Assieme a Cassandre, Jean Carlu e Charles Loupot (soprannominati "I moschettieri"Metafora che fa riferimento al celebre romanzo di Dumas.) è stato uno dei più importanti cartellonisti pubblicitari francesi del primo dopoguerra. Con uno stile influenzato in generale da Cubismo, Futurismo e Purismo, e più in particolare riconducibile all'Art déco, si contraddistinse all'epoca per il peculiare rigore compositivo dei propri manifesti. In genere i cartelloni pubblicitari di Colin (ma spesso anche le copertine o altri lavori grafici) presentavano una figura centrale e un testo posizionato al di sopra o al di sotto dell'immagine, in modo che i due elementi non si invadessero a vicenda, e in maniera tale da permettere una doppia lettura.
Artista prolifico arrivò a produrre nell'arco della propria carriera oltre un migliaio di manifesti e oltre ottocento copertine per varie pubblicazioni. Tra i suoi manifesti più celebri è possibile citare Revue nègre (1925) reclamizzante uno spettacolo di Joséphine Baker, Libération (1944), e la locandina per il film Diario di un curato di campagna (1950).
Aderì all'Union des Artistes Modernes. Nel 1964 partecipò all'esposizione internazionale Documenta 3, in Germania.
Principali manifesti 1925 - Revue nègre 1927 - Maya 1927 - Lisa Duncan 1930 - Grock 1933 - R - apéritif supérieur 1944 - Libération 1948 - Quart Vichy 1949 - 18eme Salon International de l'Aviation 1950 - Journal d'un curé de campagne 1961 - Liqueur Izarra
Note
Bibliografia Giorgio Fioravanti. Il dizionario del grafico. Bologna, Zanichelli, 1993. ISBN 88-08-14116-0.
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Categoria:Cartellonisti pubblicitari Colin