Villeneuve-d'Entraunes (; in italiano fino al XIX secolo Villanova d'Entraunes) è un comune francese di 86 abitanti situato nel dipartimento delle Alpi Marittime della regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra.

Storia Nella storia di Villeneuve-d'Entraunes, secondo Paul Canestrier, il ricordo del dio romano "Jupiter" (Giove) trasparirebbe nell'oronimo di "Testa Jouan", dato ad una collina dominante il quartiere di Moulin. Tale denominazione deriverebbe dall'usanza popolare locale antica di definire come Mont Jove (), il rilievo montuoso al di sopra del villaggio.La chronologie du village a été établie d'après les travaux de Paul Canestrier «Villeneuve d'Entraunes et ses environs» (NICE HISTORIQUE, 1914) et de Catherine Espeil «La vie communale de Villeneuve d'Entraunes au XVIIIe siècle» (mémoire de l'UER des lettres et sciences humaines 1975-76), ainsi que par les recherches personnelles d'Edmondo Rossi (Pays d'azur, histoire et traditions)

Preistoria ed Antichità Al XXXI secolo a.C. si data la prima occupazione umana, attestata dalla scoperta, nel quartiere di Vigna (quartier du Vigna), d'un'ascia in pietra levigata databile in tale periodo.

Nel 600 a.C. circa, si verifica la presenza nella regione della tribù ligure dei "Velauni", cacciatori, pastori ed agricoltori che si dedicavano al baratto con i "banchi" focesi, com'erano detti i allora i Marsigliesi della Costa, dalla loro origine greca. Fatti attestati dalla scoperta d'una mano in bronzo incisa in greco antico «Segno di riconoscenza dei Velauni», oggetto visibile al Museo Borelli di Marsiglia.

Nel 49 a.C., Giulio Cesare invia Publio Negro (Publius Niger) a sottomettere le vallate ostili delle Alpi. Pervenuto a Nizza, egli rimonta il fiume Var con 500 legionari e quattro catapulte, sottomettendo i Liguri della regione di Puget-Théniers senza spingersi più in alto nella valle del Var, tralasciando di raggiungere la zona della sorgente, probabilmente spopolata.

Nel 16 a.C., l'imperatore romano Augusto «ripulisce» la zona ribelle dell'alto Var e del fiume Tinée.

Nel 14 a.C., si ha la sottomissione definitiva dei Liguri della montagna da parte dei Romani. Dopo la conquista romana, portata a compimento nel 14 a.C., Augusto organizza le Alpi in province. Il territorio dell'attuale comune di Villanova dipende dalla provincia delle Alpi Marittime ed è riunita alla civitas di Glanate (Glandèves). Alla fine dell'Antichità, la diocesi di Glandèves riprende i limiti di tale Civitas"beaujard-22".

Nel 6 a.C., i Velauni sono inscritti tra i popoli vinti da Augusto sul suo Trofeo delle Alpi di La Turbie.

Dal I secolo al IV secolo dopo Cristo, la pace romana (Pax Romana) vede impiantarsi stabilmente sul futuro territorio di Villeneuve una prima comunità agro-pastorale.

Medioevo Intorno all'anno 700, vi è la nascita del «Castrum Abusiscum», piccolo villaggio fortificato.

Nell'879, Villeneuve-d'Entraunes appare per la prima volta, come un feudo della corona provenzale: Il villaggio s'aggrappa sulle colline di Claus e di Sainte-Marguerite. Il toponimo di "Villa nova" sembra provenire dalla rinascita, dopo distruzione, d'una villa romana installata in questi luoghi, ch'era un'importante azienda agricola con aia di trebbiatura e mulino, e zona di battitura del ferro con forgia e fucina, per gli attrezzi dei campi, ecc. "Entraunes" verrebbe da "Inter Amnes", cioè posta "fra due corsi d'acqua".

Nel 983, avviene l'espulsione dei Saraceni venuti dal mare ed installatisi nelle montagne del paese nizzardo.

Nel 1137, il vescovo di Glandèves impianta i Cavalieri Ospitalieri od Ospedalieri di San Giovanni di Gerusalemme a Villeneuve-d'Entraunes, dove possiedono alcuni beni. Non bisogna confondere gli Ospitalieri con i Cavalieri templari che non sono mai stati presenti né a Villeneuve, né nell'alta vallata del Var secondo gli specialisti della questione. Più tardi, i religiosi di San Dalmazzo in Piemonte acquisirono il priorato di San Genesio a Bante.

Nel 1154, si fa menzione di "Dena", l'attuale frazione di Enaux del comune di Villeneuve. L'abbazia benedettina di Menzionato da Gallia christiana ed ammesso da Albanès, benché non esistano documenti che lo comprovino; escluso da Duchesne perché attestato solo da Polycarpe de la Rivière d'AptArchives de St-Eusèbe d'Apt installa un priorato oggi scomparso, detto Barres de Saint Pierre nella fitta foresta dei «Cordaillaous», così chiamati in lingua nizzarda i monaci francescani dell'Ordine dei frati minori, detti "cordelieri" in francese, perché legati con una corda alla cintura (dall'espressione de corde liés).

Nel 1232 e 1244, Enaux, od Ena o Dena, appare nella lista dei castra, come si ricava dagli Archivi Dipartimentali delle Bocche del RodanoArchives Départementales des Bouches du Rhône.

Nel 1251 e 1252, si ha un'altra menzione di "Dena" nell'inchiesta demaniale ordinata da Carlo I d'Angiò, re di Napoli e Sicilia.

Nel 1264, Villanova è citata ne «il Razionario», sotto il nome di “Villanova Dene“, cioè di Dena, poi Ena ed oggi Enaux, sua frazione comunale, come si deduce dagli Archivi Dipartimentali delle Bocche del RodanoArchives Départementales des Bouches-du-Rhône B 1501, Fol 115, poi nel 1325, nella Vicarìa di Poggetto (Viguerie de Puget).

Nel 1289, Carlo II d'Angiò, re di Napoli e Conte di Provenza, accorda a Villanova una "Charta" di franchigia, per cui la comunità s'amministra essa stessa sotto la tutela del suo signore Adolesio, al quale i sovrani provenzali delegano i loro poteri.

Nel 1315, la popolazione di Villanova è valutata a 64 fuochi, per circa 416 abitanti.

Nel 1365: con mandato scritto del 3 maggio, la regina Giovanna ordina da Napoli al Siniscalco Barnaba Grimaldi, signore di Boglio, di lasciar arrestare sui suoi feudi i ribelli ai suoi ordini, specificamente quelli del Castrum di Villanova d'Entraunes. La regina Giovanna d'Angiò desiderava che fossero migliorate le fortificazioni delle terre della Contea per ricondurvi all'interno le fiere e mercati, al riparo dagli invasori. Ma i Villanovesi rifiutano d'edificare tali fortificazioni e di pagare l'imposta, andando persino a formare un'«associazione armata». Contestando il potere reale, «essi commettono ogni giorno degli omicidi per i quali restano impuniti... ci sarebbero nel "castrum" di Villanova più di 300 uomini ben esercitati... ed animati dallo spirito della ribellione». «Barnaba domanda l'autorizzazione alla regina Giovanna I di Napoli d'impadronirsi dei perfidi e dei ribelli dove che siano, nei limiti della sua giurisdizione, e di punirli come essi meritano... di radunare i suoi cugini ed amici sotto le armi per vendicare l'uccisione del suo scudiero Giordano di Lieucia e d'Antonio Fulconis di Pierlas». Egli chiede «che nessuno dia asilo ai colpevoli e glieli si consegni». L'autorizzazione di perseguirli è accordata dalla regina Giovanna, ma a condizione che i rivoltosi catturati siano imprigionati nel carcere comitaleArchives Départementales, Città e Contado, Mazzo 17 N°15.

Nel 1388 la comunità di Villanova presta giuramento di fedeltà al suo nuovo sovrano, il Duca Amedeo VII di Savoia ed al suo rappresentante Giovanni Grimaldi, signore di Boglio.

Nel 1418, la Vicarìa di Poggetto Tenieri condanna in contumacia un abitante di Villanova a 25 lire e 15 soldi d'ammenda per uccisione.

Nel 1419, il duca di Savoia loca in enfiteusi alla comunità la montagna di Pascaïret ad ovest d'Enaux, frazione del comune, dotata di ricchi pascoli ed il cui sottosuolo cela oro ed argento, da cui derivano i nomi d' “Aurent“ed “Argenton“per le parti più basse di tale vallata.

Nel 1431, Giacomo Adelosio rinuncia ai suoi diritti su Villanova mediante il pagamento della somma di 180 fiorini ed un canone annuale di 3 soldi o "suoli" in favore del Duca di Savoia.

Nel 1445, alcune compagnie d'avventurieri desolano le campagne della regione, ed il loro capo Arcimbaldo d'Abzac installa il suo quartier generale verso Santa Margherita. Il suo tesoro di guerra, perduto dopo la sua cattura, si nasconderebbe sulla sommità della collina nelle fondazioni dell'antica torre del castello in rovina.

Nel 1446, Renato d'Angiò, conte di Provenza e re di Napoli, alleato della Francia contro la Savoia, ingaggia le sue truppe nella Valle d'Entraunes commettendovi crudeli devastazioni.

Tempi Moderni Nel 1543, in occasione delle lotte tra Francesco I e Carlo Quinto, il Duca di Savoia Carlo II (o Carlo III) prende partito per quest'ultimo, cosicché Francesi e Spagnoli occupano l'alto Varo, da cui sono cacciati da Giovanni Grimaldi, signore d'Ascroso, il quale alla testa di truppe provenzali invade di nuovo la valle, per cui Villanova si sottomette. Nuova incursione nel 1553 fino alla pace di Cateau-Cambrésis nel 1559.

Nel 1565, si verifica un incendio del villaggio.

Nel 1590, gli Ugonotti sono a Villanova, ed il signore di Sauze, Jean Faucon, li sloggia alla testa di milizie locali e li forza fino a Barcellonnetta, dove li assedia.

Nel 1594 e 1597: ritorno più felice della famiglia dei Liguori che piantano lo stendardo dei gigli nei villaggi della vallata d'Entraunes.

Nel 1610, una piena con fuoruscita del torrente Bourdous annienta dei quartieri d'abitazione. La Cappella della Madonna delle Grazie (Chapelle de Nôtre Dame des Grâces) con il suo grande quadro ex voto del 1638, sarà consecutiva a tale grave sinistro.

Nel 1614, la fine tragica d'Annibale Grimaldi, signore di Boglio e di Villanova in ribellione contro il Duca di Savoia Carlo Emanuele I.

Nel 1616, il feudo di Villanova tocca ad Annibale Badat, governatore del castello di Villafranca.

Dal 1618 al 1648, la Guerra dei trent'anni tra i successori del Duca di Savoia, Vittorio Amedeo I, divide i suoi Stati. Il Contado di Nizza è invaso dai Francesi, ed il Duca d'Angoulême occupa la Valle d'Entraunes, ch'egli lascia alla venuta degli Spagnoli.

Nel 1621, mediante il pagamento di una somma di 1.500 ducati, Villanova è liberata dell'infeudazione al casato dei Badat, ed essa diviene così un comune libero, non rilevando che dall'autorità dei Duchi di Savoia.

Nel 1640, l'edificazione della Cappella di Santa Margherita (Chapelle Sainte-Marguerite), per «allontanare il Venti disastrosi che coricano le spighe».

Nel 1665, una testimonianza è data da Jean Louis Arnaud che pianta la vigna in quel che diventa il quartiere del "Vigna" (pietra scritta in francese, visita ad un'ora di marcia dal villaggio nel vallone del Bourdous).

Nel 1699, ha luogo un processo gravoso, in seguito ad arretrati di canoni impagati al Duca di Savoia. Insolvente, la comunità si vede di nuovo infeudata ad un signore, Michelangelo Lodi, provvisto ad hoc del titolo di «Conte di Villanova» nel 1702.

Nel 1701, si recensiscono in paese 53 capi di famiglia.

Nel 1708, in occasione della Guerra di Successione di Spagna, il Maresciallo De Tessé fa appostare 10 battaglioni francesi nella Valle d'Entraunes per tagliare la strada ai soldati Imperiali, da dove è sloggiato nel 1710 dal Conte austriaco De Thaun. Il Trattato di Utrecht mette fine alle ostilità nel 1713.

Nel 1709, Charles d'Hozier segnala nel suo Armoriale, la Confraternita dei "Penitenti bianchi" di Villanova d'Entraunes con un blasone «d'argento ad un San Bernardino d'incarnato vestito in religioso di San Francesco al naturale, la testa coronata d'un cerchio di gloria d'oro, e tenente nella mano destra un sole del medesimo, accompagnato da due penitenti in ginocchio e confrontati conciati dei loro abiti d'argento». La comunità non possedeva altro blasone.

Nel 1733, la comunità riacquista il titolo comitale e diviene «comunità-contessa».

Nel 1741 e 1748 si verificano nuovi torbidi, con la Guerra di Successione d'Austria. Le truppe spagnole impongono pesantemente tasse alla piccola comunità che si sdebita pagando 526 lire e 5 soldi o "suoli".

Nel 1754, si recensiscono 46 capi di casa e 200 anime.Gaspard Joanini (1754)