La guerra di Transnistria (; ) è stata una guerra su scala limitata scoppiata nel 1992 tra la Guardia Repubblicana della Russia e le forze armate moldave, con il successivo appoggio della 14ª Armata della Guardia alla prima, come già accaduto nel novembre 1990 a Dubăsari.
I combattimenti sono iniziati a marzo 1992 e, pur con varie tregue, le ostilità sono continuate fino al 21 luglio 1992.
Contesto Antefatti storici
Dopo la prima guerra mondiale, l'attuale Transnistria era parte della RSS di Ucraina, divenendo nel 1924 una repubblica autonoma detta Repubblica Socialista Sovietica Autonoma Moldava con capitale Tiraspol, ma sempre all'interno dell'Ucraina comunista.
Il patto Molotov-Ribbentrop firmato da URSS e Germania nazista, determinò l'occupazione sovietica della Bessarabia, della Bucovina nord e la creazione della RSS di Moldavia nel 1940, la Transnistria venne inglobata nella neonata repubblica socialista.
Il patto Molotov-Ribbentrop venne successivamente denunciato dall'attuale Moldavia come "nullo" nella sua dichiarazione di indipendenza del 1990.
Antefatti politici Verso la fine degli anni ottanta il panorama politico dell'URSS stava cambiando grazie alle politiche messe in atto da Michail Gorbachev, la perestroika e la glasnost', le quali permisero il pluralismo politico tra le varie Repubbliche federali sovietiche. Nella RSS di Moldavia, come in altre zone dell'Unione Sovietica, i movimenti nazionali divennero le forze politiche principali.Reconstituting the market: the political economy of microeconomic transformation di Paul Hare I movimenti nazionalisti, favorevoli ad un distacco dall'URSS e ad una riunificazione con la Romania, si scontrarono soprattutto con le minoranze di etnia russa presenti nella repubblica.Hare, Ishaq, Batt, p. 369-370 In Transnistria l'opposizione era più forte perché, a differenza del resto della repubblica, la percentuale di cittadini moldavi (39,9 %) era inferiore a quella formata da cittadini russi e ucraini (53,8 %) come indicato dal censimento del 1989; la maggior parte emigrata in Moldavia durante il periodo sovietico.
Alcuni sostengono che i periodi storici diversi vissuti dai territori (soprattutto quello del 1918 - 1940) e la paura di discriminazioni da parte moldava, abbiano spinto i separatisti alla guerra; altri invece ritengono che queste cause non siano sufficienti a giustificare il conflitto. John Mackinlay e Peter Cross hanno condotto degli studi basandosi sulle vittime, i risultati hanno mostrato come moldavi e transnistriani combatterono insieme da entrambe le parti. Mackinlay e Cross sostengono che il conflitto ebbe per lo più natura politica.
Il 31 agosto 1989 il Soviet supremo della RSS di Moldavia promulgò due leggi. Una dichiarò il moldavo lingua ufficiale, invece del russo lingua ufficiale de facto dell'Unione sovietica. La seconda legge stabilì il ritorno all'alfabeto latino. Il 27 aprile 1990 il Soviet supremo della RSS di Moldavia adottò la tradizionale bandiera tricolore (blu-giallo-rosso) con lo stemma moldavo e venne scelto come inno nazionale Deșteaptă-te, române! lo stesso utilizzato dalla Romania prima del 1946 e dopo il 1989. Sempre nel 1990 le parole sovietico e socialista furono cancellate e il nome del paese divenne Repubblica di Moldavia.
Questi eventi, insieme alla caduta del regime di Nicolae Ceaușescu in Romania nel 1989, alla parziale riapertura delle frontiere tra i due paesi il 6 maggio 1990, spinse molti abitanti della Moldavia e della Transnistria a considerare inevitabile una riunificazione tra Moldavia e Romania. Questo scenario spaventava molti abitanti di lingua russa, i quali temevano di essere esclusi da diversi aspetti della vita pubblica. A partire dal settembre 1989 si ebbero dure proteste nelle regioni vicine il "governo centrale delle politiche etniche". I movimenti di protesta, successivamente, chiesero maggiore autonomia per la Gagauzia e la Transnistria e il riconoscimento come lingue ufficiali del russo e della lingua gagauza, fino a diventare movimenti separatisti. Quando il Soviet Supremo moldavo considerò fuorilegge queste iniziative, la Gagauzia e la Transnistria dichiararono l'indipendenza e la loro volontà a riunificarsi con l'Unione sovietica come repubbliche federali indipendenti.Hare, Ishaq, Batt, p. 369-370
Conflitto politico Il linguaggio utilizzato per le leggi presentava alcuni grossi problemi, gran parte della popolazione non moldava della repubblica non parlava la lingua moldava. La questione della lingua ufficiale divenne un nodo gordiano, venne esasperata e, forse, volutamente politicizzata. Alcuni descrissero il linguaggio legislativo come "discriminatorio" e criticarono la sua rapida attivazione.
Il 2 settembre 1990 venne proclamata la Repubblica socialista sovietica moldava di Pridnestrovie; Pridnestrovie è il nome con cui viene indicata la Transnistria in russo. Il 22 dicembre 1990 Michail Gorbachev firmò un decreto il quale dichiarava la nullità delle decisioni prese dal Secondo congresso dei deputati del popolo della Transnistria dal 2 settembre. Per due mesi le autorità moldave si astennero dal prendere provvedimenti contro tale proclamazione. La Transnistria divenne una delle repubbliche non riconosciute dell'URSS, come Abcasia, Ossezia del Sud, Nagorno Karabakh.
Il primo scontro tra governo moldavo e separatisti si ebbe il 3 novembre 1990 a Dubăsari; un'unità della polizia venne inviata sul ponte del fiume Nistro con il compito di rimuovere un blocco stradale creato dagli abitanti del posto, il quale divideva la città (situata oltre il fiume) dal governo centrale. Durante le operazioni ci fu una sparatoria e tre cittadini di Dubăsari furono uccisi, le prime vittime del conflitto.
All'indomani del fallito colpo di stato in Russia, il 27 agosto 1991 il parlamento moldavo adottò la Dichiarazione di indipendenza della Repubblica di Moldavia. Nella dichiarazione si affermava come il patto Molotov-Ribbentrop fosse nullo e invalido e vedeva l'indipendenza della Moldavia come la conseguenza politica e legale di questo, si stabiliva anche la sovranità della RSS di Moldavia sui territori della Bessarabia, Nord Bucovina, regione di Herța e si affermava come la RSSA di Moldavia venne creata in assenza di qualsiasi base giuridica. Le autorità transnistre interpretarono questo come se la fusione delle due rive del fiume Nistro del 1940 fosse sciolta. La Moldavia non fu d'accordo e quasi immediatamente prese dei provvedimenti per dichiarare la propria sovranità su tutto il territorio della ex RSS di Moldavia.
In quel periodo la Moldavia non aveva a disposizione delle proprie forze armate e i primi tentativi di organizzarle si ebbero nel 1992 in risposta al crescente conflitto. Il nuovo parlamento moldavo chiese al defunto governo sovietico di:"incominciare dei negoziati con il governo moldavo per porre fine all'illegale occupazione della Moldavia e ritirare le truppe sovietiche dal territorio moldavo".
Il 29 agosto 1991 i leader indipendentisti transnistri Igor Smirnov e Andrei Cheban furono arrestati durante il loro viaggio verso Kiev, organizzato per incontrare il presidente ucraino Leonid Kravchuk e ottenere supporto. Vennero arrestati anche i leader gagauzi Stepan Topal e Mikhail Khendigelian. Gli arrestati furono liberati il 1º ottobre 1991 in seguito alle pressioni di Mosca e alla proteste delle donne guidate da Galina Andreeva le quali bloccarono la ferrovia Chișinău-Mosca nel tratto compreso tra Bender e Tiraspol.
Nel dicembre 1991, le autorità moldave arrestarono il Tenente generale Yakolev in territorio ucraino, accusandolo di aiutare le forze transnistre ad armarsi con il materiale della 14ª Armata. In quel periodo il generale Yakolev era il comandante della 14ª Armata e il Capo della "Difesa nazionale e Dipartimento Sicurezza" della Transnistria. Il governo russo riuscì ad ottenere il rilascio del generale in cambio della scarcerazione di 26 poliziotti detenuti dall'autorità transnistre a partire dagli scontri a Dubăsari.
Verso la fine del 1991 le autorità della transnistra cominciarono a reclutare truppe per formare la Guardia repubblicana della Repubblica Moldava di Transnistra, nello stesso periodo la polizia di Tiraspol e Rîbnița giurò fedeltà alla repubblica transnistra. Nello stesso anno la Repubblica socialista sovietica moldava di Pridnestrovie venne rinominata in Repubblica moldava di Pridnestrovie.
Il 5 aprile 1992 il vicepresidente russo Aleksandr Ruckoj durante un comizio di fronte persone a Tiraspol, incoraggiò la popolazione della Transnistria ad ottenere l'indipendenza.
Capacità militare Moldavia Nel 1992 la Moldavia disponeva di truppe sottoposte al ministero dell'interno. In data 17 marzo 1992 cominciarono le procedure per il reclutamento delle nuove truppe sotto il comando del ministero della difesa. Nel luglio 1992 il numero delle truppe moldave, in totale, era stimato in - unità, inclusi poliziotti, riservisti e volontari, provenienti soprattutto, ma non solo, dai villaggi situati nei pressi del conflitto.
Per quanto riguarda gli armamenti, la Moldavia aveva a disposizione il materiale bellico sovietico ereditato dopo l'indipendenza e ricevette armi dalla Romania, durante il conflitto, quest'ultima inviò in aiuto alla Moldavia consulenti militari e volontari.
Transnistria
La repubblica transnistra disponeva di militari armati e addestrati dagli ufficiali della 14ª Armata della Guardia, la quale era di stanza in Moldavia e contava soldati professionisti. La Transnistria venne supportata anche da almeno tra volontari e mercenari provenienti dalla Federazione Russa e dall'Ucraina; tra i volontari vi furono i cosacchi, mentre nelle file dei mercenari agirono le truppe speciali russe.
Le forze della 14ª Armata combatterono insieme e per conto delle forze transnistriane, buona parte del personale coscritto della 14ª Armata era originario del posto e gli ufficiali possedevano la residenza in Transnistria. Le forze transnistre si armarono con i materiali conservati nei magazzini della 14ª Armata, le truppe russe non si opposero a questo ma anzi aiutarono i soldati, consegnando le armi conservate e aprendo i magazzini.
In generale, la Transnistria, rispetto alla Moldavia, ricevette più supporto durante il conflitto. Le forze armate transnistre furono aiutate dalla Russia e dall'Ucraina, le quali inviarono volontari a combattere con i transnistrianiBorderland Europe: Transformiong Transnistria, senza dimenticare il ruolo svolto dalla 14ª Armata della guardia. L'unico Stato che aiutò la Moldavia fu la Romania, la quale fornì armamenti, veicoli militari, volontari e consiglieri militari.
Conflitto Il conflitto venne combattuto in tre aree nei pressi del fiume Nistro, gli scontri incominciarono il 2 marzo 1992 e terminarono il 21 luglio dello stesso anno. Nello stesso giorno in cui scoppiò il conflitto, la Moldavia diveniva membro delle Nazioni Unite, ottenendo il pieno riconoscimento internazionale.
Le prime vittime però si contarono il 2 novembre 1990, due mesi dopo la dichiarazione di indipendenza della Transnistria del 2 settembre 1990; le forze moldave entrarono a Dubăsari con l'ordine di separare la Transnistria in due parti, ma vennero fermati dai cittadini, i quali bloccarono il ponte sul fiume Nistro all'altezza di Lunga. Durante il tentativo di rompere il blocco stradale le forze moldave aprirono il fuoco, tre abitanti di Dubăsari furono uccisi (Oleg Geletiuk, Vladimir Gotkas e Valerie Mitsuls) e sedici feriti.