Primi contatti Nel 1943 si trovava con la famiglia a Ronta nel Mugello, come ufficiale sfollato da Firenze e in questa località ebbe un incontro con il vicecommissario politico della XXII Brigata Garibaldi Lanciotto , poi amministratore nel Comando della Divisione Garibaldi "Arno"Op.cit.Più in là..., pag.57: Alessandro Pieri, vicecommissario politico della XXII Brigata Garibaldi "Lanciotto", [...] poi amministratore nel Comando della Divisione "Arno" e pag. 60: A Ronta [...] un ufficiale sfollato con la famiglia da Firenze ascoltava clandestinamente le notizie di Radio Londra sulla condotta della guerra [...] questo ufficiale, un capitano, era alla ricerca di qualcuno che lo indirizzasse verso gruppi di partigiani già formati oppure verso elementi che intendevano dar vita a nuovi raggruppamenti ... e Op.cit. Scarpe rotte..., pag.98: [...] l'ex capitano artigliere Riccardo Gizdulich (“Capitano Bianchi”), fiorentino sfollato a Ronta [...] al quale disse di voler collaborare con i gruppi di resistenza che stavano sorgendo. Il vicecommissario politico lo indirizzò al CLN di Borgo San Lorenzo che lo mise in contatto col Comitato Toscano di Liberazione Nazionale a FirenzeOp.cit. Più in là..., pag.60 Attività militare Nel Mugello Gizdulich organizzò un gruppo di antifascisti che in seguito diverra' la Seconda Brigata Rosselli e partecipò a molte azioni di carattere militare, divenne direttore dell'Ufficio Operazioni nella divisione garibaldina Arno, comandata da Aligi Barducci, Potente.Op.cit. Francovich, pag.353 In seguito Gizdulich fu sostituito dal colonnello Attilio Bertorelle e quindi passò a dirigere l'Ufficio informazioni militari della stessa divisioneOp.cit.Francovich, pag.353

Ponte Santa Trinita Dopo la liberazione, nel 1952 Riccardo Gizdulich diresse i lavori di ricostruzione, insieme all'ingegnere Emilio Brizzi, del Ponte Santa Trinita di FirenzeIn realtà a Gizdulich venne dato incarico di dirigere l'attività di recupero dei frammenti del ponte già dal 1944 da parte del Comitato Toscano per la Liberazione Nazionale. , distrutto dai nazisti durante la ritirata tedesca, il 4 agosto 1944Op.cit.Guida d'Italia, pag.430Vedi anche "Una mattina del '44: disegni di Sirio Pastorini per Firenze distrutta" di S.Pastorini e F.Gurrieri, Libreria Editrice Salimbeni, 1981. Precedenti progetti presentati da Brizzi e da Gizdulich con l'Ingegner Piero Melucci nel 1947 e 1949 vennero bocciati dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.Per la ricostruzione di questo ponte, Com'era e dov'era, si tenne conto anche delle tecniche usate nel XVI secolo e si seguì il principio del ripristino filologico indicato da Bernard BerensonOp.cit. Guida d'Italia, pag. 430P. Paoletti, "Il Ponte a Santa Trinita com’era e dov’era. Dalla distruzione nel 1944 al ritrovamento della testa della Primavera nel 1961", Firenze, Becocci, 1987. Note

Bibliografia Più in là – Ventitré partigiani sulla lotta nel Mugello a cura del Circolo La Comune del Mugello e del Centro di documentazione di Firenze– Curatori: Susanna Bianchi, Claudio Checchi, Alessandro Del Conte, Maria Cristina Ghelli, Daniela Giannini, Paolo Hendel, Paolo Landi, Alvaro Masseini. Collaborazione redazionale di Domenico Pertocoli - Protagonisti. La Pietra, Milano, aprile 1976 Massimo Biagioni Scarpe rotte eppur bisogna andar, fatti e persone della Resistenza in Mugello e Val di Sieve, Pagnini e Martinelli Editori, Firenze, giugno 2004 ISBN 88-8251-176-6 Carlo Francovich “La resistenza a Firenze”, La Nuova Italia Editrice, Firenze 1962 Guida d'Italia, Firenze e Provincia, Touring Club Italiano, Milano 2007

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