Fondatore del fascismo e primo tra i dittatori fascisti dell'Europa novecentesca, nacque da una famiglia di umili origini, diventando esponente di spicco del Partito Socialista Italiano. Nel 1912 fu nominato direttore dellAvanti!, organo ufficiale del partito. Convinto anti-interventista negli anni della guerra italo-turca e in quelli precedenti la prima guerra mondiale, nell'ottobre del 1914 cambiò radicalmente fronte. Trovatosi in netto contrasto con la linea neutralista del Partito socialista, si dimise dalla direzione dellAvanti! e fondò Il Popolo d'Italia, quotidiano schierato su posizioni interventiste, venendo quindi espulso dal partito. Nel contesto di forte instabilità politica e sociale successivo alla Grande Guerra, fondò i Fasci italiani di combattimento (1919), poi divenuti nel 1921 Partito Nazionale Fascista, con cui si presentò al Paese con un programma politico nazionalista e radicale.
Forzando la mano alle istituzioni, con l'aiuto di atti di squadrismo e d'intimidazione politica che culminarono il 28 ottobre 1922 nella marcia su Roma, il 30 ottobre Mussolini ottenne da re Vittorio Emanuele III l'incarico di costituire il Governo (vedi Governo Mussolini). Dopo il contestato successo alle elezioni politiche del 1924, reagì con decisione alla crisi provocata dall'assassinio di Giacomo Matteotti, e nel gennaio 1925 assunse poteri dittatoriali. Dal dicembre dello stesso anno acquisì il titolo di Capo del Governo, Primo Ministro Segretario di Stato. Negli anni successivi consolidò il regime, affermando la supremazia del potere esecutivo, trasformando il sistema amministrativo e inquadrando le masse nelle organizzazioni di partito. Nel febbraio del 1929 stipulò i Patti Lateranensi con la Santa Sede.
Riguardo alla politica coloniale, Mussolini portò a termine la cosiddetta "pacificazione" della Libia (1922-1932) e intraprese poi la conquista dell'Etiopia (1935-1936), violando il diritto internazionale con l'utilizzo di armi chimiche, e spingendo la Società delle Nazioni a infliggere sanzioni economiche all'Italia. Dopo la guerra d'Etiopia, aggiunse al titolo di duce quello di "Fondatore dell'Impero"; il 30 marzo 1938 divenne Primo maresciallo dell'Impero.
In politica estera appoggiò e finanziò i movimenti fascisti, sostenendo militarmente i franchisti nella guerra civile spagnola (1936-1939). Si avvicinò alla Germania nazista di Adolf Hitler, con il quale stabilì l'Asse Roma-Berlino nel 1936 e firmò il Patto d'Acciaio del 1939. È in questo periodo che furono approvate in Italia le leggi razziali.
Nel 1940, ritenendo ormai prossima la vittoria della Germania, decise per l'ingresso dell'Italia nella seconda guerra mondiale. In seguito alle sconfitte subite dal Regio Esercito italiano e allo sbarco in Sicilia, Mussolini fu messo in minoranza durante il Gran consiglio del fascismo (ordine del giorno Grandi del 24 luglio 1943), arrestato per ordine del re (25 luglio), e successivamente tradotto a Campo Imperatore. Liberato dai tedeschi, e ormai in balia delle decisioni di Hitler, instaurò nell'Italia settentrionale la Repubblica Sociale Italiana. Approssimandosi la vittoria alleata, dopo aver invano cercato di trattare la resa, abbandonò Milano tentando la fuga verso la Svizzera, venendo però catturato dai partigiani a Dongo, sul lago di Como, il 27 aprile.Sulla questione della meta finale di Mussolini la comunità scientifica è tuttora divisa fra sostenitori di una possibile "fuga in Svizzera" e coloro che invece ritengono che Mussolini avesse altri scopi immediati.Per la tesi a favore di una fuga, vedi, per esempio Per la tesi a favore di una fuga, vedi anche Il colonnello statunitense Lada Mocarski, in un rapporto scritto per conto dellOffice of Strategic Services riguardo un'inchiesta da lui condotta sugli ultimi giorni del dittatore, afferma invece che «nessuna prova circa le intenzioni e i piani di Mussolini è stata raggiunta durante l'indagine e forse non esisteva alcun piano definito. È infatti ovvio che i movimenti del Duce fossero il risultato di improvvisazioni non appena le condizioni di fatto cambiavano». Fu fucilato il giorno seguente insieme all'amante Claretta Petacci.
Biografia Le origini, la gioventù e la formazione La nascita e la famiglia
Figlio del fabbro Alessandro Mussolini e della maestra elementare Rosa Maltoni, nacque il 29 luglio 1883 a Dovia, frazione del comune di Predappio, in una casa tuttora esistente nell'attuale via Varano Costa Nuova, ormai inglobata nel paese.
Il nome "Benito Amilcare Andrea" fu deciso dal padre,Fra i molti, da Renzo De Felice, in diverse opere, e Denis Mack Smith in Mussolini. socialista, desideroso di rendere omaggio alla memoria di Benito Juárez, leader rivoluzionario ed ex-presidente del Messico, di Amilcare Cipriani, patriota italiano e socialista, e di Andrea Costa, imolese, leader del socialismo italiano (nell'agosto 1881 aveva fondato a Rimini il «Partito Socialista Rivoluzionario di Romagna»). Contrariamente al marito, la madre Rosa era credente e fece battezzare il figlio..
L'istruzione e l'adolescenza
Mussolini frequentò le prime due classi elementari prima a Dovia e poi a Predappio (1889-1891); entrò quindi per volontà della madre nel collegio salesiano di Faenza (1892-ottobre 1894), ma venne trasferito in seguito a una punizione (comprensiva della retrocessione dalla classe quarta alla seconda) per una rissa nella quale ferì un suo compagno più grande con un coltello.cit. D. Mack Smith, Storia d'Italia, Laterza, 1973, rectius Renzo De Felice, Mussolini il rivoluzionario, Einaudi, pp. 12 e 13. A Faenza, Benito passò un periodo infelice: oltre alle punizioni corporali subite dai frati salesiani per la sua scarsa osservanza delle regole del collegio, visse con rabbia e frustrazione la sua condizione sociale.. La famiglia era di modeste condizioni: il padre, pur avendo una propria attività, viveva ai margini della comunità locale a causa delle sue idee politiche; la madre, che insegnava ai bambini delle elementari presso Palazzo Varano, guadagnava uno stipendio insufficiente a compensare le mancate entrate del marito..
Aiutato dalla madre, proseguì gli studi nella laica Regia Scuola Magistrale maschile Carducci di Forlimpopoli, diretta da Valfredo Carducci, fratello di Giosuè Carducci, dove conseguì nel settembre 1898 la licenza tecnica inferiore. A partire dall'ottobre di quell'anno, per via di uno scontro con un altro alunno, venne costretto a frequentare come esterno (solo nel 1901 fu riammesso come convittore).. A Forlimpopoli, anche per l'influsso paterno, Mussolini si avvicinò al socialismo militante facendosi notare in comizi serali nei paesi limitrofi e nel 1900 si iscrisse al Partito Socialista Italiano, dove fece amicizia con Olindo Vernocchi.. L'8 luglio 1901 ottenne il diploma di Maestro elementare nello stesso istituto di Forlimpopoli. Successivamente avanzò domanda d'insegnamento, per concorso o per incarico, in diversi comuni (Predappio, Legnano, Tolentino, Ancona, e Castelnuovo Scrivia), senza riuscire a ottenere la cattedra. A Predappio si propose anche come "sostituto aiutante" del segretario comunale. La sua domanda fu respinta dal gruppo moderato con 10 voti su 14.U. Alfassio Grimaldi, La cattedra che Mussolini non ebbe, in «Storia Illustrata» n. 271, giugno 1980, p. 6.
Cominciò a insegnare nella scuola elementare di Pieve Saliceto (frazione di Gualtieri), il primo comune italiano amministrato da una giunta socialista.Pier Mario Fasanotti, Tra il Po, il monte e la marina. I romagnoli da Artusi a Fellini, Neri Pozza, Vicenza 2017, p. 139. Dopo la fine dell'anno scolastico non rimase a Pieve Saliceto: il 9 luglio 1902 emigrò in Svizzera per sfuggire al servizio militare obbligatorio, stabilendosi a Losanna. Lì si iscrisse al sindacato muratori e manovali, di cui poi divenne segretario, e il 2 agosto 1902 pubblicò il suo primo articolo su L'Avvenire del lavoratore, il giornale dei socialisti svizzeri.B. Mussolini, Opera Omnia, vol. 1, pagg. 9-10. L'attività giornalistica vera e propria di Mussolini cominciò nel 1904.
La Svizzera e la militanza socialista
Fino a novembre visse in Svizzera, spostandosi di città in città e svolgendo lavori occasionali, tra cui il garzone di una bottega di vini a Losanna. Venne espulso due volte dal paese: il 18 giugno 1903 fu arrestato a Berna come agitatore socialista, trattenuto in carcere per 12 giorni e poi espulso il 30 giugno dal Canton Berna, mentre il 9 aprile 1904 venne incarcerato per 7 giorni a Ginevra a causa del permesso di soggiorno falsificato, per poi essere espulso una settimana dopo dal Canton Ginevra.R. De Felice, Mussolini il rivoluzionario cit., pagg. 31 e 36. Nel frattempo ricevette anche una condanna a un anno di carcere per renitenza alla leva militare. Venne protetto da alcuni socialisti e anarchici del Canton Ticino, tra cui Giacinto Menotti Serrati e Angelica Balabanoff, con la quale avviò una relazione sentimentale.L'esistenza di una relazione sentimentale non trova riscontri univoci. È invece accertata presso la maggior parte delle fonti la sua influenza nell'avvicinamento di Mussolini al marxismo. Nel periodo in cui Mussolini risiedette in Svizzera, abitò a Savosa, comune periferico a nord di Lugano, e partecipò al consolidamento dei muri sulla strada di Trevano, sulla Cassarate-Monte Brè e soprattutto alla costruzione della ferrovia Lugano-Tesserete.
In Svizzera Mussolini ebbe la possibilità di avvicinarsi a Vilfredo Pareto, frequentandone le lezioni all'Università di Losanna, dove l'economista italo-francese insegnò per alcuni anni. Pareto (che definirà Mussolini "un grande statista") inciterà il suo allievo a prendere il potere e organizzare la Marcia su Roma (inviando un telegramma dalla Svizzera in cui si diceva «ora o mai più»). di essersi iscritto alla Facoltà di Scienze sociali di Losanna, ma non vi è riscontro documentale. Mussolini utilizzò le idee di Pareto per rivedere la sua adesione al socialismo.
Sempre in Svizzera Mussolini collaborò con periodici locali d'ispirazione socialista (tra cui il Proletario) e inviò corrispondenze al giornale milanese lAvanguardia socialista. L'attività di giornalista rese evidente sin dai suoi primi scritti l'avversione ideologica al positivismo, allora predominante nel socialismo italiano; Mussolini prese subito posizione contro questo orientamento e si schierò con l'ala rivoluzionaria del partito socialista, capeggiata da Arturo Labriola. Con il passare degli anni Mussolini sviluppa una sempre più aspra avversione verso i riformisti, tentando di diffondere e di imporre all'intero movimento socialista la propria concezione rivoluzionaria. È in questo periodo che mostrò le maggiori affinità ideologiche con il sindacalismo rivoluzionario. Dalle discussioni con il pastore evangelico Alfredo Taglialatela, Mussolini trasse una conclusione negativa sul problema dell'esistenza di Dio, sul quale tornò a riflettere molti anni dopo. Le sue opinioni saranno in seguito raccolte nell'opuscolo L'uomo e la divinità, una breve dissertazione sui motivi per i quali bisognerebbe negare l'esistenza di Dio.
Mussolini in questo periodo studiò assiduamente il francese e cercò di imparare il tedesco, avvalendosi in quest'ultimo caso dell'aiuto della Balabanoff.Furono diffuse notizie inattendibili sul suo frequentare le università di Zurigo e di Ginevra (quest'ultima falsa notizia è riportata nella biografia ufficiale della Sarfatti), mentre è vero che nell'estate trascorse due mesi all'università di Losanna.
Mussolini giornalista e agitatore politico