Il Pont d'Iéna è un ponte di Parigi attraversante la Senna. Collega il Trocadéro (sulla riva destra) alla Torre Eiffel (sulla riva sinistra).
Toponomastica Il ponte deve la sua denominazione alla vittoria conseguita dalle truppe napoleoniche nella battaglia di Jena, svoltasi il 14 ottobre 1806 contro le forze prussiane.
Storia
L'imperatore Napoleone Bonaparte fece costruire un ponte di fronte all'École Militaire e lo battezzò, con un decreto datato nel 1807, con il nome della battaglia di Jena, invece dei nomi inizialmente proposti: “ponte del Champ-de-Mars” o “ponte dell'École Militaire”. La sua costruzione fu resa possibile dal riempimento, nel 1812, del canale che separava l'Île aux Cygnes dalla terraferma del quartiere Gros-Caillou, compresa la parte del Champ-de-Mars dove sorgerà il secolo successivo la Torre Eiffel.
Il ponte doveva collegare la collina di Chaillot, dove era prevista la costruzione di un palazzo per Napoleone II di Francia, re di Roma, sulla riva destra del Champ-de-Mars, agli edifici degli Archivi e dell'Università, anch'essi in progetto sulla riva sinistra, nel territorio compreso tra l'attuale quai Branly, avenue Rapp, rue de l'Université e avenue Bosquet. Questi progetti furono abbandonati alla caduta dell'Impero; ebbe tuttavia felice esito la costruzione del ponte, che fu inizialmente affidata all'architetto Jacques Dillon, la cui prematura scomparsa rese necessario il subentro dell'ingegnere Corneille Lamandé. I lavori, eseguiti tra il 1808 e il 1814 dall'imprenditore Zacharie Guillé detto Galland, nativo di Poitiers, si protrassero per sei anni.
Nel 1815, durante la seconda occupazione di Parigi da parte della coalizione antifrancese nel contesto delle guerre napoleoniche, il maresciallo prussiano Gebhard Leberecht von Blücher manifestò l'intenzione di distruggere il ponte di Iéna. Nonostante i tentativi di mediazione da parte di Luigi XVIII, di Talleyrand e del generale Gouvion-Saint-Cyr presso il sovrano prussiano, Blücher si oppose fermamente a qualsiasi rinuncia. Fu necessario l'intervento dello zar Alessandro I di Russia, il quale minacciò simbolicamente di recarsi di persona sul ponte per impedire l’abbattimento, affinché tale proposito non venisse messo in atto.. A seguito di questi avvenimenti, il ponte prese il nome di «pont de l'École-Militaire».
Nel corso del XX secolo il ponte subì diversi allargamenti: nel 1900 a 24 metri, in occasione dell'Esposizione di Parigi, e infine a 35 metri per l'Expo 1937.
Descrizione Con una lunghezza complessiva di 155 metri, il Pont d'Iéna si distingue per la sua struttura armoniosa composta da cinque arcate a sesto ribassato, ciascuna con una luce di circa 28 metri. Le arcate sono sostenute da quattro pilastri intermedi e impreziosite da aquile imperiali, simbolo della regalità napoleonica e della sua sovranità sui popoli. Questi rilievi furono ideati dallo scultore lionese François-Frédéric Lemot e realizzati da Jean-François Mouret, contribuendo all’impronta neoclassica dell’opera.
Nel 1853, in occasione di interventi decorativi volti a valorizzare ulteriormente il ponte, furono installate quattro statue equestri monumentali alle sue estremità, raffiguranti cavalieri ideali di diverse civiltà antiche, a simbolo dell'universalità delle virtù guerriere:
Note
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Ponti di Parigi Categoria:Ponti stradali della Francia Categoria:Impianti dei Giochi della XXXIII Olimpiade