Paese (IPA: ; Paeze in veneto) è un comune italiano di abitanti della provincia di Treviso in Veneto. Settimo della provincia per numero di residenti, il capoluogo conta Dati desunti dal periodico comunale Vita Amministrativa - n. 2 aprile 2009, p. 4 abitanti, il 45 % circa dell'intera popolazione comunale.
Geografia fisica Il capoluogo comunale si trova ad ovest di Treviso, ma gran parte del territorio si estende a nord, dove si trovano le altre quattro frazioni (la più settentrionale è Postioma, posta tra Musano di Trevignano e Merlengo di Ponzano Veneto).
L'altitudine minima è di 19 m s.l.m. e si ravvisa a sud del capoluogo, presso il confine con Quinto di Treviso; il punto di massima è di 70 m e si trova a nord, oltre Postioma e al confine con Volpago del Montello.
Per quanto riguarda l'idrografia, nella zona non scorrono corsi d'acqua di rilievo, ma vi è una grande quantità di rogge e fossati alimentati da un sistema di canali artificiali derivanti dal Piave (in particolare il canale della Vittoria di Ponente). Sul territorio ha competenza il consorzio di bonifica Piave.
Nel territorio comunale si trovano una decina di cave per l'estrazione della ghiaia, alcune delle quali ancora attive. Almeno la metà di queste raggiungono il livello della falda acquifera e sono dunque ricoperte d'acqua. Esaurita l'attività estrattiva per alcune cave è iniziato un progetto di riqualificazione, mentre altre sono state trasformate in discariche con conseguente degrado dell'area.
Origini del nome Secondo Carlo Agnoletti, il toponimo Paese, nei documenti antichi Paesium, deriva dal latino pagensis, termine indicante un luogo ai margini di un pagus, ovvero di un abitato. Non è chiaro quale fosse il centro in questione: forse era Quinto, dove si trovava una pieve di una certa importanza, se non la stessa Treviso.
Riguardo agli altri toponimi, anche Padernello sarebbe di origine latina, da padus, ovvero "pioppo". Postioma è in relazione alla via Postumia, la strada consolare che tuttora attraversa il paese. Porcellengo, invece, sarebbe da ricollegare all'allevamento dei maiali, oppure dalla storpiatura di pozzolongo, il che confermerebbe la tesi che in paese vi fosse un profondo e largo pozzo, come testimoniato da antiche fonti. Castagnole deriva chiaramente da castagno, specie arborea particolarmente diffusa nel territorio.
Storia Dalle origini al periodo romano La civiltà è comparsa nel territorio di Paese già in età preistorica, tuttavia le testimonianze più sicure della presenza umana risalgono ai Romani. La loro presenza in Veneto fu consolidata sul finire del II secolo a.C., con l'istituzione della Gallia Cisalpina e la fondazione della colonia di Aquileia.
A Paese, le tracce più evidenti sono rappresentate dalla via Postumia, che tuttora transita per Postioma, a cui si aggiunge l'organizzazione del territorio rurale secondo lo schema della centuriazione. Vanno poi citati i numerosi reperti ritrovati un po' ovunque, in particolare tombe e materiale da costruzione., dal sito del Comune.
Il medioevo Il comune di Paese ha assunto l'attuale unità territoriale solo con le ultime variazioni amministrative, avvenute nel Novecento e per secoli le varie borgate del territorio hanno avuto una propria entità storica.
Nel medioevo la zona di Paese era legata al comune di Treviso e alla sua diocesi. L'organizzazione politica ed ecclesiastica del territorio sostanzialmente coincidevano: ciascun villaggio (la regola) dipendeva da una pieve, compresa a sua volta in uno dei quattro arcipretati trevigiani. L'attuale comune risultava smembrato nei due arcipretati di Cornuda e Quinto: al primo apparteneva la pieve di Postioma (con la regola di Porcellengo); all'altro le pievi di Istrana (con Marcelline e Padernello) e di Quinto stessa (con Paese, Castagnole, Sovernigo, Villa e Malzago). Da questa situazione si può dedurre che il centro più importante era allora Postioma, che era appunto sede di una chiesa matrice.
Questo tipo di organizzazione rimase quasi inalterata anche dopo l'annessione di Treviso alla Repubblica di Venezia, avvenuta nel corso del Trecento.
La Serenissima In questo periodo anche il territorio di Paese fu coinvolta nel fenomeno delle ville venete, di cui restano tuttora pregevoli esempi. Tra questi, spicca particolarmente casa Quaglia, edificio gotico del XV secolo considerato uno dei primi esempi del genere nel Trevigiano.
A partire dal XVIII secolo, Paese conosce un notevole periodo di sviluppo e Postioma, anche a causa dell'indebolimento dell'autorità religiosa, perse d'importanza.
L'Ottocento Dopo la caduta della Serenissima (1797), Paese seguì le sorti di tutto il Veneto passando dai Francesi agli Austriaci e poi di nuovo ai Francesi. Sotto Napoleone furono istituiti i primi comuni ma, dopo un periodo di caos amministrativo, si cercò di accorpare i paesi più piccoli sotto i centri maggiori, sicché Paese (con Carbonera, Melma e le attuali frazioni) fu annessa al comune di Treviso.
Il ritorno degli Austriaci (1815) vide l'istituzione del Regno Lombardo-Veneto e un nuovo riordino amministrativo: Paese, Santa Bona (Treviso) e Castagnole divennero frazioni di Monigo, mentre Postioma e Porcellengo furono sottoposte al nuovo comune di Padernello. Tuttavia, già pochi mesi dopo, Paese diventa sede comunale con frazioni Monigo e Castagnole.
Con l'annessione al Regno d'Italia vi fu un'ulteriore riforma amministrativa, che vide la soppressione del comune di Padernello e l'aggregazione del suo territorio a Paese (1º gennaio 1867).
Le due grandi guerre Agli inizi del '900 Paese era un comune sostanzialmente agricolo e poco popolato. La popolazione che viveva in condizioni igieniche abbastanza carenti era composta prevalentemente da coltivatori o allevatori. Allo scoppio della guerra Paese era a ridosso della zona di guerra, e nel territorio comunale posero sede numerose squadriglie (anche in località San Luca di Padernello (Paese)) e battaglioni. Il campo di volo della squadriglia di Francesco Baracca fu allestito al confine tra Paese e Quinto. Il 18 marzo 1918 arriva a Villa Onesti il XV Gruppo che resta fino al febbraio 1919. Ma non si dimenticò povertà e malattie: la febbre spagnola mieté molte vittime anche a Paese. Al termine della guerra Monigo si aggregò al comune di Treviso, cosa non presa bene dall'amministrazione di Paese.
All'inizio della seconda guerra mondiale il comune era popolato da residenti circa. Il comune ospitò rifugiati, ma ne perse altrettanti che emigrarono, soprattutto in Canada. Il territorio subì quasi 60 attacchi aerei, che avevano l'obbiettivo di distruggere le piste di decentramento dell'aeroporto di Treviso in località Villa. Vennero bombardate anche le linee ferroviarie, soprattutto a Postioma. Ennesimo capitolo doloroso fu la "Simmel" di Castagnole. Essa era una fabbrica e un deposito di armi che fu più volte bombardata. Negli ultimi anni sono stati preparati progetti di recupero. Nel 1946 il referendum per la votazione della forma di governo evidenziò la personalità tradizionalista che aveva il comune: i abitanti votanti del comune si divisero equamente, anche se i voti per la monarchia erano leggermente superiori a quelli per la repubblica.
Il grande sviluppo degli ultimi anni Abbandonata povertà e malasanità il comune iniziò la sua grande corsa verso sviluppo e modernità. Si è registrato in effetti un notevole incremento demografico: dagli anni cinquanta ad oggi la popolazione è più che raddoppiata. Tuttavia, anche l'industria è cresciuta particolarmente (a scapito dell'agricoltura) e, ancor di più, il settore terziario.
Altro problema attuale sono le cave. Sono in 29 nel territorio comunale, e tale cosa ha fatto recentemente scoppiare una raccolta di firme per fermarne lo scavo.
Simboli Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 4 dicembre 1954.
Le spighe di grano rappresentano l'importante produzione cerealicola del comune; le cinque stelle invece rappresentano Paese e le sue quattro frazioni.
Il gonfalone è un drappo partito di bianco e di giallo.
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa arcipretale di San Martino Vescovo
L'origine della chiesa risale all'inizio del XV secolo quando l'edificio era ad una sola navata di stile romanico. Nel 1603 la chiesa venne riedificata addossata al campanile. Al secolo successivo risalivano il presbiterio, il soffitto decorato a stucco e gli affreschi di Sebastiano Santi. Nel 1793 fu dichiarata arcipretale, mentre subiva altri lavori di ampliamento e riedificazione. Nel 1918 venne quasi completamente riedificata su progetto dell'architetto Melchiori che la trasformò in un grande edificio a tre navate con una imponente facciata in marmo realizzata nel 1957. Nell'altar maggiore è presente la Pala di San Martino, olio su tavola quattrocentesco di Gerolamo Pennacchis senior di Treviso. Ai lati del coro sono posti due affreschi di Gian Maria Lepscky risalenti al 1946. Nella navata destra è presente l'altare nel quale riposa San Romano diacono e martire e un altare del Rosario del 1580. Nel soffitto, la Gloria di San Martino di Berto Rossato, mentre in controfacciata è posto un quadro di Antonio Beni. Il fonte battesimale apparteneva alla vecchia chiesa di Possagno in cui fu battezzato Antonio Canova. Organo a canne: esisteva un piccolo organo Pugina ad un manuale. Questo piccolo strumento trasformato a due manuali ora si trova nel duomo di Macerata) sostituito nel 1979 da uno strumento a due manuali costruito dal maestro del coro Silvano Girotto e dal figlio Alessandro con 25 registri, disposto su due manuali che da circa 10 anni è stato smontato a seguito dei lavori eseguiti per la consolidazione del tetto della chiesa. e non più rimontato Architetture civili le grandi strutture Casa Quaglia, costruzione gotica sita nell'attuale via Roma risalente al XV secolo, risulta una delle più antiche architetture di villa presenti nella provincia di Treviso. Casa Perotto, edificio risalente al 1700, era probabilmente posto in un centro di un nucleo di case prevalentemente di carattere rurale. Villa Algarotti-Quaglia (Prima metà del XVI secolo). Complesso sito nell'attuale via Roma sorto nel Cinquecento ma in seguito ampiamente rimaneggiato, costituito dalla villa padronale e provvisto di parco di gusto ottocentesco, dalla barchessa con adiacenze rustiche, dalla cappella gentilizia e dalla serra. Villa "La Quiete", nato come casino di campagna, divenuto in seguito sede municipale. Il complesso ha inglobato la cappella gentilizia della precedente struttura, oratorio dedicato alla Maternità di Maria Vergine. Villa Gobbato-Dalla Riva, dimora storica del XIX secolo, presenta una lunga barchessa porticata e un grande parco recintato con pini marittimi. Attualmente è sede delle scuole elementari locali e sede didattica. Villa Onesti Bon, edificio risalente al XVIII secolo, il complesso presenta un importante corpo centrale è un parco colmo di essenze arboree. Sul luogo dell'attuale villa sorgeva la villa del "timpano arcuato", raffigurata in un dipinto del Guardi. La cappella annessa alla villa contiene le tombe dei baroni Onesti, nel sud del paese. Villa Panizza, risalente al XIX secolo è ubicata presso il centro comunale. Viene generalmente utilizzata per eventi di diverso genere. All'interno mosaici di Bartolomeo Polito.
Società Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere Al 31 dicembre 2024 gli stranieri residenti nel comune erano , ovvero il 7,9% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti:cittadini stranieri su tuttitalia.it
Cina Romania Kosovo Albania Moldova Marocco Nigeria Ucraina
Cultura Istruzione
Biblioteche Nel comune è presente la biblioteca comunale posta all'interno del complesso di "Villa Panizza".
Scuole Nel comune vi sono sei scuole primarie, un istituto di scuola secondaria di primo grado e cinque scuole dell'infanzia.