Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta (in francese Conseil de la Vallée) è l'organo legislativo rappresentativo della Regione Valle d'Aosta (dotata di statuto speciale).
Viene indicato anche come "Consiglio della Regione Autonoma della Valle d'Aosta" (nel regolamento interno del Consiglio stesso) o "Consiglio della Valle" (nello statuto speciale della Regione).
Storia Origini L'idea di un Consiglio della Valle - ossia di un'assemblea rappresentativa di tutti i valdostani dotata di rilevanti poteri decisionali - è strettamente legata, fin dal Basso Medioevo, al forte sentimento di identità comunitaria specifica ed all'aspirazione all'autodeterminazione e all'autonomia che, da sempre, caratterizzano gli abitanti della Valle.
La storia dell'autonomia valdostana precedente alla nascita della Repubblica Italiana è strettamente connessa con quella della casa Savoia che già con il suo capostipite, Umberto I Biancamano, concede nel 1032 le prime franchigie, poi notevolmente ampliate e precisate con la Charte des franchises del 1191.
I secoli successivi vedranno l'alternarsi dei tentativi sabaudi di uniformare il diritto valdostano a quello dell'intero Stato italo-francofono con le fortunate resistenze della nobiltà locale a tali tentativi fin quando, alle soglie della Rivoluzione francese, la "morsa centralizzatrice" del governo di Torino si rivelerà irresistibile.
La questione valdostana riesploderà, quindi, soltanto con l'unità d'Italia, in concomitanza con la trasformazione dello Stato retto dai Savoia da perfettamente bilingue in quasi completamente italofono.
I tentativi di uniformazione linguistica delle classi dirigenti postunitarie e, soprattutto, del governo fascista, non faranno altro che rafforzare il sentimento identitario dei valdostani.
Nel 1909 nasce la Ligue valdôtaine di Anselme Réan, molto attiva fino all'avvento del fascismo, per il quale, ad ogni modo, l'autonomismo valdostano rappresenterà sempre una non trascurabile "spina nel fianco".
Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, l'autodeterminazione regionale della Valle d'Aosta diviene, progressivamente, una prospettiva sempre più concreta mentre, in quegli anni, la grandissima maggioranza delle forze politiche e di resistenza armata valdostane respinge decisamente la possibilità, balenata dal generale Charles de Gaulle, di annettere la Valle alla Francia.
Le uniche opzioni rimaste, in questa fase storica, sono, dunque, nell'ambito dello Stato unitario italiano, quella federalista e quella regionalista.
Il primo Consiglio
Il primo Consiglio della Valle d'Aosta libera e autonoma non sarà, paradossalmente, eletto direttamente dal popolo ma, sul modello della Consulta Nazionale e della Consulta regionale siciliana, sarà costituito da rappresentanti designati dai partiti aderenti al Comitato di Liberazione Nazionale.
La lista dei consiglieri provvisori sarà compilata "dalle direzioni centrali dei partiti, su proposta dei loro organi locali, sentito il Comitato di Liberazione della Valle d'Aosta" ed approvata dal Consiglio dei ministri il 29 dicembre 1945. Sulla base di tale deliberazione il presidente del Consiglio dei ministri, Alcide De Gasperi, nominerà, con proprio decreto, il 4 gennaio 1946, i primi 25 consiglieri valligiani, fra i quali vi era anche una donna, Maria Ida Viglino, che, in qualità di componente più giovane, svolgerà le funzioni di segretario della prima storica riunione (presidente sarà, come membro più anziano, il notaio Giuseppe Thiébat).
Il primo presidente eletto sarà lo storico Federico Chabod, designato dal Partito d'Azione, già attivo ed intelligente militante della causa autonomista. L'assemblea eleggerà anche una Giunta valligiana provvisoria composta da un assessore per ogni altro partito del CLN: PSI, Democrazia del Lavoro, PCI, DC, PLI.
La prima elezione democratica Fra il 1948 e il 1949 si fanno sempre più forti le pressioni della sinistra - che, nel frattempo, sta dando buona prova di sé, grazie soprattutto al sindaco Fabiano Savioz, nel governo della città di Aosta - per ottenere dal governo nazionale la convocazione delle prime elezioni regionali democratiche e pluraliste.
La data delle elezioni è il 24 aprile 1949. Il sistema elettorale è quello ipermaggioritario entrato in vigore nel 1924 per le elezioni provinciali: assegnazione dei quattro quinti dei 35 seggi alla lista che avesse ottenuto il maggior numero dei voti e del resto alla seconda, con esclusione di tutte le altre. Ammesso anche il voto disgiunto, ossia la facoltà di dare la propria preferenza a candidati di due liste contrapposte.
Vince la lista unitaria DC-UV: 43,6% dei suffragi ed elezione di tutti i propri candidati (28 su 35 consiglieri).
I 7 seggi di opposizione sono conquistati dalla sinistra, che ottiene il 33,2%. Le liste "italianiste" rimangono fuori dal Consiglio, ottenendo, complessivamente, circa un quarto dei voti.
Severino Caveri, UV, sarà presidente della Giunta regionale; Vittorino Bondaz, avvocato democristiano, presidente dell'assemblea.
Tra le "ossessioni" della nuova politica valdostana, un posto di rilievo spetta certamente al miglioramento delle comunicazioni, nel tentativo di far arretrare l'isolamento ereditato dalla natura e dalle scarse realizzazioni del passato. In tale quadro, il conte Lora Totino iniziava, fin dal marzo del '46, in mancanza di qualsiasi autorizzazione, lo scavo del traforo del Monte Bianco. La causa del traforo verrà patrocinata, nel Parlamento nazionale, dal deputato Farinet.
La prima legislatura sarà particolarmente deludente, tant'è che tutto il quinquennio non sarà sufficiente a far vedere la luce alla prima legge regionale della Valle d'Aosta.
I forti ostacoli all'attuazione dello Statuto frapposti dal governo di Roma porteranno alla fine dell'alleanza DC-UV.
Composizione del Consiglio Il Consiglio Regionale si compone di 35 membri. Questi, detti consiglieri vengono suddivisi nelle cinque commissioni permanenti la cui composizione è determinata con criterio di proporzionalità rispetto alla consistenza dei gruppi del Consiglio ed in ogni commissione deve essere rispettato il rapporto tra maggioranza e minoranza. Ogni commissione è costituita da sette consiglieri, salvo deroga relativa alla prima commissione che, nella XIV legislatura conta 11 componenti: ciascun consigliere ha diritto di essere assegnato ad almeno una commissione. Queste sono nominate dal Consiglio con votazione palese, su proposta del suo Presidente, sentita la Conferenza dei Capigruppo e, dal momento della loro costituzione, sono veri e propri organi del Consiglio regionale, disciplinati dal Regolamento interno. Le cinque Commissioni sono: I Commissione permanente - Istituzioni e autonomia II Commissione permanente - Affari generali III Commissione permanente - Assetto del territorio IV Commissione permanente - Sviluppo economico V Commissione permanente - Servizi sociali A queste si aggiunge la Commissione per il Regolamento che è composta da un rappresentante di ciascun gruppo consiliare ed è presieduta dal Presidente del Consiglio. Alle riunioni partecipano anche i componenti dell'Ufficio di Presidenza (due Vicepresidenti e due Consiglieri Segretari). Il Consiglio può deliberare la costituzione di commissioni consiliari speciali o d'inchiesta per l'esame di particolari questioni: tali commissioni durano in carica fino al compimento del loro mandato, ma non oltre il termine della legislatura.
XVII legislatura (dal 29 settembre 2025) +PartitoSeggiUnion Valdôtaine12Centro Autonomista - Centre Autonomiste5Fratelli d’Italia4Forza Italia3Lega Vallée d'Aoste3PD - Federalisti Progressisti VdA3Alleanza Verdi e Sinistra3La Reinassance Valdôtaine1Autonomisti di Centro1Totale seggi35
Consiglieri regionali +MAGGIORANZAConsigliereListaPreferenzeNoteRenzo TestolinUnion Valdôtaine3.808Speranza Girod3.004Luigi Bertschy2.413Davide Sapinet2.166Giulio Grosjacques1.662Loredana Petey1.634Erik Lavévaz1.476Josette Borre1.410Laurent Viérin1.400Corrado Jordan1.310Aurelio Marguerettaz1.278Michel Martinet1.263Leonardo LottoCentro Autonomista - Centre Autonomiste1.494Eletto negli Autonomisti di CentroCarlo Marzi1.363Eletto negli Autonomisti di CentroLuisa Anna Trione1.098Eletto negli Autonomisti di CentroStefano Aggravi1.033Eletto negli Autonomisti di CentroMarco Viérin1.032Eletto negli Autonomisti di CentroMarco SorbaraForza Italia1.075Mauro Baccega781Pierluigi Marquis591 +MINORANZAConsigliereListaPreferenzeNoteMassimo LattanziFratelli d'Italia649Alberto Zucchi599Massimiliano Tuccari451Aldo Domanico364Andrea Fabrizio ManfrinLega Vallée d'Aoste1.397Corrado Bellora622Simone Perron552Jean-Pierre GuichardazPD - Federalisti Progressisti VdA701Fulvio Centoz607Clotilde Forcellati473Chiara MinelliAlleanza Verdi e Sinistra961Eugenio Torrione361Andrea Campotaro343Eleonora BacciniLa Renaissance Valdôtaine657Marco CarrelAutonomisti di Centro1.869
XVI legislatura (dal 22 settembre 2020 al 29 settembre 2025) +PartitoSeggiUnion Valdôtaine11Lega Salvini Vallée d'Aoste7Federalisti Progressisti - Partito Democratico5Rassemblement Valdôtain4Progetto Civico Progressista2Forza Italia2Pour l'Autonomie - Per l'Autonomia2Stella Alpina1Misto1Totale seggi35
XV legislatura (dal 26 giugno 2018 al 22 settembre 2020) +PartitoSeggi Lega7 Union Valdôtaine6 Alliance Valdôtaine7 Stella Alpina3 Movimento 5 Stelle4Ambiente Diritti Uguaglianza Valle d'Aosta1 Rete Civica - Alliance Citoyenne2 MOUV'1 Misto2Totale seggi35
XIV legislatura (dal 1º luglio 2013 al 25 giugno 2018) +PartitoSeggi Union Valdôtaine13 Stella Alpina5Totale coalizione autonomista18 Union Valdôtaine Progressiste7 Autonomie Liberté Participation Écologie5 Partito Democratico3Totale coalizione di centrosinistra15 Movimento 5 Stelle2Totale seggi35
Sono 19 (54%) gli eletti alla loro prima Legislatura in Consiglio, 14 (40%) quelli confermati della XIII Legislatura e 2 (6%) i Consiglieri già eletti in precedenti legislature. L'età media è di 49 anni, come all'inizio della scorsa Legislatura. Il neo Consiglio vede la presenza di cinque donne (14% dell'Assemblea). Il 20% degli eletti erano amministratori locali in carica al momento delle elezioni (nel 2008, all'inizio della XIII Legislatura, rappresentavano il 31%). In base alla professione, le categorie maggiormente rappresentate sono il settore pubblico (8 Consiglieri) e quello privato (7); gli insegnanti sono 5, i liberi professionisti 4, gli imprenditori 4, i pensionati 4, gli autonomi 2, e uno studente.