Donna lombarda è un canto popolare antichissimo, considerato fra i più diffusi nell'Italia settentrionale, storicamente nota come Lombardia. Narra la storia di una donna che viene invitata dall'innamorato ad uccidere il marito con del veleno cavato da un serpente, ma un bambino (di "pochi anni" o "pochi mesi", a seconda della versione), denuncia a colui che chiama "caro padre" il tentato assassinio e questi obbliga la donna a bere anche lei l'intruglio.
Radici storiche Costantino Nigra studiò il canto nel suo Canti popolari del Piemonte (1888). Basandosi sugli scritti di Paolo Diacono e Gregorio di Tours, Nigra fece risalire le origini del testo al VI secolo d.C., identificando la protagonista nella regina dei Longobardi Rosmunda, che avvelenò il marito Elmichi, istigata dal prefetto bizantino Longino. Autori più recenti riscontrano alcune incongruenze di carattere storico e linguistico nell'analisi di Nigra.
Opere derivate Il poeta dialettale veronese Berto Barbarani si è ispirato a questo canto popolare per la sua ballata Dona Lombarda, che costituisce il secondo libro del suo terzo canzoniere, I Sogni, edito nel 1922.
Interpreti Numerosi gruppi e artisti contemporanei hanno interpretato una propria versione del canto; tra essi si annoverano: Caterina Bueno Francesco De Gregori e Giovanna Marini nell'album Il fischio del vapore del 2002 Angelo Branduardi (versione mantovana) Giovanna Daffini con il marito Vittorio Carpi Mia Martini e Sergio Endrigo nell'album Canzoni venete (1976) Cantovivo nel disco O nobil cavaliere (2003) Véronique Chalot in francese con il titolo L'empoisonneuse ("L'avvelenatrice") Istranova (Capodistria) in dialetto istroveneto nell'album Istranova (1982) Nanni Svampa, Milanese - Antologia della canzone lombarda (vol. 1, 1970) Raffaella Luna e Franco Morone con il titolo di Ameme Mi Dona Lombarda (2013) Euphorica, band ceca, nell'album Genesis (2008)
Note
Bibliografia Costantino Nigra, Canti popolari del Piemonte, Giulio Einaudi 1957
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