Biografia Figlio di Carlo, pittore e decoratore di origine comascheLo scrittore nel romanzo "L'erba voglio" ricordava che il padre era ammiratore di Raffaello e spesso lo accompagnava al cimitero dove svolgeva la sua attività con iscrizioni di lapidi e decorazioni di tombe., e di Aurelia Biaggi di CureggiaLa madre, rimasta orfana in tenera età, era sarta o, come lui racconta, "bustaia"., era nato a Lugano nel quartiere del Forte e aveva frequentato la scuola magistrale di Locarno, conseguendo poi il diploma d'insegnamento medio all'Università di Friburgo.
Lo scrittore racconta di essere cresciuto a cavallo tra due realtà: il mondo operaio e artigiano del suo quartiere a Lugano e quello contadino della famiglia materna a Cureggia. Suo padre, nonostante non avesse una formazione avanzata, nutriva un profondo amore per la cultura, con una predilezione speciale per l'opera lirica e per autori come De Amicis, Fogazzaro e Manzoni, passione che trasmise al figlio.
Fu attivo all'inizio della sua carriera come giornalista per la Gazzetta Ticinese e poi più regolarmente con il Corriere del TicinoIl primo articolo per il Corriere è del 18 maggio 1946 nella «Pagina letteraria» e aveva il titolo di «Un racconto storico di Antonio Caccia» facendo riferimento ad uno scritto tardo risorgimentale dal titolo «Il Castello di Morcote, dispotismo o libertà». L’ultimo era del 29 settembre 2001 sul Corriere del Ticino eXtra dal titolo «Poesia e magia della Valle D’Aosta» ma non coltivò questa carriera sia perché aveva diverse aspirazioni sia perché il guadagno non era sufficiente. Dal 1951 fino al 1983 fu insegnante presso la scuola professionale commerciale di Lugano.
Descritto come una persona "mite e discreta", Agliati nutriva una profonda passione per la storia locale, che esplorava sia attraverso racconti che mediante testi storici.
Nei suoi romanzi, Agliati ritraeva con nostalgia una Lugano caratterizzata dalle sue edicole e osterie, abitata da personaggi pittoreschi. Questa città stava lentamente scomparendo, travolta dal progresso economico e dalla speculazione edilizia che trasformava interi quartieri, lasciando poco spazio alla Lugano di un tempo.
Il suo stile narrativo era garbato ma spesso permeato di ironia.
Nonostante la sua indole pacata, Agliati si dimostrava risoluto nel combattere le politiche di rinnovamento urbano che minacciavano l'eredità architettonica della città. Fu particolarmente attivo nella difesa di edifici storici, come dimostra il suo impegno riuscito a preservare la chiesetta di San Carlo in via Nassa. Tuttavia, non riuscì a salvare il ristorante Venezia, situato in un chiostro di un antico convento ai piedi della salita Chiattone, demolito nel 1974.
Aveva sviluppato fin da ragazzo anche l'hobby della pittura disegnando piccoli quadri che donava ad amici e familiari e quello della bicicletta per cui era anche appassionato anche di ciclismo.
Era sposato con Clara De Vecchi con cui aveva avuto cinque figli: Mariangela, Aurelia, Maddalena e Carlo, che poi ha proseguito la sua attività della rivista Il Cantonetto.
È possibile ascoltare un'intervista di Werther Futterlieb allo scrittore per la radio della Svizzera italiana in cui lo scrittore descrive tutto il suo percorso letterario e una per la televisione della Svizzera italiana da parte di Romano Venziani per il programma "Paese che vai".
Premi Agliati ha ricevuto il Premio Schiller|. il Premio Lago Maggiore ed era Cavaliere della Repubblica italiana.
Il Cantonetto Fu fondatore nel marzo 1953 della rivista Il Cantonetto che doveva rappresentare la "Lugano del buon tempo antico" e che ha diretto fino al 2010La rivista oggi è diretta dal figlio Carlo Agliati ed è ancora operativa. . Come lui racconta, la sua idea era quella di seguire l'esempio della Napoli nobilissima di Benedetto Croce, quindi di creare una rivista tutta dedicata alla storia locale. La rivista prendeva il nome da una vecchia osteria presente a Lugano in Via Canova.
La rivista era stampata a Lugano dalla Tipografia Editrice di Carlo e Gianni Grassi, la stessa del Corriere del Ticino.
Insieme alla rivista nacquero poi le Edizioni del Cantonetto soprattutto per pubblicare poesie dialettali e raccolte di prosa e saggi e, negli anni Cinquanta, il Premio Cantonetto di poesia dialettale.
Collaborarono alla rivista e alle edizioni scrittori e artisti ticinesi come Piero Bianconi, Francesco Chiesa, Luigi Menapace e Bruno Caizzi.
Opere Opere storiche
Il libro tratta della storia della ferrovia Lugano-Tesserete.
Il primo volume era stato scritto da Guido Calgari.
Il libro era illustrato dal suo amico illustratore e pittore Emilio Rissone.
Opere letterarie Romanzo autobiograficoNell'intervista con Futterlieb per la radio svizzera, Mario Agliati ha identificato questo libro come la sua opera più significativa e cara, iniziata nel 1952, un momento particolarmente complicato della sua vita. Ha descritto il processo di scrittura come un rifugio nei ricordi e nel passato, un progetto che ha continuato per ben 14 anni. Oggi, il testo è considerato un classico nelle scuole ticinesi e viene regolarmente incluso nei programmi di lettura.. Raccolta di raccontiI racconti erano stati inviati alla partecipazione del Premio Ascona del 1985 e poi raggruppati in questa pubblicazione.. Raccolta di racconti.
Note
Bibliografia
Voci correlate Virgilio Chiesa Piero Bianconi Francesco Chiesa (scrittore)
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Categoria:Scrittori in lingua italiana