Euphrasia L., 1753 è un genere di piante angiosperme appartenenti alla famiglia Orobanchaceae, dall'aspetto di piccole erbacee annuali o perenni e dai piccoli fiori labiati.
Etimologia Il nome del genere (Euphrasia) venne introdotto per la prima volta da Linneo nel 1735 ed è derivato da un vocabolo greco "εuφροσύνη" il cui significato è pressappoco "ilarità" oppure "diletto, gioia". Qualche altro testo fa riferimento a una delle "tre Grazie" (celebrate nell'opera più conosciuta di Antonio Canova), chiamata appunto "Eufrosine", figlia di Zeus.
Descrizione
I dati morfologici si riferiscono soprattutto alle specie europee e in particolare a quelle spontanee italiane.
Le piante di questo genere sono definite "emiparassite": ossia vivono sulle radici di altre piante per prelevare acqua e sali minerali, pur essendo capaci di svolgere la funzione clorofilliana (al contrario delle piante "parassite assolute"). L'altezza di queste piante varia da pochi centimetri fin quasi a 50 cm. La forma biologica prevalente è terofita scaposa (T scap), ossia sono piante erbacee che differiscono dalle altre forme biologiche poiché, essendo annuali, superano la stagione avversa sotto forma di seme, sono inoltre munite di asse fiorale eretto con poche foglie. Altre specie hanno un ciclo biologico perenne. Le superfici delle piante possono essere sia pubescenti sia glabre. Radici Le radici in genere sono piccole e legnose. Fusto I fusti sono eretti o eretto-prostrati e poco ramosi. Foglie Le foglie in maggioranza sono sessili e sono disposte in modo alternato nella parte basale, e in modo opposto nei pressi dell'infiorescenza (in questo caso sono delle brattee). In genere la dimensione delle foglie basali è minore di quelle verso l'infiorescenza. Il margine è sempre dentato (pochi denti per lato, più uno apicale). I denti possono essere acuti, aristati o più o meno lobati. La forma delle foglie è molto variabile: ovale, ellittica, lanceolata o lineare. La pagina inferiore è quasi sempre percorsa da grossolane nervature. Entrambe le pagine sono verdi, quindi svolgono la normale funzione clorofilliana. Infiorescenza
L'infiorescenza è formata da fogliose spighe terminali di pochi fiori. Questi sono disposti in modo sessile all'ascella di brattee che in genere sono poco differenziate dalle foglie. Anche queste foglie-brattee sono dentate. Fiore
I fiori sono ermafroditi, zigomorfi e tetraciclici (con i quattro verticilli fondamentali delle Angiosperme: calice – corolla – androceo – gineceo). Il colore è: bianco, lillacino, violetto, giallo o purpureo con striature longitudinali generalmente violacee più scure e una macchia chiara o gialla al centro della corolla.
Formula fiorale: X, K (4), C (2+3), A 2+2, G (2) (supero), capsula
Calice: il calice, gamosepalo a forma tubulosa-campanulata, ha quattro denti (tetramero) che sono divisi più profondamente nella parte mediana che in quella laterale. Corolla: la corolla, pentamera (a cinque lobi), simpetala, è bilabiata; il labbro superiore ha una forma che ricorda un elmo con un orlo spesso rivolto all'indietro; il labbro inferiore è a tre lobi anch'essi con i bordi smarginati e a loro volta divisi in due lobi. La corolla è priva di sperone, sacco o gozzo. I due labbri formano un angolo più o meno retto. Androceo: gli stami sono quattro didinami (due lunghi e due corti); sono inseriti nel tubo corollino, in particolare ascendono sotto il labbro superiore della corolla. Le antere sono conniventi e hanno una loggia portante un cornetto allungato. Le sacche polliniche hanno l'estremità inferiore a forma di freccia. Gineceo: i carpelli sono due e formano un ovario supero biloculare (derivato dai due carpelli iniziali). Lo stilo è unico lievemente più lungo degli stami ed è inserito all'apice dell'ovario; lo stimma è capitato.
Frutti Il frutto è del tipo a capsula deiscente. La forma è oblunga, cavato-compressa e contiene diversi piccoli semi striati. La capsula può essere cigliata oppure no.
Biologia Le specie di questo raggruppamento si riproducono per impollinazione tramite insetti (impollinazione entomogama).
La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria).
Distribuzione e habitat Il genere Euphrasia è distribuito in Europa, Asia settentrionale e Nord America; le sue specie preferiscono climi freddi e temperati delle regioni extratropicali. Comprende circa 170 - 350 specie di cui almeno 18 sono presenti nella flora spontanea italiana.
Delle 16 specie spontanee della flora italiana 12 (a parte le sottospecie) vivono sull'arco alpino. La tabella seguente mette in evidenza alcuni dati relativi all'habitat, al substrato e alla diffusione delle specie alpine. SpecieComunitàvegetaliPianivegetazionaliSubstratopHLivello troficoH2OAmbienteZona alpinaE. alpina10alpinoSiacidobassoseccoF5CN TO AO VC NO SO BG BS TN BZE. cisalpina14collinaremontanoSiacidobassoseccoF2 G1 I2NOE. cuspidata3collinaremontanoCabasicobassoseccoC4BL UDE. hirtella10subalpinoCa/Si SineutrobassoseccoF5tutto l'arco alpino(escl. BL UD)E. micrantha12montanosubalpinoSiacidobassomedioF2 F4 G1 I1CN TO (al confine)E. minima10subalpinoalpinoSiacidobassomedioF5 G1tutto l'arco alpino(escl. VA CO)E. pectinata9collinare, montanosubalpinoCa Ca/SineutrobassoaridoF2 I1CN AO BG BLE. pictasubsp. arguta11collinareCa SineutromedioumidoF3 F7TN BL UDE. pictasubsp. picta11montanosubalpinoCa SineutrobassoumidoF3AO VC NO BS TN BZ BL UDE. portae10montanosubalpinoCa SibasicobassoseccoC3 F2 F5CO TN BZ BL UDE. officinalissubsp. campestris9montanoCa SineutrobassomedioF3CN TO AO(al confine) E. officinalissubsp. monticola11montanosubalpinoCa SineutrobassoumidoF2 F3AO NO SO TN BZ BL UDE. officinalissubsp. pratensis11collinare, montanosubalpino, alpinoCa SineutrobassoumidoB2 B6 E1 F3tutto l'arco alpino(escl. VA CO BG BL) E. salisburgensis10collinare, montanosubalpino, alpinoCa Ca/SibasicobassoseccoF2 F5tutto l'arco alpino E. stricta9collinare, montanosubalpinoCa SineutrobassoseccoC3 F2 F5tutto l'arco alpino E. tricuspidata3collinaremontanoCabasicobassoseccoC2 C3BG BS TN BZ BL UDLegenda e note alla tabella. Substrato con "Ca/Si" si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili); vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province). Comunità vegetali: 3 = comunità delle fessure, delle rupi e dei ghiaioni; 9 = comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche; 10 = comunità delle praterie rase dei piani subalpino e alpino con dominanza di emicriptofite; 11 = comunità delle macro- e megaforbie terrestri; 12 = comunità delle lande di arbusti nani e torbiere; 14 = comunità forestali Ambienti: B2 = ambienti ruderali, scarpate; B6 = tagli rasi forestali, schiarite, strade forestali; C2 = rupi, muri e ripari sotto roccia; C3 = ghiaioni, morene e pietraie; C4 = campi solcati; E1 = paludi e torbiere basse; F2 = praterie rase, prati e pascoli dal piano collinare al subalpino; F3 = prati e pascoli mesofili e igrofili; F4 = prati e praterie magre rase; F5 = praterie rase subalpine e alpine; F7 = margini erbacei dei boschi; G1 = lande e popolamenti a lavanda; I1 = boschi di conifere; I2 = boschi di latifoglie
Tassonomia La famiglia Orobanchaceae è una famiglia abbastanza numerosa, suddivisa in 7 tribù, 100 generi e circa 2000 specie, distribuite in tutti i continenti.
Il genere Euphrasia comprende oltre 200 specie
Filogenesi
La classificazione tradizionale (Sistema Cronquist, 1981) assegnava il genere alla famiglia Scrophulariaceae mentre la moderna classificazione APG lo assegna alle Orobanchaceae, tribù Rhinantheae.
Secondo una recente ricerca di tipo filogenetico la famiglia Orobanchaceae è composta da sei cladi principali nidificati uno all'interno dell'altro. Il genere Euphrasia si trova nel penultimo clade più interno (relativo alla tribù Rhinantheae) insieme ai generi Bartsia, Lathraea, Rhinanthus, Rhynchocorys, Parentucellia, Odontites, Tozzia e Melampyrum. Nella ricerca citata il genere Euphrasia risulta "gruppo fratello" dei generi Odontites, Parentucellia e di alcune specie del genere Bartsia. Sempre secondo questa ricerca il genere è monofiletico. Il cladogramma a lato, tratto dalla ricerca citata e semplificato, mostra la struttura filogenetica relativa ad alcune specie di Euphrasia.
Sezioni del genere Di seguito sono elencate alcune sezioni del genere Euphrasia: Sect. Anagospermae (Hook.f.) W.R.Barker Sect. Atlanticae Pugsley Sect. Australes (Benth.) Jorg. Sect. Cuneatae W.R.Barker Sect. Eueuphrasia Wettst. Sect. Euphrasia subsect. Angustifoliae (Wettst.) Jörg. subsect. Ciliatae Jörg. Sect. Lasiantherae W.R.Barker Sect. Malesianae W.R.Barker Sect. Novaezeelandiae (Du Rietz) W.R.Barker Sect. Pauciflorae W.R.Barker Sect. Phragmostomae W.R.Barker Sect. Scabrae (Du Rietz) W.R.Barker Sect. Striatae (Du Rietz) W.R.Barker
Delle sezioni precedenti, due sono utilizzate da Sandro Pignatti nella sua "Flora d'Italia" per dividere le specie spontanee del territorio italiano: Sezione CILIATAE: con capsula cigliata al margine; Sezione ANGUSTIFOLIAE: con capsula glabra. La separazione tra questi due gruppi però non è ben definita in quanto esistono diversi ibridi.
Usi
Farmacia Le proprietà farmacologiche di queste piante (derivate soprattutto dalla medicina popolare antica) sono tutte riconducibili a un'unica specie: Euphrasia rostkoviana chiamata comunemente "Eufrasia officinale". Il nome di Euphrasia officinalis dato inizialmente da Linneo sembra sia in realtà un nome collettivo di varie specie affini e poco distinguibili (attualmente è considerata una denominazione ambigua). In effetti la variabilità delle specie del genere Euphrasia è molto marcata creando non poche difficoltà ai vari botanici intenti a dividere tassonomicamente le varie specie. Per questa specie e quindi per tante altre specie simili dello stesso genere sono indicate fin dai tempi antichi le seguenti proprietà curative: tonica (rafforza l'organismo in generale), digestiva, astringente (limita la secrezione dei liquidi), diuretiche (facilita il rilascio dell'urina) e vulneraria (guarisce le ferite).In particolare l'Euphrasia rostkoviana era considerata tonico-risolutiva e rafforzativa della memoria nonché oftalmica. A questo proposito sembra che gli estratti di questa pianta possano alleviare le infiammazioni della congiuntivite e blefarite.
Un rapporto dell'Agenzia Europea per i Medicinali classifica le proprietà astringenti e anti-infiammatorie dell'Euphrasia come solo ipotizzabili e la sua efficacia basata solo sulla tradizione. Per questo motivo, vista la mancanza di studi clinici, il suo utilizzo terapeutico in ambito oculistico viene sconsigliato.
Note
Bibliografia
Voci correlate Generi di Orobanchaceae
Altri progetti
Collegamenti esterni
Euphrasia IPNI Database Euphrasia eFloras Database Flora Europaea (Royal Botanic Garden Edinburgh) Database
Categoria:Orobanchaceae Categoria:Taxa classificati da Linneo Categoria:Piante medicinali e officinali Categoria:Taxa descritti nel 1753