Castellana Sicula (Castiḍḍana in ) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Palermo in Sicilia.

Fu costituito nel 1947, con scorporo dal territorio di Petralia Sottana. Fa parte del Parco delle Madonie.

Geografia fisica Clima

Storia

I primi insediamenti urbani possono essere fatti risalire alla prima metà de XVII secolo, quando contadini e agricoltori provenienti dai paesi limitrofi (fra cui la fiorente Petralia), trovarono nella fertile pianura ove sorgerà Castellana ottime possibilità per la coltivazione della terra. Con datazione incerta fra il XVII e XVIII secolo (plausibilmente fra il 1650 e il 1713, data in cui gli spagnoli cedono in seguito alla pace di Utrecht i domini siciliani agli Asburgo d'Austria) il duca di Ferrandina, feudatario del luogo (comprendente i feudi di Castellana, Fana e Maimone), ottenne da re Filippo V di Spagna lo ius populandi, ossia il diritto di insediare nuovi borghi. Probabilmente in seguito al matrimonio con Gemma, nobile della famiglia spagnola dei Castellana (o Castelletti, Castellitti o Incastilletta, originaria della Catalogna), in omaggio alla consorte chiamò la città proprio Castellana. Le origini di Castellana sono legate alla storia dei primi abitanti che, nel corso del tempo, si stabilirono nella zona e diedero vita ai primi nuclei abitati. La memoria di quei primi insediamenti è stata tramandata anche attraverso la tradizione popolare e alcuni componimenti dedicati alla storia del paese. Tra questi vi sono i versi di don Sasà Miserandino, nei quali vengono ricordati i luoghi e le persone che contribuirono alla nascita dell'attuale centro abitato.

L'area in cui oggi si trovano piazza San Francesco di Paola e la chiesa era inizialmente una pianura spoglia, dove si trovavano qua e là alcune aie utilizzate per la trebbiatura del grano. Proprio in questa zona si incontravano diverse trazzere, che collegavano i feudi e i paesi circostanti. Nei pressi del loro incrocio si trovava una fontana con un abbeveratoio, luogo frequentato da mezzadri, agricoltori e viandanti che attraversavano la contrada per raggiungere i feudi e i centri vicini.

Una delle trazzere arrivava da Serre Rosse, un'altra dal feudo Avanella e una dal feudo Maimone. Altre ancora conducevano verso Petralia Sottana e Petralia Soprana, passando dallo Stazzone. Dal pianoro partivano inoltre i percorsi diretti a Calcarelli, a Polizzi, attraverso Frazzucchi, e verso Sciocca e il feudo Susafa.

Prima che si sviluppasse il centro abitato vero e proprio esistevano già alcuni piccoli gruppi di case. Tra questi vi erano Sciocca e Cuozzu zzu Nniria, che in seguito avrebbe assunto il nome di «Rione Miserandino».

Sciocca era abitata principalmente dalle famiglie Di Giovanni, Virga, Cangelosi, Di Maria e Ferruzza, molte delle quali erano originarie dei paesi vicini e dedite alla pastorizia. I rapporti tra queste famiglie erano stretti e la collaborazione reciproca contribuì alla crescita del piccolo rione.

La tradizione locale collega il nome Sciocca alla famiglia Di Giovanni. Secondo il racconto tramandato nel paese, i Di Giovanni si dedicarono all'allevamento di tacchini e galline e avevano quindi spesso bisogno di uova per la chioccia, chiamata nel dialetto locale «sciocca». Da questa attività sarebbe nato il soprannome attribuito alla famiglia, rimasto nel tempo anche tra i suoi discendenti.

Un altro antico gruppo di abitazioni era quello dell'«Ospizio». Il nome sarebbe legato a un magazzino e alla casa adiacente, utilizzati come punto di accoglienza dai monaci di Gibilmanna, conosciuti nella zona come monaci di «cerca». Tra le prime famiglie a stabilirvisi vengono ricordate quelle dei Purpi e dei Rusignolo, probabilmente provenienti da Petralia Sottana. Nello stesso luogo soggiornava occasionalmente padre Piro, sacerdote originario di Petralia, che aveva preso a censo una parte delle terre di Ponzo, appartenenti al feudo di Fana.

Anche Frazzucchi rappresentava uno dei primi nuclei abitati della zona. Il nome, secondo la tradizione, deriverebbe dal fatto che le prime abitazioni furono costruite tra gli «zzucchi», cioè i ceppi o ciocchi delle querce. Vi si stabilirono inizialmente le famiglie Di Prima, Pata e Moschetto, probabilmente provenienti da Calcarelli.

Calcarelli, oggi borgata di Castellana, avrebbe preso il nome dalla pietra calcarea presente nella zona e utilizzata per le costruzioni. Tra i suoi primi abitanti viene ricordato Arcangelo Norato, detto Pidanu, un pastore proveniente da Castelbuono. La tradizione lo descrive come un uomo intraprendente, laborioso e prudente, solito indossare una «bunaca» di velluto rigato. A lui viene attribuita la costruzione di un bagghiu, un cortile destinato all'allevamento del bestiame, che sarebbe ancora riconoscibile nei pressi della piazza.

Il punto in cui si incontravano le diverse trazzere si trovava tra il feudo di Fana e quello di Maimone e, nelle prime fasi, anche questa zona sarebbe stata indicata con il nome di Calcarelli.

Il toponimo Maimone è anch'esso legato alla tradizione locale. Secondo una delle ipotesi tramandate, il nome deriverebbe da quello del generale Maimone, che sarebbe morto in una battaglia combattuta nella contrada durante il periodo della dominazione borbonica. Tra le persone che per prime si stabilirono nella zona viene ricordato Antonio Cappuzzo.

I feudi di Maimone e Fana appartenevano al duca spagnolo di Ferrandina. In seguito, il duca li concesse a censo, riservando complessivamente cinque «salme» di terra tra i due feudi per la costruzione del nuovo borgo di Castellana. Secondo la tradizione, il nome sarebbe stato scelto in omaggio alla moglie del duca, appartenente alla famiglia Castellana e, secondo alcune testimonianze, originaria di Alia.

Non manca, tuttavia, un'altra spiegazione sull'origine del nome del paese. Secondo alcune testimonianze, infatti, il toponimo Castellana sarebbe collegato alla Casina Rossi, edificio che in passato sarebbe stato considerato da alcuni come un vero e proprio castello.

Un momento importante per la comunità fu il 1799, quando Antonio Di Maria, pastore della zona descritto dalla tradizione come uomo devoto, onesto e dotato di una notevole capacità oratoria, promosse una colletta per la costruzione di una chiesa dedicata a santa Barbara. La santa venne scelta come protettrice dell'abitato, particolarmente esposto ai fulmini. L'antica chiesa di Santa Barbara si estendeva dall'attuale altare di Santa Lucia fino a piazza San Francesco di Paola.

Tra gli edifici più antichi della zona viene ricordata la Casina Rossi, situata però a una certa distanza dal principale crocevia attorno al quale si sviluppò il primo nucleo abitato. La costruzione risalirebbe ai primi anni del XVIII secolo e sarebbe stata realizzata da maestranze provenienti da Catania per volontà dell'abate e sacerdote Di Figlia.

Con la progressiva crescita dell'abitato comparvero altre abitazioni che la tradizione considera tra le più antiche di Castellana. Tra queste vi erano la casa dei Di Giovanni, probabilmente collegati alla famiglia di Sciocca, nell'attuale corso Mazzini; la casa di un certo Bellomo; le abitazioni delle famiglie Albanese e Russo.

Simboli Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con DPR del 17 dicembre 1953.

Il gonfalone è un drappo di rosso.

Monumenti e luoghi d'interesse Chiesa di San Francesco di Paola (Castellana Sicula) Chiesa di San Giuseppe (Calcarelli) Chiesa della Madonna della Catena (Frazzucchi) Museo della civiltà contadina Zona Archeologica Muratore Museo in contrada Muratore

Società Evoluzione demografica

Tradizioni e folclore Nel mese di agosto viene eseguito, da parte del gruppo folkloristico locale, il ballo della cordella, un'antica danza di fertilità. Il ballo viene eseguito da 24 danzatori, ognuno dei quali regge il capo di un nastro, la cui estremità è legata alla sommità di un palo alto 3 metri.

La domenica prima del martedì di Carnevale si svolge il Carnevale delle Madonie.

Cultura Cucina Tra le specialità tipiche, condivisa coi limitrofi paesi di Petralia Sottana, Petralia Soprana e Polizzi Generosa, si segnala lo sfoglio, una torta ripiena di formaggio fresco (tuma), riconosciuta come prodotto agroalimentare tradizionale.

Infrastrutture e trasporti Il comune è interessato dalle seguenti direttrici stradali:

.dell'Etna e delle Madonie

Amministrazione Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Note

Voci correlate Provola delle Madonie

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