Biografia
Nacque a Roma nel 1770 dal capomastro e decoratore Francesco Antonio Lovatti (1740-1819) e da Lucia Angela Vecchiarelli.Maurilio Lovatti (a cura di), Matteo Lovatti (1770-1849) URL consultato il 28-06-2025 Non eseguì studi di architettura particolari, ma debuttò direttamente come progettista concependo un edificio a quattro piani su via del Corso, nel 1792: in seguito lavorò per conto dell'ambasciatore spagnolo a Roma José Nicolás de Azara progettando un casino di campagna fuori porta Pia.
Durante il periodo della Repubblica Romana (1798-1799) diventa giacobino, e nel novembre 1798 è il responsabile dell'immagazzinamento presso l'arsenale pontificio a Ripa Grande delle opere d'arte e dei volumi raccolti dai francesi in musei, gallerie e biblioteche pubbliche e private per essere portate in Francia. Con il ritorno di papa Pio VII nel 1799, torna a servire l'antico regime curando la ricostruzione della cattedrale di Nepi assieme all'architetto Ferdinando Folcari (1801). Con il ritorno dei francesi nel 1807, si riaccesero le sue passioni giacobine, e nella notte tra 5 e 6 giugno 1809 risulta tra quelli che "scalarono" il palazzo del Quirinale per rapire Pio VII, fornendo scale, corde e picconi agli assalitori.
Quando Pio VII farà definitivamente ritorno a Roma nel 1814, il Lovatti sarà tra i graziati dal governo pontificio. Nel 1819 realizza il progetto del nartece del santuario di Santa Maria dell'Acquasanta a Marino, innalzato nel 1824.Vincenzo Antonelli, La chiesa della Madonna dell'Acquasanta in Marino, p. 18. Attorno al 1818 è al lavoro ad Albano Laziale, dove la Comunità gli commissiona il progetto del cimitero da realizzare nel sito dell'anfiteatro romano: il progetto, carico di pretenziose memorie "repubblicane", verrà giudicato lodevole ma inadeguato nel 1820 dalla congregazione del Buon Governo.
Nel 1822 il Lovatti è a Velletri, per realizzare la facciata neoclassica della chiesa di San Martino di Tours, completata dopo il 1825. Dopo il 1835 concentrò la sua opera a Roma, dove il figlio Filippo, avvocato, acquistò nel 1862 il palazzo Pichi-Manfroni, sull'attuale corso Vittorio Emanuele II.. Ebbe tre figlie femmine e tre figli maschi: oltre al già citato Filippo (1822-1893), Francesco (1812-1887) e Giuseppe (1816-1874). Il pittore Matteo Lovatti Jr (1861-1927) è figlio di Filippo.
Morì il 14 marzo 1849 e venne sepolto nella prima cappella a destra della basilica di San Lorenzo in Lucina, nella quale la moglie Rosalia Guidi e i figli gli innalzarono un monumento funebre solo nel 1855,Maurilio Lovatti (a cura di), Lapide di Matteo Lovatti URL consultato il 28-06-2025 dopo aver ottenuto in concessione perpetua la cappella alla famiglia Lovatti, durante i lavori intrapresi da papa Pio IX in quella basilica.
Onorificenze
Note
Bibliografia Alberto Crielesi, Matteo, Clemente ed Antonio Lovatti: capimastri, architetti e imprenditori romani, in Strenna dei Romanisti, Roma 2007, pp. 191–224.
Collegamenti esterni
San Lorenzo in Lucina e la cappella Lovatti di Maurilio Lovatti Matteo Lovatti di Maurilio Lovatti
Categoria:Cavalieri dell'Ordine di San Silvestro Papa Categoria:Cavalieri dello Speron d'oro Categoria:Sepolti nella basilica di San Lorenzo in Lucina