Lassedio è una situazione bellica in cui un esercito circonda e controlla gli accessi a una località, di solito fortificata, allo scopo di costringere i difensori alla resa o di conquistarla con la forza.

Chi mette in atto un assedio si pone lo scopo di isolare chi lo subisce in modo che questi non possa più avere comunicazioni con l'esterno e che non sia in grado di ricevere rifornimenti di cibo o di mezzi. Ciò avviene, solitamente, circondando l'obiettivo col proprio esercito.

Le prime notizie di assedi arrivano da fonti antichissime. Scavi archeologici in Medio Oriente hanno confermato che anche le città più antiche erano dotate di cinte murarie.

L'arte dell'assedio viene detta poliorcetica.

Excursus storico Assedio in età antica e medievale

Nell'antichità, le mura erano un sistema di difesa essenziale, ed erano costruite con mattoni di fango, pietra, legno, o una combinazione di questi materiali secondo la disponibilità locale. L'imponenza delle mura era un simbolo della potenza del regno: avere una possente cinta muraria poteva servire da deterrente contro un tentativo d'assedio. Le mura della città sumerica di Uruk, quelle di Babilonia e quelle costruite dagli Ittiti sono celebri per le loro dimensioni ciclopiche.

Nonostante qualche racconto, per lo più di natura mitologica, e qualche documento o raffigurazione, ben poche sono le notizie storiche a nostra disposizione. Diversi assedi condotti dalla civiltà egizia sono testimoniati da raffigurazioni e da ritrovamenti archeologici. Si ha notizia di un assedio condotto, nel XIII secolo a.C., dall'esercito di Ramses II contro la città siriana di Dapur.

Gli Assiri assediarono diverse città mediorientali portando innovazioni nelle tecniche d'assedio. L'assedio assiro di Gerusalemme, nell'VIII secolo a.C., si concluse con la corruzione degli assedianti cui gli Israeliti versarono un tributo (secondo la versione assira) oppure con la conquista dell'accampamento assiro (secondo la fonte biblica). La Bibbia narra anche della miracolosa caduta delle mura di Gerico. Fonti dell'VIII secolo a.C. narrano di diversi assedi condotti dai Nubiani in Egitto.

L'esercito macedone di Alessandro il Grande è stato impegnato in diversi assedî; celebre quello della fortezza chiamata "Rocca di Sogdiana" o Rocca di Ariamazes, considerata conquistabile solo da "soldati con le ali" ed espugnata nel 327 a.C. da una squadra di 300 rocciatori che poi, con delle lenzuola, fecero credere ai difensori di essere arrivati per via aerea.

In tutta l'epoca antica, si intendeva per assedio essenzialmente il blocco statico delle entrate e delle uscite di un luogo fortificato assediato. L'assedio si riduceva così ad una gara allo sfinimento dove i due eserciti erano separati dall'ostacolo invalicabile delle mura cittadine. Il blocco statico era l'unica alternativa per un esercito antico, come quello greco o romano composto da opliti o legionari tradizionalmente concepiti nell'ambito della battaglia in campo aperto. L'investimento di una fortificazione e il tentativo di risolvere un assedio con la forza non erano però estranei alla mentalità degli antichi. Anzi, è proprio in epoca classica che si sviluppano i primi trattati di poliorcetica e vengono costruite le prime macchine concepite appositamente per investire le fortificazioni avversarie.

Nella Grecia e nella Roma antiche, le battaglie campali erano ritenute l'unica vera forma di guerra. Ciò nonostante, non si deve cadere nella tentazione di sottovalutare l'importanza che l'azione d'assedio poteva avere nel quadro bellico di quell'epoca. Annibale non riuscì a debellare la potenza di Roma perché, pur avendo sconfitto gli eserciti romani in campo aperto, era risultato incapace di bloccare la città di Roma. Di contro, gli eserciti della Roma repubblicana e imperiale erano particolarmente versati anche nella guerra d'assedio: la conquista della Gallia da parte di Giulio Cesare fu una serie di assedi che culminò con quello di Alesia che determinò la definitiva resa di Vercingetorige (52 a.C.).

Nel Medioevo, l'assedio costituisce una forma di guerra molto diffusa. Dopo una prima fase caratterizzata dalla prevalenza di assedi statici, vengono col tempo recuperati i trattati antichi e riprende la costruzione delle macchine d'assedio. Nel Medioevo si assiste ad un perfezionamento delle tecniche ossidionali; si può notare il miglioramento delle macchine utilizzate dagli antichi e l'invenzione di nuove, sempre più potenti ed efficaci, macchine in grado di lanciare grandi massi e di provocare grandi danni alle fortificazioni nemiche. Se infatti alcune macchine da guerra scomparvero, come le catapultae e le balistae di età classica, azionate mediante due fasci di fibre elastiche sottoposte a torsione, fin dal X secolo comparvero nuove armi. Inizialmente i mangani, costituiti da un affusto quadrangolare sul quale sta in bilico una grande trave che reca, da un lato, la sacca di una fionda destinata ad accogliere il proiettile, e dall’altro i cavi per la trazione manuale. Seguiti poi, nella seconda metà del XII secolo, dal trabucco, una grande macchina da getto a bilanciere, munita di contrappeso, che conferiva nuove possibilità al vecchio mangano e apriva prospettive di ulteriori perfezionamenti e, a partire dalla fine del Trecento, dalle bombarde e dalle altre armi da fuoco.

Nonostante tutti questi miglioramenti, spesso gli assedi si concludevano, come in passato, con un blocco statico attorno alla località assediata, dove gli assedianti, rinserrati in grandi accampamenti fortificati, le bastite, attendevano la resa del nemico.

Lo sviluppo delle armi e delle tecniche d'assedio è accompagnato da un analogo incremento delle fortificazioni e un miglioramento generale della loro resistenza ed efficacia difensiva. Ciò può essere dovuto anche al fatto che, dopo la caduta dell'Impero Romano, la difesa delle terre si sposta dai limes agli estremi confini dell'Impero, all'interno di ogni singolo territorio. Ne consegue il cosiddetto fenomeno dell'incastellamento, cioè il moltiplicarsi dei castelli e il concentrarsi su di essi degli sforzi difensivi ed offensivi.

Assedio nella storia moderna

Anche in età moderna l'assedio di città e fortezze costituisce un atto bellico molto frequente. Nella Francia del XVII secolo, sotto Luigi XIV, la guerra era intesa quasi esclusivamente come una serie di assedi e controassedi: le poche battaglie campali furono combattute quasi sempre attorno ad una fortezza da assediare o da soccorrere.

Uno dei primi casi di assedio alle fortificazioni "alla moderna", costruite secondo i dettami delle nuove concezioni, fu alla Mirandola dove nel 1551 un gruppo molto ridotto di francesi, alleati con il duca di Parma ed il signore locale, Ludovico Pico, riuscì a resistere ad un esercito dieci volte più numeroso, e dotato di buona artiglieria delle forze congiunte del Papato e dell'Impero. Anche a distanza di anni tra i militari francesi rimase l'espressione «imprenable comme une Mirandole», usata comunemente nella famosa scuola di guerra di Saint CyrAntonio Saltini, L'assedio della Mirandola, Diabasis, Reggio Emilia 2003, romanzo storico molto accurato nella ricostruzione degli avvenimenti militari, sulla base delle cronache del modenese Tommasino Lancellotto..

La caratteristica principale dell'assedio in età moderna consiste nell'introduzione delle artiglierie a polvere da sparo. Questo elemento diede origine ad una serie di innovazioni e di cambiamenti sia per quanto riguarda le tecniche di investimento delle fortificazioni, sia nella costruzione delle nuove fortezze e nella loro difesa. Machiavelli indica nella spedizione guidata, verso la fine del XV secolo, da Carlo VIII di Francia contro il Regno di Napoli la causa scatenante delle innovazioni in materia di fortificazione. Da quel momento in poi si diffuse in tutta Europa l'utilizzo di artiglierie a polvere da sparo per la difesa e per l'offesa delle fortezze.

In conseguenza di ciò, cambiò radicalmente anche il modo di concepire ed organizzare un assedio, perché il tradizionale attacco frontale alle mura era reso impossibile o estremamente costoso in termini di materiali e vite umane. L'unico modo di superare le nuove fortificazioni (l'assedio statico continuava tuttavia ad essere praticato) era quello di portare l'artiglieria in posizione tale da poter praticare una breccia nelle mura, che doveva essere poi presa con un attacco in forze. Per evitare che i cannoni fossero distrutti prima di poter sparare era necessario scavare trincee e ripari in cui alloggiare artiglierie e serventi al sicuro.

L'assedio in età moderna viene definito assedio scientifico perché vengono utilizzati metodi scientifici e complessi calcoli matematici e geometrici per la progettazione delle fortificazioni, per la loro realizzazione, per il calcolo delle traiettorie dei proiettili dei cannoni, per la durata dei cannoneggiamenti, per il posizionamento delle artiglieri e dei sistemi difensivi, per la progettazione delle trincee dove posizionare le artiglierie degli assedianti, ecc.

Una campagna militare impostata come una serie di assedi, come era diventata consuetudine nell'età moderna, era molto lunga e costosa. Nell'era napoleonica, l'uso sempre maggiore dell'artiglieria riduceva il valore difensivo delle fortificazioni. Avviene un'ulteriore trasformazione del modo di fare la guerra in Europa e si inizia ad affermare la cosiddetta "guerra mobile" dove una singola fortezza non aveva più valore come prima.

Assedio nella storia contemporanea A partire dalla Rivoluzione francese e poi sotto Napoleone Bonaparte l'esercito diventa più mobile, in grado di percorrere molti chilometri di marcia al giorno. Le battaglie erano generalmente combattute in campo aperto e le fortezze venivano, quando possibile, aggirate, in quanto l'obiettivo non era più la conquista di una singola piazzaforte ma l'invasione di un territorio. Questo tipo di guerra prevede lo spostamento di una grande massa di uomini e non è raro che le esigenze alimentari dei soldati portino grave danno all'economia delle popolazioni attraversate dall'esercito. Anche quando servivano, iniziati gli assedi, essi duravano mediamente molto meno degli assedi delle epoche precedenti, perché l'uso intensivo dell'artiglieria permetteva uno svolgimento più rapido delle ostilità.

Ciò ha reso sempre meno necessario un modello di fortezza come quelle rinascimentali ed ha gradualmente trasformato le mura in trincee e le torri in bunker. All'inizio del Novecento, tuttavia, la guerra di trincea può essere considerata una delle ultime forme di assedio. Essa si svolge su scala molto più estesa dell'assedio di una singola fortezza ma conserva molte caratteristiche dell'assedio tradizionale, come l'assalto delle fortificazioni dell'avversario e l'attesa.

L'introduzione, dopo la fine del primo conflitto mondiale, del carro armato, dell'aeroplano e di nuove tattiche per la fanteria hanno orientato nuovamente la guerra verso una maggiore mobilità: una grande linea difensiva, come la linea Maginot in Francia, si rivelò praticamente inutile, allo scoppio della seconda guerra mondiale, contro la Luftwaffe. In quella guerra, tuttavia non mancarono gli assedi, il più famoso dei quali è l'assedio di Leningrado, ma si ricordano anche quelli di Malta, di Sebastopoli e di Tobruch.

Gli assedi caratteristici della seconda guerra mondiale avevano un duplice obiettivo di conquistare una posizione e di tenere sotto scacco le forze nemiche. Essi consistevano nel bloccare la posizione impedendo che giungessero ad essa rifornimenti sia per via terrestre che per via aerea. Per fiaccare la resistenza degli assediati era possibile avvalersi del supporto dei propri aerei bombardieri.