La Quarta Fitna () o grande guerra civile abbaside è l'espressione con cui si indica il conflitto che coinvolse i fratelli Al-Amin e Al-Maʾmūn per la successione al trono del Califfato abbaside. Il padre dei due contendenti, il califfo Harun al-Rashid, aveva nominato Al-Amin come suo primo successore, mentre Al-Ma'mun come secondo, concedendogli inoltre il Khorasan a titolo di appannaggio. In seguito anche il terzo figlio, tale Al-Qasim, venne designato come successore. Dopo la morte di Harun nell'809, Al-Amin gli succedette a Baghdad e poco più tardi, incoraggiato dalla corte, il giovane iniziò a cercare di sovvertire lo status autonomo del Khorasan. Al-Qasim fu rapidamente estromesso dalla corsa alla successione, mentre Al-Ma'mun cercò il sostegno delle élite provinciali del Khorasan e si mosse per affermare la propria autonomia. Mentre la frattura tra i due fratelli e i loro rispettivi schieramenti si allargava, Al-Amin dichiarò suo erede il figlio Musa e radunò un grande esercito. Nell'811, le truppe di al-Amin marciarono contro il Khorasan, ma il valente generale di Al-Ma'mun, Tahir ibn al-Husayn, le sconfisse nella battaglia di Ray, per poi invadere l'Iraq e assediare Baghdad stessa. La città si arrese dopo un anno, Al-Amin fu giustiziato e Al-Ma'mun divenne il nuovo califfo. Durante l'anno di assedio, la città oppose una strenua ed eroica resistenza grazie alla popolazione civile (il cui sostegno al califfo delinea uno scenario ben diverso da quello proposto dalla storiografia, logicamente favorevole al vincitore al-Ma'mūn). Dall'assedio, una buona metà della splendida metropoli califfale uscì totalmente distrutta, tanto che la nuova Baghdad fu ricostruita a oriente della precedente che rimase per secoli in macerie, a ricordo della spaventosa guerra fratricida.

Al-Ma'mun, tuttavia, scelse di rimanere nel Khorasan, anziché recarsi nella capitale. Tale scelta generò un vuoto di potere e acuì le divergenze di vedute tra la parte occidentale e orientale del califfato, invero già amplificate dalla guerra civile. Diversi governanti locali approfittarono dunque del periodo turbolento per imporsi in Giazira, Siria e Egitto. Inoltre, si verificò una serie di rivolte capeggiate dalla famiglia degli Alidi, con una delle insurrezioni capeggiate da Abu'l-Saraya a Kufa che si estese poi nel sud dell'Iraq, nell'Hegiaz e nello Yemen. Le politiche filo-khorasane perseguite dal potente visir di Al-Ma'mun, al-Fadl ibn Sahl, unite alla susseguente decisione di Al-Ma'mun di designare tra gli eredi l'alide ʿAlī al-Riḍā, alienarono la nobiltà storica di Baghdad, che si considerò sempre più emarginata. Come conseguenza, lo zio di Al-Ma'mun Ibrahim fu proclamato califfo rivale a Baghdad nell'817, evento il quale costrinse Al-Ma'mun a intervenire di persona. Fadl ibn Sahl fu assassinato e Al-Ma'mun lasciò il Khorasan alla volta di Baghdad, dove fece il suo ingresso nell'819. Gli anni successivi coincisero con il consolidamento dell'autorità di Al-Ma'mun e la reincorporazione delle province occidentali contro i ribelli locali, processo terminato però con la sola pacificazione dell'Egitto nell'827. Alcune ribellioni locali, in particolare quella scatenate dai khurramiti, si trascinarono molto più a lungo, ossia fino all'830.

Gli storici hanno interpretato il conflitto in modo non unanime; nelle parole dell'iranologo Elton L. Daniel, si è trattato di «un conflitto per la successione tra un Al-Amin piuttosto incompetente e assatanato e il suo fratello Al-Ma'mun, scaltramente capace; si trattò del prodotto di intrighi dell'harem, di un'estensione della rivalità personale tra i ministri Al-Fadl ibn Rabi e Al-Fadl ibn Sahl o di una lotta tra arabi e persiani per il controllo del potere»..

Contesto storico

Le cause della guerra civile vanno individuate negli accordi di successione di Hārūn al-Rashīd (al potere dal 786 al 809), così come nelle dinamiche politiche interne del Califfato abbaside. I due principali contendenti, Al-Amin e Al-Ma'mun, nacquero a sei mesi di distanza l'uno dall'altro nell'AH 170 (786/787), con il secondo che era di poco più grande... Tuttavia, fu Al-Amin a essere nominato primo erede nel 792, mentre Al-Ma'mun seguì nel 799, una scelta questa determinata dalle loro linee di discendenza e dalle implicazioni politiche che ne sarebbero seguite. Al-Amin vantava un lignaggio indubbiamente abbaside, essendo figlio di Harun tramite Zubayda, la quale a sua volta discendeva dal secondo califfo abbaside Al-Mansur (regnante dal 754 al 775); la madre di Al-Ma'mun, invece, era Marajil, una concubina persiana del Badghis, una regione compresa nel Khorasan..

Sebbene le origini di Al-Ma'mun fossero più umili rispetto a quelle puramente arabe di Al-Amin, i suoi legami con il Khorasan e le province orientali dominate dagli iranici si rivelarono un fattore essenziale nella sua designazione come erede. A differenza del Califfato omayyade, governato esclusivamente dagli arabi, lo Stato abbaside subiva una forte influenza iranica, e in particolare dei nobili del Khorasan.. La rivoluzione abbaside, che coincise con l'affermazione di quella dinastia al comando, ebbe origine nel Khorasan e i regnanti abbasidi fecero molto affidamento su quella regione soprattutto per via dei contributi che apportava in ambito militare e burocratico. Molti soldati facenti parte dell'esercito arabo provenienti dal Khorasan (Khurasaniyya) e spostatisi a ovest assieme agli Abbasidi ricevettero dei feudi in Iraq e nella nuova capitale abbaside, Baghdad, imponendosi al livello di un gruppo d'élite divenuto noto come gli abnāʾ al-dawla ("i figli dello/a Stato/dinastia")... Il Khorasan preservò una posizione privilegiata tra le province del califfato,. e Harun al-Rashid, in particolare, si dimostrò attento a coltivare i suoi legami con l'elemento iranico attivo nei suoi domini, anche attraverso la nomina a cariche apicali riservata alla famiglia del Khorasan dei Barmecidi.. Sia Al-Amin che Al-Ma'mun erano stati istruiti in gioventù proprio da due Barmecidi, in particolare il primo da Al-Fadl ibn Yahya e il secondo da Ja'far ibn Yahya. Mentre Al-Amin prese le distanze dai Barmecidi e divenne strettamente associato all'aristocrazia abnaʾ di Baghdad, Al-Ma'mun rimase influenzato da Ja'far e dai suoi sostenitori.

Nell'802, Harun e i più potenti funzionari del governo abbaside eseguirono il pellegrinaggio alla Mecca, dove fu stipulato un accordo definitivo in merito alla successione: Al-Amin sarebbe succeduto ad Harun a Baghdad, mentre Al-Ma'mun sarebbe stato designato erede di Al-Amin e avrebbe governato anche su una porzione di territorio che comprendeva il Khorasan e altre aree circostanti con una vasta autonomia decisionale. Anche un terzo figlio, Al-Qasim (Al-Mu'tamin), fu aggiunto come terzo erede e ricevette l'incarico di amministrare le aree di frontiera con l'Impero bizantino (Al-ʿAwāṣim).. Le clausole dell'intesa, ampiamente riferite dallo storico Al-Tabari, potrebbero tuttavia essere state distorte dai successivi apologeti di Al-Ma'mun, soprattutto per quanto riguarda la portata dell'autonomia concessa alla porzione orientale del califfato che sarebbe spettata ad Al-Ma'mun..

Quasi immediatamente dopo il suo ritorno a Baghdad, nel gennaio del 803, la corte abbaside fu testimone della brusca caduta dal potere della famiglia barmecide. Da un lato, tale decisione potrebbe riflettere la circostanza che i Barmecidi potrebbero essere diventati troppo potenti agli occhi del califfo, ma la tempistica della scelta lascia intuire che fosse legata anche alla questione della successione. Poiché Al-Amin si era schierato al fianco degli abnaʾ e Al-Ma'mun con i Barmecidi, Al-Amin era consapevole della distanza sempre maggiore che separava le due fazioni ed era consapevole che, se voleva ottenere una possibilità di avere successo, il peso specifico dei Barmecidi doveva essere annullato... Gli anni successivi all'estromissione di questi ultimi coincisero con una crescente centralizzazione dell'amministrazione e un concomitante aumento dell'influenza degli abnaʾ, molti dei quali furono allora spinti ad assumere incarichi di governatori provinciali e a portare queste province sotto un più stretto controllo da Baghdad.

Tale strategia scatenò dei disordini nelle province, in particolare nel Khorasan, dove, secondo Elton L. Daniel, «le politiche abbasidi [oscillavano] tra due estremi. Un governatore tentava di prelevare quanta più ricchezza possibile dalla provincia a beneficio dell'Iraq, del governo centrale e, non di rado, di se stesso. Quando la gente protestava a gran voce, tali governatori venivano temporaneamente sostituiti da altri che avrebbero avuto il compito di occuparsi degli interessi locali».. La nobiltà del Khorasan aveva una rivalità di lunga data con gli abnaʾ. Sebbene questi ultimi risiedessero principalmente nell'attuale Iraq, essi insistettero per mantenere il controllo degli affari nel Khorasan e chiesero che le entrate della provincia venissero inviate a ovest per accrescere le loro entrate, cosa fortemente contrastata dalle élite locali arabe e iraniche. Al-Fadl ibn Yahya, universalmente lodato come governatore modello, fu nominato nel Khorasan nel 793, ma fu allontanato nel 796 quando uno degli abnaʾ, Ali ibn Isa ibn Mahan, subentrò a capo della provincia... Le sue dure misure fiscali provocarono crescenti disordini fomentati dai kharigiti e sfociati in aperte ribellioni, in un caso sostenuti anche dal governatore di Samarcanda, Rafi ibn al-Layth. Tale insurrezione costrinse lo stesso Harun, accompagnato da Al-Ma'mun e dal potente ciambellano (hajib) e primo ministro Al-Fadl ibn Al-Rabi, per recarsi nella provincia nell'808. Al-Ma'mun fu inviato in avanscoperta con parte dell'esercito a Merv, mentre Harun rimase a Tus, dove morì il 24 marzo 809...

Guerra civile tra Al-Amin e Al-Ma'mun (809-813)

Alla morte di Harun, Al-Amin ascese al trono a Baghdad, dove la sua popolarità era grande, mentre Al-Ma'mun rimase a Merv, da dove progettò di condurre una campagna contro i ribelli rimasti. Tuttavia, Al-Amin richiamò l'esercito e il tesoro dall'est, lasciando Al-Ma'mun con poche forze militari. Fu in quel periodo che Al-Ma'mun arrivò a fare affidamento sul suo wazir (visir), l'ex protetto barmecide Al-Fadl ibn Sahl, che iniziò ad attuare una politica di conciliazione e cooperazione con le aristocrazie locali, la cui autonomia e privilegi erano garantiti.. Il patto dell'802 cominciò presto a dimostrare le proprie crepe per via delle politiche accentratrici di Baghdad e per la disputa sullo status del Khorasan. Agli abnaʾ guidati da Ali ibn Isa, il quale era stato dapprima imprigionato da Harun, liberato qualche anno dopo e infine nominato comandante delle guardie del corpo del califfo, si avvicinarono diversi funzionari influenti, primo fra tutti Al-Fadl ibn al-Rabi. Essi chiesero che il Khorasan e i proventi derivanti dalle tasse lì riscosse tornassero sotto il controllo diretto del governo centrale, malgrado ciò avrebbe infranto le disposizioni previste dall'accordo sottoscritto alla Mecca...