Per eruzioni dell'Etna si intende un elenco degli eventi eruttivi noti verificatisi sul vulcano Etna, in SiciliaCarmelo Sciuto Patti, Carta geologica della città di Catania, Catania 1873, Tav. II..

Storia eruttiva L'inizio del processo formativo dell'Etna si fa risalire al Quaternario, a partire da 600 000 anni fa, quando si ritiene esistesse soltanto una estesa superficie marina delimitata a nord dalla dorsale montuosa settentrionale della Sicilia e a sud dalle elevazioni ibleo-eree denominata Golfo pre-etneo. Qui, nel punto di contatto tra la zolla euro-asiatica a nord e la zolla Africana a sud, vi furono le prime eruzioni sottomarine di lava basaltica fluidissima con la nascita dei primi edifici vulcanici. Prove di queste prime eruzioni sono ritenute le colonne basaltiche di Aci Trezza, nei faraglioni di Aci Castello e nella rupe di Motta Sant'Anastasia. Una seconda serie di eruzioni, stavolta di tipo alcalo-basaltiche, si ritiene sia avvenuta tra i 200 e i 100 000 anni fa, con la formazione del cosiddetto Monte Calanna, il principale dei coni vulcanici preistorici. Di questa struttura oggi rimangono dei dicchi.

Nascita del Trifoglietto Circa 107 000 anni fa entrò in eruzione un nuovo complesso vulcanico, detto Trifoglietto, che raggiunse un’altezza massima di circa 2 600 metri, quando entrò in eruzione un nuovo complesso vulcanico, più a ovest del precedente, di tipo esplosivo, che emetteva lave di tipo viscoso. Un secondo sempre più a nord-ovest, (Trifoglietto II), sorse dal precedente, collassando in seguito con esso circa 99 000 anni fa, dando origine all'immensa caldera detta Valle del Bove, profonda mille metri e larga cinquemila.

Nascita del Mongibello Le eruzioni successive furono alternativamente di lava basaltica e di violente esplosioni tufacee. A seguito di queste nacque, dopo circa 30 000 anni, il Mongibello Antico, cono laterale occidentale ai precedenti. Le fasi di vita del Mongibello sono, dalla sua nascita, piuttosto altalenanti, con fasi di stanca e fasi di attività eruttiva. Tra gli ottomila e i settemila anni fa vi fu un collasso del cono occidentale, testimoniato indirettamente anche dalle fonti anticheDiodoro V,6,1-3. Lo storico siracusano riporta un passo di Timeo in cui si dice che i Sicani furono sospinti nelle parti occidentali a seguito di una forte eruzione dell'Etna che ricoprì vaste zone dell'isola. In effetti in alcuni casi si è potuto verificare l'abbandono di taluni siti da parte delle popolazioni ivi residenti, forse proprio intorno al V millennio a.C.; cfr. P. Orsi, «Caverne di abitazione a Barriera presso Catania», in BPI, XXXIII, 1907, pp. 53-99.. Secondo un'ipotesi a seguito a questo collasso scaturì un immane tsunami verso il Mediterraneo orientale e sud orientaleLa ricerca, curata dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV), è stata pubblicata sul Geophysical research letters (vedi Corriere della Sera del 1º dicembre 2006). Lo stretto di Messina avrebbe invece fatto da barriera allo tsunami verso il Mediterraneo occidentale, ma non è chiaro se fosse dovuto a cause sismiche ovvero eruttive. Secondo altre tesi non vi fu un solo collasso, ma una serie di collassi nel corso del tempo.

Le lave da quest'epoca tornarono a essere di tipo fluido basaltico e gli eventi eruttivi, seguendo il processo di spostamento verso ovest, diedero vita al nuovo edificio vulcanico del Mongibello.

Mongibello recente Dal collasso del Mongibello Antico in poi l'Etna ha raggiunto una fase di relativa quiescenza che alterna con eruzioni di tipo basaltico. Il vulcano attuale presenta molteplici piccole bocche laterali, dette crateri avventizi, prodotte dalle varie eruzioni nel tempo. Esistono anche dei centri eruttivi eccentrici .

Non si è in grado di produrre una cronologia completa delle eruzioni etnee, nel periodo storico, a causa dell'incertezza o dell'imprecisione delle fonti. La moderna ricerca geologica e stratigrafica sta progressivamente facendo ordine sulle indicazioni basate su memorie storiche; meglio testimoniate sono quelle dal XVI secolo in poi.

Il nuovo database Dante su tutte le eruzioni dell'Etna, a cura dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), diffuso a partire dall'aprile del 2025, contribuisce a fare chiarezza sul metodo da seguire, sfatando dubbi e incertezze storiche.

Preistoria e protostoria

Le diverse colate del Mongibello che hanno interessato la città di Catania possiamo riconoscerle con precisione, tuttavia alcune risultavano non databili. Il database Dante dal 2025 dà precise indicazioni, smontando le incertezze di stratificazioni popolari-mitologiche: lave di Santa Sofia, L'INGV non nomina tale eruzione dal titolo "popolare" approssimativamente citata, è individuabile nel database Dante un'altra eruzione con il nome scientifico di «Monpilieri (ir)» e datata al 200 a.C.; lave del Larmisi, . Probabile definitiva identificazione con l'eruzione con denominazione scientifica di «Monpeloso (mp)», all'interno del database DANTE, si pone l'eruzione in un arco temporale di tre secoli tra 300±100 (il segno ± indica il margine di errore in numero di anni) d.C. e/o il 90–391 § d.C.; lave dell'Ognina, si ritenevano della . Piuttosto, il progetto DANTE di INGV individua un'altra eruzione dal nome «Monte Arsi di S. Maria (piccolo)», databile in tre diverse epoche o margini di tempo: 1160±20^ / 953–1229 § / 1224*. Secondo quanto riportato dal progetto sul censimento delle eruzioni, si dice che "la lunga colata lavica ha raggiunto la costa nelle località di Guardia e Ognina"; lave del Ponte, . Il censimento scientifico DANTE non fa alcun riferimento all'esistenza di una eruzione riconducibile a questa epoca, pertanto va dedotto trattarsi di una libertà poetico-mitologica di autore/-i anonimo/-i.

Gli eventi eruttivi che hanno interessato l'area ionica più antichi sono certamente quelli pre-etnei, caratterizzati da lave colonnari, pillows e neck. Tali fenomeni eruttivi vengono datati a partire da 600 000 anni a.C.

Dall'80 000 al 60 000 a.C. circa costruito nei millenni precedenti permette la nascita del Trifoglietto.

Solo a partire dalle eruzioni del V millennio a.C., a seguito del crollo del Trifoglietto, si possono invece stabilire le eruzioni relative al Mongibello. Secondo la tavola cronologica di Romé de l'Isle la prima eruzione nota sarebbe del 1500 a.C., mentre secondo Diodoro Siculo fu il fuoco dell'Etna la causa della trasmigrazione dei Sicani dalla costa orientale a quella occidentale dell'isola, verso il 1470 a.C.

Un'altra grande eruzione avrebbe avuto luogo poco dopo la venuta dei Siculi, verso l'anno 1280 a.C.; secondo Tucidide sarebbero avvenute altre tre eruzioni nel 737, 477 e 427. Non tutte tali colate, tuttavia, sono bene identificabili.

Eruzioni in periodo storico Il periodo cosiddetto storico copre circa 3 millenni, tuttavia le informazioni relative presentano, per varie ragioni, molti periodi lacunosi; altre sono inaffidabili e soprattutto non permettono alcuna valida individuazione dei centri eruttivi o del volume dei prodotti emessi. La carta geologica ottenuta con le ricerche più recenti ha permesso di individuare 35 colate di lava tra il 122 a.C. e il 1600 d.C. e per solo 7 di esse la datazione coincide con quella in precedenza ritenuta aderente alle antiche fonti.. Il progetto DANTE (2025) ha rivisto la lista escludento numerose eruzioni dal proprio database precedentemente ritenute attentibili.

A partire dalla seconda metà degli anni settanta del XX secolo la frequenza delle eruzioni, sia dai crateri sommitali sia dalle fenditure laterali è aumentata notevolmente; anche il tasso medio annuo di lave emesse ha subito un netto incrementoBranca & Del Carlo, 2004 in .

Eruzioni tra il VII secolo a.C. e il V secolo

Eruzione dell'Etna del 737 a.C. - menzionata da Tucidide assieme ad altre eruzioni che sarebbero avvenute negli anni 477 e 427 a.C.; Eruzione dell'Etna del 693 a.C. (o 695 a.C.) L'eruzione coprì in parte il fiume Amenano, forse dando luogo alla nascita del Lago di Nicito. In questa eruzione, durata fino all'anno dopo, si formò secondo alcune fonti il cratere Mompileri, un cratere eccentrico sviluppatosi in cono piroclastico a sud-ovest di Nicolosi.. Il progetto DANTE esclude dalla lista l'esistenza dell'evento naturale; Eruzione dell'Etna del 560 a.C. (circa) - Riferita da TucidideFrancesco Ferrara, Descrizione dell'Etna con la storia delle eruzioni e il catalogo dei prodotti, Palermo, Lorenzo Dato, 1818, p. 74.; Eruzione dell'Etna del 500 a.C. (datate in precedenza 396 a.C., DANTE individua diverse datazioni: ≈500 a.C.^ e/o 1520-120 a.C. §§) - Le lave arrivarono sino al mar Ionio, impedendo al generale cartaginese Imilcone di giungere a Catania da Naxos. Il campo lavico è quello corrispondente all'abitato di Santa Tecla e proruppe dal Monte Gorna come riferisce Diodoro Siculo; Eruzione dell'Etna del 479 a.C. - Riferita da fonti anticheriferimenti in Marmor Parium: FGrHist 239, 52. Probabilmente corrisponde a un campo lavico individuato avente origine dal Monte Arso.. Successivamente, però, il database DANTE esclude l'evento tra le possibili eruzioni; Eruzione dell'Etna del 425 a.C. - Riferita da fonti antiche, come Tucididein Tucidide: 3, 16 ed Eschiloin Eschilo Prom., 367-372. A questa, o a una delle precedenti eruzioni citate nelle fonti storiche, è collegata la "Leggenda dei Fratelli Pii" (Anfinomo e Anapia). Escluso ora (2025) da Dante; Eruzione dell'Etna del 150 a.C. (o per la precisione 150 a.C.^ ±200, mentre precedentemente erano databili al 140, 135, 126 a.C.) – riferite da Julius Obsequens; dalle ultime due potrebbe essere scaturita la formazione dei coni di Mompileri e di Salto del Cane. La datazione è stabilita ora da Dante; Eruzione dell'Etna del 122 a.C. - Secondo alcuni autori durò dal 122 al 121 a.C., secondo altri dal 123 al 122 a.C.; l'eruzione fu di tipo pliniano. Durante l'eruzione una grande quantità di prodotti piroclastici, cenere e lapilli, coprì il versante sud-orientale del vulcano causando notevoli danni all'antica città di CataniaColtelli, M., Del Carlo, P., Vezzoli, L. The discovery of a Plinian basaltic eruption of Roman age at Etna volcano, Italy. (1998). Geology, 26, 1095-1098. citato in INGV - Sezione di Catania . La città venne esonerata per dieci anni dal pagamento delle tasse; Eruzione dell'Etna del 49 a.C. - Evento esplosivo e colata sul fianco occidentale. Esclusa dal progetto Dante; Eruzione dell'Etna del 44 a.C. - Forte evento esplosivo dal cratere sommitale; secondo le fonti storiche i prodotti piroclastici emessi si depositarono fino a Reggio Calabria. Secondo Virgilio anche colate laviche. Esclusa dal progetto Dante; Eruzione dell'Etna del 36 a.C. - secondo Appiano di Alessandria. Esclusa dal progetto Dante; Eruzione dell'Etna del 32 a.C. - secondo Dione Cassio. Esclusa dal progetto Dante; Eruzione dell'Etna del 252 - L'eruzione ebbe origine dal Monpeloso e interessò il territorio di Nicolosi e Mascalucia fermandosi alla quota di 450 m s.l.m... Secondo gli Acta Sanctorum, uno dei miracoli di Sant'Agata, postumo, fu quello di fermare l'eruzione con il velo sindonico l'anno dopo la morte della SantaLa morte di Sant'Agata viene riportata sia nel 251 che nel 252, pertanto non tutti i vulcanologi del passato concordano l'anno per questa eruzione.; secondo tale tradizione la lava venne fermata alle porte della città, secondo alcuni autori presso l'Anfiteatro raggiunto, ma non distrutto. Tuttavia negli Acta Sanctorum è chiaramente espresso che "il fiume di fuoco" correva in direzione di Catania, senza specificare dove concludesse la sua corsa: l'invenzione dell'Anfiteatro appare solo dalla fine del XIX secolo, mal interpretando i passi dal latino degli scritti bollandeschi. Il progetto Dante data ora l'eruzione: 300±100^ a. C. e/o 90–391 § d.C..