La leggenda della morte di Paul McCartney (talvolta citata come PID, acronimo dell'espressione inglese Paul Is Dead, «Paul è morto») è una nota teoria del complotto sul mondo del rock. Secondo tale leggenda metropolitana, che ha cominciato a circolare a partire dal 1969, il musicista e cantautore britannico Paul McCartney, all'epoca bassista dei Beatles poi divenuto artista solista in seguito allo scioglimento del gruppo, sarebbe morto nel 1966 a causa di un incidente stradale e che, per questo motivo, sia stato sostituito da un sosia in tutte le apparizioni pubbliche da quel momento in poi. A sostegno della tesi vengono indicati labili ed equivoci indizi, come certi presunti messaggi nascosti negli anni dai Beatles all'interno delle loro opere.

Leggenda

La leggenda presenta diverse versioni, con dettagli variabili. Nella teoria che ha trovato più seguito si narra che la notte del 9 novembre 1966 (un mercoledì, dettaglio che sarà importante ricordare) Paul McCartney, che all'epoca aveva 24 anni, sarebbe uscito dalla sala prove a Londra dopo un violento litigio con gli altri tre Beatles,Secondo un'altra versione sarebbe invece uscito frastornato da un festino all'inizio del mese di dicembre 1965. sarebbe salito sulla sua auto per tornare a casa e lungo il percorso avrebbe fatto salire a bordo una giovane autostoppista di nome RitaIl nome Rita verrebbe preso dal brano Lovely Rita contenuto nell'album Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band (1967). Importante è tenere conto che non si ha nessuna prova di una Rita che, in quella data, abbia effettivamente avuto un incidente stradale o che sia addirittura morta.. Rendendosi conto che la persona al volante era Paul dei Beatles, la ragazza avrebbe avuto una reazione esagitata, distraendo ulteriormente un McCartney già stanco e nervoso, il quale non avrebbe notato un semaforo rossoUno degli elementi a sostegno di questo punto è che John Lennon, nella canzone A Day in the Life (1967), canta He didn't notice that the lights had changed ("Non si era accorto che le luci erano cambiate"), tuttavia è noto che questa canzone era dedicata all'amico scomparso prematuramente Tara Browne.. Per evitare la collisione con un altro veicolo, il cantante avrebbe sterzato bruscamente portando l'auto a uscire di strada, schiantandosi contro un albero, uccidendo sul colpo entrambi i passeggeri e prendendo così fuoco; in questo modo il volto del Beatle sarebbe rimasto completamente sfigurato.Questa versione vede McCartney sbalzato fuori dall'abitacolo e schiantato con il capo contro l'albero; un'altra riferisce invece che fu decapitato nello scontro con un camion.

Alla notizia dell'improvvisa morte del bassista, John Lennon e l'allora manager Brian Epstein avrebbero deciso di seppellirlo di nascosto per non comunicare un evento che sarebbe stato sicuramente molto traumatico per i fan e per non pregiudicare il futuro del gruppo all'apice del successo. Avrebbero quindi cercato un sosia, individuandolo nell'attore scozzese William Stuart CampbellSecondo altre teorie si tratterebbe di Billy Shears (che appare come alter ego di Ringo Starr nella canzone Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band), che avrebbero poi convinto a sottoporsi a chirurgia plastica per accentuare la somiglianza con McCartney.Una versione ritiene Campbell già vincitore qualche mese prima di un concorso come sosia di Paul McCartney. In altre versioni il sosia è chiamato William Sheppard e sarebbe un ex poliziotto canadese.. La sostituzione sarebbe stata dissimulata rinunciando temporaneamente alle esibizioni dal vivo (dal 1966 fino al 1969 è infatti certo che i Beatles non tennero nessun concerto dal vivo, eccetto l'esibizione sul tetto della Apple Corps Ltd. del 1969), in modo da non far notare la maggiore statura del sosia e dargli modo di apprendere al meglio l'imitazione delle movenze e della voce di Paul.

Origine della leggenda La leggenda pare trarre origine dalla confusione tra diverse notizie di incidenti stradali in cui McCartney sarebbe stato coinvolto tra il 1965 e il 1967. Un incidente descritto come una caduta dal motorino è stato collocato il 26 dicembre 1965; un'altra versione invece lo sposta proprio alla data del 9 novembre 1966 e riferisce che Paul si stava recando da una cugina in compagnia dell'amico Tara Browne, guidando sotto l'effetto di marijuana. La narrazione si completa delle lievi lesioni riportate dal Beatle (la rottura di un dente e una ferita al labbro), coincidenti con quelle visibili nei videoclip delle canzoni Rain e Paperback Writer trasmessi in televisione nel giugno 1966.Nel maggio 1966 il settimanale italiano Ciao amici aveva a sua volta riportato la notizia di un incidente a McCartney, descritto come una collisione tra la sua Aston Martin e una Vespa. Il 7 gennaio 1967 si diffuse la notizia di un incidente mortale, che fu smentita dall'ufficio stampa dei Beatles e da un articolo intitolato False rumour sul numero 43 della fanzine The Beatles Book.

Inizio e diffusione della storia Nel mese di settembre del 1966 Tony Barrow, capo ufficio stampa dei Beatles, cominciò a ricevere telefonate – alcune allusive, altre più esplicite – provenienti da redazioni di Fleet Street, la strada di Londra in cui hanno sede i più importanti quotidiani inglesi, che indagavano sullo stato di salute di Paul McCartney. Gli esponenti della stampa britannica chiedevano conto di una strana voce messa in circolazione secondo cui il Beatle era morto. Barrow si assicurò che Paul fosse vivo e vegeto e richiamò i giornali comunicando le perfette condizioni di salute del musicista, quindi per i successivi tre anni la voce andò scomparendo..

Il 12 ottobre 1969 il disc jockey Russell Gibb, durante una trasmissione radiofonica notturna sulla rete WKNR di Detroit, raccontò che la sera precedente aveva ricevuto una telefonata nella quale un ascoltatore che si era presentato come "Tom"Il nome completo era Tom Zarski, uno studente dell'Università del Michigan, in .Secondo altre fonti il misterioso interlocutore telefonico si sarebbe presentato come tale "H. Alfred". gli aveva confessato di essere a conoscenza di un clamoroso segreto: Paul McCartney era morto in un incidente stradale alle 5 del mattino di mercoledì 9 novembre 1966. A riprova delle sue affermazioni, il misterioso individuo indicava numerosi indizi presenti nei dischi dei Beatles.. Due giorni dopo la trasmissione radiofonica di Gibb, il 14 ottobre 1969, un giornale locale di Detroit pubblicò un articolo firmato dal giornalista Fred Labour intitolato McCartney Dead: New Evidence Brought to Light. Nel suo pezzo Labour introdusse per la prima volta l'ipotesi che il nome del fantomatico sostituto di McCartney fosse tale William Campbell.. A posteriori Labour ammetterà di aver inventato il nome abbinando il nome della località di villeggiatura dove McCartney stava soggiornando all'epoca, Campbeltown, nella penisola del Kintyre in Scozia, e il nome Billy Shears, che appare in un brano di Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band ("Billy" è un popolare diminutivo del nome William). Nelle prime ore del mattino del 21 ottobre 1969, anche Roby Yonge, un disc jockey della stazione radio WABC di New York, discusse e commentò in diretta le voci sulla morte del Beatle per più di un'ora, prima di venire interrotto per limiti di tempo. Circa nello stesso periodo, apparve nelle edicole una rivista dal titolo Paul McCartney Dead: The Great Hoax che pareva rinforzare e dare credito ai molti strani elementi che circondavano la faccenda. Pubblicata sull'onda emotiva e sul clamore che la storia aveva suscitato presso il grande pubblico, presentava con dovizia di particolari la presunta storia della morte di Paul. Presto la notizia fece il giro del mondo e i fan, specialmente gli studenti delle università statunitensi, cominciarono a fare a gara fra di loro nello scovare i messaggi nascosti. Tutti i precedenti dischi del gruppo ricominciarono a vendere moltissimo, compresi gli album precedenti il 1966, l'anno della presunta morte di Paul. Particolarmente curioso fu il fatto che i fan rintracciassero indizi e messaggi potenzialmente allusivi alla teoria anche nei dischi antecedenti la data del presunto decesso.

Gli ipotetici indizi: Album dei Beatles I sostenitori della teoria adducono come prove numerosi indizi che i tre Beatles superstiti avrebbero disseminato nelle loro opere successive alla tragedia. Anche il motivo per cui questi indizi sarebbero stati forniti è controverso: secondo alcuni lo scopo sarebbe stato quello di far conoscere la verità indirettamente, poco alla volta, mentre secondo altri Lennon, Harrison e Starr non avrebbero mai voluto far scoprire il fatto, pertanto si tratterebbe di indizi involontari e forniti in modo inconscio. I detrattori della teoria invece ritengono che i Beatles avrebbero comunque giocato sulla popolarità del mito, introducendo volontariamente riferimenti allusivi e falsi indizi.

Help! (1965) Nella copertina di Help!, McCartney è l'unico senza cappello, come per simboleggiare un estraneo al gruppo (alcuni hanno addirittura ipotizzato che possa essere una metafora della presunta decapitazione avvenuta nell'incidente). Se si ascolta al contrario la canzone Help!, si udirebbe secondo alcuni la frase «Now we need a member» ("Ora ci serve un membro [nel gruppo]"). Viene fatto riferimento anche alla celebre Yesterday, nella quale è presente un verso che recita: «I'm not half the man I used to be, there' s a shadow hanging over me» ("Non sono neanche metà dell'uomo che ero, c'è un'ombra che incombe su di me").

Questi indizi possono non essere considerati validi, poiché risalgono al 1965, e, secondo la leggenda, almeno nella versione "classica", il bassista sarebbe deceduto nel 1966.

Rubber Soul (1965) Nella copertina di Rubber Soul, la scritta del titolo sembrerebbe un cuore rovesciato e decisamente spezzato. La prospettiva della foto è dal basso: secondo i sostenitori della teoria, il gruppo sarebbe infatti ripreso dalla prospettiva della tomba di Paul.

Nel brano Nowhere Man Lennon canta: «Nowhere man, can you see me at all?» ("Uomo inesistente, puoi vedermi?"), letto dai sostenitori della teoria come un'indicazione del fatto che McCartney, in quanto deceduto, non esista più e non possa più vedere nessuno. Anche in questo indizio è facile osservare una fondamentale incongruenza: l'album fu pubblicato nel 1965, l'anno precedente la presunta morte.

We Can Work It Out (1965) Il singolo We Can Work It Out, uscito proprio in coincidenza di una delle presunte date del decesso (dicembre 1965, data alternativa a quella classica, nel novembre 1966), presenta un'allusione a una scomparsa già nel titolo, che tradotto in italiano significa "Noi ci possiamo riuscire": secondo i sostenitori di questa versione della teoria, tale frase si riferisce alla possibilità del gruppo di continuare a lavorare senza McCartney. In realtà la canzone sarebbe ispirata alla relazione turbolenta fra McCartney e l'attrice britannica Jane Asher; infatti i due, nel 1965, stavano attraversando un momento di tensione.

Yesterday and Today: The Butcher Cover (1965)

Butcher Cover ("copertina del macellaio") è il nome che fu dato alla prima versione della copertina dell'album Yesterday and Today, uscito nel mercato statunitense nel 1966. In questa copertina si vedono i Beatles con camici da macellaio, bambole fatte a pezzi e carne cruda. L'idea della "Butcher Cover" era venuta in mente proprio allo stesso McCartney e secondo quest'ultimo aveva la finalità di mostrare il punto di vista dei Beatles sulla guerra del Vietnam, anche se i sostenitori della teoria affermano invece che tutta la copertina sia piena di allusioni alla morte di Paul.