La Scozia è una delle quattro nazioni costitutive del Regno Unito.
Introduzione storica Nel 1603 le corone di Scozia ed Inghilterra vennero unite sotto re Giacomo. Dopo Elisabetta I, della dinastia dei Tudor e morta senza figli, il trono passò infatti alla dinastia scozzese degli Stuart. Fino all'inizio del 1700, la Scozia rimase comunque uno stato indipendente, benché il re fosse lo stesso. Nel 1707 però, sotto il regno della regina Anna, i parlamenti di Inghilterra e Scozia votarono l'Atto di Unione che sanciva la creazione di un unico stato, il Regno di Gran Bretagna, al quale si sarebbe aggiunto, con l'Atto di Unione del 1800 (entrato in vigore nel 1801) il Regno d'Irlanda all'inizio del XIX secolo, dando vita al Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda. Conseguenza dell'Atto del 1707, nacque il Parlamento di Gran Bretagna, dissolvendo il parlamento inglese e quello scozzese.
Il Parlamento scozzese del 1999
thumb|upright=1.8|Il Parlamento scozzese La Scozia è sempre stata una roccaforte del partito laburista. La vittoria di Tony Blair alle elezioni del 1997 riaprì la questione dell'autonomia delle nazioni costitutive e dunque della devolution. Poche settimane dopo infatti, nel settembre dello stesso anno, si tenne in Scozia un referendum nel quale gli scozzesi si espressero a larga maggioranza (il 74%) a favore della creazione di un Parlamento scozzese. Nel 1998, Westminster fece seguito alla richiesta del referendum approvando lo Scotland Act, che istituiva un parlamento ed un'amministrazione scozzesi.
Governo Le prime elezioni si tennero il 6 maggio 1999. Donald Dewar del Partito Laburista Scozzese divenne primo ministro (First Minister) sorretto da una coalizione laburista e liberal-democratica. Alla sua morte, nell'ottobre del 2000, gli successe Henry McLeish, rimasto in carica fino al novembre dell'anno successivo.
Il 22 novembre 2001 divenne primo ministro Jack McConnell, che continuò a guidare la coalizione laburista-liberal democratica fino al 2007, quando alle elezioni vinse il Partito Nazionale Scozzese e Alex Salmond divenne primo ministro alla guida di un governo monocolore dell'SNP (senza maggioranza assoluta nell'assemblea, con 47 seggi su 129). Alle elezioni legislative del 2011 l'SNP ottenne 69 seggi su 129, ottenendo la maggioranza assoluta al parlamento e riconfermando Salmond come primo ministro. A seguito del Referendum sull'indipendenza della Scozia del 2014, con la vittoria dei voti contrari all'indipendenza, Salmond si dimise e fu succeduto da Nicola Sturgeon che formò un nuovo governo, sempre guidato dal SNP. Alle elezioni del 2016, lo SNP mantenne la maggioranza dei voti, senza però ottenere la maggioranza assoluta; fu quindi formato un governo di minoranza. I risultati del partito migliorarono alle elezioni del 2021, quando lo SNP conquistò il quarto mandato consecutivo, rimanendo tuttavia a un seggio dalla maggioranza assoluta. Venne così istituito il terzo governo Sturgeon, inizialmente composto esclusivamente da membri nazionalisti, al quale si aggiunsero in seguito due esponenti dei Verdi, dopo la firma di un accordo tra i due partiti. Nicola Sturgeon si dimise nel febbraio 2023. Le succedette Humza Yousaf (SNP), che formò il proprio governo, poi dimessosi in seguito alla cessazione dell’accordo di governo con i Verdi. Successivamente, John Swinney fu eletto nuovo leader nazionalista e assunse l’incarico di governo costituendo il primo governo Swinney, guidando il Paese fino alle elezioni del 2026. In tale occasione il partito si confermò il primo, pur registrando una diminuzione sia dei voti sia dei seggi. Il 20 maggio 2026, Swinney varò il secondo governo Swinney, anch’esso di minoranza.
Note
Voci correlate Parlamento scozzese Politica del Regno Unito
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