Il Codice in materia di rappresentazione delle vicende giudiziarie nelle trasmissioni radiotelevisive è un codice deontologico italiano varato dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, che si occupa di regolamentare i programmi che offrono informazione relativa a processi in corso.

Dal 3 febbraio 2016 non esiste più come documento autonomo: i suoi principi sono stati inglobati nel «Testo unico dei doveri del giornalista». Contenuto Di seguito un breve riepilogo delle indicazioni presenti nel codice.

Articolo 1: Nell'ambito della rappresentazione di vicende giudiziarie in corso, si ha il dovere di rispettare obiettività, completezza, imparzialità, e i diritti alla dignità, all'onore, alla reputazione e alla riservatezza delle persone coinvolte. Le parti si impegnano a: a) rendere distinguibile documentazione e rappresentazione, cronaca e commento, indagato, imputato e condannato, pubblico ministero e giudice, carattere definitivo e non definitivo delle decisioni b) informare soddisfacendo l'interesse pubblico c) informare adeguatamente, correttamente, e senza alterazioni d) rispettare il principio del contraddittorio e) verificare le fonti e garantire la presunzione d'innocenza f) garantire la privacy di chi non è coinvolto direttamente nel processo (e quindi non vi è interesse pubblico). Articolo 2: Le violazioni del codice saranno sanzionate da un apposito comitato (costituito dal 30 giugno 2009). La competenza in merito per i giornalisti resta all'Ordine dei giornalisti (OdG). Articolo 3: Il Codice è aperto ai soggetti iscritti al Registro degli operatori di comunicazione (ROC). L'adesione comporta la piena accettazione del Codice. Articolo 4: Il Codice entra in vigore il 30 giugno 2009.

Sviluppo Il Codice è entrato in vigore il 30 giugno 2009, ed è stato firmato a Roma il precedente 19 maggio, nella sede dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni; i lavori preparatori hanno richiesto circa 18 mesi, e al documento hanno aderito: RAI Reti Televisive Italiane (RTI) Telecom Italia Aeranti-Corallo Federazione nazionale stampa italiana (FNSI) Federazione radio e televisioni (FRT) Ordine dei giornalisti (OdG)

Tra le necessità che hanno portato la costituzione del codice, vi era il rispetto della persona, del contraddittorio, e soprattutto il rischio di confondere i processi mediatici con quelli reali, un pericolo che, nelle parole del presidente AgCom Corrado Calabrò, portavano ad «uno svigorimento e screditamento del processo, a un fuorviamento dell'opinione pubblica, e non escludo anche a un condizionamento delle parti in processo».

Note

Bibliografia Arriva il codice sui "processi in tv": «Sì alla cronaca, no alle ricostruzioni». Corriere.it, 21-05-2009 (consultato in data 14-06-2009)

Voci correlate Carte deontologiche giornalistiche

Collegamenti esterni Il testo integrale sul sito dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni

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