La banana è la bacca della pianta del banano, originario dei paesi con clima tropicale nel Sud-est asiatico (Malesia, Indonesia e Filippine), appartenente alla famiglia delle Musaceae. Tale frutto si sviluppa (nella specie e nelle varietà commestibili) in una serie di grappoli. Le banane pesano tipicamente 90-200 g (circa il 20% del peso è da attribuire alla buccia), benché questo peso vari considerevolmente fra le differenti cultivar.
Quasi tutte le moderne banane partenocarpiche utilizzate a scopo alimentare provengono dalle specie Musa acuminata e Musa balbisiana. Il nome scientifico delle banane è Musa acuminata, Musa balbisiana o l'ibrido Musa acuminata × balbisiana, a seconda della costituzione del loro genoma. I vecchi nomi scientifici Musa sapientum e Musa paradisiaca non sono più in uso.
Nella cultura popolare e nel commercio con "banana" di solito si riferisce alle banane utilizzate come frutta, mentre le cultivar di Musa con frutti più duri e ricchi d'amido vengono talvolta chiamate "platani" che si consumano cotti come verdure, un prestito dello spagnolo plátano. Questa distinzione tuttavia è puramente arbitraria; le parole platano e banana sono spesso intercambiabili quando il tipo di frutto è desumibile dal contesto. In Italia possono sopravvivere alcune cultivar di banana. In particolare la cultivar comune di Sicilia è abbastanza rustica in Sicilia, dove riesce a portare a maturazione i frutti. Stessa cosa accade in la Sardegna, dove da anni si coltivano banane.
Etimologia Non si conosce con certezza l'etimologia del sostantivo "banana", che secondo alcune fonti potrebbe essere collegabile al termine portoghese del frutto, anche se altri propendono per una lingua dell'Africa occidentale subsahariana, forse dalla parola della lingua wolof banaana.
Intorno al 1516 la pianta di banana fu introdotta dai Portoghesi in America dall'Africa. In quell'occasione la parola entrò a far parte della lingua portoghese e della lingua spagnola. La banana, che al tempo in Europa esisteva dal XV secolo solo in Sicilia con la Comune di SiciliaRaffaele Ciferri, L'industria del Banano in Sicilia, Ministero delle Colonie - Regia Azienda Monopolio Banane - Monografia N. 1, veniva finalmente descritta nel 1601 come "il frutto che profuma di rosa".
Il nome scientifico Musa deriva probabilmente dal termine arabo mawz (موز), che indica precisamente la banana. Un'altra teoria meno accettata lo collega al medico romano di epoca augustea (I secolo a.C.) Antonio Musa.
L'epiteto specifico "sapientum" ("dei sapienti") che le attribuì Linneo si rifà alla tradizione erudita (risalente all'epoca classica) che indica la banana come l'alimento degli asceti dell'India.
Biologia
Descrizione La pianta di banana è la più grande pianta erbacea dotata di fiore. Le piante sono generalmente alte e robuste e spesso sono scambiate per alberi ma il loro fusto principale è in effetti uno pseudofusto che cresce fino a 6-7 metri a partire da un bulbo-tubero. Ogni pseudofusto può produrre un singolo casco di banane. Dopo la fruttificazione lo pseudofusto muore ma polloni laterali possono svilupparsi. Molte varietà di banane sono perenni.
Le foglie sono disposte a spirale e possono crescere fino a 2,7 metri di lunghezza e 60 centimetri di larghezza. Sono facilmente lacerate dal vento, col risultato di apparire spesso sfrangiate.
Ogni pseudofusto generalmente produce una singola infiorescenza, nota anche come cuore di banana (qualche volta ne vengono prodotte più di una; una pianta eccezionale nelle Filippine ne ha prodotte cinque). L'infiorescenza contiene molte brattee (a volte chiamate scorrettamente petali) tra le proprie file di fiori. I fiori femminili (che possono svilupparsi in frutti) appaiono in file più in alto sul fusto, rispetto a dove spunteranno i fiori maschili. L'ovario è infero, significa quindi che i piccoli petali e le altre parti del fiore sono situate in cima all'ovario.
I frutti di banana si sviluppano dal cuore di banana, in una grande massa pendula, fatta di file di frutti , con fino a 20 frutti per fila. La massa dei frutti è nota come casco, comprendendo 3–20 mani, e può pesare 30–50 kg. I singoli frutti maturano con il fiore rivolto verso l'alto, non verso il basso.
I frutti singoli di banana (noti anche come banane ) pesano in media 125 grammi, dei quali circa il 75% è acqua e il 25% sostanza secca. Sono costituiti da uno strato protettivo esterno (una buccia o pelle) con numerosi lunghi e sottili fili (il floema), che corrono lungo tutta la lunghezza tra la buccia e la parte interna commestibile. La parte interna della comune varietà di banane da dessert si divide facilmente lungo la sua lunghezza in tre parti distinte che corrispondono alle parti interne dei tre carpelli.
Il frutto è stato rappresentato come una bacca cuoiosa.James P. Smith, Vascular Plant Families. Mad River Press, 1977. Nelle varietà coltivate i semi sono piccoli fino quasi al punto della non esistenza; i loro resti sono piccoli puntini neri all'interno del frutto.
Il sapore e la struttura di molti tipi di banane sono influenzati dalla temperatura a cui maturano, e dal grado di maturazione: i frutti fatti maturare per più tempo e a temperature maggiori avranno minore consistenza e saranno più dolci rispetto a quelli più acerbi e cresciuti in ambiente più rigido o ventilato, che saranno quindi più turgidi e meno saporiti. Il colore della polpa evolve dal verde verso il giallo e, in avanzato stato di maturazione, tende a manifestare chiazze marroni corrispondenti ad accumuli di zuccheri. Il livello di maturazione è visibile anche dal colore della buccia: tendente al verde nelle banane acerbe, al giallo scuro con piccole chiazze marroni in quelle molto mature, al giallo acceso nelle altre (quelle di maggior diffusione in ambito commerciale).
Le banane maturano generalmente nella stagione primaverile/estiva del luogo in cui si trovano (l'emisfero meridionale). È nota la tendenza di questo frutto a maturare anche dopo essere stato colto dalla pianta: questo processo è dovuto all'emissione di etilene da parte della banana stessa e caratterizza in generale tutti i cosiddetti frutti climaterici (anche se nel caso della banana il fenomeno è particolarmente marcato). Il fenomeno è accelerato dalle temperature elevate, che influiscono sulla maggiore produzione di etilene, dalla ridotta ventilazione e dalla presenza di altri frutti climaterici, quali mele, pomodori o altre banane, nelle vicinanze. In alcuni processi industriali, le banane vengono messe in ambiente non ventilato e a contatto con etilene prodotto artificialmente proprio per velocizzare la maturazione e ottenere così frutti più dolci in minor tempo.
Le banane sono naturalmente lievemente radioattive,CRC Handbook on Radiation Measurement and Protection, Vol 1 pg. 620 Table A.3.7.12, CRC Press, 1978. più di quanto lo siano generalmente gli altri frutti, a causa del loro alto contenuto di potassio, e di conseguenza del relativamente abbondante contenuto di potassio-40, che si trova naturalmente mischiato col potassio. Qualche volta ci si riferisce alla dose equivalente a una banana di radiazione per far comprendere i livelli di rischio della radioattività.
Tassonomia
Il genere Musa è situato nella famiglia delle Musaceae. La classificazione APG II, del 2003 (non modificata rispetto a quella del 1998), assegna le Musaceae all'ordine delle Zingiberales. Il genere contiene molte specie; diverse producono frutti commestibili, mentre altre sono coltivate come piante ornamentali.Bailey, pp. 2076–2079.
La classificazione delle banane è stata a lungo un problema per i tassonomi a causa del modo in cui Linneo originariamente classificò le banane in due specie (basandosi principalmente sulla loro modalità di consumo): Musa sapientum per le banane utilizzate come frutta e Musa paradisiaca per i platani. Comunque questa classificazione semplicistica si è mostrata inadeguata per gestire l'ampio numero di cultivar (gran parte delle quali sinonimi) che esistono nel centro di diversità delle banane, il Sud-est asiatico.
Ernest Cheesman per primo scoprì che Musa sapientum e Musa paradisiaca, descritte da Linneo, erano in effetti cultivar e discendenti di due specie selvatiche dotate di semi, Musa acuminata e Musa balbisiana, entrambe descritte da Luigi Colla. Egli propose l'abolizione delle due specie istituite da Linneo per permettere la riclassificazione delle banane in base a tre cultivar distinte morfologicamente - quelle che mostravano principalmente caratteristiche di Musa balbisiana, quelle che mostravano principalmente le caratteristiche botaniche di Musa acuminata, e quelle con caratteristiche di entrambe.
I ricercatori Norman Simmonds e Ken Shepherd nel 1955 proposero il sistema nomenclaturale basato sul genoma. Questo sistema elimina praticamente tutte le difficoltà e le incoerenze del sistema nomenclaturale basato su Musa sapientum e Musa paradisiaca. Nonostante questo, Musa paradisiaca è riconosciuto da alcuni ricercatori, cosa che crea confusione.
Generalmente la classificazione moderna delle cultivar di banana segue il sistema di Simmond e Shepherd. I nomi botanici accettati per le banana sono Musa acuminata, Musa balbisiana o Musa acuminata × balbisiana, a seconda del loro retaggio genetico.
I sinonimi riscontrabili che si riferiscono alla vecchia classificazione includono: Musa × sapientum L. Musa paradisiaca L. Musa × paradisiaca L. Musa paradisiaca L. subsp. Musa sapientum J. G. Baker Musa rosacea N. J. von Jacquin Musa violacea J. G. Baker Musa cliffortiana L. Musa dacca P. F. Horaninow Musa rosacea N. J. von Jacquin Musa × paradisiaca L. subsp. sapientum(L.) C. E. O. Kuntze Musa × paradisiaca var. dacca (P. F. Horaninow) J. G. Baker ex K. M. Schumann
Per una lista di cultivar classificate col nuovo sistema vedi: Cultivar di banana.
Comparazione tra i due antenati selvatici delle banane nella tabella di Simmonds e Shepherd (1955)SpeciesMusa acuminata Musa balbisianaColore dello pseudofusto Nero o con macchie grigio marroni Non macchiato o leggermente macchiatoCanale del picciolo Bordi eretti, con foglie inferiori segnate, staccate dallo pseudofusto Bordi chiusi, senza foglie, addossate allo pseudofustoGambi Coperti di lieve peluria LisciPedicello Corto LungoOvum Due file regolari nel loculo Quattro file irregolari nel loculoGomito della brattea Alto (< 0,28) Basso (> 0,30)Piegatura della brattea La brattea si piega indietro all'apertura La brattea si solleva senza piegarsi all'indietro all'aperturaForma della brattea A forma di lancia o d'uovo, restringendosi marcatamente dopo la piegatura Ampiamente a forma d'uovoPunta della brattea Acuta OttusaColore della brattea Rosso scuro o giallo fuori, porpora scuro o giallo dentro Marrone porpora fuori, cremisi dentroDecolorazione L'interno della brattea è più chiaro verso la base L'interno della brattea è uniformeScarificazione della brattea Prominente Non prominenteTepali liberi del fiore maschile Corrugati Raramente corrugatiColore dei fiori maschili Bianchi o crema RosaColore delle perforazioni Rosa Biancastro
Mentre le banane originarie contenevano molti semi, varietà senza semi e triploidi sono state selezionate per il consumo umano. Queste si propagano asessualmente dai polloni della pianta. Questi polloni sono chiamati follower o sucker in commercio.
Nelle regioni tropicali questo tipo di frutto è disponibile per tutto l'anno, il che spiega il motivo per cui la quasi totalità delle banane proviene proprio da questi paesi. Nel commercio globale, la più importante varietà di banana coltivata è la Cavendish.
Parassiti e malattie della banana