La Pinacoteca è una sala di Castello Sforzesco di Milano.
Storia La raccolta della Pinacoteca nacque nel XIX secolo, quando Milano aveva già due importanti pinacoteche (l'Ambrosiana e Brera) e se ne andava formando una terza, il futuro Museo Poldi Pezzoli. Rispetto a queste altre realtà la pinacoteca di Castello Sforzesco nacque come museo cittadino per antonomasia, luogo di raccolta delle memorie illustri della città. Per questo quasi tutte le opere esposte provengono o da Milano o da collezioni artistiche di cittadini milanesi, come la celebre collezione Trivulzio, acquistata con una sottoscrizione cittadina nel 1935.
L'inaugurazione ufficiale, come Museo Artistico Municipale, si ebbe il 2 giugno 1878 nel salone dei Giardini Pubblici. Le continue donazioni resero i locali non sufficienti e già nel 1892 fu fatto uno studio per spostare la raccolta nei locali del castello Sforzesco. Lo studio di Luca Beltrami permise che la pinacoteca venisse spostata poi nelle sale del castello nel Novecento La pinacoteca venne inaugurata i 10 maggio 1900.
Tra le donazioni di cittadini illustri, patrioti, studiosi e amatori si contano quelle di: Antonio Guasconi (1863-1865), i fratelli Attendolo Bolognini (1865), Malachia De Cristoforis (1876), Camillo Tanzi (1881) erede dell´imponente collezione di Marina Germani vedova Dell´Acqua, Francesco Ponti (1895), e altri. La collezione è inoltre stata continuamente arricchita da donazioni, depositi regionali e acquisti, come le opere di Canaletto e Bellotto tra il 1995 e il 1998. La mancanza di spazi fece inizialmente esporre le opere nei locali della Biblioteca Ambrosiana. Non vi era negli ultimi anni dell'Ottocento tra gli amministratori comunali e gli amministratori dei musei milanesi collaborazione. Per questo motivo vi fu una perdita di dipinti che Enrico Cernuschi vendette a Parigi nel 1900, portando Milano a perdere 200 opere d'arte.
L'ultimo allestimento (Mauro Natale, Laura Basso, Valter Palmieri), ha portato una chiusura della pinacoteca a decorrere dal 2003, fino alla nuova inaugurazione del 2005 che ha arricchito la galleria di opere di scultura, oreficeria e medaglistica.
Percorso espositivo La pinacoteca si trova su un'area al primo piano del Castello ed è composta da sette sale, numerate da XX a XXVI.
Sala XX La sala XX, un tempo chiamata "Sala dorata" è dedicata all'arte milanese alle corti dei Visconti e degli Sforza.
Opere presenti nella sala: Michelino da Besozzo (ambito di), Madonna col Bambino e i santi Giovanni Battista e Pietro Martire, 1430 circa Benedetto Bembo, Polittico di Torchiara, 1462 Pisanello, Medaglia di Filippo Maria Visconti, 1441 Gianfrancesco Enzola detto il Parmense, Medaglia di Francesco I e Galeazzo Maria Sforza, 1459 Filarete, Medaglia con autoritratto, 1460 circa Caradosso, Medaglia di Francesco I Sforza, 1488 circa Caradosso (attr.), Medaglia di Ludovico Sforza detto il Moro, 1488 circa Niccolò di Forzore Spinelli (attr.), Medaglia di Stefano Taverna, 1495-1497 circa Caradosso (attr.), Medaglia di Gian Giacomo Trivulzio, 1499 Zanetto Bugatto (attr.), Ritratto di Galeazzo Maria Sforza, 1474-1476 Pittore lombardo, Bona di Savoia presentata da una santa martire, 1471-72 Baldassarre d'Este (ambito di), Ritratto di Borso d'Este, 1469-1471 Giovanni Ambrogio Bevilacqua, Madonna col Bambino, 1495-1499 Maestro di Trognano, Altare di Santa Maria del Monte a Velate, 1476-1491 Maestro di Trognano, Adorazione dei pastori, dopo il 1481
Sala XXI La Sala XXI è dedicata all'età di Ludovico il Moro e della dominazione spagnola
Opere presenti nella sala:
Vincenzo Foppa, Madonna col Bambino, 1450-1480 Vincenzo Foppa, Madonna del Libro, 1475 circa Vincenzo Foppa, San Teodoro, 1450-1480 Vincenzo Foppa, Sant'Agostino, 1450-1480 Vincenzo Foppa, Testa di Santo, 1460-1464 Vincenzo Foppa, Martirio di san Sebastiano, 1490-1500 Vincenzo Foppa, San Francesco riceve le stimmate e San Giovanni Battista, 1488-1489 circa Pittore lombardo, San Giuseppe, 1495-1500 Pittore lombardo, Sant'Antonio da Padova, 1495-1500 Scultore lombardo, quattro medaglioni con Busti di imperatori dal Banco Medici, 1485 circa Pittore fiammingo, Ritratto virile, 1475-1499 Bergognone, Cristo in pietà tra due angeli, 1488-1490 Bergognone, elemosina di san Benedetto, 1490 Bergognone, San Girolamo, 1510 circa Bergognone, San Rocco, 1505-1510,dono famiglia Cantoni 1914. Pittore lombardo, Madonna in trono col Bambino tra i santi Sebastiano e Girolamo, 1510 circa Pittore pavese, Busto di santa Caterina d'Alessandria, 1480-1490 Pittore lombardo, Santa Chiara e Santi Egidio e Nicola da Tolentino, fine del XV secolo Maestro della Pala Sforzesca, cinque tondi con santi e apostoli, 1475-1499 Bernardino Butinone, Tabernacolo con storie della vita e della Passione di Cristo, 1490-1500 Pittore lombardo, Storie di santa Caterina, 1490-1500 circa Bernardino de Conti, Madonna col Bambino, 1495-1500 Marco d'Oggiono, Madonna col Bambino, san Giovanni e l'angelo (retro grottesche), 1510 circa Marco d'Oggiono, Nozze di Cana, 1519-1522 Andrea Solario, Ritratto femminile, 1505-1507 Pseudo-Boltraffio, due pannelli con Santi e devoti, 1510-1515 Pseudo-Boltraffio, Madonna in trono col Bambino, 1510-1515 Bernardo Zenale (ambito di), Flagellazione, 1515-1520 Giampietrino, Maddalena, 1520-1530 Girolamo Giovenone, due pannelli con Santi e devoti, 1508 Francesco de Tatti, Polittico di Bosto, 1517 Gaudenzio Ferrari (ambito di), Tavolette di predella, 1530-1550 Bramantino, Noli me tangere, 1480-1490 Bramantino, Compianto sul Cristo morto, 1515-1520 Bambaia, Madonna Taccioli, 1522 Bernardino Luini, Ercole e Atlante, 1513-1515 Bernardino Luini, Madonna Oggioni, 1516 circa Cesare da Sesto, Polittico di San Rocco, 1523 Francesco Napoletano, Madonna Lia, 1495 Circa
Sala XXII La sala XXII è dedicata a tre opere del Rinascimento italiano.
Opere presenti nella sala: Pittore lombardo, Cristo benedicente, 1510 circa Pittore veneto, Madonna col Bambino, 1475-1500 Giacomo Galizzi da Santacroce, Trinità, 1533
Sala XXIII
La Sala XXIII è dedicata alle opere della collezione Trivulzio e di altre opere provenienti da soppressioni di chiese e monasteri. Vi si trovano soprattutto opere di artisti non lombardi
Opere presenti nella sala: Lorenzo Veneziano, Resurrezione, 1371 Filippo Lippi, Madonna Trivulzio, 1429-1432 Giovanni Bellini, Madonna col Bambino, 1460-1465 Carlo Crivelli, San Bartolomeo, 1472 Carlo Crivelli, San Giovanni Evangelista, 1472 Antonello da Messina, San Benedetto, 1470 circa Bartolomeo Cincani detto il Montagna, Madonna col Bambino, 1480-490 Andrea Mantegna, Madonna in gloria e santi Giovanni Battista, Gregorio Magno, Benedetto e Girolamo, 1497 Antonio Solario, Madonna col Bambino e i santi Pietro e Francesco, 1514 circa
Sala XXIV La Sala XXIV è dedicata alle opere dalla morte di Francesco II Sforza (1535) alla fine del secolo. Contiene opere controriformate e del manierismo.
Opere presenti nella sala: Bronzino, Ritratto di Lorenzo Lenzi, 1527-1528 Correggio, Madonna Bolognini, 1514-1519 Correggio, Ritratto di uomo che legge, 1517-1523 Fede Galizia, Cristo nell'Orto, fine del XVI secolo Lucia Anguissola, Autoritratto, 1557
Europa Anguissola (attr.), Ritratto di Livia de lanchi, 1550-1575 Jacopo Nizzola detto il Trezzo, Medaglia di Giannello Torrini, 1555 Leone Leoni, Medaglia di Ippolita Gonzaga, 1551 Jacopo Nizzola detto il Trezzo, Medaglia di Isabella Capua Gonzaga, 1552 circa Leone Leoni, Medaglia di Ferrante Gonzaga, 1555-1556 Annibale Fontana, Medaglia di Giovanni Battista Castello, 1558-1560 circa Pompeo Leoni, Medaglia di Francisco Fernández de Liébana, 1575 B. S., Medaglia di Prospero Visconti, 1582 Pellegrino Tibaldi, Santa Margherita d'Antiochia, 1558-1561 Pellegrino Tibaldi, San Giorgio, 1558-1561 Giovanni da Monte (attr.), Cristo deriso, 1565-1570 circa Antonio Campi, Martirio di san Sebastiano, 1575 Bernardino Campi, Sant'Ugo di Lincoln e il beato Guglielmo da Fenoglio, 1576 Bernardino Campi, Sant'Ugo di Grenoble e san Bruno, 1576 Bernardino Campi, Cristo crocefisso, 1584-1591 Aurelio Luini, Episodio del martirio di san Vincenzo, ante 1587 Camillo Procaccini, Martirio di sant'Agnese, 1590-1592 Malosso, Adorazione dei pastori coi santi Francesco e Chiara, 1580 circa Pittore cremonese, Ritratto di bambina, 1550-1575
Sala XXV La Sala XXV ospita opere veneziane e lombarde, ispirate dalla cultura veneta. Risalgono quasi tutte al XVI secolo.
Opere presenti nella sala: Giovanni Bellini, Ritratto del poeta Raffaele Zovenzoni, 1467 circa Lorenzo Lotto, Ritratto di giovane con libro, 1526 circa Bernardino Licinio, Ritratto di donna che regge un'effige di defunto, 1525-1528 Antonio Sacchiense, Ritratto di gentiluomo con cagnolino, 1530 Agostino Galeazzi, Ritratto di gentiluomo, 1540 circa Giovanni Busi detto Cariani, Ritratto di devota, 1530-1535 Giovanni Busi detto Cariani, Lot e le figlie, 1540 circa Romanino, Madonna in trono col Bambino tra i santi Francesco, Antonio da Padova e un donatore, 1528-1529 Moretto, Sant'Antonio da Padova, 1530 circa Moretto, San Giovanni Battista, 1542-1545 Moretto, Geremia, 1542-1545 Moretto, Sant'Orsola e le compagne, 1537 Giovan Battista Moroni, Martirio di san Pietro da Verona, 1555-1560 Giovan Battista Moroni, Ritratto di Giorgio Passo, 1569 Giovan Battista Moroni, Ritratto di Bartolomeo Colleoni, 1566-1569 Tiziano Vecellio, Ritratto dell'ambasciatore Gabriel de Luetz d'Aramont, 1541-1542 Tintoretto, Ritratto del procuratore Jacopo Soranzo, 1550-1551 Tintoretto, Testa virile, 1546-1548 Domenico Robusti, Ritratto virile, 1580-1590 Carlo Caliari, Martirio di santa Giuliana, 1595 Bottega di Francesco da Ponte, Incoronazione di spine, 1583 Bottega di Francesco da Ponte, Flagellazione di Cristo, 1583 Leandro da Ponte, Ritratto d'uomo, 1600-1610
Sala XXVI
La Sala XXVI è dedicata alle opere del XVII e XVIII secolo.
Nella prima parte della sala sono ospitate il ciclo di tele che costituivano la decorazione della cappella del tribunale di provvisione, che aveva sede all’interno del Palazzo dei Giureconsulti, terminato dall’architetto Vincenzo Seregni nella seconda metà del Cinquecento, e dedicata a San Giovanni Battista e a Sant’Ambrogio:
Pier Francesco Mazzucchelli detto il Morazzone, Santa Trinità adorata dagli angeli Costantino che riceve i resti degli strumenti della Passione di Giulio Cesare Procaccini, Sant'Ambrogio e il miracolo delle api di Paolo Camillo Landriani detto il Duchino, San Barnaba e San Sebastiano attribuiti a Giulio Cesare Procaccini, San Giovanni Battista del Cerano, San Carlo Borromeo già attribuito a Giovan Battista Crespi, San Rocco del Morazzone, San Gervaso e San Protaso di Camillo Procaccini, San Gerolamo del Moncalvo
Oltre ai dipinti di piccolo formato: Sant’Ambrogio, Sant’Agostino, Sant’Antonio da Padova, di Carlo Francesco Nuvolone, San Francesco d’Assisi del Cerano, un Santo vescovo, la Madonna e il Salvatore benedicente del Moncalvo.
Altre opere presenti nella sala: Enea Salmeggia, Madonna in gloria col Bambino e i santi Ambrogio e Carlo Borromeo, 1603 Enea Salmeggia, Madonna col Bambino in gloria e i santi Rocco, Francesco e Sebastiano, 1604 Guglielmo Caccia detto il Moncalvo, Madonna col Bambino, 1620-1630 Hans Rottenhammer, Arcangelo Michele che calpesta il demonio, ante 1606 Giovanni Battista Crespi detto il Cerano, San Michele Arcangelo, 1605-1610 Giovanni Battista Crespi detto il Cerano, due pannelli con Storie di San Francesco, 1610-1620 Joachim Wtewael, Steven de Witt, ante 1622 Joachim Wtewael, Johan de Witt, ante 1622 Pittore fiammingo, Ritratto virile a mezzo busto, 1578 Pittore fiammingo, Ritratto di giovinetto, 1607 Pittore olandese, Ritratto virile a mezzo busto, 1610 circa Pittore olandese, Ritratto femminile, 1630-1640 Pittore olandese, Ritratto maschile, 1630-1640 Pittore nordico, Ritratto di Elisabetta di Boemia, 1630 circa Giulio Cesare Procaccini, Adorazione dei Magi, dopo il 1610 Giulio Cesare Procaccini, Giuditta e Oloferne, 1620 circa