La chiesa di San Flaviano Martire (detta anche basilica di San Flaviano) è una chiesa di origini medievali, sita al margine del territorio comunale di Montefiascone sull'antica via francigena, ed è dedicata a san Flaviano, martire della Chiesa cattolica, giunto a Montefiascone durante la prigionia precedente al supplizio finale, oppure traslatovi cadavere dopo il supplizio. Ha la dignità di basilica minore. Storia e descrizione Esempio architettonico principalmente di stampo romanico-gotico, la chiesa è già menzionata in una bolla di papa Leone IV dell'anno 852 indirizzata al vescovo di TuscaniaMontefiascone fu in seguito scorporata dalla diocesi di Tuscania e posta sotto il capitolo lateranense, per diventare nel 1369 diocesi autonoma con la bolla Cum illius di papa Urbano V., Virobono, che enumera le chiese della zona di Montefiascone. Nel documento è elencata la chiesa di "Santa Maria", "dove riposa il corpo del beato martire Flaviano".

Quella che vediamo oggi è un edificio costruito sostanzialmente tra la fine del XIII secolo e l'inizio del XIV ed è un raro caso di chiesa costituita da due edifici sovrapposti: due chiese vere e proprie, orientate in senso opposto l'una rispetto all'altra. Si accede a quella inferiore tramite una rampa esterna laterale, che conduce al sagrato piano e terrazzato. La facciata è costituita da due ordini sovrapposti: il primo è costituito da tre archi gotici, ma si accede solo da quello centrale aperto dal portale, mentre gli altri due sono ciechi. Sormonta i tre archi una loggia rinascimentale coperta da tettoia sostenuta da colonne che si estende lungo tutta la facciata. Dietro la loggia si erge la parte superiore triangolare con rosone centrale, croce al culmine e campanile a vela sul lato sinistro.

La chiesa inferiore presenta un interno a tre navate terminanti con tre absidi disposte ad arco. Le colonne sono sormontate da capitelli decorati con foglie di acanto o con scene simboliche in rilievo. La navata centrale è interrotta a metà da un arco trasversale e un altro definisce lo spazio del presbiterio.

In chiesa venne inumata nel 1113 la salma di Johannes Defuk, vescovo tedesco che, nel viaggio di ritorno da Roma, ove aveva assistito all'incoronazione da parte di papa Pasquale II di Enrico V ad imperatore del Sacro Romano Impero, si era fermato a Montefiascone, attratto dalla bontà del vino locale, che è noto oggi come Est! Est!! Est!!! di Montefiascone, e ci era rimasto fino alla morte. Il fedele servo Martino ne curò la sepoltura facendo incidere sulla lapide in peperino grigio della tomba, l'iscrizione in latino: «Est est est pr nim est hic Jo De Fuk do meus mortuus est» che sta per «Est est est propter nimium est hic Johannes De Fuk dominus meus mortuus est» (Per il troppo EST! qui giace morto il mio signore Johannes Defuk). L'iscrizione può essere letta ancor oggi poiché è posta nella prima campata a destra dell'ingresso insieme alla lastra tombale.

La controfacciata e la navata destra presentano diversi cicli di affreschi trecenteschi eseguiti da artisti o botteghe ancora non identificati ma che mostrano una cultura artistica che mescola influssi senesi ed umbri.

Il catino dell'abside è affrescato da un'imponente immagine del Cristo Pantocratore in trono con le figure di due santi ai lati. Sotto il catino, al centro ed a mo' di pala d'altare, un affresco mostra San Flaviano in veste di guerriero a cavallo recante il vessillo.

Sopra l’arcata d’ingresso della prima cappella a sinistra è ancora visibile, nonostante l'apertura di essa abbia distrutto la porzione inferiore, una buona parte dell'affresco con l’Incontro dei tre vivi con i tre morti, databile all’inizio del XIV secolo, che mostra tre falconieri che si imbattono in tre scheletri (la figura di uno di questi scomparsa). In alto si vede San Macario, che fece parlare un teschio toccandolo con una mano, che li indica ammonendo: PENSATE QUOD ESTIS ET QUOD NON VITARE POTESTIS. Secondo alcune ipotesi i Tre Vivi potrebbero raffigurare la famiglia imperiale sveva al completo: Corrado IV, Isabella d’Inghilterra, Federico II.

La menzionata prima cappella a sinistra, detta degli Innocenti, fu aggiunta al corpo della chiesa nel tardo Quattrocento e nel 1499 fu decorata da un artista vicino a Francesco d’Avanzarano detto il Fantastico o da lui stesso, o più probabilmente dalla bottega di Antonio del Massaro, detto il Pastura che in questi affreschi sarebbe presente personalmente nelle parti più belle del ciclo. La decorazione fu realizzata per volontà dei coniugi Onofri, che si vedono ritratti tra i fregi della volta. Le arcate che delimitano la volta sono decorate con grottesche, putti e mascheroni, mentre al centro, tra figure angeliche, è raffigurato Cristo benedicente entro una mandorla. L’affresco della parete di fondo, dipinto intorno ad una Madonna col Bambino più antica, rappresenta la Strage degli Innocenti ed appare problematico perché sembra di una mano diversa rispetto al resto della decorazione e potrebbe essere più antico. Sotto la mensa d’altare una figura di un Cristo deposto appare invece sicuramente pertinente alla decorazione di fine Quattrocento.

La chiesa presenta anche una particolare raffigurazione iconografica, nella prima campata a fianco l'ingresso della cappella degli Innocenti, la cui interpretazione non fu da subito compresa tanto da essere identificata come immagine di santa, ma per la conformazione fisica è chiaramente l'immagine di un uomo. La figura con la sinistra regge una sfera. Per alcuni critici era la raffigurazione di Cristo con gli arnesi della Passione, per altri invece come protettore dei mestieri, è invece l'iconografia del Cristo della Domenica, la santificazione del giorno del Signore che doveva essere dedicato solo allo spirito; l'uomo che non obbediva a questa regola era quello che andava all'inferno, perché era colui che recava martirio e sofferenza a Cristo.

La chiesa superiore, accessibile da quella inferiore tramite una scala posta al termine della navata destra di quest'ultima, è anch'essa costituita da tre navate scandite da file di archi sostenuti da colonne basse; al centro si apre sulla parte inferiore uno spazio a forma di rettangolo.

Note

Bibliografia

Giancarlo Breccola, II “Cristo della Domenica” nella basilica di S. Flaviano a Montefiascone Un’immagine a monito dei contadini e degli artigiani che non santificavano la festa – in “Biblioteca e Società”, anno XII, n° 4, Viterbo, 2003, pp. 41 - 44. Quinto Ficari, Il mistero dell’affresco. Tracce nascoste di Federico II nella basilica di san Flaviano a Montefiascone, Viterbo, 2018. Novella Bonfanti, La Chiesa di San Flaviano a Montefiascone: ipotesi di una Rotonda, in Le rotonde del Santo Sepolcro. Un itinerario europeo, a cura di Piero Pierotti, Carlo Tosco e Caterina Zannella, Bari, 2006 pp. 233 - 245.

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Flaviano, Chiesa di San Categoria:Chiese romaniche del Lazio Categoria:Chiese dedicate a san Flaviano di Montefiascone Montefiascone Flaviano