Il soprannome di Pippone, con cui era noto presso i tifosi, derivava dal suo naso.
Carriera Calciatore Club Bologna Emigrato in Italia nel 1915 con i genitori di origini bolognesi che rientravano in Italia, giocò una stagione col Virtus Bologna, e poi dal 1924 al 1926 giocò per il Bologna dove vinse uno scudetto nella stagione 1924-1925, cui dette il contributo con 12 presenze, in un'epoca in cui non erano consentite sostituzioniFabio Campisi, Il Bologna è una fede, pagina 10.
Napoli Nel 1926 giunse a Napoli per svolgervi il servizio militare; ingaggiato dalla locale squadra ne fu esentato; giocò quindi sino al 1937 con il Napoli, collezionandovi 213 presenze, compresa la prima partita disputata dall'appena costituita squadra, la sconfitta casalinga del 3 ottobre 1926 contro l' per 3-0. e ne segnò anche il primo gol della storia, il 17 ottobre 1926, in Genoa-Napoli 4-1. Con la maglia dei partenopei, che fu la sua ultima squadra come calciatore, restò per dieci stagioni, passando dall'era della presidenza di Giorgio Ascarelli a quella del comandante Achille Lauro, in cui la società si piazzò al terzo posto in classifica finale nei campionati 1932-1933. e 1933-1934., risultato che sarebbe stato eguagliato solo nel campionato 1965-1966..
Nazionale In un'epoca in cui la nazionale poteva contare nel suo ruolo su giocatori come Luigi Allemandi ed Umberto CaligarisMarco Sappino, Dizionario biografico enciclopedico di un secolo del calcio italiano, volume 2, pagina 281 debuttò il 12 aprile 1931 in Lussemburgo-Italia B (0-3) in una gara in cui aveva come compagni di reparto difensivo i compagni di squadra nel Napoli Cavanna e Vincenzi, mentre in attacco c'erano Mihalich e Vojak, anche loro compagni di squadra nel Napoli; in gara, secondo il Littoriale, fornì un'ottima prova senza sbagliare un'occasione intendendosi benissimo con il portiere e sventando pure un tentativo di andare a segno degli avversariLittoriale, 13 aprile 1931, pagina 3 emeroteca.coni.it. In totale collezionò quattro presenze senza segnare retiStatistiche in nazionale Playerhistory.comAlmanacco del Calcio Panini 1979, pagina 458.
Allenatore Nel 1942-1943 subentrò ad Antonio Vojak sulla panchina del , conducendo la squadra al terzo posto in Serie B; rimase comunque, dopo la fine della carriera, a lavorare per la società partenopea, diventando uomo di fiducia di Achille Lauro ed aprendo un'attività commerciale a NapoliStoria del centravanti che diventò un idolo e non se andò mai più Repubblica.it, un bar in pieno centro diventato popolare presso i tifosi; nel capoluogo vi restò sino alla morte, avvenuta per infarto, constatata dall'amico, compagno di squadra e collega per molti anni Athos Zontini.
Palmarès
Bologna: 1924-1925
Note
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