L'architettura italiana si sviluppò nella penisola italica fin dall'antichità e gli stili architettonici nati in Italia hanno influenzato il resto d'Europa e del mondo.

Architettura romana L'architettura italiana sviluppò caratteri omogenei sotto l'Impero romano. Influenzata dall'architettura greca (che aveva lasciato segni importanti nella Magna Grecia, nei templi di Agrigento, Selinunte e Paestum) e da quella etrusca (che suscitò le attenzioni di Marco Vitruvio Pollione), quella romana assunse caratteri propri, risultando, rispetto alle precedenti, maggiormente legata allo spazio interno e ad un forte plasticismo derivato dall'uso di archi, volte e cupole.N. Pevsner, J. Fleming, H. Honour, Dizionario di architettura, Torino, Einaudi, 1981, voce Romana, architettura.

Esempi importanti, nei quali spesso si registra anche l'impiego dell'innovativo calcestruzzo, sono da ricercare nelle strutture termali (Terme di Caracalla, Terme di Diocleziano ed altre), negli anfiteatri (Colosseo, Arena di Verona), nei teatri (Teatro di Marcello), nelle basiliche (come la basilica di Massenzio), nei templi (tra i quali emerge il Pantheon) e nelle architetture civili (ad esempio il ponte di Tiberio di Rimini)

Architettura paleocristiana e bizantina

In epoca paleocristiana, con la diffusione del cristianesimo, le chiese italiane ripresero i modelli delle basiliche romane, con una navata centrale affiancata da corridoi laterali. È questo lo schema a cui sono riconducibili le basiliche di Santa Sabina, Santa Maria Maggiore e le antiche basiliche di San Pietro in Vaticano e San Paolo fuori le mura a Roma. Nella medesima città si costruirono impianti centralizzati, come il Battistero lateranense e Santa Costanza.

Anche a Ravenna, capitale dell'Impero dal 404, le chiese più grandi furono costruite secondo lo schema basilicale (Sant'Apollinare in Classe, Sant'Apollinare Nuovo), ma originali furono anche i contributi allo sviluppo della pianta centrale (San Vitale, Mausoleo di Galla Placidia, Battistero degli Ortodossi, Battistero degli Ariani, Mausoleo di Teodorico). Fuori dai due principali centri dell'Impero, occorre segnalare la chiesa di San Salvatore a Spoleto e la basilica di San Lorenzo a Milano.

Architettura proto-medievale

Se si esclude la chiesa di San Pietro a Tuscania,C. Brandi, Disegno dell'architettura italiana, Roma 2013, pp. 18-20. la cui fondazione è ancora incerta, il passaggio dall'architettura paleocristiana a quella proto-medievale in Italia non è particolarmente evidente. Ad esempio, le basiliche romane di Santa Maria in Domnica, Sant'Agnese fuori le mura, Santa Maria in Cosmedin e Santa Prassede rimandano ancora a modelli paleocristiani, così come, seppur con alcune innovazioni, l'Abbazia di Pomposa, la chiesa di San Salvatore a Brescia e il Tempietto longobardo di Cividale del Friuli (quest'ultimo però sorprende per la concezione planimetrica).

Architettura romanica

Le innovazioni planimetriche introdotte in Francia e Germania durante il periodo romanico non raggiunsero immediatamente l'Italia, dove, tra i secoli XI e XII si proseguì nella costruzione di impianti basilicali, solitamente privi di transetto. Tuttavia, ambulacro e cappelle radiali fecero la loro comparsa nell'abbazia di Sant'Antimo e ad Aversa.

Nella seconda metà dell'XI secolo si registra la costruzione della chiesa abbaziale di Montecassino, dotata di un transetto non sporgente dal corpo dell'edificio e di absidi al termine di ciascuna delle tre navate. L'edificio più importante dell'Italia meridionale è però da ricercare nella basilica di San Nicola a Bari (1087), che presenta un transetto, sostegni alternati lungo la navata e due torri in facciata secondo l'uso normanno.

Nell'Italia centro-settentrionale invece si svilupparono le gallerie ad arcatelle (come nel Duomo di Modena, con transetto non sporgente, tre absidi e campanile isolato), che trovarono notevoli applicazioni nel Romanico pisano (Duomo e campanile di Pisa, Duomo e chiesa di San Michele in Foro a Lucca, Duomo di Pistoia e altre chiese toscane, ma in parte influenzò anche l'architettura romanica sarda e corsa). Invece, in Lombardia, la basilica di Sant'Ambrogio è ricordata per la sua copertura con volte a crociera e costoloni tra le più antiche d'Europa.R. De Fusco, Mille anni d'architettura in Europa, Bari 1999, p. 51. Di matrice germanica sono, a Como, la basilica di Sant'Abbondio (priva di transetto) e la chiesa di San Fedele (ispirata alle piante trilobate di Colonia). Ancora alla Germania rimanda la pianta della Cattedrale di Parma, con transetto sporgente e una sola abside terminale.N. Pevsner, J. Fleming, H. Honour, Dizionario di architettura, Torino, Einaudi, 1981, voce Italia.

Sempre in Italia settentrionale, le principali cattedrali furono caratterizzate dalla presenza di imponenti battisteri esterni (come il Battistero di Cremona e il Battistero di Parma), anche se il battistero più celebre si trova nell'Italia centrale, a Pisa.

Diversamente, a Firenze furono favoriti i motivi architettonici dell'età romana, dando avvio a quello che la critica ha definito stile protorinascimentale (basilica di San Miniato al Monte, Battistero di San Giovanni, chiesa dei Santi Apostoli, Badia Fiesolana a Fiesole). Analogo interesse per l'antichità si ritrova a Roma e nei suoi dintorni (facciate del Duomo di Civita Castellana e di San Lorenzo fuori le mura dei Vassalletto).

A Venezia l'architettura romanica si fuse con quella bizantina nella basilica di San Marco, a pianta centrale con cinque cupole. Il tema della cupola si ritrova anche nelle Marche e nel Mezzogiorno, ed in particolare in alcune chiese del Romanico pugliese (Duomo di Molfetta), mentre il tema della croce inscritta compare a Stilo (Cattolica di Stilo), Otranto e Trani.

In Sicilia gli elementi bizantini si unirono a quelli normanni e saraceni, riscontrabili in alcune chiese palermitane (San Cataldo ed altre) e nelle cattedrali di Cefalù e Monreale.

Nell'architettura civile invece fecero la loro comparsa numerose torri gentilizie; sono celebri quelle di San Gimignano e Bologna.

Architettura gotica

L'architettura gotica fu introdotta in Italia dai cistercensi, ad esempio nell'Abbazia di Fossanova e a San Galgano. Nella basilica di Sant'Andrea a Vercelli si riscontra una transazione dal Romanico italiano al Gotico francese, ma il più originale edificio protogotico è la basilica di San Francesco ad Assisi, ispirato alla cattedrale di Angers.

Alla fine del XIII secolo risalgono le grandi chiese fiorentine di Santa Maria Novella (1279), Santa Maria del Fiore (iniziata da Arnolfo di Cambio nel 1296) e Santa Croce (probabilmente dal 1294-95), ariose ed energiche composizioni nelle quali emerge il carattere più italiano dello stile gotico. A questo modello è orientata la basilica di San Petronio a Bologna (dal 1390), mentre una maggiore contaminazione dei gusti francesi è riscontrabile nel Duomo di Milano (dal 1386, ma la costruzione terminò solo diversi secoli più tardi).

A Napoli la dominazione angioina coincise con la costruzione di imponenti impianti gotici: la basilica di San Lorenzo Maggiore (con abside percorsa da ambulacro), la basilica di San Domenico Maggiore, il monastero di Santa Chiara (ricostruito in gran parte dopo la seconda guerra mondiale eliminando le superfetazioni barocche) e il Duomo (per il quale furono chiamati architetti di estrazione francese).

A Venezia si segnalano la chiesa dei Frari e la basilica dei Santi Giovanni e Paolo, entrambe trecentesche. Il contributo di Roma invece fu scarso, tanto che l'unica chiesa gotica di rilievo è Santa Maria sopra Minerva.

Notevoli sono pure le facciate delle cattedrali di Orvieto e di Siena, realizzate tra la fine del Duecento e l'inizio del Trecento. Tra le torri, il più bel campanile gotico è quello del Duomo di Firenze (il cosiddetto Campanile di Giotto).

All'influenza francese sono riconducibili alcuni castelli, tra i quali spicca il celebre Castel del Monte (1240 circa) di Andria, dove la struttura gotica si fonde con le reminiscenze dei modelli tardo-antichi romani, che conferiscono al complesso un aspetto ordinato e regolare.

Tra il XIII e il XIV secolo vennero poi costruiti numerosi edifici civili, come i palazzi pubblici di Firenze (Palazzo Vecchio), Siena (Palazzo Pubblico), Venezia (Palazzo Ducale), Perugia (Palazzo dei Priori) e Gubbio (Palazzo dei Consoli); a questi si sommano diversi palazzi trecenteschi a Firenze e Siena, nonché le case d'inizio Quattrocento di Venezia (come la Ca' d'Oro).

Architettura rinascimentale e manierista

L'architettura rinascimentale si sviluppò a Firenze, dove, durante il periodo romanico, si era mantenuta una certa continuità con le forme chiare e regolari dell'architettura classica. Il punto di svolta, che segna il passaggio dall'architettura gotica e quella rinascimentale, coincide con la realizzazione della cupola del Duomo di Firenze, eseguita da Filippo Brunelleschi tra il 1420 ed il 1436.R. De Fusco, Mille anni d'architettura in Europa, cit., p. 158. Tuttavia, la prima opera pienamente rinascimentale è lo Spedale degli InnocentiN. Pevsner, Storia dell'architettura europea, Bari 1998, p. 107. costruito dal medesimo Brunelleschi a partire dal 1419. A questo fecero seguito le basiliche di San Lorenzo e Santo Spirito, la Sagrestia Vecchia e la Cappella dei Pazzi, opere nelle quali lo stile brunelleschiano diede origine a decorazioni in pietra serena applicate su impianti derivati dall'unione di forme geometriche elementari (quadrato e cerchio). L'arte del Brunelleschi fu d'ispirazione per diversi architetti del secolo, come Michelozzo, Filarete, Giuliano da Maiano e Giuliano da Sangallo; in particolare, quest'ultimo fissò i principi dell'arte fortificatoria detta fortificazione alla moderna, della quale è considerato il fondatore insieme col fratello Antonio da Sangallo il Vecchio e Francesco di Giorgio Martini.

Alcuni anni dopo l'esordio di Brunelleschi si registra l'attività di Leon Battista Alberti, che a Firenze eseguì il Palazzo Rucellai e la facciata di Santa Maria Novella. L'Alberti, profondamente influenzato dall'architettura romana, lavorò anche a Rimini (Tempio Malatestiano) e Mantova (San Sebastiano e Sant'Andrea). Un suo allievo, Bernardo Rossellino, si occupò del riassetto della cittadina di Pienza, una delle prime trasformazioni architettoniche ed urbanistiche della storia del Rinascimento.P. Murray, Architettura del Rinascimento, Milano, Electa, 2000, p. 36.

Il pieno Rinascimento invece fu essenzialmente romano, grazie all'opera di Bramante, Raffaello Sanzio e Michelangelo Buonarroti. Al primo si deve soprattutto il progetto per la ricostruzione della basilica di San Pietro in Vaticano, con una croce greca derivata dagli studi di Leonardo da Vinci sugli edifici a pianta centrale, ma che, a sua volta, condizionò Antonio da Sangallo il Vecchio nella concezione della chiesa di San Biagio a Montepulciano. Raffaello fu attivo nella costruzione di alcuni palazzi e nel progetto di Villa Madama. Michelangelo invece intervenne nel progetto della basilica vaticana apportando notevoli cambiamenti, realizzò la piazza del Campidoglio e ultimò il Palazzo Farnese avviato da Antonio da Sangallo il Giovane.

Il Rinascimento del XVI secolo è chiuso da alcune opere di Andrea Palladio, che influenzarono notevolmente l'architettura europea (Palladianesimo e Neopalladianesimo): tra queste si ricordano la Basilica Palladiana, il Palazzo Chiericati e la Villa Almerico Capra detta "La Rotonda" (tra le prime costruzioni profane dell'era moderna ad avere come facciata un fronte di un tempio classico)R. De Fusco, Mille anni d'architettura in Europa, cit., p. 235., a Vicenza, nonché la basilica di San Giorgio Maggiore e la chiesa del Redentore a Venezia.