Le sue rime furono apprezzate e lodate, tra gli altri, dal Bembo.

Rodolfo Lanciani lo definì “il vero e proprio creatore della Roma moderna” e “l’Haussmann del pontificato farnese”, per la sua attività nei magistri stratarum e come Commissario delle antichità di Roma, titolo che gli venne conferito da Alessandro Farnese nel 1534.

Biografia Stimato conoscitore dell'arte antica, venne scelto per fare da guida a Carlo V durante la visita a Roma del 1536: "Insieme alla sistemazione del Campidoglio - dove significativamente Manetti aveva stabilito il proprio ufficio - i preparativi per l’incoronazione di Carlo V rappresentano uno dei progetti pubblici di maggior rilievo del pontificato farnesiano: si tratta di una serie di interventi, che determina riassetti e demolizione in ampi brani del tessuto viario, efficacemente descritta nei Ricordi del patrizio romano e magistrato municipale Marcello Alberini, secondo il quale “in molti luoghi la cittade ha mutato di forma". È questo il prologo di un’intesta politica a misura urbana che Paolo III avrebbe intrapreso negli anni seguenti: l’entrata di Carlo V è stata letta dalla critica come prefigurazione di un vasto programma di progetti, che si distingue da quello di molti predecessori perché pianificato secondo un disegno unitario, strutturato a scala urbana. Non secondariamente, è l’occasione per ripensare l’uso rituale e ideologico del Foro, sfruttando il potenziale retorico delle rovine".

Morì a Roma il 28 gennaio 1553 e fu sepolto in S. Maria sopra Minerva, dove lo ricorda la lapide apposta dai figli nella cappella di S. Vincenzo.

Note

Bibliografia Apparati della Vita di Benvenuto Cellini, edizione a cura di Ettore Camesasca, Classici Bur, Milano 2007, prima edizione 1985. ISBN 978-88-17-16532-7

Francesca Salatin, Paolo III, Latino Giovenale Manetti e Carlo V: strategie urbane tra le “miracolose ruine”, in "Studi e Ricerche di Storia dell'architettura”, 2, (2017) 2018, pp. 28–45 Altri progetti