In linguistica, il polipersonalismo o concordanza polipersonale è il fenomeno per cui un verbo concorda con più di uno dei suoi argomenti (che in genere possono ammontare fino a quattro). Si tratta di una caratteristica morfologica e le lingue che la presentano sono dette lingue polipersonali.

In una lingua non polipersonale il verbo può o non concordare con nessuno dei suoi argomenti o concordare solo con l'argomento primario, cioè il soggetto (quest'ultimo è il caso dell'italiano). In una lingua polipersonale, invece, il verbo dispone di morfemi di concordanza che possono indicare il soggetto, l'oggetto diretto, l'oggetto indiretto o secondario, il beneficiario dell'azione, ecc. La marcatura polipersonale può essere obbligatoria o opzionale (in quest'ultimo caso, un morfema di concordanza potrà essere eliso se il relativo argomento è espresso esplicitamente e non è sottinteso).

Una concordanza polipersonale è spesso presente nelle lingue polisintetiche. È stata anche correlata alla nozione di ergatività.

Esempi di lingue a concordanza polipersonale sono: il basco, il georgiano, il magadhi; in misura minore l'ungherese (che marca sul verbo la definitezza dell'oggetto diretto) e molte altre lingue uraliche come il vogulo, le lingue mordvine e la lingua nenec; le lingue bantu; la maggior parte delle lingue polisintetiche, come il mohawk, l'inuktitut e molte altre delle lingue native americane.

Esempi Georgiano

Nel georgiano, il verbo è costituito da una radice e diversi affissi opzionali. I marcatori del soggetto e dell'oggetto possono presentarsi come suffissi o prefissi, a seconda della classe verbale, la persona e il numero, il tempo e l'aspetto del verbo, ecc.; essi interagiscono anche l'un l'altro fonologicamente. Il sistema verbale polipersonale del georgiano permette al composto verbale di trasmettere i significati di soggetto, oggetto diretto, oggetto indiretto, genitivo, locativo e causativo. Come esempi della morfologia del verbo georgiano, estremamente complicata, questi sono alcuni semplici verbi polipersonali (i trattini indicano i limiti del morfema):

v-khed-av "io vedo lui" g-mal-av-en "essi nascondono te (o voi)" g-i-mal-av-en "essi lo nascondono da te (o da voi)" gv-i-ket-eb-s "egli lo sta facendo per noi" a-chuk-eb-s "egli lo darà a lui (come regalo)" mi-u-lots-av-s "egli se ne congratulerà con lui"Riferimento: LA LINGUA GEORGIANA - un breve compendio grammaticale .

Un esempio di un verbo polipersonale che ha il significato genitivo incorporato può essere:

xelebi ga-m-i-tsiv-d-a "le mie mani presero freddo"

Qui, xelebi significa "mani". Il secondo morfema nel verbo (-m-) veicola il significato di "mio". Nel georgiano questa costruzione è molto comune con i verbi intransitivi; l'aggettivo possessivo (mio, tuo, ecc.) viene omesso prima del soggetto, e il verbo prende il significato del genitivo.

Basco

Nel basco, una lingua isolata con un sistema verbale polisintetico, comprendente due sotto-tipi di verbi, sintetico e analitico, tre del basco, cioè assolutivo (il caso per i verbi transitivi), ergativo (il caso per i verbi intransitivi), e dativo, può essere trasmessa da diversi affissi incorporati ai temi verbali. Diversamente dal georgiano, il basco in realtà possiede soltanto due tempi sintetici capaci di prendere questi affissi: il presente semplice e il passato semplice. I cosiddetti verbi analitici sono verbi costruiti con l'aiuto dei verbi sintetici izan ‘esse-re’, ukan ‘ave-re’, egin ‘fa-re’, che giocano il ruolo di verbi ausiliari. Ecco alcuni esempi:

Forme sintetiche:

d-akar-ki-o-gu ‘Noi lo portiamo a lui/lei', da ekarri ‘portare’ ( ‘d’ sta per ‘esso’, ‘ki’ per ‘a’, ‘o’ per ‘a lui’ e ‘gu’ per ‘noi’ )

z-erama-zki-gu-te-n ‘essi li presero per noi’ da eraman ‘prendere’

Forme analitiche o semi-sintetiche:

Ekarriko d-i-o-gu ‘noi’ lo porteremo a lui/lei'

Eraman d-ieza-zki-gu-ke-te ‘Essi possono portargli a noi’ (‘d…zki' sta per ‘loro’, ‘gu’ per ‘a noi’, ‘te’ per ‘essi’, e ‘ke’ è un marcatore potenziale)

Iritsiko z-a-izki-zue ‘Essi’ vi raggiungeranno' da iritsi ‘raggiungere, arrivare’Riferimento: Una breve grammatica del basco di Itziar Laka

Ebraico biblico Nell'ebraico biblico, o nelle forme poetiche ebraiche, un oggetto diretto pronominale può essere incorporato in una coniugazione verbale piuttosto che venire incluso come una parola separata. Per esempio, ahavtikha, con il suffisso -kha indicante la seconda-persona di un oggetto diretto maschile, singolare, è un modo poetico di dire ahavti otkha ("io ti amo"). Ciò cambia anche la posizione dell'accento; mentre ahavti mette l'accento su hav (/a 'hav ti/), ahavtikha lo mette su ti (/a hav 'ti xa/). Lo stesso si realizza anche nell'arabo classico e nell'accadico, mentre alcuni dialetti arabi egiziani sono polisintetici.

Pronomi clitici Il polipersonalismo coinvolge i morfemi legati che sono parte della morfologia verbale e dunque non possono trovarsi separati dal verbo. Questi morfemi non devono essere confusi con i clitici pronominali, come l'inglese 'em o i clitici dell'oggetto spagnolo lo, le, ecc., (o italiano o francese). Mentre nello spagnolo è abbastanza fattibile esprimere i significati come "dandolo a lui/lei" o "mostrali a me" in una parola (dandoglielo, mostrandomeli), i morfemi pronominali indicanti gli oggetti diretti e indiretti (per es, in spagnolo: se, lo, me, los) non fanno parte del verbo.

Alcuni hanno osservato che le particelle clitiche pronominali francesi (comuni a tutte le lingue romanze) si sono evolute, nell'uso colloquiale, in parti inseparabili incorporate nel verbo, e così, suggerirono che il francese potrebbe essere analizzato come lingua polipersonale. Ma questi morfemi potrebbero semplicemente essere visti come nomi clitici inseparabili.

Note

Voci correlate Tipologia morfologica Raddoppiamento clitico Incorporazione (linguistica)

Categoria:Grammatica