I Platipezidi (Platypezidae ) sono famiglia di insetti dell'ordine dei Ditteri (Brachycera: Cyclorrhapha). Rappresenta uno dei gruppi più primitivi dei Ciclorrafi e comprende specie micetofaghe associate a funghi di interesse forestale.
Il nome scientifico fa riferimento alla particolare conformazione delle zampe posteriori dei maschi, che presentano l'apice delle tibie e il primo tarsomero larghi e compressi lateralmente (dal greco πλατύς, "piatto, largo", e πέζα, "piede"). In inglese, i Platipezidi sono noti con il nome comune flat-footed flies ("mosche dal piede piatto"), facendo riferimento, ancora, alla conformazione dei tarsi. I platipezidi del genere Microsania sono noti anche con il nome comune di smoke flies ("mosche del fumo") in quanto attratti dal fumo dei fuochi.
Descrizione Adulto Gli adulti sono insetti di piccole dimensioni, in genere con corpo lungo 2-5 mm, ad eccezione di Calotarsa sp., il cui corpo arriva al centimetro di lunghezza. La livrea è generalmente di colore nero uniforme, meno frequentemente di altri colori, fra i quali ricorrono, in particolare, il grigio e il giallastro.
Il capo è largo, oloptico nel maschio, dicoptico nella femmina. La chetotassi varia secondo la sottofamiglia e il sesso. I maschi, a causa del capo oloptico, portano setole solo nella regione retroculare (setole postoculari). Nelle femmine possono essere presenti una o due paia di robuste setole fronto-orbitali e un paio di setole verticali, ad eccezione dei Platypezinae. Sono inoltre presenti, in genere, una o più paia di setole ocellari e numerose setole postoculari.
Le antenne sono di tipo aristato, spesso pubescenti, con scapo e pedicello brevi e cilindrici, terzo antennomero compresso lateralmente e di profilo rotondeggiante o ovale, arista inserita in posizione apicale, trisegmentata, con i due segmenti basali molto brevi. L'apparato boccale è di tipo succhiante-lambente, con labbro inferiore provvisto di labelli carnosi.
Il torace è dorsalmente convesso. La chetotassi è caratterizzata dalla compresenza di alcune setole lunghe e robuste e altre più numerose ma brevi. Le acrosticali sono presenti solo nei tipi primitivi (Microsaniinae e Callomyiinae), le dorsocentrali sono allineate in due serie simmetriche o, in alcuni Platypezinae, in più serie. Il margine laterale presenta in genere setole omerali, intralari, notopleurali e sopralari. Particolarmente lunghe e robuste sono in genere una o più setole notopleurali, una postalare e l'ultima della serie dorsocentrale. Lo scutello presenta in genere due paia di setole scutellari, a volte di più, lungo i margini laterali. Le pleure sono completamente glabre oppure provviste di brevi setole solo nel protorace.
Le zampe sono robuste e relativamente brevi, con femori posteriori ampi e compressi lateralmente. Le tibie e i tarsi delle zampe anteriori e medie hanno un normale sviluppo ed hanno sezione cilindrica. Le tibie posteriori sono allargate e compresso lateralmente all'apice. Il primo tarsomero delle zampe posteriori dei maschi è largo come l'apice delle tibie e compresso lateralmente; analoga conformazione si ha nelle femmine dei Platypezinae, mentre nel resto della famiglia i tarsomeri delle femmine sono tutti cilindrici.
Le ali sono ampie e presentano lobo anale e alula ben sviluppati. Sono ialine o leggermente pigmentate nella zona anteriore-basale. In alcuni generi sono provviste di uno pterostigma scuro, più o meno esteso, in corrispondenza della terminazione di R1.
Tipo: gruppo Symmetricella del genere Lindneromyia: cellula costale simmetrica, M1+2 biforcata. Tipo: Platypeza e Polyporivora: cellula costale asimmetrica, M1+2 biforcata. Tipo: Agathomyia e Callomyia: cellula costale asimmetrica, M1+2 indivisa.Schemi delle nervature alari maggiormente ricorrenti nelle sottofamiglie Callomyiinae e Platypezinae.Nervature longitudinali: C: costa; Sc: subcosta; R: radio; M: media; Cu: cubito; A: anale. Nervature trasversali: h: omerale; r-m: radio-mediale; m-m: mediale; m-cu: medio-cubitale. Cellule: c: costale; d: discale; br: 1ª basale; bm: 2ª basale; cup: cellula cup.
La costa si estende poco oltre l'apice dell'ala, fino alla confluenza di M1 o M1+2, la subcosta è completa e confluisce sulla costa. La conformazione della cellula costale (c) è in genere asimmetrica, conformata con un profilo che richiama la lama di un bisturi, ma in alcuni Platypezinae ha un profilo simmetrico in senso assiale, conformata a punta di lancia, per la marcata convessità del margine costale fino alla confluenza della subcosta.
La radio si divide in tre rami rettilinei: R1 si estende fino al terzo distale del margine costale, mentre i due rami del settore radiale si prolungano per confluire, rispettivamente, poco prima e in corrispondenza dell'apice dell'ala. La media può presentare diverse conformazioni: in genere si divide in tre rami, M1, M2 e M4, quest'ultimo in genere indicato dagli attuali ditterologi come primo ramo della cubito anteriore. M1+2 può restare indivisa, oppure biforcarsi in corrispondenza del vertice distale della cellula discale, oppure in posizione più distale. La vena M1 è ricurva, con marcata concavità verso il margine posteriore ed è generalmente completa; la vena M2, quando è presente, è in genere completa, ma può anche limitarsi al tratto basale.
La prima anale e la cubito sono ben conformate e confluiscono in un breve ramo comune, chiudendo ad angolo acuto la cellula cup. Le nervature trasversali radio-mediale, mediale e medio-cubitale sono presenti, chiudendo rispettivamente la prima basale (br), la discale e la seconda basale (bm). La cellula discale è ampia e lunga. La radio-mediale è in genere ben distanziata dalla biforcazione del settore radiale e confluisce su M1+2 in corrispondenza del terzo prossimale della cellula discale. La prima cellula basale è perciò ben conformata e nettamente più lunga della seconda basale.
MelanderomyiaSchema della nervatura alare ricorrente nei platipezidi primitiviNervature longitudinali: C: costa; Sc: subcosta; R: radio; M: media; Cu: cubito; A: anale.Nervature trasversali: h: omerale; r-m: radio-mediale; m-cu: medio-cubitale.Cellule: c: costale; br: 1ª basale; bm: 2ª basale; cup: cellula cup.Pt: pterostigma. Microsania
I generi Microsania e Melanderomyia presentano una più o meno marcata semplificazione della nervatura. In Microsania, la radio-mediale è evanescente e posizionata quasi in corrispondenza della biforcazione del settore radiale e della biforcazione della base della media, perciò la prima cellula basale non è ben delimitata all'apice ed ha più o meno la stessa lunghezza della seconda basale. Nello stesso genere si ha inoltre la scomparsa della base di M1 e la cellula discale è aperta a causa dell'assenza della mediale trasversa. In Melanderomyia la radio-mediale è presente, con prima cellula basale chiusa e leggermente più lunga della seconda basale. Manca ancora la vena trasversa mediale, con conseguente assenza della cellula discale, ma a differenza di Microsania, è priva anche della biforcazione M1+2. In entrambi i generi è presente lo pterostigma.
L'addome è ampio e di forma ovoidale, largo alla base, più sottile nella parte terminale, composto da sei uriti apparenti, con tergiti ampi e convessi e sterniti brevi. La femmina presenta il sesto e settimo urite telescopici, retratti all'interno del sesto. I maschi hanno l'ipopigio ruotato dalla torsione assiale dell'ottavo urite e retroflesso sotto gli uriti pregenitali.
Stadi giovanili La larva è apoda e microcefala, composta da 11 segmenti apparenti a causa della retrazione del segmento cefalico nel protorace. Il corpo è di colore variabile dal biancastro al giallastro ed ha una forma allungata e più o meno appiattita in senso dorso-ventrale; alla vista dorsale ha un profilo fusiforme nella regione cefalo-toracica e quadrangolare nella regione caudale. Il tegumento è percorso da serie longitudinali di tubercoli spiniformi. Le spinule delle due serie laterali e quelli del margine anale sono più sviluppate in lunghezza.
Sono presenti due paia di stigmi (larve anfipneuste): quelli del primo paio sono portati da due brevi processi conici sul dorso del protorace, quelli del secondo paio da due analoghi processi alla base del dorso dell'ultimo segmento addominale.
La pupa si evolve all'interno del pupario formato dalla trasformazione dell'exuvia dell'ultimo stadio larvale. Il pupario riassume la conformazione della larva, ma nel corso della trasformazione si verifica la fusione dei segmenti cefalico e protoracico e il loro spostamento in posizione ventrale. Alla vista dorsale, il primo segmento apparente del pupario è dunque quello mesotoracico.
Biologia e habitat
La biologia delle larve dei Platipezidi presenta una sostanziale uniformità nel comportamento alimentare e mostra diverse analogie con i nematoceri micetofagi della superfamiglia degli Sciaroidei, facendo ipotizzare una convergenza evolutiva in questi due gruppi di ditteri.. La famiglia comprende forme quasi esclusivamente micetofaghe obbligate o facoltative a carico dei corpi fruttiferi di funghi superiori (Basidiomiceti); nel caso della micetofagia facoltativa, il regime dietetico è complesso in quanto comprende anche la zoofagia a spese di altre larve micetofaghe e la xilofagia a carico del legno di piante morte. A differenza di altri brachiceri micetofagi, le larve di vari foridi, la micetofagia dei Platipezidi rappresenta un adattamento evolutivo che trae origine da forme ancestrali che si alimentavano sul legno marcescente a spese del micelio di funghi lignicoli. Negli altri brachiceri la micetofagia sarebbe un adattamento secondario derivato dalla saprofagia. I Platipezidi, infatti, non comprendono forme fitofaghe e non presentano l'eterogeneità di comportamenti che si rileva invece negli altri brachiceri. La micetofagia dei Platipezidi, perciò, non avrebbe alcuna relazione filogenetica con quella dei foridi micetofagi.
Le associazioni tassonomiche tra funghi e platipezidi concorre a sostenere l'ipotesi di una specializzazione evolutiva. La maggior parte delle specie di questa famiglia è associata ad una singola specie fungina oppure a gruppi di specie o generi tassonomicamente vicini. Si riscontra tuttavia anche la polifagia, ad esempio nel genere Lindneromyia. Nel contempo si riscontra anche una correlazione per cui una singola specie fungina può essere associata anche a più specie affini di platipezidi. Complessivamente il numero dei funghi associati ai Platipezidi è limitato a circa 30 generi, tutti appartenenti alla sottoclasse degli Agaricomycetidae.
Gli adulti si rinvengono in genere sul fogliame di latifoglie, le femmine, a volte, in assembramenti sui corpi fruttiferi dei funghi. Il regime dietetico, non bene accertato, si limiterebbe all'assunzione di melata.. In generale sono agili nella deambulazione e si muovono a scatti, interrompendo le loro corse con voli verticali. I Callomyiinae sono invece lenti e in volo mantengono una posizione stazionaria, ma se disturbati si dileguano rapidamente.