Maruggio (Maruggiu in salentino settentrionale) è un comune italiano di abitanti della provincia di Taranto in Puglia.

È noto soprattutto per il suo centro storico edificato in gran parte dall'ordine dei cavalieri di Malta (che vegliarono su questa terra dal 1317 al 1819) e per la tipica produzione del vino primitivo. Il comune fa parte dei borghi più belli d'Italia. Il centro abitato si trova in un avvallamento naturale ad un'altitudine media di s.l.m., circa a est di Taranto, ai piedi delle Murge tarantine, nel Salento nord-occidentale. Comprende la frazione di Campomarino, che si affaccia sul Mar Ionio per circa .

Geografia fisica Territorio

Il territorio del comune si estende nella penisola salentina nord-occidentale per . Confina ad est e a nord-est col territorio di Manduria, a nord con quello di Sava, ad ovest e nord-ovest col territorio di Torricella ed è prevalentemente pianeggiante, con leggere ondulazioni nella parte settentrionale del territorio comunale, le Murge tarantine, che raggiungono l'altitudine massima di poco oltre i al confine col comune di Sava.

Altri colli delle Murge tarantine in territorio maruggese sono il monte Furlano ( s.l.m.), situato nella parte a nord del paese, al confine coi comuni di Manduria e Sava, e il monte Specchiuddo ( s.l.m. e così chiamato per la presenza di una specchia sulla sua cima). Questi bassorilievi proteggono il paese dai venti di tramontana che soffiano durante l'inverno, rendendo il clima più mite mentre lo rendono più rovente in estate nei giorni con venti settentrionali per effetto favonico.

Mancano corsi d'acqua, ad eccezione di un piccolo torrente lungo circa un chilometro e mezzo, detto canale del Curso, in contrada Castigno, ad ovest del paese, alimentato da risorgive a livello del suolo.

Il territorio di Maruggio si affaccia sul mar Ionio e la sua costa è estesa per , è prevalentemente sabbiosa, con tratti rocciosi nella parte orientale, ad iniziare dalla periferia di Marina di Maruggio (Campomarino di Maruggio) fino alla località Monaco Mirante, e nelle località di Capoccia Scorcialupi e Acquadolce Cirenaica, nel versante occidentale del litorale. All'estremità occidentale della costa maruggese troviamo inoltre il basso promontorio di Monte dell'Ovo, alto . Lungo la costa maruggese (e in particolare lungo la costa orientale e nella località di Acquadolce Cirenaica) si trovano le dune di Campomarino che raggiungono fino a di altezza e sono sito di interesse comunitario.

Il territorio nell'entroterra del comune è caratterizzato invece dal fenomeno del carsismo, presente soprattutto nel nord del territorio comunale, dove dà luogo alla creazione di due lame, la lama di Canale Cupo prospiciente al paese (e fonte di allagamenti in caso di piogge alluvionali) e la lama di contrada Fabbriche. Originata dal fenomeno carsico è anche la cavità naturale della Ora, un inghiottitoio situato nelle campagne nella contrada omonima, poco a nord di contrada Fabbriche.

Flora e fauna La vegetazione più diffusa è la macchia mediterranea, soprattutto lungo le zone costiere e sui versanti meridionali delle Murge Tarantine. Nelle zone interne prevalgono estesi oliveti e vigneti. Sono inoltre presenti boschetti di pino e ulivo selvatico sparsi tra le campagne (come nelle zone di "Maviglia", di "Pindini", e di "Sferracavalli").

La fauna presente non presenta particolarità: possiamo incontrare lo scarabeo stercorario, la farfalla bellargo, il biacco, il rospo smeraldino, la vipera comune (oggi quasi del tutto estinta) e i gabbiani lungo la costa.

Clima Il clima del comune di Maruggio è di tipo mediterraneo.

Gli inverni risultano prevalentemente freschi, umidi e piovosi. Tuttavia l'esposizione ad est della penisola salentina favorisce la penetrazione di venti freddi di origine russa e balcanica che tuttavia vengono parzialmente mitigati dal Mare Adriatico e successivamente frenati dai colli delle Murge Tarantine, facendo risultare il clima del paese meno freddo rispetto ad altre aree del Salento più esposte alle correnti gelide. Le temperature sporadicamente scendono sotto lo zero di notte, a causa dell'influenza mitigatrice del mare, specie lungo la fascia costiera. Nell'entroterra, nella valle appena sottostante alle Murge, laddove durante i periodi di alta pressione l'irraggiamento notturno è più forte, si verificano più gelate. La neve è rara, come in tutto il versante ionico del Salento.

La primavera e l'autunno risultano principalmente miti e variabili e possono alternare periodi con caldo quasi estivo a periodi più miti e periodi freddi di carattere invernale di breve durata. L'autunno invece risulta molto piovoso.

Le estati sono calde o molto calde, con giorni in cui la temperatura si spinge fino a 40° quando soffiano venti di tramontana. Quando invece il vento risulta di scirocco, la zona risulta essere più fresca rispetto alle zone interne e adriatiche salentine, perché le correnti meridionali, arrivando cariche di umidità dal mar Ionio, non favoriscono una forte risalita della temperatura ma rendono la zona molto afosa. Le precipitazioni sono scarse, assumono sovente carattere temporalesco e si concentrano generalmente nelle ore più calde del giorno. Nonostante la brevità, tali temporali possono risultare anche violenti, accompagnati da forti raffiche di vento e grandine.

I dati fanno riferimento alla stazione meteorologica di Manduria. Le medie termiche si riferiscono al periodo 1930 - 2003, mentre quelle pluviometriche al periodo 1921 - 1996.

Storia

Preistoria ed età greco-romana

L'archeologo Peter Throckmorton nel 1965 scoprì il relitto di una nave greca nel mare antistante le contrade Capoccia e Scorcialupi.

Presso l'attuale santuario della Madonnina dell'Altomare, su un promontorio sul mare a Campomarino sono state identificate tracce di un luogo di culto dedicato ad Artemis BendisRosina Leone, Luoghi di culto extraurbani d'età arcaica in magna Grecia (Studi e materiali di archeologia, 11, Università degli studi di Torino - Fondo di studi Parini-Chirio), Le Lettere, Firenze 1998, p.133-134, ISBN 88-7166-363-2; M. Rosaria Palumbo, "Le terrecotte figurate di tipo greco in Daunia, Peucezia e Messapia" Congedo editore, 1996, p.155; Istituto per la storia e l'archeologia della Magna Grecia, "Taranto e il mediterraneo: Nuovi documenti dai territori tarantini (dalla tavola rotonda di Taranto, giugno 2001) pag. 89..

Medioevo e Rinascimento

Il paese venne fondato tra l'870 e il 963 in una posizione nascosta entro un avvallamento naturale per non essere molto visibile dal mare e quindi per difendersi dagli attacchi saraceni. Fu abitato dai superstiti dei casali di Castigno, Olivaro, San Nicolò, Civitecchia, Albano e Roselle, che erano stati distrutti da tali incursioni.

Maruggio fu feudo dapprima della famiglia Cateniano e in seguito, a partire dal 1130, anno in cui Ruggero II di Sicilia unificò il ducato di Puglia a quello di Calabria dando vita al Regno di Sicilia, fu in possesso dei De Marresio (o Marrese).

I Templari ottennero una mansione nel feudo e grazie a loro vennero prosciugati i terreni paludosi attorno al paese e si sviluppò l'attività di estrazione del sale dagli stagni lungo la costaUna testimonianza della presenza dei Templari a Maruggio è un atto datato al 9 ottobre 1320, appartenente ai registri della cancelleria angioina, andato perduto e giunto a noi grazie alla trascrizione del XIX secolo fatta dallo storico napoletano Camillo Minieri Riccio: . Vi sono le quali collocano la mansione o nel sito dell'attuale castello o nel luogo in cui oggi sorge la chiesa della Madonna del Verde che, proprio dal nome dei Templari sarebbe stata chiamata chiesa della Madonna del Tempio.

Al momento della soppressione dei Templari nel marzo 1308, a Maruggio i loro beni furono assegnati nel maggio del 1312 da papa Clemente V ai Giovanniti (o Cavalieri di Malta). Il passaggio del feudo ai nuovi proprietari ebbe luogo solo nel 1317Il passaggio dei beni, forse dietro intimazione di Roberto d'Angiò ebbe luogo quando il figlio di Giovanna Caballaro, Nicola de Pandis entrò nell'ordine di Malta e divenne primo commendatore di Maruggio..

Nel 1401 il paese fu infeudato a un capitano di ventura, Ottino de Caris e, dopo alterne vicende, il feudo passò sotto l'amministrazione di Giovanni Antonio Orsini del Balzo, principe di Taranto e alla morte di quest'ultimo nel 1463, venne incamerato al fisco.

In questo periodo i Cavalieri di Malta diedero grande impulso allo sviluppo cittadino, contribuendo alla protezione del paese contro i pirati turchi, con la costruzione del castello, delle mura di cinta (oggi non più visibili) e delle torri costiere. Nello stesso anno furono emanati i capitoli della Bagliva. Ai Cavalieri di Malta si attribuisce inoltre la fondazione della chiesa di San Giovanni e quella della Madonna del Verde.

Dal Rinascimento al Settecento

Con il XVI secolo iniziava un lungo periodo di ricchezza e tranquillità per il paese.

Nel Cinquecento Maruggio viene elevata dai Cavalieri di Malta a commenda magistrale e sempre nello stesso secolo si stabilirono nel paese anche i Frati Osservanti e gli agostiniani.

L'unico atto di guerra di questo periodo è rappresentato dall'incursione saracena del 13 giugno 1637, la quale provocò gravi danni. Fu l'unica incursione avvenuta a Maruggio. In ricordo dell'evento si iniziò a ringraziare il Santo del giorno, sant'Antonio di Padova, ancor oggi festeggiato nella ricorrenza dell'incursione.

Nella seconda metà del Seicento, sotto il commendatore Gregorio Carafa, il paese iniziò ad espandersi anche fuori dalle mura e la nuova zona venne detta "Borgo" o "Brulo". Nel paese si costruirono dimore signorili a due piani e si abbellirono con i balconi le facciate di antiche abitazioni.

Il 20 febbraio 1743 il terremoto di Nardò interessò anche Maruggio, distruggendo il rosone romanico della chiesa madre, in seguito sostituito con una finestra in stile barocco.

Vi furono 25 "commendatori" che governarono Maruggio:

Nicola de Pandis (1317) Filippo Ligorio (1419) Ettore Caro Giacomo Montarotto Melchiorre Bandini Giacomo da Monteroni Francesco Carducci Diego Carvajal Gabriele Piscitelli Ferrante Pagano Pietro Francesco Di Capua (1496) Mattia Di Capua Giambattista Alliata Paolo Affaitati Pirro Di Sangro (1598) Ippolito Malaspina Giambattista Naro Ettore Marulli Gregorio Carafa Francesco Di Capua Costantino Chigi (1733) Domenico Busurgi (1775) Giuseppe Trotta (1794) Giuseppe Caracciolo (1801)

Dall'Ottocento ad oggi I cavalieri di Malta governarono Maruggio ininterrottamente dal 1317 al 1819, quando la commenda scomparve definitivamente, dopo essere stata già soppressa il 2 agosto del 1806. Nel 1819 Maruggio divenne comune autonomo. Pochi anni dopo quella data, nel 1861, il paese contava abitanti.

Simboli L'uso dello stemma e del gonfalone è stato concesso con decreto del presidente della Repubblica Luigi Einaudi del 25 giugno 1953.

Descrizione araldica dello stemma:

Descrizione araldica del gonfalone:

Onorificenze

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa madre

La chiesa matrice, o chiesa madre, dedicata alla Natività della Vergine Maria fu edificata nel XV secolo nel centro storico del paese. Fu oggetto di ricostruzioni e modifiche dopo il terremoto di Nardò del 1743 e di altri restauri nel Novecento (il rosone e il portale della facciata). L'interno è a tre navate con cupola sul presbiterio. Nella cripta è custodito il corpo di san Costanzo, donato a Maruggio dal commendatore Chigi nel 1733.

Chiesa di San Giovanni Battista fuori le mura La chiesa di San Giovanni Battista Penitente fu edificata intorno alla fine del XV secolo per volontà dei cavalieri di Malta al di fuori delle antiche mure di cinta cittadine e per questo conosciuta anche come San Giovanni Fuori le Mura.