Un cardinal nepote o nipote (in latino cardinalis nepos) era un tempo un cardinale della Chiesa, creato da un papa con cui fosse in rapporto di parentela. A volte si trattava del figlio, nel caso in cui questo ci fosse, spesso il nipote, ossia il figlio del fratello o della sorella, oppure il figlio dello stesso papa presentato al mondo come nipote per ragioni di opportunità. L'usanza di creare cardinali nipoti ebbe origine nel Medioevo, ma raggiunse la massima diffusione a partire dal Rinascimento e poi durante i secoli XVI-XVIIMatthew Bunson, 1995. "Cardinal Nephew ". The Pope Encyclopedia. Crown Trade Paperbacks. ISBN 0-517-88256-6.. Il vocabolo nepotismo si riferiva originariamente proprio a questa pratica, senza accezioni negative. A partire dal periodo della permanenza del papato ad Avignone (1309-1377) fino alla bolla di Innocenzo XII Romanum decet pontificem (1692), che proibiva il nepotismo, un papa senza cardinal nipote era l'eccezioneFino a papa Innocenzo XII, le uniche eccezioni alla regola furono i papi che non crearono cardinali (Pio III, Marcello II, Urbano VII, Leone XI) e papa Adriano VI (che creò un solo cardinale).. Ogni altro papa fece entrare almeno un parente nel Sacro Collegio dei Cardinali, e nella maggior parte dei casi si trattava del nipoteJohn Vidmar, The Catholic Church Through The Ages: A History, Paulist Press, 2005, ISBN 0-8091-4234-1, p. 170. Vidmar segnala l'eccezione costituita da Niccolò V, che creò cardinale il fratellastro Filippo Calandrini il 20 dicembre 1448 (cfr. Salvator, 1998, XV Century (1404–1503))..

L'istituzione del cardinal nipote andò incontro a cambiamenti ed evoluzioni nel corso di sette secoli, risentendo dei mutamenti del contesto della storia del papato e delle diverse personalità dei singoli pontefici. Dal 1566 al 1692, il cardinal nipote deteneva l'ufficio curiale di Sovrintendente dello Stato Ecclesiastico, e i due termini erano usati indifferentemente. L'ufficio curiale e l'istituzione decaddero in concomitanza con la crescita del potere del Cardinale Segretario di Stato e con la progressiva perdita di centralità politica dello Stato pontificio nel corso del XVII e XVIII secolo.

Si può stabilire con certezza che quindici papi furono cardinali nipoti (Giovanni XIX, Benedetto IX, Gregorio IX, Alessandro IV, Adriano V, Gregorio XI, Bonifacio IX, Eugenio IV, Paolo II, Alessandro VI, Pio III, Giulio II, Leone X, Clemente VII). Probabilmente altri due papi lo furono: Innocenzo III e Benedetto XIIUn diciottesimo, Vicedomino Vicedomini, fu eletto papa ma morì prima dell'annuncio della sua elezione, e di conseguenza non è compreso nel computo dei pontefici; aveva assunto il nome di Gregorio XI. S. Miranda (cfr. Consistory of 1127), citando fonti antiche come Alfonso Chacón, sostiene che papa Anastasio IV (Corrado della Suburra) fosse probabilmente un nipote del papa che l'aveva elevato al cardinalato, Onorio II; tuttavia, gli studiosi moderni (Brixius, pp. 36, 78; Klewitz, p. 128; Hüls, pp. 128, 201; Zenker, pp. 46-48) concordano nel dire che Corrado fu creato cardinale da papa Pasquale II, e negano o non fanno parola di alcun suo legame di parentela con Onorio II.. Inoltre furono cardinali nipoti anche: un antipapa (Giovanni XXIII) e due o tre santi (Carlo Borromeo, Guarino Foscari e forse Anselmo di Lucca, nel caso sia stato effettivamente cardinale).

Storia Prima del 1566

La creazione di cardinali nipoti è precedente alla supremazia dei cardinali all'interno della gerarchia della Chiesa cattolica romana, che si fa datare alla bolla In nomine Domini di Niccolò II del 1059, che stabiliva che i soli cardinali-vescovi avrebbero avuto la facoltà di eleggere il pontefice, con il consenso dei cardinali-preti e dei cardinali-diaconiMiranda, Salvator. 1998. "Essay of a General List of Cardinals (112-2006)".. Il primo cardinal nipote sembra sia stato infatti Lotario seniore, cugino di papa Benedetto VIII (1012-1024), creato nel 1015 circa. Benedetto VIII creò anche il fratello Giovanni (il futuro papa Giovanni XIX) e il cugino Teofilatto (futuro papa Benedetto IX) cardinali diaconiMiranda, Salvator. 1998. "General list of Cardinals: XI Century (999–1099)".. Forse il primo cardinal nipote posteriore al 1059 fu Anselmo di Lucca, nipote o fratello di papa Alessandro II (1061-1073), tuttavia fino alla fine del XII secolo si tratta solo di casi presunti, o perché il legame di parentela fra il papa e il cardinale non è dimostrato, o perché non è certa l'elevazione al cardinalato del parente del papaPer la discussione relativa ai casi dubbi si veda la Lista dei cardinali nipoti.. Tuttavia, è certo che, nel XIII secolo, la nomina a cardinali di parenti del papa era una pratica comune.

Secondo lo storico John Bargrave, "il Concilio di Basilea, nella ventunesima sessione, stabilì che il numero dei cardinali non dovesse superare le 24 unità, e che non dovesse esservi compreso nessun nipote del papa o di un altro cardinale (Sessione 23)"John Bargrave, Pope Alexander the Seventh and the College of Cardinals, 1867, Camden Society, p. 3..

Papa Clemente VI (1342-1352) fu colui che creò il maggior numero di cardinali nipoti: sei, tutti nel concistoro del 20 settembre 1342. I decreti del conclave del 1464 imposero al papa eletto (Paolo II) il limite di un solo cardinal nipote, assieme ad altre condizioni volte ad aumentare il potere del collegio cardinalizio a scapito di quello del papaFrancis A. Burke-Young, 1998. "The election of Pope Paul II (1464)"..

Papa Alessandro VI nominò cardinale addirittura suo figlio Cesare Borgia nel 1493, a un anno dall'inizio del suo pontificato.

Il Concilio Lateranense V, nel 1514, affermò che la sollecitudine verso i parenti era raccomandabile per il cristiano, e la creazione di cardinali nipoti fu spesso consigliata o giustificata con la necessità di provvedere a familiari bisognosiReinhard, Wolfgang, Levillain, ed., 2002. "Nepotism", pp. 1031–1033.. Un cardinal nipote, di regola, poteva aspettarsi incarichi remunerativi: ad esempio, Alessandro Farnese, cardinal nipote di papa Paolo III (1534-1549) deteneva simultaneamente 64 benefici, in aggiunta alla carica di vice-cancelliereEkelund et al., 2004, p. 703..

Papa Paolo IV (1555-1559), in età avanzata, secondo l'opinione comune all'epoca, "era caduto quasi completamente sotto l'influenza del cardinal nipote"Setton, 1984, p. 639.: costui, Carlo Carafa, fu accusato nell'agosto del 1558 da un religioso teatino di aver sedotto una nobildonna romana, Plautila de' Massimi, che era entrata in possesso di una notevole quantità di denaro e gioielli, ma le accuse furono respinte dal ponteficeSetton, 1984, p. 711.. Carlo Borromeo, cardinal nipote di papa Pio IV (1559-1565), si era assicurato una posizione di preminenza sul secretarius intimusSignorotto e Visceglia, 1998, pp. 173n, 175n., e talvolta infatti il cardinal nipote era indicato come secretarius maiorChadwick, 1981, p. 289.. Pio IV era noto per il suo nepotismo: tra il 1561 e il 1565 elargì più di 350.000 scudi ai suoi parentiEkelund et al., 2004, p. 702..

1566-1692

Dopo il Concilio di Trento (1563), papa Pio V (1566-1572) creò la carica di «Sovrintendente dello Stato Ecclesiastico», che doveva occuparsi degli affari temporali dello Stato pontificio e delle relazioni diplomatiche con le potenze straniere. Dopo aver tentato senza successo di dividere questi compiti fra quattro cardinali a lui non imparentati, Pio V cedette alle richieste del Collegio dei Cardinali e dell'ambasciatore spagnolo, e nominò sovrintendente il suo pronipote, Michele Bonelli, indicando le sue competenze con una bolla del 14 marzo 1566. Tuttavia, il papa si rifiutò sempre di accordare qualsiasi potere realmente autonomo al BonelliLa corte di Roma tra Cinque e Seicento teatro della politica europea, a cura di Gianvittorio Signorotto e Maria Antonietta Visceglia, Roma, Bulzoni, 1998, p. 141..

Grazie alle prerogative conferitegli da Pio V, il cardinal nipote (Secretarius Papae et superintendens status ecclesiasticæ) disponeva di un notevole potere. La carica è stata accostata dagli storici a quella di un "primo ministro" o "alter ego" del papa o "vice-papa"Hsia, 2005, p. 102.. Il cardinal nipote era di solito creato nel corso del primo concistoro presieduto dal nuovo papa, e la sua nomina veniva tradizionalmente festeggiata con una salva di cannone da Castel Sant'AngeloValérie Pirie, "The Triple Crown: An Account of the Papal Conclaves: Preliminary Chapter", Spring Books, 1965..

Il cardinal nipote (chiamato anche cardinale padrone)Laurain-Portemer, Madeleine, Levillain (a cura di), "Superintendent of the Ecclesiastical State", 2002, pp. 1467–1469. era il governatore spirituale e temporale del Contado Venassino, che comprendeva il Palazzo ove i papi avevano risieduto negli anni di Avignone; nel 1475, papa Sisto IV elevò la diocesi di Avignone ad arcidiocesi, a beneficio di suo nipote Giuliano della RovereVoce "Avignon" nella Catholic Encyclopedia (1913)..

I contorni dell'ufficio di cardinal nipote vennero definiti in modo sempre più preciso dai successori di Pio V fino a Paolo V (1605-1621). Il cardinal nipote era anche il destinatario per la corrispondenza di nunzi e legati pontifici e il prefetto di due Congregazioni, la Sacra Consulta e la Congregazione del Buon Governo. Era inoltre il capitano generale dell'esercito papale e "un canale attraverso cui passavano in una direzione benefici e nell'altra oro".

Tuttavia, queste prerogative acquistavano un pieno valore solo durante i pontificati di papi deboli: generalmente, i cardinali nipoti non erano che riflessi del papa regnante, espressioni della sua volontà.

Sebbene papa Leone XI (1605) morì prima di elevare al cardinalato suo nipote, Roberto Ubaldini, questi fu creato cardinale dal successore di suo zio, Paolo V, nel 1615Signorotto e Visceglia, p. 144., divenendo così una sorta di cardinal nipote "postumo".

Alcuni storici considerano Scipione Caffarelli-Borghese, nipote di Paolo V, il "prototipo" del cardinal nipote, creato, a differenza dei suoi predecessori, "per conseguire e assicurare la permanente ascesa sociale ed economica della famiglia del papa regnante tra le file dell'aristocrazia romana"Robert Bireley, recensione a Bürokratie und Nepotismus unter Paul V. (1605–1621): Studien zur frühneuzeitlichen Mikropolitik in Rom, di Birgit Emich, in: "The Catholic Historical Review", XC (2002), 1: pp. 127–129.. Ad esempio, nel 1616, secondo una pratica che il Concilio di Trento aveva cercato invano di eliminare, 24 delle 30 abbazie detenute in commenda dal cardinale Borghese vennero ridistribuite. Un'analisi completa delle finanze del cardinale Borghese, basata su alcuni libri di conti, è stata tentata da Reinhard Volcker, e getta luce sulle strategie usate da Borghese per accumulare ricchezze, non solo di provenienza ecclesiastica, durante il pontificato di suo zio, strategie ritenute da Volcker esemplari del comportamento delle famiglie papali nel periodo baroccoDuane J. Osheim, recensione di Kardinal Scipione Borghese, 1605–1633: Vermögen, Finanzen und sozialer Aufstieg eines Papstnepoten, in: "The American Historical Review", XC (2002), 4: pp. 971–972.. Si calcola che Paolo V Borghese trasferì alla sua famiglia circa il 4% del totale delle entrate della Santa Sede durante il suo pontificatoThomas Munck, Europa XVII wieku, Warszawa, 1999, p. 341..