La Coppa della Consuma è stata una gara automobilistica e motociclistica a carattere agonistico disputata tra il 1902 e il 1964 per poi essere ripresa come rievocazione dal 1990 a oggi.
Storia della gara automobilistica L'inizio (1902-1904) Il 3 febbraio 1900 venne fondato a Firenze il Club Automobilisti Fiorentini (oggi Automobile Club di Firenze) da parte di un gruppo di appassionati pionieri dell'automobilismo, il club fiorentino era cronologicamente il quarto in Italia dopo quelli di Milano, Torino e Padova. L'entusiasmo e la passione nei confronti dell'automobile portò all'organizzazione delle prime competizioni automobilistiche. Il cavalier Ugobaldo Tonietti, figura di spicco tra gli automobilisti fiorentini, propose di organizzare una gara da disputarsi sul tortuoso tracciato che partendo da Pontassieve porta al Passo della Consuma.
L'idea fu entusiasticamente accolta dai membri dell'Automobile Club ma all'entusiasmo iniziale seguirono vari problemi; la prima gara vera e propria venne organizzata per il 1901 ma a causa dell'esiguo numero di iscritti non si poté disputare. L'anno seguente le cose migliorarono e tra gli organizzatori c'era anche la sezione fiorentina del Touring Club Italiano. La gara era in programma per la mattina del 15 giugno 1902. Alla partenza si presentarono tredici vetture; la linea di partenza venne posta subito dopo il ponte che separa Pontassieve da San Francesco, per la precisione nella località La Fortuna mentre l'arrivo era in località La Castellaccia, appena prima del valico della Consuma. Non tutto andò liscio; la vittoria andò al triciclo De Dion Bouton di Nourry ma il secondo classificato, Ugobaldo Tonietti su Panhard contestò la vittoria in quanto il vincitore per un tratto della gara spinse a mano il veicolo, cosa vietata dal regolamento. Dopo una lunghissima e polemica discussione tra i commissari di gara si decise di assegnare la vittoria assoluta al Tonietti mente al Nourry si diede un premio speciale per la categoria tricicli.
Nonostante le polemiche la gara ebbe successo e un anno dopo il 14 giugno 1903 si tenne la seconda edizione che vide la partecipazione, lungo il percorso di un numeroso pubblico. La vittoria andò a Felice Nazzaro che guidava una Panhard 70 HP, al secondo e al terzo posto si piazzarono Luigi Storero e Vincenzo Lancia, entrambi su Fiat 24HP; la Darracq 16HP di Spinelli e la De Dion Bouton 9 HP di Nagliati vinsero rispettivamente nelle categorie vetture leggere e vetturette. Storero si piazzò secondo anche tra le moto pilotando una Phoenix 3HP.
Nel 1904 la Coppa della Consuma venne organizzata ad una settimana dal Circuito di Brescia, dove Vincenzo Lancia su Fiat aveva sconfitto il francese Teste che pilotava una Panhard 90HP. La sfida si ripeté alla Consuma e anche in quell'occasione Lancia si impose nonostante la Panhard avesse fornito al Teste una versione più potente della sua macchina. La vittoria nella categoria leggere andò alla Darracq di Hémery che precedette Spinelli sulla sua Florentia 16HP. Per la Fiat, vittoriosa anche nella categoria turisti fu un trionfo che la casa torinese fece pubblicizzare a dovere
La sospensione e la ripresa (1905-1929) Dopo queste prime edizioni la gara non venne organizzata a causa di dissidi tra i finanziatori. Oltre a questi problemi nel 1915 l'Italia entrò nella prima guerra mondiale che comportò una sospensione delle attività sportive. Dopo il conflitto l'Italia si presentava economicamente e socialmente in dissesto. L'attività motoristica riprese nel 1919 con la disputa della Targa Florio vinta da André Bolillot alla guida di una Peugeot. La Coppa della Consuma venne organizzata per il 26 ottobre 1919 e nella categoria oltre 5000 cm³ vide la vittoria di Antonio Ascari al volante di una Fiat alla media di oltre 70 km orari mentre al secondo posto si piazzò Mario Barsanti col copilota e fratello Dino alla guida di un Itala 75 Hp tipo Taunus; nella categoria fino a 5000 cm³ si impose Meregalli che guidava una Nazzaro.
Negli anni seguenti la corsa sui tornanti della Consuma vide la partecipazione di importanti piloti quali Giulio Masetti, Emilio Materassi e Felice Nazzaro. Dal 1925 al 1928 la corsa automobilistica subì una nuova interruzione che fece pensare al peggio per il suo futuro, la corsa infatti venne riservata alle sole motociclette.
La gara riprese il 29 ottobre 1929 in tono decisamente minore anche a causa della contemporanea Coppa Pierazzi che si disputava a Grosseto e che vedeva ai nastri di partenza piloti come Clemente Biondetti e Luigi Fagioli. Parlando dell'edizione del 1929 il quotidiano La Nazione scrisse:La Nazione, 28 ottobre 1929
La vittoria andò al costruttore fiorentino Bruno Presenti alla guida di un Alfa Romeo 1750 alla media di 78,169 km/h; al secondo posto si classificò Mario Barsanti su Ansaldo Sport, che mesi prima aveva vinto la Coppa della Consuma per motociclette in sella ad una Chater Lea 350. L'edizione del 1929 fu funestata dal maltempo e dalle polemiche tre ai partecipanti; scriveva ancora La Nazione:La Nazione, 1 novembre 1929
1930-1939
La gara del 1930 fu dedicata al pilota di Montevarchi Gastone Brilli-Peri che il 22 marzo di quell'anno aveva perso la vita in un incidente sul circuito di Tripoli. Il vincitore fu Clemente Biondetti su Bugatti alla media di oltre 85 km/h, il secondo classificato fu Tazio Nuvolari. Negli anni trenta la Coppa della Consuma aveva acquistato una notevole importanza nel panorama automobilistico italiano. Il percorso dislocato su un dislivello di oltre 1000 metri era considerato un vero banco di prova per propulsori; di pari passo lo sviluppo motoristico permetteva ormai a quasi tutte le vetture di arrivare alla fine in tempi brevi, tempi ben diversi dagli oltre 20 minuti che erano necessari nelle edizioni del 1902-1904. Nel 1931 ai nastri di partenza si presentarono tutti i maggiori piloti del tempo; tra gli iscritti infatti figuravano Tazio Nuvolari, Clemente Biondetti, Mario Umberto Baconin Borzacchini e Carlo Niccolini. La vittoria andò a Nuvolari che stabilì anche il nuovo record di velocità media: 91 km/h. Dal 1932 al 1934 la corsa subì una nuova interruzione. Il 15 settembre 1935 la gara venne svolta come prova valida per il campionato sociale della sezione fiorentina del Reale Automobile Club d'Italia. Tutti i pronostici erano per Pasquino Ermini, l'ex meccanico di Emilio Materassi, che nel secondo dopoguerra divenne costruttore di auto da corsa a suo nome. Il vincitore però fu Giosuè Calamai alla guida di un Alfa Romeo 1750 che percorse il tracciato in 10'30" alla media di 79 km/h; Ermini invece giunse secondo.
Nuova interruzione tra il 1936 e il 1938, nonostante la popolarità della gara in quegli anni il Regime Fascista preferì sostenere e finanziare un'altra gara disputata in Toscana, la Coppa del Circuito di Montenero, nei pressi di Livorno gara sponsorizzata da Galeazzo Ciano; a questa interruzione automobilistica va sommata la lunga interruzione della gara motociclistica che non si disputò dal 1931 al 1939.
La miglior descrizione dell'edizione del 1939 la dà il quotidiano La Nazione che scriveva:
La gara del 1939 era valida per le eliminatorie toscane del Volante d'Argento, gara che aveva la finale a Milano. I piloti partecipanti furono tutti dilettanti assoluti e guidavano automobili rigorosamente di serie; si poté correre con quattro modelli di auto: Lancia Aprilia, Fiat 1500, Fiat 1100 e Fiat 500. Il vincitore fu Umberto Violini di Firenze alla guida di una Lancia Aprilia che precedette Dino Bassi di Siena e Marcello Servadei di La Spezia anch'essi su Lancia.
Il secondo dopoguerra
Come già era successo venti anni prima anche durante la seconda guerra mondiale tutte le attività agonistiche legate ai motori vennero sospese. Dopo la guerra in una situazione fatta di miseria, case crollate e strade distrutte e di carburante introvabile si ricominciò lentamente a gareggiare.
A Firenze nel 1947 venne disputata una gara riservata alle vetture sport nel Parco delle Cascine mentre nel 1948 l'Automobile Club di Firenze organizzò una gara chiamata Firenze-Fiesole, che si disputò per diversi anni. Oltretutto in quegli anni Firenze, dai viali alla via Bolognese in direzione nord venne nuovamente percorsi dalla Mille Miglia. Nel 1949 nell'unico anno in cui la Mille Miglia non transitò da Firenze gli appassionati dei motori fiorentini si consolarono con la prima edizione della Coppa della Toscana. La febbre dei motori era ripresa e oltre a queste gare era tutto un susseguirsi si raduni, gimcane e concorsi di eleganza.
Per le motociclette la Coppa della Consuma era ripresa già nel 1948 mentre per le auto si dovette attendere il 1952. Il percorso era tra le località delle Palaie e Borselli e in quell'anno la vittoria andò a Pietro Palmieri di Roma al volante di una Ferrari. A quell'edizione partecipò anche una vettura costruita da Pasquino Ermini nella sua officina in Viale Matteotti a Firenze, che condotta da Brandi si piazzò al quarto posto. Nel 1953 la vittoria andò al pilota fiorentino Piero Scotti al volante di una Ferrari 250MM spider carrozzata Vignale che precedette Clemente Biondetti alla guida di una Lancia. Piero Scotti bissò il successo anche nel 1954 sempre su Ferrari davanti alla Maserati di Cesare Perdisa e alla Ferrari di Biondetti. Per Pietro Scotti quello fu un periodo d'oro, infatti oche settimane prima aveva trionfato alla Coppa della Toscana.
Nel 1955 a seguito degli incidenti alla 24 Ore di Le Mans la gara, come quasi tutte le gare motoristiche di quell'anno, non venne disputata; sempre nel 1955 è da segnalare la scomparsa di Clemente Biondetti a causa di un male incurabile. Nel 1956 e nel 1957 la vittoria andò a Giulio Cabianca su Osca MT4 1500 mentre nel 1958 ci fu la prima vittoria di Odoardo Govoni che rivinse anche nel 1961 e nel 1964.
In quegli anni sulle strade della Consuma si sfidarono i maggiori piloti italiani come Elio Zagato, Ilfo Minzoni e Umberto Maglioli oltre ai già citati Cabianca e Biondetti; la direzione della gara era affidata ad Amos Pampaloni e la sua direzione si distinse per l'organizzazione impeccabile e per il notevole servizio d'ordine.
Nel 1959 il vincitore fu Ludovico Scarfiotti alla guida di una Osca S1550 con la qual stabilì il nuovo record della gara: 103,788 km/h. Nel 1960 la gara fu flagellata da una pioggia battente che impedì alle vetture di avere un'andatura da gara; situazione che si ripeterà nel 1962 quando la vittoria andò a Giampiero Biscaldi alla guida di un Alfa Romeo Giulietta SZ che precedette un'altra SZ guidata da Cella e terzo si classificò Venturi a bordo di un Abarth 1000.