La battaglia di Calmazzo è il punto culminante della ribellione del ducato di Urbino nei confronti di Cesare Borgia, sanguinario condottiero figlio di papa Alessandro VI, famoso per aver ispirato a Machiavelli la figura del “Principe”.

Antefatto Dopo aver rovesciato il duca Guidobaldo da Montefeltro, Cesare si dichiarò duca di Urbino. Ma le repressioni e i saccheggi dei soldati e dei mercenari borgiani provocarono un malcontento generale e la popolazione iniziò a ribellarsi ed a impugnare le armi, attaccando gli stessi soldati.

Contemporanemente alle sollevazioni nello stato urbinate, diversi condottieri di ventura che avevano cambattutto al soldo di Cesare Borgia iniziarono a temere il potere che il Valentino stava accentrando su di sè e si riunirono nella "Lega dei Condottieri". Questi uomini d'arme, sotto il comando del condottiero Vitellozzo Vitelli, duca di Montone, ordirono una congiura per scacciarlo da Urbino e nel deporlo dal trono di duca del Valentinois.

Borgia, ignaro della congiura, nella primavera del 1502 diede ordine di ritirarsi dal ducato di Urbino, per spostarsi verso l'Emilia-Romagna per cercare di strappare Bologna a Giovanni II Bentivoglio. Ma durante la ritirata da Urbino, all'altezza di Calmazzo, i soldati del Borgia vennero intercettati dai uomini della Lega dei Condottieri, guidati da Vitelli.

La battaglia Nonostante vennero colte di sorpresa dalle forze di congiurati, le truppe del Borgia riuscirono a volgere lo scontro a proprio favore facendo avanzare la fanteria pesante, sbaragliando e mettendo in fuga facilmente la fanteria leggera avversaria. L'esercito del Valentino riuscì inoltre a prendere il controllo di un'altura nei pressi del campo di battaglia, guadagnado in questo modo un vantaggio strategico nei confronti dei congiurati.

Poco dopo Vitelli fecero avanzare la propria fanteria pesante che, dopo alcuni scontri, fece ritirare i borgiani ormai esausti perché stavano combattendo da più tempo. Cesare Borgia corse quindi ai ripari facendo avanzare la sua fanteria leggera che, nonostante fosse in inferiorità numerica, riuscì a prendere al fianco la compagine congiurata mettendola in difficoltà.

Ma, quando anche l'esercito dei congiurati stava per cedere, sopraggiunsero dalla foresta civili armati pronti ad dare supporto alle truppe di Vitelli. Colti di sorpresa, i borgiani furono accerchiati e dovettero fuggire, perdendo molti uomini nella ritirata.

Conseguenze La battglia di Calmazzo è stata una delle più significative sconfitte subite dal Valentino. In seguito della sconfitta, Cesare Borgia abbandonò le pretese sul trono d'Urbino e poco dopo riuscì a reclutare un nuovo esercito così potente che i capi della lega dei condottieri si arresero intavolarono un accordo di pace. L'anno seguente, nel 1503, i capi della Lega dei Condottieri vennero invitati da Cesare Borgia nella città di Senigallia e qui vennero uccisi dal sicario Michelotto Corella nella strage di Senigallia.

La battaglia nella cultura di massa

Nel 2009 alla battaglia è stata dedicata una puntata della serie di documentari Pazzi per la storia andata in onda su History Channel

Note

Voci correlate

Congiura della Magione strage di Senigallia Cesare Borgia Vitellozzo Vitelli Calmazzo

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