Biografia Figlio di Italiano Trovaioli e Angela Petrucci, da bambino iniziò a studiare il violino rivelando un notevole talento musicale. In seguito si diplomò in pianoforte e composizione al conservatorio di musica di Santa Cecilia in Roma. Nel 1937 entrò nell'orchestra di Rocco Grasso, che l'anno dopo lo volle come pianista nel proprio complesso. Nel 1939 suonò con l'orchestra di Sesto Carlini, una delle più rinomate formazioni jazzistiche italiane dell'epoca.
Dal 1940 a 1943 fu arruolato come ufficiale dell'esercito e inviato al fronte balcanico, dopo il quale venne trasferito a Roma ad una postazione militare di Maccarese. Congedato nel 1944 riprese la sua attività di musicista e, con la liberazione di Roma da parte degli alleati, formò il gruppo musicale Il club del ritmo con il chitarrista Libero Tosoni e con Cecconi, Ammanniti, De Carolis, Giuseppe Carta e la cantante Anna Maria Dionisi: insieme si esibirono in vari locali e teatri della capitale.
Dopo la guerra tornò ad alternare l'attività nel jazz con quella nella musica leggera; contemporaneamente perfezionò i suoi studi musicali, diplomandosi nel 1948 al Conservatorio Santa Cecilia di Roma. Nel 1949 fu scelto per rappresentare l'Italia al Paris Jazz Festival dove, con Gorni Kramer al contrabbasso e Gil Cuppini alla batteria, suonò nella celebre Salle Pleyel.
Nel 1950 cominciò a realizzare una serie di incisioni discografiche, pubblicate con il titolo Musica per i vostri sogni. Con lo stesso titolo, e in un secondo tempo con quello di Eclipse, in collaborazione con Piero Morgan (Piero Piccioni) fece un ciclo di trasmissioni radiofoniche, uno tra i primi tentativi italiani di presentare esecuzioni pianistiche di jazz con orchestra d'archi. Nel 1963 compose e incise con Carlo Pes alla chitarra il brano Quisasevà, che fu scelto come sigla del programma televisivo Il Giornalaccio.
Nel 1958 fondò a Roma l'Orchestra Stabile di Musica Leggera della Radiotelevisione Italiana, successivamente diretta da Gorni Kramer, Lelio Luttazzi e Piero Piccioni.
La radio
All'inizio degli anni cinquanta la Rai gli affidò la direzione di un'orchestra di musica leggera, l'"Orchestra di ritmi e canzoni". Trovajoli la impostò con un coro, tra cui spiccava la cantante Donatella BianconiCanzoniere della radio n. 164, agosto 1950., e con un organico di dodici violini, quattro viole, quattro violoncelli, un flauto, un oboe, un clarinetto, un corno, l'arpa, vibrafono, chitarra elettrica, contrabbasso, batteria e il pianoforte suonato da lui stesso. Questa formazione, con la collaborazione di alcuni cantanti, trasmise dai microfoni di Radio Roma eleganti brani musicali con una netta impostazione jazzistica.
Negli anni 1952 e 1953, insieme a Piero Piccioni, fu protagonista del settimanale musicale serale Eclipse, nel quale l'orchestra, diretta in alternanza dai due compositori, eseguiva pezzi estremamente ricercati e sofisticati, con uno stile ben diverso da quello delle orchestre radiofoniche dell'epoca.
Compositore per il cinema
Nel frattempo Trovajoli aveva esordito, con lo pseudonimo Vatro, come autore di canzoni (È l'alba, Dimmi un po' Sinatra). Nel 1951 Dino De Laurentiis lo invitò a scrivere la colonna sonora di Anna, film diretto da Alberto Lattuada: la canzone El Negro Zumbón, ispirata a ritmi tropicali, divenne una hit mondiale, danzata e cantata nel film da Silvana Mangano, ma in realtà l'esecuzione vocale è di Flo Sandon's.
Lo stesso anno Trovajoli si esibì come concertista suonando musiche di Gershwin, sotto la direzione di Rodzinsky, al Teatro San Carlo di Napoli e di Willy Ferrero alla Basilica di Massenzio in Roma.
Nel 1953 scrisse il commento per il film Due notti con Cleopatra e partecipò come direttore d'orchestra al Festival della Canzone Italiana di Sanremo, trionfando con l'arrangiamento della canzone vincitrice Viale d'autunno. Intervenne al festival anche nel 1957.
Nel 1956 ottenne un secondo successo internazionale con Che m'è mparato a ffà, lanciata e incisa su disco da Sophia Loren.
Nel 1962 sposò l'attrice Anna Maria Pierangeli, dalla quale nel 1963 ebbe il figlio Andrew Howard Rugantino. Divorziò nel 1968. Si risposò con Maria Paola Sapienza, madre di suo figlio Piergiorgio.
La commedia musicale Nel 1962 Trovajoli, che in precedenza aveva collaborato ad alcuni spettacoli di rivista, fu chiamato a comporre la musica per un film scritto da Pasquale Festa Campanile e Massimo Franciosa; la pellicola doveva chiamarsi Rugantino, ma non fu realizzata (solo nel 1973 si realizzerà il film con Adriano Celentano come attore protagonista (Rugantino). Il copione fu invece utilizzato da Garinei e Giovannini per realizzare la famosa commedia musicale omonima, che andò in scena nel 1962 con enorme successo. Trovajoli fu apprezzato dagli intenditori per lo studio condotto sui motivi popolari romani dell'Ottocento, sapientemente riecheggiati nelle sue composizioni. Ottenne poi altrettanti successi con Ciao, Rudy e Aggiungi un posto a tavola, sempre di Garinei e Giovannini. Nei contenuti extra del DVD di Aggiungi un posto a tavola Trovajoli afferma che, non essendo credente, gli è stato difficile comporre delle canzoni per questa commedia. La canzone più suggestiva e orecchiabile in Rugantino, Roma nun fa' la stupida stasera, divenne il suo terzo best seller mondiale.
Da ricordare, nell'ambito delle colonne sonore, la collaborazione con registi come Vittorio De Sica, Marco Vicario, Dino Risi, Luigi Magni ed Ettore Scola, del quale ha musicato praticamente l'intera filmografia.
Nel 2007 ha ricevuto il Premio Speciale David di Donatello alla carriera. Nel 2009 ha collaborato al nuovo disco di Renato Zero e il 20 giugno ha partecipato, con lui e con tanti altri cantanti italiani, al concerto "Corale per l'Abruzzo" allo Stadio Olimpico.
Nel 2010 ha ricevuto il Premio Federico Fellini 8½ per l'eccellenza artistica al Bif&st di Bari.
Attore Trovajoli realizzò anche la colonna sonora del film I complessi e, nell'episodio Guglielmo il dentone, quando Guglielmo Bertone (Alberto Sordi) cerca il professor Cutolo (Alessandro Cutolo) e apre la porta di uno studio in cui stanno registrando un brano di musica leggera, il maestro che dirige è proprio Trovajoli. In Ieri, oggi e domani (1963), nel secondo episodio ("Anna"), è l'automobilista con la spider che soccorre Sophia Loren.
Morte Muore nella sua abitazione a Roma il 1º marzo 2013 all'età di 95 anni; come da sua disposizione, il decesso è reso noto dalla moglie Maria Paola a cremazione già avvenuta. Successivamente le sue ceneri furono disperse in natura.
Vita privata Ebbe cinque figli, da altrettante relazioni: Graziella, Marina Ubalda, Maurizio (nato nel 1960 dalla relazione con l'indossatrice Mirella Pettinari), Andrew avuto dalla moglie, l'attrice Anna Maria Pierangeli, e Piergiorgio. La secondogenita Marina Ubalda, nata l'11 agosto 1954 a San Marino dalla relazione con Silvana Puntieri, gli premorì il 12 agosto 2000.
Discografia Album in studio
1958 - One Night in Naples 1958 - Songs by Night 1959 - Trovajoli Jazz Piano 1959 - Softly 1961 - Il gigante di Metropolis 1962 - Totò di notte n. 1 1962 - Rugantino 1962 - Boccaccio '70 (Original Soundtrack) - con Nino Rota 1963 - Ieri Oggi Domani
Singoli
1950 - Fascinating Rhythm/Sophisticated Lady 1951 - Yesterdays/Easy to Love 1951 - Lady Bird/All the Things You Are
Filmografia
Compositore Riso amaro, regia di Giuseppe De Santis (musiche di Goffredo Petrassi e A. Trovajoli) (1949) Anna, regia di Alberto Lattuada (musiche di Nino Rota e A. Trovajoli) (1951) Eran trecento... (La spigolatrice di Sapri), regia di Gian Paolo Callegari (musiche di Giovanni Fusco e A. Trovajoli) (1952) La tratta delle bianche, regia di Luigi Comencini (1952) Era lei che lo voleva!, regia di Marino Girolami e Giorgio Simonelli (1953) Il più comico spettacolo del mondo, regia di Mario Mattoli (1953) Un giorno in pretura, regia di Steno (1953) Questa è la vita, regia di Luigi Zampa (1954) La donna del fiume, regia di Mario Soldati (musiche di Angelo Francesco Lavagnino e A.Trovajoli) (1954) Due notti con Cleopatra, regia di Mario Mattoli (1954) Le diciottenni, regia di Mario Mattoli (1955) Donne sole regia di Vittorio Sala (1956) Camping, regia di Franco Zeffirelli (1958) Poveri milionari, regia di Dino Risi (1959) Il vedovo, regia di Dino Risi (1959) La cento chilometri, regia di Giulio Petroni (1959) Vacanze d'inverno, regia di Camillo Mastrocinque (1959) Le notti dei teddy boys, diretto da Leopoldo Savona (1959) La ciociara, regia di Vittorio De Sica (1960) Chiamate 22-22 tenente Sheridan, regia di Giorgio Bianchi (1960) Il carro armato dell'8 settembre, regia di Gianni Puccini (1960) Le pillole di Ercole, regia di Luciano Salce (1960) Tu che ne dici?, regia di Silvio Amadio (1960) I piaceri dello scapolo, regia di Giulio Petroni (1960) I piaceri del sabato notte, regia di Daniele D'Anza (1960) Questo amore ai confini del mondo, regia di Giuseppe Maria Scotese (1960) Il mantenuto, regia di Ugo Tognazzi (1961) Pugni pupe e marinai, regia di Daniele D'Anza (1961) La ragazza di mille mesi, regia di Steno (1961) Gli attendenti, regia di Giorgio Bianchi (1961) Laura nuda, regia di Nicolò Ferrari (1961) Il gigante di Metropolis, regia di Umberto Scarpelli (1961) Ercole alla conquista di Atlantide, regia di Vittorio Cottafavi (1961) Ercole al centro della Terra, regia di Mario Bava (1961) Totò, Peppino e... la dolce vita, regia di Sergio Corbucci (1961) Maciste l'uomo più forte del mondo, regia di Antonio Leonviola (1961) Dieci italiani per un tedesco (Via Rasella), regia di Filippo Walter Ratti (1962) Totò e Peppino divisi a Berlino, regia di Giorgio Bianchi (1962) Il mio amico Benito , regia di Giorgio Bianchi (1962) I pianeti contro di noi, regia di Romano Ferrara (1962) Totò di notte n. 1, regia di Mario Amendola (1962) La visita, regia di Antonio Pietrangeli (1963) Ieri, oggi, domani, regia di Vittorio De Sica (1963) I mostri, regia di Dino Risi (1963) Alta infedeltà, regia di Franco Rossi, Elio Petri, Luciano Salce, Mario Monicelli (1963) Totò sexy, regia di Mario Amendola (1963) Gli onorevoli, regia di Sergio Corbucci (1963) Il monaco di Monza, regia di Sergio Corbucci (1963) Il magnifico cornuto, regia di Antonio Pietrangeli (1964) Matrimonio all'italiana, regia di Vittorio De Sica (1964) Se permettete parliamo di donne, regia di Ettore Scola (1964) Il gaucho, regia di Dino Risi (1964) Sette uomini d'oro, regia di Marco Vicario (1964) Che fine ha fatto Totò Baby?, regia di Ottavio Alessi con lo pseudonimo di Roman Vatro (1964) Le belle famiglie, regia di Ugo Gregoretti (1964) Le bambole, regia di Luigi Comencini, Dino Risi, Mauro Bolognini e Franco Rossi (1964) Casanova '70, regia di Mario Monicelli (1965) Italiani brava gente, regia di Giuseppe De Santis (1965) La violenza e l'amore, regia di Adimaro Sala (1965) I complessi, regia di Dino Risi, Franco Rossi, Luigi Filippo D'Amico (1965) L'arcidiavolo, regia di Ettore Scola (1966) Operazione San Gennaro, regia di Dino Risi (1966) Le spie amano i fiori, regia di Umberto Lenzi (1966) Adulterio all'italiana, regia di Pasquale Festa Campanile (1966) Le fate, regia di Luciano Salce, Mario Monicelli, Mauro Bolognini, Antonio Pietrangeli (1966) America paese di Dio, regia di Luigi Vanzi (1967) I lunghi giorni della vendetta, regia di Florestano Vancini (1967) La matriarca, regia di Pasquale Festa Campanile (1968) Straziami ma di baci saziami, regia di Dino Risi (1968) Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l'amico misteriosamente scomparso in Africa?, regia di Ettore Scola (1968) Il profeta, regia di Dino Risi (1968) Sette volte sette, regia di Michele Lupo (1968) Le dolci signore, regia di Luigi Zampa (1968) Faustina, regia di Luigi Magni (1968) Acid - Delirio dei sensi, regia di Giuseppe Maria Scotese (1968) Rapporto Fuller, base Stoccolma, regia di Sergio Grieco (1968)