la letteratura.

Biografia Anni giovanili Nacque a Genova, in un palazzo dell'attuale corso Dogali, vicino al Castello d'Albertis, il 12 ottobre 1896, ultimo dei sei figli di Domenico Montale e Giuseppina Ricci, appartenenti alla borghesia genovese.Prima di Eugenio erano nati Salvatore, Ugo, Ernesto (morto subito dopo la nascita), Alberto e Marianna: Giorgio Zampa, Cronologia, in E. Montale, Tutte le poesie, Milano, Oscar Mondadori, 1990, p. LVII Il padre era comproprietario di una ditta di prodotti chimici, la società G. G. Montale & C., tra l'altro fornitrice di Veneziani S.p.A., azienda presso cui era impiegato Italo Svevo, genero di Veneziani.

Studi Inizia gli studi presso l'istituto "Vittorino Da Feltre" di via Maragliano, gestito dai Barnabiti (rettore è padre Rodolfo Trabattoni, vice rettore padre Giovanni Semeria). A causa della sua salute precaria, che lo porta a contrarre varie broncopolmoniti, vengono preferiti gli studi tecnici, invece dei più lunghi classici, così nel 1911 viene iscritto all'istituto tecnico commerciale "Vittorio Emanuele II" (del quale già un altro illustre genovese, il generale Antonio Cantore, M.O.V.M., era stato alunno tra il 1876 e il 1877) dove nel 1915 si diplomerà in ragioneriaAnche Giuseppe Ungaretti conseguì il diploma di ragioniere. Ungaretti si diplomò ad Alessandria d'Egitto nel 1906 presso l'Ecole Suisse Jacot, un prestigioso istituto svizzero. Ungaretti, però, diversamente da Montale, terrà sempre nascosto quel suo percorso di studi, preferendo dichiarare di aver svolto studi classici (). con buoni voti; il giovane Montale ha comunque la possibilità di coltivare i propri interessi prevalentemente letterari frequentando le biblioteche cittadine e assistendo alle lezioni private di filosofia della sorella Marianna, iscritta alla facoltà di lettere e filosofia.

La sua formazione da autodidatta gli permette di scoprire interessi e vocazione attraverso un percorso libero. Si appassiona alla letteratura, in particolare a Dante Alighieri, Francesco Petrarca, Giovanni Boccaccio e Gabriele D'Annunzio, autori che lo stesso Montale affermerà di avere attraversato, e coltiva l'interesse per le lingue straniere. La Riviera ligure di Levante, con le località di Rapallo e le Cinque Terre, dove la famiglia trascorre le vacanze, influenzerà la sua produzione letteraria. «Scabri ed essenziali», come egli definì la sua stessa terra, gli anni della giovinezza delimitano in Montale una visione del mondo in cui prevalgono i sentimenti privati e l'osservazione profonda e minuziosa delle poche cose che lo circondano: la natura mediterranea e le donne della famiglia.

Qui si cimenta in lunghe letture, finalizzate soprattutto al piacere della conoscenza e della scoperta. In questo periodo di formazione Montale coltiva inoltre la passione per il canto, studiando dal 1915 al 1923 con l'ex baritono Ernesto Sivori, esperienza che lascia in lui un vivo interesse per la musica, anche se non si esibirà mai in pubblico. Riceverà comunque già nel 1942 dediche da Tommaso Landolfi, fondatore con altri della rivista Letteratura.

La Grande Guerra e l'avvento del fascismo Nel 1917, dopo quattro visite mediche, è dichiarato idoneo al servizio militare e viene arruolato nel 23º fanteria a Novara; frequenta a Parma il corso allievi ufficiali di complemento ottenendo il grado di sottotenente di fanteria e chiede di essere inviato al fronte. Dall'aprile 1917 combatte in Vallarsa, inquadrato nei "Leoni di Liguria" del 158º Reggimento fanteria e il 3 novembre 1918 conclude l'esperienza di combattente entrando a Rovereto. In seguito, fu trasferito a Chienes, poi al campo di reduci di guerra dell'Eremo di Lanzo e, infine, fu congedato con il grado di tenente all'inizio del 1920.

Gli anni tra il 1919 e il 1923 a Monterosso conosce Anna degli Uberti (1904-1959), protagonista femminile in un insieme di poesie montaliane, trasversali nelle varie opere, note come "ciclo di Arletta" (chiamata anche Annetta o capinera). Nel 1924 conosce la giovane di origine peruviana Paola "Edda" Nicoli, anche lei presente negli Ossi di seppia e ne Le occasioni. È il momento dell'affermazione del fascismo, dal quale Montale prende subito le distanze sottoscrivendo nel 1925 il Manifesto degli intellettuali antifascisti di Benedetto Croce. Il suo antifascismo ha una dimensione non tanto politica quanto culturale: esso si nutre di un disagio esistenziale e di un sentimento di malessere nei confronti della civiltà moderna tout court.Romano Luperini, Pietro Cataldi, Lidia Marchiani, La scrittura e l'interpretazione: storia e antologia della letteratura italiana nel quadro della civilta europea / Dall'ermetismo al postmoderno (dal 1925 ai giorni nostri), Palumbo, Palermo 1997, p. 365 Il suo è un antifascismo aristocratico e snobistico. Montale vive questo periodo nella "reclusione" della provincia ligure, che gli ispira una visione profondamente negativa della vita.

Il suo pessimismo, non essendo immediatamente riconducibile alla politica, come non risentendo di genesi ambientale, sopravvive anche dopo l'avvento della democrazia:Romano Luperini, Pietro Cataldi, Lidia Marchiani, La scrittura e l'interpretazione: storia e antologia della letteratura italiana nel quadro della civiltà europea / Dall'ermetismo al postmoderno (dal 1925 ai giorni nostri), Palumbo, Palermo 1997, p. 372 è evidente ne La bufera e altro, nella precisa scelta di non riconoscersi nei due partiti di massa (DC e PCI) e nella società dei consumi.

Soggiorno a Firenze

Montale giunge a Firenze nel 1927 per il lavoro di redattore ottenuto presso l'editore Bemporad. Nel capoluogo toscano gli anni precedenti erano stati decisivi per la nascita della poesia italiana moderna, soprattutto grazie alle aperture della cultura fiorentina nei confronti di tutto ciò che accadeva in Europa: le Edizioni de La Voce; i Canti Orfici di Dino Campana (1914); le prime liriche di Ungaretti per LacerbaLe relazioni fra Montale e Ungaretti non furono semplici. Ungaretti espresse spesso scarsa stima e simpatia nei confronti del collega. Ungaretti, quando negli anni Trenta svolse l'incarico di selezionatore delle opere da pubblicarsi sui «Quaderni di Novissima», fece tutto il possibile per impedire la pubblicazione delle opere di Montale (C. Auria, La vita nascosta di Giuseppe Ungaretti, Le Monnier, Firenze, 2019). Inoltre nel 1942 - in occasione della stampa di Vita d'un uomo - invitò Giuseppe De Robertis (curatore dell'edizione mondadoriana) a spiegare come Montale, alla pari di Vincenzo Cardarelli e Umberto Saba, avesse tratto ispirazione dal Porto sepolto (Lettera di Ungaretti a De Robertis del 19 luglio 1942, G. Ungaretti - G. De Robertis, Carteggio (1931-1962), a cura di D. De Robertis, Il Saggiatore, Milano 1984). Infine, quando nel 1967 Montale venne nominato senatore a vita, Ungaretti non accolse bene la notizia, cercò però di scherzarci sopra con una nota battuta: «Montale senatore, Ungaretti fa l'amore» (L. Piccioni, Montale senatore, Ungaretti fa l'amore, «Il foglio quotidiano», 10 maggio 2014, p. IX). e l'accoglienza di poeti come Vincenzo Cardarelli e Umberto Saba.

Montale, dopo l'edizione degli Ossi del 1925, nel 1929 è chiamato a dirigere il Gabinetto scientifico letterario G. P. Vieusseux. Curiosamente, come ricordava lo stesso Montale, fu inserito in una lista di possibili candidati da Paolo Emilio Pavolini e venne scelto dall'allora podestà fiorentino Giuseppe Della Gherardesca, essendo l'unico non iscritto al Partito Fascista. Dieci anni più tardi, per l'identico motivo, Montale venne esonerato dall'incarico, dopo che per 18 mesi gli era stato sospeso lo stipendio, nel tentativo di "incoraggiarlo" a iscriversi al PNF.Pio De Berti Gambini, Intervista a Eugenio Montale, Milano, RAI, 1966

In quegli anni fu ospite di Anna Maria Ichino, collaborò alla rivista Solaria, frequentò i ritrovi letterari del caffè Le Giubbe Rosse conoscendovi Carlo Emilio Gadda, Tommaso Landolfi ed Elio VittoriniNel 1932 -in occasione dell'assegnazione del Premio Fracchia - Montale e Vittorini entrarono in contrasto con Giuseppe Ungaretti. Il premio era stato vinto da Aldo Capasso con un libro (Il passo del cigno ed altri poemi) contenente una prefazione di Ungaretti e dedicato a Montale; Vittorini, anche lui fra i partecipanti al premio, stroncò il libro con una recensione apparsa sul «Bargello»; Ungaretti non gradì l'articolo di Vittorini, ispirato a suo parere da Montale e reagì scrivendo una lettera a Corrado Pavolini in cui disprezzava le poesie di Montale, accusato d'essere un invidioso (Lettera di Ungaretti a Pavolini, febbraio 1932, C. Pavolini - G. Ungaretti, Carteggio (1926-1962), Bulzoni, Roma, 1989, p. 188). e scrisse per quasi tutte le nuove riviste letterarie che nascono e muoiono in quegli anni di ricerca poetica. In questo contesto provò anche l'arte pittorica imparando da Elio Romano l'impasto dei colori e l'uso dei pennelli. Nel 1929 fu ospite nella casa di Drusilla Tanzi (che aveva conosciuto nel 1927) e del marito, lo storico d'arte Matteo Marangoni, casa dove due anni prima gli avevano presentato anche Gerti Frankl.

La vita a Firenze però si trascina per il poeta tra incertezze economiche e complicati rapporti sentimentali; nel 1933 conosce l'italianista americana Irma Brandeis, con cui avvia una quinquennale storia d'amore, cantandola con il nome di Clizia in molte poesie confluite ne Le occasioni. Legge molto Dante e Svevo, e i classici americani. Fino al 1948, l'anno del trasferimento a Milano, egli pubblica Le occasioni e le prime liriche di quelle che formeranno La bufera e altro (che uscirà nel 1956). Montale, che non si era iscritto al Partito Fascista e dopo il delitto di Giacomo Matteotti era stato firmatario del manifesto crociano, prova subito dopo la guerra a iscriversi al Partito d'Azione, ma ne esce pochissimo tempo dopo.

Soggiorno a Milano