Ma che razza di amici! (Such Good Friends) è un film del 1971 diretto da Otto Preminger, tratto dal romanzo di Lois Gould Da buoni amici.

Trama Richard e Julie Messinger sono una coppia di quarantenni newyorchesi con due figli e una bella casa. Lui è uno scrittore di successo e si accinge con la moglie a partecipare a una festa organizzata per la decima edizione del suo libro per bambini. Sotto le apparenze di una moglie perfetta, Julie è una donna ossessionata da fantasie sessuali, che suo marito non soddisfa. Alla festa dà scandalo presentandosi con un abito esageratamente scollato. Il giorno seguente, Richard deve sottoporsi a un piccolo intervento chirurgico per rimuovere una verruca che gli dà fastidio sotto il colletto della camicia. I due coniugi con amici e colleghi scherzano sui rischi che potrebbero capitare ma l'intervento, eseguito dall'amico Timmy, riesce come previsto. Tuttavia, a causa di una eventualità che si verifica in un caso su 10 mila, sopravviene una serie di complicazioni e Richard va in coma. Tutti i conoscenti, illustri e non illustri, corrono in ospedale e si mettono in coda per donargli il sangue, mentre il confronto di Julie con la cerchia di amici medici, tra le dispute su assicurazioni e negligenza professionale, sfocia in una vera e propria aggressione ed è qui che Julie scopre che Richard aveva una relazione con Miranda, compagna del fotografo Cal.

Tra casa e ospedale, Julie segue incredula l'evolversi del quadro clinico e intanto rievoca alcuni episodi della sua vita di adolescente e di donna matura. Per caso trova un quaderno in cui suo marito annotava nomi e indirizzi dei suoi incontri galanti: così viene a scoprire che Richard la tradiva praticamente da sempre e con numerose donne. In preda al panico, la moglie fedele e madre impeccabile si scatena in una sfrenata ricerca di intimità, seducendo gli amici del marito con esiti imbarazzanti, senza rispetto per sé stessa. Sfrontata ma amara, sexy ma depressa tanto da tentare il suicidio, la donna ascolta impassibile i racconti pettegoli delle amiche nel tentativo di mostrarsi forte e rievoca l'episodio chiave della sua adolescenza, quando si innamorò di Richard dopo essere stata umiliata dalla madre dispotica. Il suo percorso di scoperta e di tragedia finisce con la morte di lui, inevitabile malgrado le rassicurazioni dei medici. Con queste parole: «Non abbiamo mai badato particolarmente a niente, tranne che alle apparenze», Julie inaspettatamente abbandona tutti e, con i due bambini, corre a Central Park.Giulia Carluccio, Linda Cena, Otto Preminger, Il Castoro Cinema, La Nuova Italia, Firenze 1990, pp. 126-129. ISSN 03924440

Produzione Erik Kirkland, ventisettenne all'epoca della produzione del film, lavorava nello staff di Preminger. Nessuno all'epoca sapeva che Erik era figlio naturale del regista stesso: la madre, la spogliarellista Gypsy Rose Lee, lo aveva partorito nel 1944 ma non aveva mai rivelato chi fosse suo padre, tanto che il ragazzo portava il cognome del suo secondo marito. La donna aveva mantenuto il segreto anche con il piccolo per 17 anni. Alla morte di lei, Otto Preminger prese suo figlio a lavorare con sé e volle riconoscerlo legalmente, dandogli il nome di Erik Lee Preminger.Il regista Preminger adotta un proprio figlio, in Corriere della Sera, 6 febbraio 1971, p. 13 Fu proprio Erik a segnalare il libro di Lois Gould e a convincere suo padre ad acquistarne i diritti per 200 mila dollari, ancora prima della sua pubblicazione.

Il romanzo era però scritto in forma di flusso di coscienza, uno stile che difficilmente poteva essere adattato in forma di sceneggiatura cinematografica. Nonostante ciò, Preminger affidò il lavoro a Joan Micklin Silver, che sviluppò un copione prestando più attenzione alla psicologia della protagonista che alla trama vera e propria. Preminger allora reclutò la coppia Joan Didion e John Gregory Dunne e insieme a loro lavorò per diversi mesi, ma senza arrivare ad un risultato soddisfacente. Nei primi mesi del 1971 si rese disponibile Elaine May che finalmente consegnò un lavoro accettabile, ma non volle essere citata nei titoli di testa come adattatrice di un lavoro non suo. Quindi scelse lo pseudonimo di Esther Dale, ma al momento della presentazione del film fu citata da Preminger con il suo vero nome, allo scopo di ottenere il massimo della pubblicità. L'autrice non apprezzò il gesto.

Per il ruolo di protagonista, Preminger scelse Dyan Cannon, già nota al pubblico per Bob & Carol & Ted & Alice (candidata all'Oscar come miglior attrice non protagonista) e per Rapina record a New York, oltre che per essere stata la moglie di Cary Grant e avergli dato Jennifer, la sua unica figlia. I due tuttavia furono in disaccordo per tutta la durata delle riprese: il regista le contestava il ritardo con cui si presentava sul set, mentre lei non accettava l'impostazione che il regista voleva dare al suo personaggio. Alla fine delle riprese, ricomposte le divergenze, entrambi si ripromisero di non lavorare mai più insieme.

Le riprese furono effettuate fra giugno e settembre 1971 a New York.

Note

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