Per limes danubiano si intendeva il sistema di fortificazioni fluviali a difesa di tutti i territori a sud del corso del Danubio, oltre al "saliente" dacico contenuto nell'arco montuoso carpatico.
Divisione interna del limes
Tre erano i principali settori del limes romano danubiano: quello dell'alto-medio corso fluviale che comprendeva sia settore retico (creato dopo le campagne di Augusto in Vindelicia e Rezia nel 15 a.C., sviluppato ulteriormente con l'acquisizione degli Agri Decumates ad occidente a partire da Domiziano), sia quello norico (creato a partire dalla dinastia giulio-claudia, tra il 15 a.C. ed i 50 d.C.) sia quello pannonico (creato a partire dalle campagne di Tiberio degli anni 13-9 a.C.). quello del basso corso fluviale ovvero il limes moesicus (creato a partire dalle campagne del 30-29 a.C., condotte da un generale di epoca augustea). ed infine il "saliente" della Dacia romana (sviluppato con la sua conquista, voluta da Traiano, fino al suo abbandono, avvenuto con Aureliano nel 271 circa).
Storia del limes danubiano dell'Impero romano
Il settore danubiano risulta essere più complesso da difendere, rispetto a quello renano, considerata anche la lunghezza dei due fiumi: il primo di 2.888 km, il secondo di 1.326 km, pari a poco meno della metà. Non a caso da Domiziano-Traiano in poi, il settore renano fu ridotto da 8 a 4 legioni, mentre quello danubiano fu aumentato da 6 a 12 (compresa la provincia della Dacia).
Province/diocesi gallo-germaniche
Qui sotto andremo ad analizzare questo settore settentrionale di limes, che difendeva le province che si affacciavano sul fiume Danubio e lungo il "saliente" dacico nel bacino dei Carpazi. Sarà, pertanto, opportuno, prima di effettuare un'accurata analisi della permanenza militare nell'area (con l'elencazione delle campagne militari, delle unità militari che soggiornarono nell'area e delle relative fortificazioni), cominciare con una breve sintesi della storia/formazione delle province sopra elencate.
Alto e medio corso del Danubio: dalla Rezia alla Pannonia, compreso l'Illyricum
EVOLUZIONE DELL'ALTO E MEDIO LIMES DANUBIANO prima dellaconquista romana Rezia (Reti e Vindelici) Norico (Norici, Taurisci e Boi) Illiria (Illiri e Dalmati) Pannonia (Pannoni) dal 167/155 a.C. Rezia (Reti e Vindelici) Norico (Norici, Taurisci e Boi) Illyricum Pannonia dal 15 a.C. Retia Norico (Norici, Taurisci e Boi) Illyricum Pannonia dal 9 a.C. Retia Norico (Norici, Taurisci e Boi)Illyricum(ampliato) dal 9 d.C. Retia Norico (Norici, Taurisci e Boi) Illyricum Superior(distretto militare?) Illyricum Inferior(distretto militare?) dal 14/20 d.C.. Retia Norico (Norici, Taurisci e Boi) Dalmazia Pannonia dal 50 Retia Norico Dalmazia Pannonia dal 103 Retia Norico Dalmazia Pannonia superiore Pannonia inferiore dal 293 Retia Noricum ripense Noricum mediterraneum Dalmazia Pannonia superiore Pannonia Savia Pannonia Valeria Pannonia inferiore dal 324-337 Raetia prima Raetia secunda Noricum ripense Noricum mediterraneum Dalmazia Pannonia prima Pannonia Savia Pannonia Valeria Pannonia secunda
Sotto Augusto (17 a.C.-14 d.C.)
Se la repubblica romana ai tempi di Cesare si era fermata alle Alpi, alla costa illirica ed alla Macedonia, a partire dal secondo decennio del principato di Augusto, i Romani raggiunsero ed occuparono stabilmente alcune aree lungo la riva destra del Danubio: Nel 15 a.C. i figliastri dell'imperatore, Druso e Tiberio occuparono stabilmente i territori di Reti e Vindelici, lungo l'alto corso del fiume. Nel 12-9 a.C., dopo una serie di campagne convergenti su Sirmio, da Siscia (ad occidente) e da Naissus (ad oriente), Tiberio occupava l'intera valle della Sava, fino a lambire il Danubio in zona Singidunum (l'attuale Belgrado). Pochi anni più tardi, al termine della rivolta dalmato-pannonica del 6-9, i confini imperiali erano spinti fino alla Drava, senza dimenticare che pochi anni prima: nel 6 il futuro imperatore Tiberio, si era spinto con un esercito di 4/5 legioni fino oltre il Danubio, costruendo il primo campo a CarnuntumTacito, Annales, II.46. e proseguendo fino a MušovM.Balek, O.Sedo, Das frühkaiserzeitliche Lager bei Mušov-Zeugnis eines augusteischen Feldzugs ins Marchgebiet?, in Germania 74, 1996, pp.399-414. (nell'attuale Repubblica Ceca) per prepararsi ad occupare la Boemia di Maroboduo, re dei Marcomanni.Velleio Patercolo, Historiae romanae ad Marcum Vinicium libri duo, II, 108-110. negli anni 3 a.C.–1 d.C. un certo Marco Vinicio (console 19 a.C.), come proconsole dell'Illirico, conduceva una campagna a nord della Drava, spingendosi fino alla zona di Aquincum e venendo a contatto con nuove popolazioni come i Cotini, gli Anartii, gli Osii e forse gli stessi Boii.
Le fortezze legionarie, al termine della rivolta dalmato-pannonica del 6-9, furono posizionate: lungo il fiume Drava, ora nuova linea di confine, a Siscia (la legio IX Hispana), a Poetovio (la legio XV Apollinaris), ed a Sirmio (la legio VIII Augusta); mentre la zona compresa tra la Drava ed il Danubio, costituiva una "cintura" di Stati clienti di Roma (tra i quali figuravano i Cotini, gli Anartii, i Boi, gli Osii, ecc.), a protezione dei confini imperiali. nell'interno, in prossimità delle coste della Dalmazia, a Burnum (la legio XI Claudia) ed a Tilurium nei pressi di Salona (la legio VII Claudia).
Da Tiberio a Claudio (14-54)
L'occupazione dell'intera area a sud del Danubio, dalla Rezia alla Pannonia, avveniva, però, gradualmente durante i regni di Tiberio e Claudio, con la creazione di due nuove province: quella di Rezia e quella del Norico, in seguito all'annessione degli ultimi territori compresi tra le Alpi ed il Danubio.
È possibile che il figlio dell'imperatore Tiberio, Druso minore, abbia provveduto nel corso degli anni 14-18 a creare una prima serie di avamposti sul Danubio lungo il tratto pannonico (a Carnuntum, Brigetio e Aquincum); e lungo la cosiddetta "Via dell'ambra", che da Emona congiungeva Carnuntum, (a Savaria, a Scarbantia ed a Sala).
E sempre in questo periodo un ambizioso progetto di costruzioni fu iniziato in Dalmazia dal legato Publio Cornelio Dolabella (il console del 10), quando i legionari furono impiegati nella costruzione di almeno quattro strade, alcune delle quali penetravano nell'interno, nel territorio dei Ditoni e dei Desiziati, contribuendo ad affrettare la pacificazione di queste regioni turbolente ed a collegarle con la vicina Mesia.
Nel 42 Lucio Arrunzio Camillo Scriboniano, legato di Dalmazia, istigato da alcuni senatori alla ribellione, ebbe il sostegno delle sue legioni (la VII ed XI) solo per quattro giorni e la rivolta non si estese. L'imperatore Claudio premiò la lealtà di queste legioni con i titoli di Claudia Pia Fidelis.
Attorno al 50 la prima fortezza legionaria, quella di Carnuntum, era posizionata sul Danubio, come ci racconta lo stesso Cornelio Tacito (Annales, XII, 29). Era l'inizio di un nuovo processo di costruzione di opere militari lungo la riva destra del Danubio: dal forte di Eining, a quello di Lentia e Lauriacum, fino ad Arrabona.
È noto che sotto Claudio o più probabilmente sotto Nerone (attorno al 56-57)András Mócsy, Pannonia and Upper Moesia, Londra, 1974, p.48. le forze legionarie dell'entroterra della provincia di Dalmazia furono ridotte ad una sola legione (l'XI Claudia).La fortezza legionaria di Tilurium fu trasformata in forte ausiliario e qui vi fu trasferita la coorte VIII Voluntariorum, come suggerisce J.J. Wilkes (Dalmatia, Londra 1969, p. 98); ; .
Dai Flavi agli Antonini (69-192)
Dai Flavi in poi, il settore strategico dell'alto-medio corso del Danubio fu costantemente rafforzato e diventò il settore più importante dell'intero sistema strategico imperiale. A partire, infatti, dalla prima crisi suebo-sarmatica dell'89, lungo questo tratto di Limes, furono costruiti nei 7-8 anni successivi nuovi forti ausiliari (ad es. a Arrabona di fronte ai Quadi, o di fronte al Tullnerfeld dove si trovavano i Marcomanni, e lungo il tratto che da Aquincum conduce fino a Mursa di fronte agli Iazigi) e 4 nuove basi legionarie, oltre a quelle preesistenti di Carnuntum e Sirmio: a Vindobona, a Brigetio, ad Aquincum ed a Mursa (lungo la Drava). Restarono per i secoli successivi solo truppe ausiliarie a difesa dei suoi confini: nel 94 ce n'erano solo due, la cohors III Alpinorum e VIII Voluntariorum, a cui fu aggiunta la cohors I Belgarum attorno al 100.
E sempre con Domiziano, in seguito alla crisi dacica dell'86 e suebo-sarmatica del 92, l'intera guarnigione legionaria della Dalmazia fu ritirata completamente. In questo caso si trattava della IIII Flavia Felix che aveva rimpiazzato la XI Claudia a partire dal 71-72.
La Pannonia divenne, infatti, teatro di nuovi scontri con le popolazioni a nord e ad est del medio tratto danubiano, contro Marcomanni, Quadi, Naristi (di stirpe sueba) e Iazigi (questi ultimi di stirpe sarmata), sia sotto Domiziano sia Nerva (tra l'89 ed il 97).
Al termine delle guerre contro i Daci del 101-106 ed a seguito dell'annessione della nuova provincia di Dacia, l'intero assetto danubiano mutò ed una provincia così importante come quella pannonica fu divisa in due nuove: quelle di Pannonia superior e di inferior. Adriano, una volta divenuto imperatore nel 117, fu costretto a guerreggiare contro i vicini Iazigi, concludendo al termine delle ostilità un trattato di pace (nel 118), che permettesse loro di insediarsi ad est di Aquincum, e abbandonando i territori appena acquisiti del Banato.
Negli anni che seguirono si ebbero nuovi scontri alla fine del regno di Adriano, tra il 135 ed il 137 (sul fronte suebo), e durante quello di Antonino Pio negli anni 140-142.
Con lo scoppio delle guerre marcomanniche nel 166-167, i progetti mutarono per un quindicennio, poiché Marco Aurelio era intenzionato ad annettere i territori a nord della Pannonia, inglobandone i relativi popoli: dai Marcomanni, a Quadi e Naristi, e formando la nuova provincia di Marcomannia. Il progetto richiese anche la formazione di due nuove legioni: la II Italica e la III Italica, posizionate a partire dagli anni 172-174 lungo il fronte dell'alto-medio Danubio, nel Norico la prima (a Lauriacum) e nella Rezia la seconda (a Castra Regina). Contemporaneamente in Dalmazia l'intera guarnigione fu ravvorzata con vexillationes delle due nuove legioni appena formate (la II e la III Italica), con distaccamenti anche nella capitale Salona e due nuove unità ausiliarie (la I e II milliaria Delmatarum).
Il figlio Commodo, alla morte del padre 180, ritirava, però, tutte le truppe dai nuovi territori appena occupati, e riportava definitivamente il Limes all'alto-medio corso del Danubio, rafforzandone e moltiplicando i presidi lungo il grande fiume.
Le grandi invasioni del III e IV secolo
In seguito alle prime grandi invasioni del III secolo fu istituito a Sirmio, un comando militare generale dell'intera area danubiana, dall'imperatore Marco Giulio Filippo, detto Filippo l'Arabo, attorno al 247-248. Pochi anni più tardi, tra il 258-260 nuove invasioni di Marcomanni, Quadi e Iazigi devastarono le province pannoniche, mentre un'invasione di Alemanni e Juti in Rezia non lasciò indenne il vicino Norico nel 270.
In seguito a quest'ultima invasione si provvedette a sbarrare la strada a possibili e future invasioni barbariche, fortificando il corridoio che dalla Pannonia e dalla Dalmazia immette in Italia attraverso le Alpi Giulie. Questo tratto che va da Tarsatica e Cividale del Friuli fu fortificato con tutta una serie discontinua di mura di pietra, forti e fortini: si trattava del cosiddetto Claustra Alpium Iuliarum.