Poa L., 1753 è un genere di piante angiosperme monocotiledoni appartenente alla famiglia Poaceae (o Gramineae, nom. cons.). È l'unico genere della sottotribù Poinae Dumort., 1829..

Etimologia Il nome del genere deriva dalla parola greca "poa" che veniva applicata all'erba comune e ad altre erbe utili per il foraggio..

Il nome scientifico del genere è stato definito da Linneo (1707 – 1778), biologo svedese considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, nella pubblicazione "Species Plantarum" (Sp. Pl. 1: 67 - 1753) del 1753. Il nome scientifico della sottotribù è stato definito dal botanico, naturalista e politico belga Barthélemy Charles Joseph Dumortier (1797-1878) nella pubblicazione "Analyse des Familles de Plantes: avec l'indication des principaux genres qui s'y rattachent. Tournay" (Anal. Fam. Pl. 63 - 1829) del 1829.

Descrizione Portamento

Il portamento delle specie di questo gruppo in genere è cespuglioso (rizomatoso o stolonifero) con forme biologiche tipo emicriptofita cespitosa (H caesp) e cicli biologici annuali o perenni. I culmi sono cavi a sezione più o meno rotonda; sono verticali e lisci, talvolta genicolati, altre volte bulbosi alla base. In queste piante non sono presenti i micropeli; sono presenti invece piante bisessuali, monoiche, dioiche o ginodioiche.......

Foglie

Le foglie lungo il culmo sono disposte in modo alterno, sono distiche e si originano dai vari nodi. Sono composte da una guaina, una ligula e una lamina. Le venature sono parallelinervie. Non sono presenti gli pseudopiccioli e, nell'epidermide delle foglia, le papille. Guaina: la guaina è abbracciante il fusto e in genere è priva di auricole e normalmente è chiusa. Ligula: la ligula è membranosa e a volte è cigliata; può essere corta o allungata; a volte è ialina. Lamina: la lamina ha delle forme generalmente lineari con margini paralleli; può essere piatta.

Infiorescenza

Infiorescenza principale (sinfiorescenza o semplicemente spiga): le infiorescenze, ascellari e terminali, in genere sono ramificate (i rami, da 1 a 9 per nodo, sono ampi, lunghi e patenti) e sono formate da alcune spighette ed hanno la forma di una pannocchia aperta. La fillotassi dell'inflorescenza inizialmente è a due livelli, anche se le successive ramificazioni la fa apparire a spirale. Infiorescenza secondaria (o spighetta): le spighette, con forme ovali-lanceolate e compresse lateralmente, sottese da due brattee distiche e strettamente sovrapposte chiamate glume (inferiore e superiore), sono formate da più fiori (fino a 13). Possono essere presenti dei fiori sterili; in questo caso sono in posizione distale rispetto a quelli fertili. Alla base di ogni fiore sono presenti due brattee: la palea e il lemma. La disarticolazione avviene con la rottura della rachilla sopra le glume e tra i fiori. L'estensione della rachilla è presente o assente. Non sono presenti le ariste. I fiori possono essere tutti bisessuali, o misti con i fiori femminili in posizione distale. Glume: le glume, disuguali, generalmente sono più corte dei fiori (raramente sono più lunghe); sono membranose; gli apici sono ottusi, a volte mutuci, raramente mucronati; possono essere fortemente carenate; hanno da 1 a 3 nervature longitudinali. Palea: la palea è un profillo con due venature; può essere cigliata; normalmente è carenata (a volte con due carene). Lemma: il lemma possiede, in molte specie, una chiglia; la forma è generalmente arrotondata con apice ottuso; ha da 5 a 7 nervature longitudinali.

Fiori

I fiori fertili sono attinomorfi formati da 3 verticilli: perianzio ridotto, androceo e gineceo.

Formula fiorale: *, P 2, A (1-)3(-6), G (2–3) supero, cariosside.

Il perianzio è ridotto e formato da due lodicule, delle squame traslucide, poco visibili (forse relitto di un verticillo di 3 sepali). Le lodicule sono membranose e non vascolarizzate.

L'androceo è composto da 3 stami ognuno con un breve filamento libero, una antera sagittata e due teche. Le antere sono basifisse con deiscenza laterale. Il polline è monoporato.

Il gineceo è composto da 3-(2) carpelli connati formanti un ovario supero. L'ovario, glabro, ha un solo loculo con un solo ovulo subapicale (o quasi basale). L'ovulo è anfitropo e semianatropo e tenuinucellato o crassinucellato. Lo stilo, breve, è unico con due stigmi piumosi e distinti.

Frutti I frutti sono del tipo cariosside, ossia sono dei piccoli chicchi indeiscenti, con forme ovoidali, nei quali il pericarpo è formato da una sottile parete che circonda il singolo seme. In particolare il pericarpo è fuso al seme ed è aderente. L'endocarpo non è indurito e l'ilo è puntiforme. L'embrione è piccolo e provvisto di epiblasto ha un solo cotiledone altamente modificato (scutello senza fessura) in posizione laterale. I margini embrionali della foglia non si sovrappongono.

Biologia Come gran parte delle Poaceae, le specie di questo genere si riproducono per impollinazione anemogama. Gli stigmi più o meno piumosi sono una caratteristica importante per catturare meglio il polline aereo.

La dispersione dei semi avviene inizialmente a opera del vento (dispersione anemocora) e una volta giunti a terra grazie all'azione di insetti come le formiche (mirmecoria).

Distribuzione e habitat La distribuzione delle specie di questo genere è relativa alle regioni temperate fresche di tutto il mondo.

Specie della zona alpina Delle 24 specie spontanee della flora italiana 21 vivono sull'arco alpino. La tabella seguente mette in evidenza alcuni dati relativi all'habitat, al substrato e alla distribuzione delle specie alpine.. SpecieComunitàvegetaliPianivegetazionaliSubstratopHLivello troficoH2OAmbienteZona alpinaPoa alpina11alpinosubalpinoCa - SineutroaltomedioB4 F3 F5 F6 G1tutto l'arco alpinoa quote altePoa angustifolia5montanocollinareCa - SineutrobassoseccoB2 F2tutto l'arco alpinocon discontinuità al centroPoa annua2subalpinomontanocollinareCa - SineutroaltomedioB1 B2 B7 B8tutto l'arco alpinoPoa badensis4montanocollinareCabasicobassoaridoC1 F2CN BS UDPoa bulbosa4montanocollinareCa - SineutromedioaridoB2 C1 F1 F2tutto l'arco alpinoPoa cenisia3alpinosubalpinoCa - Ca/SibasicobassomedioC3tutto l'arco alpinocon qualche discontinuitàPoa chaixii11subalpinomontanoCa - SiacidobassomedioB6 F3 G1 G2 H1 I1tutto l'arco alpinocon qualche discontinuitàPoa compressa5montanocollinareCa - SibasicobassoseccoB2 C1tutto l'arco alpinoPoa glauca3alpinosubalpinoCabasicobassoseccoC2 C3tutto l'arco alpinocon qualche discontinuitàPoa hybrida13subalpinoCa - SineutroaltoumidoG2 H1 H2 I1 I2settore orientalePoa laxa3alpinoSiacidobassoumidoC3tutto l'arco alpinoa quote altePoa minor3alpinosubalpinoCabasicobassomedioC2 C3tutto l'arco alpinoa quote altePoa molinerii9subalpinomontanoCa - Ca/SibasicobassoaridoF2tutto l'arco alpinocon discontinuitàPoa nemoralis14subalpinomontanocollinareCa - SineutromedioseccoB6 B8 C2 C3 F7 I1 I2 I3tutto l'arco alpinoPoa palustris6collinareCa - Ca/SibasicomediobagnatoA3 A4 F3 G2tutto l'arco alpino(meno frequente ad occidente)Poa perconcinna9subalpinomontanocollinareCa - SineutrobassoaridoC1 F2settore occidentalePoa pratensis11subalpinomontanocollinareCa - SineutroaltomedioF2 F3tutto l'arco alpinoPoa pumilla10subalpinomontanoCabasicobassoaridoC2 C3 F2BL UD PNPoa remota14montanoCa - Ca/SibasicoaltoumidoI2settore orientalePoa supina11alpinosubalpinoCa - SineutroaltoumidoB2 B4 F3tutto l'arco alpinoPoa trivialis11subalpinomontanocollinareCa - SineutroaltomedioF3 I2tutto l'arco alpinoLegenda e note alla tabella. Substrato: con "Ca/Si" si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili). Zona alpina: vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province). Comunità vegetali: 2 = comunità terofitiche pioniere nitrofile; 3 = comunità delle fessure, delle rupi e dei ghiaioni; 4 = comunità pioniere a terofite e succulente; 5 = comunità perenni nitrofile; 6 = comunità delle megaforbie acquatiche; 9 = comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche; 10 = comunità delle praterie rase dei piani subalpino e alpino con dominanza di emicriptofite; 11 = comunità delle macro- e megaforbie terrestri; 13 = comunità arbustive; 14 = comunità forestali. Ambienti: A3 = ambienti acquatici come rive, stagni, fossi e paludi; A4 = ambienti umidi, temporaneamente inondati o a umidità variabile; B1 = campi, colture e incolti; B2 = ambienti ruderali, scarpate; B4 = riposi del bestiame; B6 = tagli rasi forestali, schiarite, strade forestali; B7 = parchi, giardini, terreni sportivi; B8 = frutteti e piantagioni di castagni; C1 = ambienti sabbiosi, affioramenti rocciosi; C2 = rupi, muri e ripari sotto roccia; C3 = ghiaioni, morene e pietraie; F1 = praterie rase xerofile mediterranee; F2 = praterie rase, prati e pascoli dal piano collinare al subalpino; F3 = prati e pascoli mesofili e igrofili; F5 = praterie rase subalpine e alpine; F6 = vallette nivali; F7 = margini erbacei dei boschi; G1 = lande e popolamenti a lavanda; G2 = praterie rase dal piano collinare a quello alpino; H1 = ontaneti verdi, saliceti subalpini; H2 = boscaglie di pini montani; I1 = boschi di conifere; I2 = boschi di latifoglie; I3 = querceti submediterranei.

Tassonomia La famiglia delle Poacee comprende circa 800 generi e oltre specie. È una delle famiglie più numerose e più importanti del gruppo delle monocotiledoni. La famiglia è suddivisa in 12 sottofamiglie, la sottotribù Poinae fa parte della sottofamiglia Pooideae, tribù Poeae.

Specie

Questo genere comprende oltre 500 specie (24 delle quali presenti nella flora italiana).

Tradizionalmente le specie di Poa della flora italiana vengono divise in due sezioni: sezione Paucirameae: le specie di questa sezione sono caratterizzate da pannocchie con i rami inferiori solitari o appaiati; il nodo più alto del culmo in genere è posizionato nella metà inferiore della lunghezza dell'intero fusto. Alcune specie di questa sezione sono: P. alpina e P. annua. sezione Multirameae: le specie di questa sezione sono caratterizzate da pannocchie con i rami basali riuniti in gruppi di 3 - 5; il nodo più alto del culmo in genere è posizionato nella metà superiore della lunghezza dell'intero fusto. Alcune specie di questa sezione sono: P. compressa, P. nemoralis, P. palustris, P. pratensis e P. trivialis.

La specie Poa pratensis è la specie tipo della famiglia Poaceae.

Filogenesi La sottotribù Poinae fa parte della tribù Poeae R.Br., 1814 (quest'ultima è compresa nella supertribù Poodae L. Liu, 1980). La tribù Poeae (formata da diverse sottotribù suddivise in alcune supersottotribù) è l'ultimo nodo della sottofamiglia Pooideae ad essersi evoluto (gli altri precedenti sono la tribù Brachyelytreae, e le supertribù Nardodae, Melicodae, Stipodae e Triticodae).

La sottotribù Poinae (monofiletica nell'attuale circoscrizione.) appartiene al gruppo con le sequenze dei plastidi di tipo "Poeae" (definito "Poeae chloroplast groups 2 ".) ed è circoscritta nella supersottotribù Poodinae Soreng & L.J. Gillespie, 2017 (chiamato anche PAM clade) comprendente una decina di sottotribù tra le quali Poinae, Miliinae, Phleinae, Beckmanniinae, Cinninae, Alopecurinae, Ventenatinae e altre ancora in fase di definizione come la sottotribù Avenulinae, Brizochloinea, alcuni cladi provvisori e il genere incertae sedis Arctopoa.. All'interno della supersottotribù la sottotribù di questa voce è in posizione politomica con il gruppo denominato "ABCV clade" e alcune altre sottotribù.. Ulteriori studi sono necessari per avere informazioni più dettagliate e precise in quanto la struttura sopra descritta non è l'unica che emerge dalle analisi filogenetiche attuali. Altri studi propongono configurazioni filogenetiche lievemente diverse..