Biografia Figlio di una famiglia povera di calzolai e sarti dovette, dopo la ritirata di Caporetto del 1917, trasferirsi a Firenze. Dopo la prima guerra mondiale la famiglia andò ad abitare a Pordenone dove studiò presso un istituto tecnico e incontrò il pittore Armando Pizzinato. A causa delle sue idee di sinistra e antifasciste venne individuato come sovversivo e quindi emigrò nel 1930 con il fratello Sante in Libia e vi rimase fino al 1942. Al rientro la famiglia aderì alla Resistenza: venne arrestato e condannato. Fuggì dalla prigione per merito di militi fascisti. Nel dopoguerra lavorò a Venezia presso la società di navigazione Tirrenia. Per il PCI fu consigliere, assessore e sindaco (1975-1980) del suo paese natale. Morì per malattia a Treviso l'8 aprile 1982.

Il poeta, le opere

Secondo Andrea Zanzotto, Pascutto fu un grande poeta dialettale, al pari di Biagio Marin e Giacomo Noventa. Scrisse diverse opere, la maggior parte delle quali raccolte in Opere complete di Romano Pascutto, Venezia, Marsilio, 1990-2010, tra le quali:

Poesia Storia de Nane, Milano, Avanti!, 1963 Tempo de brumesteghe, Padova, Rebellato, 1971 Nostro tempo contato, Padova, Rebellato, 1972 L' angelo di ferro, Padova, Rebellato, 1975 L'acqua, la piera, la tera; con l'aggiunta di poesie edite dal 1970 al 1980; prefazione di Andrea Zanzotto, Treviso, Matteo, 1982.

Narrativa La lodola mattiniera (Padova, Rebellato, 1977) Il Viaggio (Padova, Rebellato, 1977) Il pretore delle baracche, Milano, Vangelista, 1973, (racconti)

Bibliografia Risonanze: omaggio a Romano Pascutto, Venezia, Cicero, 2009 Adriano Favero – Il Gazzettino – 5 luglio 2009 – pagina 18 La poesia veneta del Novecento: in memoria di Romano Pascutto (1909-1982), atti del convegno: 26-27 novembre 2009 Accademia Galileiana di Padova, Padova, Accademia Galileiana di scienze, lettere ed arti in Padova, 2012

Collegamenti esterni

Pascutto, Romano Categoria:Poeti in lingua veneta Categoria:Sindaci in Italia