La chiesa di San Bernardino è un luogo di culto cattolico di Verona risalente al XV secolo, parte di un convento francescano costituito, oltre che dal tempio, anche da tre ampi chiostri e vari altri edifici. La chiesa è caratterizzata da numerose cappelle riccamente decorate con affreschi e tele di pittori locali, attivi per lo più nel XVI secolo, quali Francesco Benaglio, il Cavazzola, Nicola Giolfino, Francesco Bonsignori, Domenico Morone, Giovan Francesco Caroto, Antonio Badile, Bernardino India e il più tardo Antonio Balestra; una di queste, cappella Pellegrini, fu progettata dal noto architetto veronese Michele Sanmicheli, occupa un posto fondamentale nella storia dell'architettura italiana..

Storia

I frati minori a Verona

I francescani operarono a Verona a partire dalla visita di San Francesco alla città nel 1220.. Inizialmente, intorno al 1230, i frati si insediarono nella zona di porta Vescovo e in un convento su colle San Pietro. Con l'aumento del numero di religiosi dell'ordine, i francescani chiesero di potersi stabilire nel convento benedettino di San Fermo Maggiore, quasi disabitato. Negli stessi anni ottennero inoltre il controllo del tribunale dell'Inquisizione.

Nel 1422 giunse nella città Bernardino da Siena, che fondò un convento ad Avesa. occupando un edificio lasciato libero dai monaci di Santa Giustina di Padova.. Nel 1443 Bernardino tornò a Verona, dove diventò molto popolare per la grande eloquenza che dimostrava nelle omelie e per gli atti di carità da lui svolti,. stupendo la popolazione per le numerose conversioni e i tanti miracoli che riusciva a compiere.

Costruzione della chiesa

Bernardino da Siena fu canonizzato il 24 maggio 1450 e i Veronesi, memori dei benemeriti del santo nei confronti della popolazione, chiesero di poter erigere una chiesa in suo onore... Giovanni da Capestrano si incaricò di seguire la costruzione a partire dalla scelta del luogo: egli individuò un sito, chiamato "delle fornase", collocato nel "pra' de Pompeio" e poco lontano da Castelvecchio e San Zeno,. il quale doveva il suo nome al fatto che vi si cuocevano i mattoni da costruzione.. Il doge Francesco Foscari autorizzò i lavori nel 1451 e la prima pietra venne posata il 30 aprile 1452 da Monsignor Francesco Condulmer, vescovo di Verona, con una pomposa celebrazione. La chiesa, non ancora conclusa, fu consacrata nel 1453, mentre i lavori furono rallentati dalla mancanza di fondi, al punto che la copertura definitiva dell'edificio venne completata solo nel 1466.

Vicende successive

Nel 1474 alla facciata della chiesa venne aggiunto un portale in stile rinascimentale eseguito da Mastro Modesto,. mentre all'interno della chiesa, proprio a partire da quegli anni, furono aggiunte numerose cappelle lungo la navata laterale destra. Nel 1486 fu realizzata la cappella dei Banda, restaurata nel 1757 in seguito ai danneggiamenti causati da una piena dell'Adige;. dal 1492 fu costruita la cappella Avanzi, completata in cinque anni;. prima del 1498 fu costruita la cappella Medici, restaurata nel 1571;. prima del 1512 fu costruita la cappella di San Francesco su volere dei terziari francescani;. prima del 1541 fu realizzata la cappella Canossa;. infine nel 1529 fu iniziata la costruzione della cappella Pellegrini, ripresa nel 1795 e terminata solo nel 1890..

Il soffitto a capriate della chiesa fu coperto nel XVII secolo da tele di Biagio Falcieri e la navata centrale fu impreziosita di altari barocchi, acquistando l'aspetto di una chiesa seicentesca. La chiesa fu soppressa in età napoleonica, nel 1810, e ripristinata alla fine del XIX secolo;. il complesso di San Bernardino fu utilizzato come ospedale, magazzino, collegio e cimitero cittadino fino al 1821; Nel 1930 vennero avviati importanti lavori di restauro dell'edificio, che venne riportato allo stato originario; esso, tuttavia, venne gravemente danneggiato durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Da quel momento il convento si occupa dell'assistenza a poveri, carcerati, anziani e del sostegno a ragazzi e giovani coppie, inoltre negli ambienti del complesso si tengono concerti e convegni..

Descrizione della chiesa

Esterno

La facciata della chiesa è sobria, in stile tardogotico o gotico lombardo, costituita da mattoni a vista. Su di essa si aprono un piccolo rosone di marmo veronese a tre ordini di strombatura, due finestre verticali che terminano con archi trilobati e il portale d'ingresso.

Il portale si colloca stilisticamente nel primo rinascimento e, quindi, si distacca dal contesto architettonico della facciata. Fu finanziato dal lascito del ricco drappiere Giovanni degli Asdenti e venne eseguito nel 1474 da Mastro Modesto in marmo greco grigio ed è costituito da due candelabre laterali con una serie di fiori incisi che terminano con capitelli corinzi decorati con dei bucrani. I capitelli sorreggono un arco centinato e aggettante a listelli e dentelli che ospita una lunetta con una scultura di San Francesco che riceve le stimate in bassorilievo, scolpita da Biagio Falcieri nel XVII secolo. Sopra all'arco sono collocate le statue di San Bernardino, Sant'Antonio e San Bonaventura. Sopra al portale si nota un arco in mattoni, forse residuo del precedente portale oppure costruito per scaricare il peso della facciata.

La facciata è decorata con una cornice a dentelli che corre sotto al tetto insieme ad una serie di archetti ciechi, presenti anche sui lati, sull'abside e sul campanile.. Sul lato sinistro della facciata si trova la cappella di San Francesco, anch'essa in mattoni a vista; il fianco della costruzione è scandito da lesene e il sottogronda è decorato con una cornice ad arcatelle gotiche. La porta della cappella ha stipiti in marmo bianco ed è sormontata da una lunetta affrescata con un Cristo Portacroce seguito da San Francesco con la croce; sopra di questa si apre una finestra ad arco, che si ripete negli altri scomparti creati dalle lesene con forma più allungata. La presenza di questo fabbricato bilancia in parte l'asimmetria della facciata, collocata in posizione decentrata rispetto al chiostro..

Il campanile della chiesa, in mattoni a vista, è sostenuto da quattro paraste angolari che terminano con quattro corti pinnacoli. La cella campanaria è illuminata da quattro bifore ed è sormontata da un cono piuttosto piccolo, che rende la torre sproporzionata e priva di slancio..

Interno

La chiesa è costituita da un'unica navata semplice e sobria, caratteristica delle chiese francescane, lunga 75 metri, alta 21 e larga 17;. lo sviluppo verticale è accentuato rispetto a quello orizzontale e predomina la decorazione pittorica su quella scultorea. Sul lato destro sono presenti numerose cappelle e, più in alto, si aprono tre finestre trilobate, mentre il lato sinistro è cieco.

La navata è coperta da un soffitto a cavalletti lignei con disegni, sotto al quale corre, tutto intorno alla navata, un fregio policromo a motivo floreale che ripete il monogramma del nome di Gesù.. La copertura fu eseguita da Mastro Nicolò nel 1465, mentre il fregio sottostante da Mastro Cristofalo nel 1461.. Il presbiterio, diviso dalla navata da un arco a sesto acuto e illuminato da due rosoni, si allunga attraverso un altro arco ogivale nel coro pentagonale con una campata divisa in otto nervature, illuminato da due finestre neogotiche. Nel catino absidale è presente un crocifisso con, ai suoi piedi, Maria e San Giovanni, dipinti nel XVII secolo.

L'altare originale della chiesa, che fu distrutto dai bombardamenti del 1945 e fu rimpiazzato nello stesso anno con quello attuale,. era una grande costruzione barocca ricca di marmi policromi, la cui realizzazione era stata seguita da Francesco Marchesini tra il 1663 e il 1671. Sull'altare è esposto un trittico di Francesco Benaglio del 1462, che precedentemente era ospitato nel coro, raffigurante la Madonna con il Bambino in trono con San Bernardino in preghiera e angeli al centro, i Santi Pietro, Paolo e Francesco a sinistra e i Santi Girolamo, Lodovico da Tolosa e Antonio da Padova a destra. Questo dipinto presenta legami con il trittico di San Zeno del Mantegna identificabili nello sfondo con colonne in prospettiva e nei festoni di fiori e frutta.

Intorno alla navata corre una via crucis costituita da 14 quadri dipinti da Felice Cignaroli (frate minore vissuto a Verona tra il 1772 e il 1796), eseguiti tra il 1772 e il 1777.. Le opere sono caratterizzate da una linea contorta e tormentata che esprime una drammaticità religiosa e una contemplazione mistica. In fondo alla chiesa, presso la porta principale, si trova un'acquasantiera rinascimentale in marmo bianco-giallo e rosa. Al centro della vasca è presente una statuetta di San Francesco in ginocchio, risalente al XVII secolo.

Fianco sinistro

Vicino alla porta d'ingresso della chiesa si trova un altare voluto dalla famiglia Brasavola nel 1725. Questa struttura in stile barocco, progettata da Francesco Bibiena, è molto scenografica, con giochi di luci ed ombre, volute, linee spezzate, ricche decorazioni,. ed è molto lontana dal resto della chiesa dal punto di vista stilistico. Su di esso si trovano dieci angeli scolpiti, sei colonne corinzie, due statue (raffiguranti San Francesco Solano e San Salvatore da Orta) e una tela di Antonio Balestra che rappresenta i santi francescani Pietro d'Alcantara, Giovanni da Capestrano e Giacomo della Marca.

Proseguendo verso il presbiterio è presente un pulpito in marmo policromo veronese, realizzato su volontà della famiglia Rossi e quindi contemporaneo all'organo stesso.. La struttura del pulpito si apre a calice crescente con cinque lati e il riquadro centrale della balaustra pentagonale reca in rilievo il monogramma del nome di Gesù al centro di un sole con molti raggi, sotto al quale sono presenti le iniziali del committente. Sulla porticina sono dipinti San Bernardino e San Francesco, mentre sul soffitto è presente l'immagine dell'agnello.

Quest'altare di ispirazione sanmicheliana, costruito nel 1572, fu collocato al centro della parete sinistra della navata su volontà della famiglia Giustiniani.. La costruzione segue l'architettura di un tempio antico: sono presenti due colonne ioniche che sostengono un architrave a cornice, che a sua volta sorregge tre mensole sormontate da tre vasi ornamentali. Ai lati sono presenti due statue che raffigurano il profeta Isaia e la Sibilla cumana, di Danese Cattaneo. Al centro si trova un dipinto di Bernardino India contemporaneo all'esecuzione dell'altare, che rappresenta la natività di Cristo. Tutto intorno all'altare, sulla parete della navata, è dipinta una decorazione pittorica con motivi a festoni vegetali e floreali.

Infine, subito prima del presbiterio, si trova l'organo di San Bernardino, collocato sull'architrave della porta che si affaccia sul chiostro di San Francesco; risale al 1481 e fu realizzato su volontà della famiglia Rossi da Domenico Morone.. È uno dei più antichi d'Europa e si caratterizza per la grande elevazione e la linea slanciata, con la base in legno dorato che si apre a calice divisa in nove triangolazioni. Sulle ante che coprono la cassa armonica sono dipinti San Francesco e San Bernardino, mentre all'interno lo strumento è costituito da legno dorato con fregi a rilievo. Sopra le canne è presente la figura del Padre Eterno in rilievo.

Fianco destro

Alla navata principale della chiesa se ne aggiunge una sul lato destro formata dalle cinque cappelle che furono aggiunte all'edificio dal tardo XV secolo all'inizio del XVI secolo. Di seguito sono elencate le cappelle che si trovano lungo la navata di destra, procedendo dall'entrata verso la zona absidale.

Cappella di San Francesco