La cavalleria romana (composta da cavalieri, ovvero equites in latino) era un corpo dell'esercito romano reclutato fin dai tempi di Romolo tra la cittadinanza romana, in seguito tra i socii latini e poi tra i provinciali (auxiliari).

Storia ed evoluzione

Prima età regia (753-616 a.C.)

Secondo la tradizione fu Romolo a creare il primo contingente militare della città di Roma: la legione romanaLivio, Ab Urbe condita libri, VIII, 8, 3.. Questa era formato da 3.000 fanti e 300 cavalieri, scelti tra la popolazione.Plutarco, Vita di Romolo, 13, 1.

I 3.000 fanti (pedites) e 300 cavalieri (equites) erano arruolati dalle tre tribù che formavano la primitiva popolazione di Roma: i Tities, i Ramnes ed i Luceres. In epoca regia era formata da cittadini compresi tra i 17 ed i 46 anni, in grado di potersi permettere il costo dell'armamento.Scheidel, W., 1996, "Measuring Sex, Age and Death in the Roman Empire" Journal of Roman Archaeology Supplementary series no. 21, Chapter 3. Come la prima classe (formata da 80 centurie di fanteria,Dionigi d'Alicarnasso, Antiquitates Romanae, 4, 16, 2-5.), anche i cavalieri, dovevano disporre di un reddito di più di 100.000 assi. Il loro armamento consisteva in un elmo, uno scudo rotondo (clipeus) in bronzo, oltre ad una lancia leggera ed una spada.Tito Livio, Ab Urbe condita libri, I, 43. Secondo Polibio non avevano invece una corazza, bensì una semplice trabea,Polibio, Storie, VI, 25, 3. per cui era facile e comodo salire e scendere da cavallo, ma negli scontri correvano grossi rischi poiché combattevano praticamente nudi.Polibio, Storie, VI, 25, 4.

Nella disposizione tattica dell'esercito, la cavalleria era inserita ai lati della fanteria legionaria, ed i suoi squadroni erano alle dipendenze di un tribunus celerum,Marco Terenzio Varrone, De lingua Latina, V, 81 e 89.Pietro De Francisci, Sintesi storica del diritto romano, p.57. sotto il diretto comando dello stesso Rex.Smith, William A Dictionary of Greek and Roman Antiquities, John Murray, London, 1875 - voce Tribunus.

Si racconta che sempre Romolo, quando la città quadrata si ingrandì e ai Romani si unirono i Sabini, decise di raddoppiare le sue truppe in 6000 fanti e 600 cavalieri.Plutarco, Vita di Romolo 20, 1. E da ultimo sembra che Romolo costituì una guardia personale di ulteriori trecento cavalieri chiamata CeleresPlutarco, Vita di Romolo, 26, 2.Tito Livio, Ab Urbe condita libri, I, 15. (eliminata poi da Numa PompilioPlutarco, Numa, 7, 8.Zonara, Epitome Historiarum, 7, 5.), similmente a quanto fece oltre settecento anni più tardi Augusto con la creazione della guardia pretoriana a difesa del Princeps.

I Tarquinii (616-509 a.C.)

Con l'occupazione di Roma da parte degli Etruschi, si narra che Tarquinio Prisco, quinto re di Roma, riformò la classe dei cavalieri. Egli decise, infatti, di raddoppiare il numero delle tribù fino ad allora in numero di tre: Ramnes, Tities e Luceres e di aggiungerne altre tre, a cui diede un differente denominazioneLivio, Ab urbe condita I, 36, 2.. Queste ultime furono chiamate posterioresLivio, Ab urbe condita I, 36, 6-8. o sex suffragiaFesto, De verborum significatu, sex suffragia(452)., ed erano costituite da ulteriori 600 cavalieri. Questa riforma per il De Francisci potrebbe essere stata apportata da Tarquinio Prisco o dal successore Servio Tullio.

La riforma successiva apportata da Servio Tullio, oltre a coinvolgere la fanteria, riguardò anche la cavalleria, dove dispose di reclutare gli equites oltre alle precedenti 6 centurie dal fiore dell'aristocrazia cittadina (che potrebbero coincidere con quelle formate da Tarquinio Prisco e riconducibili ai sex suffragiaFesto, De verborum significatu, sex suffragia(452); Cicerone, De re pubblica, 2, 22, 39-40.), altre 12 centurie: per un totale 18 centurie.Livio, Ab urbe condita libri I, 43. Secondo il De Francisci, la cavalleria venne organizzata non più in centuriae, ma in turmae.Pietro De Francisci, Sintesi storica del diritto romano, p.58.

Per l'acquisto dei cavalli l'erario stabilì, inoltre, lo stanziamento annuo di 10.000 assi a centuria, mentre sancì che fossero le donne non sposate a pagarne il mantenimento degli stessi con 2.000 assi annui a centuria. Tale costo fu più tardi trasferito alle classi più ricche.Livio, Ab urbe condita libri I, 43, 8-10.

In sostanza l'esercito serviano contava ora di 1.800 cavalieri e 17.000 fanti potenzialmente atti alle armi (suddivisi in 5 classi ed in 170 centurie) oltre ad alcune unità speciali per un totale di 193 centurie.Dionigi d'Alicarnasso, Antiquitates Romanae, 4, 19, 1-2. Si trattava di 2 compagini legionarie, una utilizzata per difendere la città e l'altra per compiere campagne militari esterne.P. Connolly, Greece and Rome at war, p. 95.

Prima età repubblicana (509-264 a.C.)

Attorno alla metà del IV secolo a.C., durante la guerra latina, le legioni erano composte fino ad un massimo di 5.000 fanti e sempre 300 cavalieri.Livio, Ab Urbe condita libri, VIII, 8, 14. Polibio nel suo VI libro delle Storie descrive, inoltre, il fatto che almeno al principio della seconda guerra punica (218-202 a.C.) i cittadini romani erano obbligati a prestare servizio militare, entro il quarantaseiesimo anno di età, per almeno 10 anni i cavalieri e 16 anni per i fanti (o anche 20 in caso di pericolo straordinario).Polibio, Storie, VI, 19, 1-2.

La funzione tattica della cavalleria legionaria di epoca regia e di inizio Repubblica, si basava sulla mobilità e aveva compiti di avanguardia ed esplorazione, di scorta, nonché per azioni di disturbo o di inseguimento al termine della battaglia, o infine per spostarsi rapidamente sul campo di battaglia e prestare soccorso a reparti di fanteria in difficoltà.G.Cascarino, L'esercito romano. Armamento e organizzazione, Vol. I: Dalle origini alla fine della Repubblica, p. 71. I cavalieri usavano briglie e morsi, ma le staffe e la sella erano sconosciuti: non è quindi ipotizzabile una cavalleria "da urto". Quei cavalieri che, nelle stele funerarie appaiono armati di lancia e spada, protetti da un elmo, magari con scudo e piastra pettorale, erano molto probabilmente una sorta di fanteria oplitica mobile. Tito Livio racconta che ancora nel 499 a.C., il dittatore Aulo Postumio Albo Regillense, ordinò ai cavalieri di scendere dai cavalli ed aiutare la fanteria contro quella dei Latini in prima linea.Tito Livio, Ab Urbe condita libri, II, 20.

Si trattava delle fasi conclusive della battaglia del lago Regillo. I cavalieri romani risalirono, infine, sui loro destrieri e si diedero ad inseguire i nemici in fuga. La fanteria tenne dietro. Venne conquistato il campo latino.

Media età repubblicana (264-146 a.C.)

Ogni legione era formata da 4.200 fanti (portati fino a 5.000, in caso di massimo pericolo) e da 300 cavalieri.Polibio, Storie, VI, 20, 8-9. Questi ultimi erano divisi in dieci squadroni, a capo di ognuno dei quali erano posti tre comandanti. Il primo ufficiale comandava lo squadrone di trenta elementi, mentre gli altri due svolgevano la funzione di decadarchi, e tutti e tre erano chiamati decurioni. In caso di assenza del più alto in grado, gli succedeva il secondo e poi il terzo.Polibio, Storie, VI, 25, 1-2.

L'armatura dei cavalieri era simile a quella dei Greci, mentre lo scudo di pelle di bue (di scarsa consistenza),Polibio, Storie, VI, 25, 7. fu abbandonato a vantaggio di quello greco (oplon), assai più solido e saldo, utile sia contro attacchi da lontano, sia contro assalti da vicino.Polibio, Storie, VI, 25, 10. E pure la lancia, che in tempi più antichi era sottile e fragile, quindi di scarsa utilità poiché spesso si spezzava,Polibio, Storie, VI, 25, 5-6. fu sostituita con una di tipo greco, robusta e rigida, che se la si capovolgeva, ugualmente preciso ed efficace era l'uso del puntale.Polibio, Storie, VI, 25, 9.

Le unità alleate di socii (ovvero le Alae, poiché erano poste alle "ali" dello schieramento) erano costituite, invece di un numero pari di fanti, ma superiori di tre volte nei cavalieri (900 per unità).Polibio, Storie, VI, 26, 7. Sappiamo, inoltre, sempre da Polibio, che se ai cavalieri romani erano date razioni mensili per sette medimni di orzo e due di grano (che il questore detraeva poi dallo stipendium), agli alleati (socii) invece erano dati gratuitamente un medimno ed un terzo di frumento e cinque di orzo al mese.Polibio, Storie, VI, 39, 13-15.

La grande capacità tattica di Annibale aveva messo in crisi l'esercito romano. Le sue manovre imprevedibili, repentine, affidate soprattutto alle ali di cavalleria cartaginese e numidica, avevano distrutto numerosi eserciti romani accorrenti, anche se superiori nel numero dei loro componenti,. come era avvenuto soprattutto nella battaglia di Canne dove perirono 50.000 Romani.K. Dixon & P. Southern, The roman cavalry, p. 21. Questo portò ad una rielaborazione della tattica legionaria, ma soprattutto all'impiego di contingenti di cavalleria di regni alleati, come avvenne con Scipione Africano nella battaglia di Zama del 202 a.C., dove l'esercito romano (unitamente a 4.000 cavalieri alleati numidi, comandati da Massinissa) riuscì a battere in modo definitivo le forze cartaginesi di Annibale.

Tarda età repubblicana (146-31 a.C.)

Verso la fine del II secolo a.C. Roma si era trovata coinvolta in una guerra in Numidia dove, per la mancanza di attrattiva di qualsiasi genere, era quasi impossibile reperire nuove reclute. Da questa premessa il console di quell'anno, Gaio Mario, decise di aprire le legioni a chiunque.P. Connolly, L'esercito romano, p. 26. Era ora la Repubblica ad assumersi l'onere di equipaggiare e rifornire le truppe legionarie, permettendo a tutti, compresi i nullatenenti, di arruolarsi. Si trattava della prima forma di un esercito di professionisti dove, era abolita sia la coscrizione per censo, e forse la stessa cavalleria legionaria,K. Dixon & P. Southern, The Roman Cavalry, p. 22. sostituita con speciali corpi di truppe ausiliarie o alleate, a supporto e complemento della nuova unità legionaria.Brian Dobson, in Greece and Rome at war a cura di P. Connolly, p. 214.

Anche Gaio Giulio Cesare, nel corso della conquista della Gallia, apportò alcune modifiche al reparto in questione. Egli introdusse un cursus honorum per il centurionato, che si basasse sui meriti del singolo individuo, a seguito di gesti di particolare eroismo, alcuni legionari erano promossi ai primi ordines, dove al vertice si trovava il primus pilus di legione. Ma poteva anche avvenire che un primus pilus venisse promosso a tribunum militum. Il merito permetteva così, anche ai militari di umili origini, di poter accedere all'ordine Equestre. Si andava indebolendo, pertanto, la discriminazione tra ufficiali e sottufficiali, e si rafforzava lo spirito di gruppo e la professionalità delle unitàAlessandro Milan, Le forze armate nella storia di Roma Antica, Roma, 1993, p. 98..

Il costante contatto con il mondo dei Celti e dei Germani lo indusse a rivalutare il corpo della cavalleria, tanto che ne fece un impiego crescente negli anni, reintroducendo unità di cavalleria permanente accanto alla fanteria delle legioni ed a quella ausiliaria. Reclutò tra le sue file soprattutto GalliCesare arruolò ad esempio 4.000 galli della tribù degli Edui nel 58 a.C. (De bello Gallico, I, 15). e Germani, inquadrando queste nuove unità sotto decurioni romani, con grado pari a quello dei centurioni legionari. L'equipaggiamento dei cavalieri era costituito da un sago, una cotta di maglia in ferro, l'elmo e probabilmente uno scudo rotondo. La sella era di tipo gallico, con quattro pomi, ma senza staffe. I cavalli erano probabilmente ferrati come da tradizione gallica. Come armi da offesa portavano il gladio e il pilum, o un'asta più pesante detta contusE. Abranson e J.P. Colbus, La vita dei legionari ai tempi della guerra di Gallia, Milano, 1979, pp. 20-21..