I rave party, comunemente chiamati anche free party o semplicemente ravehttps://www.esquire.com/it/news/attualita/a37347777/rave-viterbo-com-era/, sono raduni autogestiti, gratuiti e aperti a tutti, nati alla fine degli anni ottantaRivista Anarchica Online come espressione di una cultura comunitariahttps://www.rivistastudio.com/rave-modena/?fbclid=IwAR3JGJ7KRlb6Ey_VeO5UvDlBjrhXpvbI58F_B6EII64U7JrFgonvZe73ARE. Uniscono musica elettronica – principalmente tekno, techno, goa, acid house, jungle, drum and bass e psy-trance – a danza, performance artistiche e diverse pratiche comunitarie, in spazi spesso allestiti con installazioni, giochi di luce e giocoleria.
Si tengono solitamente in luoghi isolati, come aree industriali dismesse, cave, boschi o grandi spazi aperti, e possono durare da una notte a oltre una settimana, con la presenza di uno o più sound system.https://www.essenziale.it/notizie/vanni-santoni/2022/08/05/parole-ravehttps://www.fanpage.it/roma/vanni-santoni-i-rave-sono-riti-dionisiaci-si-esprime-una-spiritualita-lontana-dalle-norme-sociali/
L'esperienza di queste manifestazioni, oltre alla loro naturale e intrinseca ritualità, risponde all'esigenza di affermare uno spazio sottratto alle dinamiche imposte dalle istanze economiche, amministrative e istituzionali che regolano la quotidianità dello spazio pubblico e di chi lo attraversa.http://lab57.indivia.net/2018/01/un-indecoroso-festeggiare-free-party-repressione-messa-a-profitto-prospettive-politiche-venerdi-23-febbraio-xm24-bologna/ Nella sua connotazione più politicizzata, il fenomeno mira a creare una zona libera dai grandi flussi economici e dai tempi della società civileFree party, nomadismo e Unione Europea, ottenuta tramite l'occupazione temporanea e liberamente accessibile, dove la musica può andare avanti per giorni interi. L'organizzazione di questi eventi non riconosce, e spesso contesta, la legalità come limite alla propria espressione, così come le forme di socialità comunemente imposte.
Etimologia La parola rave deriva dal verbo inglese to rave, che significa "parlare con entusiasmo" ma anche "parlare con eccitazione e in maniera non controllata"Definition of rave in Collins English Dictionary. La parola rave deriva dalla parola inglese raven, ossia il corvo imperiale o corvus corax, in grado di parlare in maniera incontrollata e con entusiasmo; da questo fatto è nato il verbo inglese to rave. Si tratta di una parola che ha perso la lettera n finale e che viene associata all'atto di parlare proprio per la presenza di corvi imperiali sulle isole anglosassoni.
Dalle associazioni di feste deliranti e insane, dove c'era la maschera del "corvo", detto appunto raven in inglese, è nata la parola rever e poi rave. Infatti, rave significa "farneticare" come fanno i corvi.
Il primo uso della parola raver fu utilizzato dai giornali inglesi per attaccare i fan del jazz, ritenuti troppo animosi, in occasione del festival di Beaulieu del 1961"Muro di casse", Vanni Santoni, Laterza, 2015, ISBN 9788858116180.
Storia Il ritmo prodotto da percussioni è alla base delle più antiche forme di ballo e di rituali, un elemento primordiale e universale presente sin dalle culture più primitive e giunto ininterrottamente fino ai giorni nostri. Pratiche rituali nell'antichità: musica, danza e trance
Nella Grecia antica, la musica e la danza erano componenti essenziali dei rituali religiosi, in particolare nei culti misterici e nelle festività femminili come le Tesmoforie in onore di Demetra e Kore. Reperti archeologici provenienti dalla Sicilia greca (Gela, Agrigento, Selinunte, Siracusa, Morgantina e Lipari) documentano l'uso dellaulos (strumento a fiato a due canne) e del tympanon (tamburo a cornice) per accompagnare danze e processioni cerimoniali.
Durante le Tesmoforie, feste di tre giorni riservate alle donne, la musica segnava le diverse fasi rituali: nel secondo giorno, (nesteia, il digiuno in commemorazione del lutto di Demetra per la scomparsa della figlia), l'uso dell'aulos era vietato; nel terzo giorno (kalligeneia, la "bella nascita"), la musica accompagnava la transizione dalla sofferenza alla gioia e alla rinascita.
Nel culto di Dioniso, la musica di aulos e tympanon induceva stati di trance e enthousiasmos (lett. "avere il dio dentro"), durante i quali le fedeli, le Baccanti, abbandonavano le convenzioni sociali per danzare nella natura.
Sciamanesimo e tecniche dell'estasi Secondo lo storico delle religioni Mircea Eliade, lo sciamanesimo rappresenta una delle più antiche tecniche dell'estasi umana. In molte culture tradizionali (Siberia, America settentrionale, Amazzonia), lo sciamano utilizza il ritmo ossessivo del tamburo, la danza e talvolta sostanze psicoattive per raggiungere stati di trance. La trance sciamanica può essere di due tipi: estatica: l'anima dello sciamano abbandona il corpo per viaggiare in altri mondi; medianica: spiriti o entità soprannaturali si incorporano nello sciamano.
La musica ritmica, ripetitiva e ipnotica ha la funzione di alterare la coscienza, consentendo l'accesso a realtà non ordinarie a fini terapeutici, divinatori o di mediazione con il sacro.
Misteri Eleusini e l'ipotesi del kykeon psicoattivo Nei Misteri Eleusini, i rituali più celebri e segreti dell'antichità classica (dal XV sec. a.C. al IV sec. d.C.), gli iniziati bevevano il kykeon, una bevanda rituale. Secondo un'ipotesi formulata da R. Gordon Wasson, Albert Hofmann (lo scopritore dell'LSD) e Carl A.P. Ruck, il kykeon poteva contenere un derivato psichedelico della segale cornuta (ergot), in grado di indurre visioni ed esperienze di rivelazione mistica.
Studi successivi hanno dimostrato la fattibilità chimica di questa ipotesi: una semplice soluzione alcalina, facilmente realizzabile nell'antichità, può trasformare le tossine della segale cornuta in ammidi dell'acido lisergico (LSA), farmacologicamente simili all'LSD.
Alcuni studiosi hanno proposto analogie simili per il Soma dei testi vedici indiani (Rigveda, circa 1500-1200 a.C.), una bevanda divinizzata le cui identità botanica e psicoattiva rimangono dibattute.
Radici antiche: Saturnali e riti di inversione La sospensione temporanea delle norme e il rovesciamento dell'ordine costituito attraverso la festa, la danza e la musica hanno precedenti in numerosi culti pagani del mondo antico. La manifestazione più emblematica di questo spirito sono i Saturnali (Saturnalia), celebrati a Roma antica dal 17 al 23 dicembre in onore di Saturno. Durante questa festa, descritta da autori come MacrobioMacrobio, Saturnalia, I, 7-10. e Luciano di SamosataLuciano di Samosata, Saturnalia., le rigide gerarchie sociali venivano temporaneamente capovolte: gli schiavi potevano sedere a tavola con i padroni, da cui venivano serviti, e godevano di un'inedita libertà di parola e di azione. Si indossavano maschere, ci si scambiavano doni simbolici (i sigillaria) e l'intera città si abbandonava a banchetti, canti e danze sfrenate, in un clima di allegria e dissolutezza. Il grido rituale Io Saturnalia! sanciva l'ingresso in uno spazio liminale in cui tutto era lecito, o quasi, e l'ordine era visto diversamente.
Stesso dualismo si ritrova nelle Kronia greche, festa in onore di Crono, durante la quale gli schiavi e i liberi sedevano insieme e gli servi potevano insultare i padroni.Pausania, Graeciae descriptio, VII, 27, 5; cfr. A. Brelich, Le feste romane, Il Saggiatore, 1965. Altri culti pagani legati al sovvertimento dell'ordine includono i Baccanali, riti notturni in onore di Bacco, caratterizzati da danze estatiche, musica e trance, che nel 186 a.C. furono repressi con un decreto del Senato perché ritenuti pericolosi per la stabilità sociale.Tito Livio, Ab Urbe condita, XXXIX, 8-18. Anche i Lupercali (15 febbraio), con i loro riti di fertilità e purificazione, comportavano comportamenti licenziosi e una temporanea eversione delle regole di decoro.
Queste usanze rituali, in cui la comunità si riappropria di uno spazio di libertà attraverso la musica, la danza e il travestimento, sono state interpretate dagli antropologi come esperienze periodiche che, paradossalmente, rafforzano la coesione sociale proprio perché consentono l'espressione controllata del disordine.James Frazer, Il ramo d'oro, ed. it. Bollati Boringhieri, 1991, cap. 62; Mikhail Bakhtin, L'opera di Rabelais e la cultura popolare, Einaudi, 1979, pp. 8-15. Il Carnevale medievale e le feste dei folli ereditarono direttamente questa funzione, prolungando la tradizione di una parentesi in cui l'autorità viene derisa e le gerarchie si invertono.
Analogamente, durante periodi di epidemie come la peste, il bisogno collettivo di esorcizzare la paura si trasformava in festa: l'ordine da scacciare con il caos del rituale era rappresentato da una maschera che ricordava un corvo, ispirata all'abito dei medici della peste, popolarmente chiamata proprio "corvo". Intorno a questa maschera si scatenavano danze collettive volte a esorcizzare e allontanare il male, riti catartici strettamente legati al simbolismo della rinascita della vita dopo la morte.
I moderni free party e rave si inseriscono in questa lunghissima genealogia di riti di sovversione e catarsi collettiva. Anch'essi creano, attraverso l'occupazione temporanea di spazi abbandonati, una zona temporaneamente autonoma in cui le logiche del profitto, del controllo sociale e della proprietà privata vengono sospese, e la musica – discendente elettronica delle percussioni rituali – guida i partecipanti in un'esperienza di fusione comunitaria e liberazione personale.
Sviluppo della musica elettronica Le componenti fondamentali che hanno dato origine ai rave party sono la nascita della musica elettronica e il conseguente sviluppo di strumenti musicali elettronici e apparecchiature per la diffusione sonora sempre più accessibili, trasportabili e alla portata di molti.
La musica techno è segnata, fin dalle sue origini, da una condizione di marginalità rispetto alla società: si sviluppa tra le minoranze, nei club americani frequentati prevalentemente da giovani "alternativi". A Chicago, nei primissimi anni Ottanta, nasce il Warehouse – letteralmente "magazzino" – uno dei locali più all'avanguardia per le nuove sperimentazioni musicali elettroniche. Qui si cominciano a forgiare evoluzioni in chiave techno della vecchia musica soul e Funk, alzando progressivamente il livello dei bassi e aumentando i bpm, fino a creare pattern ritmici ipnotici e ripetitivi pensati per un ballo ininterrotto.
Alcuni proto-rave prendono vita nelle fabbriche abbandonate delle metropoli statunitensi, in particolare nella Detroit post-industriale, per poi trovare rapidamente la loro identità definitiva in Europa e soprattutto in Gran Bretagna. Qui l'influsso della cultura psichedelica degli anni Settanta, ibridandosi con l'attitudine anarchica e fai-da-te del punk degli anni Ottanta, dà vita a un genere nuovo: l'acid house. È questo il punto di svolta che segna l'inizio dell'associazione tra i rave e il consumo di sostanze psichedeliche ed entactogene, ma soprattutto la nascita del rave illegale e nomade, che affonda le proprie radici anche nell'idea giamaicana del sound system come dispositivo per riappropriarsi dello spazio pubblico e creare comunità temporanee al di fuori dei circuiti commerciali.
Origini