Comunione e Liberazione (CL) è un movimento cattolico fondato nel 1954 dal sacerdote don Luigi Giussani.
Il Movimento conta circa centomila aderenti diffusi in oltre ottanta Paesi di tutti i continenti.
Espressione pubblica del Movimento è il Meeting per l’amicizia fra i popoli che, dal 1980, si tiene ogni anno a Rimini alla fine d’agosto e che propone una riflessione e un confronto aperto su temi sociali, religiosi, politici ed artistici, attraverso una serie di incontri, dibattiti ed eventi. Al Meeting hanno partecipato numerose figure di spicco della realtà politica, culturale e sociale italiana e mondiale.
Dal Movimento è nata anche la Compagnia delle Opere, un’associazione nazionale non confessionale, ma ispirata alla dottrina sociale della Chiesa, nata nel 1986 e a cui aderiscono migliaia di imprese italiane ed estere.
Dal Movimento è poi nata la Fraternità di Comunione e Liberazione che viene riconosciuta come Associazione universale di fedeli. Il presidente della Fraternità a succedere Don Giussani fu Julián Carrón il quale, terminato il suo mandato nel 2021 lascerà il posto al biochimico Davide Prosperi, il quale è tuttora presidente. Il primo riconoscimento ufficiale da parte della Santa Sede della Fraternità è datato 11 luglio 1980, e porta la firma dell'abate di Montecassino; in seguito, vi sarà quello del Pontificio Consiglio per i Laici l'11 febbraio 1982. La Fraternità di CL, che prevede l'iscrizione formale e l'adesione allo statuto, è il modo con cui il singolo adulto afferma la propria responsabilità e il proprio impegno per la vita del Movimento.
Oltre alla Fraternità di CL proposta agli adulti, la presenza del Movimento è molto radicata negli ambienti studenteschi: per i ragazzi delle scuole medie è proposta l'esperienza dei Cavalieri del Graal; nel mondo delle scuole superiori ha ancora il nome di Gioventù Studentesca; mentre nelle università italiane è radicata la presenza del CLU (Comunione e Liberazione - Universitari). Del Movimento, inoltre, fanno parte anche esperienze di vita consacrata, quali ad esempio i Memores Domini, la Fraternità Sacerdotale dei Missionari di San Carlo Borromeo, le Suore di carità dell'Assunzione, oltre a numerose vocazioni nell'ambito di famiglie religiose già esistenti (carmelitani, benedettini, francescani, trappisti, etc).
Storia Periodo di GS (1954-1969) L'origine di Comunione e Liberazione risale al 1954, quando don Luigi Giussani decise di lasciare il magistero presso il seminario di Venegono per insegnare religione cattolica al liceo classico Giovanni Berchet di Milano. In seguito ai quotidiani incontri con gli studenti don Giussani divenne assistente di Azione Cattolica per il ramo di Gioventù Studentesca (GS) che in pochi anni si diffuse all'interno e oltre la diocesi di Milano. La prima comunità fuori Milano ebbe inizio nel 1960 a Catania, seguirono Rimini, Rovereto, Trento, Chiavari e Forlì dove GS, come ricorda don Giussani, compì la "prima storica uscita nel settembre del '61 in Campigna", dal gruppo di Forlì ebbe inizio la comunità di Sansepolcro tra '64 e '66, prima in Toscana e, a sua volta, centro di diffusione del movimento in Umbria. Solo nei primi anni settanta CL diverrà completamente autonoma dall'Azione Cattolica.
Già durante la seconda metà degli anni cinquanta l'arcivescovo di Milano Giovanni Battista Montini (futuro papa Paolo VI) riportò a don Giussani le osservazioni di alcuni preti milanesi secondo i quali GS, contrariamente ai metodi dell'Azione Cattolica in cui era inserita, aveva abolito la tradizionale divisione tra associazioni maschili e femminili e aveva privilegiato l'apostolato d'ambiente rispetto a quello della parrocchia. Montini però concluse: «io non capisco le sue idee e i suoi metodi, ma vedo i frutti e le dico: vada avanti così».Le notizie riassunte in questo paragrafo e nei successivi vengono dai documenti citati in Massimo Camisasca, Comunione e Liberazione: le origini, indicato nella bibliografia.
Agli inizi degli anni sessanta, il vescovo di Crema riportava alcune critiche tra cui «GS non è un movimento della Chiesa, ma di un uomo, destinato a scomparire con lui»; mons. Franco Costa, assistente nazionale della FUCI (Federazione Universitaria Cattolica Italiana), chiese inutilmente a Montini il drastico ridimensionamento di GS o dello stesso don Giussani. Le pressioni di Azione Cattolica e FUCI continuarono, finché nel 1965 GS fu finalmente inserita esplicitamente come movimento d'ambiente nelle strutture di AC (avendo come presidente l'allora studente Luigi Negri, poi vescovo), e il quarantatreenne Giussani fu inviato "in esilio" negli USA dal cardinale di Milano Giovanni Colombo per studiare teologia protestante. Giussani fu costretto a rientrare dopo appena cinque mesi per un intervento chirurgico alla cistifellea, e fu quindi incaricato di insegnare "introduzione alla teologia" all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano (cattedra che tenne fino al 1990). Nel frattempo l'allora studente Angelo Scola (futuro patriarca di Venezia e arcivescovo di Milano), veniva chiamato alla presidenza della FUCI milanese.
Nel numero di luglio del 1966 della Rivista Diocesana Milanese il cardinale Colombo annunciò di aver stabilito che i vertici di GS fossero i vicepresidenti di Azione Cattolica, e che i ragazzi avviati in GS proseguissero la loro formazione nella FUCI. Nello stesso anno Giuseppe LazzatiFino alla fine degli anni cinquanta la polemica tra AC e GS riguardava solo il metodo: Giuseppe Lazzati e Luigi Giussani si alternavano spesso in conferenze e lezioni sia per GS che per AC. La polemica con l'Azione Cattolica prima e la FUCI poi si era accesa perché mentre GS insisteva su un'educazione "unitaria", da parte dell'AC e della FUCI si voleva una distinzione netta tra i rami religioso, culturale e sociale. L'Azione Cattolica, inoltre, aveva suoi schemi e metodi (rigida divisione tra gruppi maschili e femminili, collocazione nelle parrocchie, etc.) nei quali GS non si riconosceva. chiedeva le dimissioni di tutta la presidenza della GIAC (Gioventù Italiana Azione Cattolica) in quanto troppo legati a GS.La lettera di Lazzati è citata dal gesuita Piersandro Vanzan, Pazienza e dialogo in «bonum ecclesiae», in Vita Pastorale, n.8-9 (1988), pp.127-130. La polemica tra Lazzati e CL proseguì «anche dopo la morte dello stesso Lazzati», con la pubblicazione postuma di un inedito di Lazzati contenente critiche alla gerarchia ecclesiastica e a CL.
Nel febbraio 1966 vennero denunciati da GS gli autori dell'inchiesta pubblicata da La zanzara, giornale studentesco del Liceo Parini di Milano, intitolata "Che cosa pensano le ragazze d'oggi", un dibattito sulla condizione femminile e sulla posizione della donna nella nostra società, condotta criticando la famiglia tradizionale e la morale sessuale in termini forti per quell'epoca.
GS ribatté con un volantino firmato "Pariniani Cattolici", che pur accusando "la gravità dell'offesa recata alla sensibilità e al costume morale comune", era intitolato Protestiamo! Valori fondamentali della nostra tradizione sono la libertà e la democrazia.Sulla stampa, il tema della democrazia emerso dal caso La zanzara fu riconsiderato solo diverse settimane dopo (cfr. ad esempio Le associazioni studentesche centri di vita democratica, Avanti!, 22 aprile 1966).
Il caso de La zanzara rimbalzò sulle cronache nazionali, dividendo il paese. Democrazia Cristiana e Movimento Sociale Italiano costituirono il "partito della colpevolezza", mentre la sinistra e i cattolici progressisti intervennero in difesa degli studenti. Ne nacque un caso simbolo nella società italiana (seguito anche da Le Monde e da The New York Times), presentato come una questione di sesso tra studenti e rapidamente ripresa dalla stampa di sinistra e dai consiglieri comunali comunisti.Cfr. per esempio «Solleva un putiferio La zanzara del Parini» (Avanti! 23 febbraio 1966); «Mobilitata la macchina giudiziaria contro un giornale di studenti liceali» (l'Unità, 23 febbraio 1966). I consiglieri comunali comunisti di Milano intervennero in difesa de La zanzara insieme ad alcuni professori del liceo. Un gruppo di genitori firmò un telegramma di solidarietà al preside della scuola, mentre altri genitori denunciarono alla magistratura gli autori dell'inchiesta, che vennero assolti, così come il preside del Liceo dall'accusa di stampa oscena e corruzione di minorenni.
I rappresentanti di GS presentarono le proprie ragioni il 24 marzo successivo, in una sede del PIME, dove furono raccolte 4.500 firme a sostegno della posizione di GS, inviate ai giornali e alle autorità di Milano.
Il 17 novembre 1967 esplose il Sessantotto italiano, proprio con un'occupazione all'Università Cattolica milanese, a cui parteciparono anche molti aderenti di GS, AC, FUCI, addirittura passando in alcuni casi a Lotta Continua e al Movimento Studentesco di Mario Capanna: la crisi che il Sessantotto accese in tutto il mondo cattolico cambiò profondamente la fisionomia di tutte le aggregazioni della Chiesa in Italia.
Progressiva distinzione fra Azione Cattolica e CL (1965-1972) Gioventù Studentesca era inserita nell'Azione Cattolica ma la differenza nel metodo ne provocò, attraverso gli anni, il distacco e la crisi. Nel periodo del '68 molti aderenti abbandonarono il movimento ma altri, più fedeli a don Giussani, si riorganizzarono.
Nonostante la tensione con l'Azione Cattolica, fino ai primissimi anni settanta ai vertici dell'AC vi erano ancora giovani provenienti da GS. Per esempio, nel giugno 1970 Massimo Camisasca venne eletto vicepresidente per il Settore giovani dell'Azione Cattolica della diocesi di Milano, carica che avrebbe mantenuto fino al 1972.Camisasca, successivamente ordinato sacerdote, fondò nel 1985 la Fraternità Sacerdotale dei Missionari di San Carlo Borromeo, di cui è tuttora superiore.
La realtà da GS da tempo comprendeva anche universitari e adulti; i primi si organizzavano all'interno della FUCI, i secondi in comunità che si davano localmente nomi diversi. All'inizio degli anni '70 si cercò una denominazione nuova per l'intero movimento, e si iniziò a usare Comunione e Liberazione (quindi CLU per gli universitari e CLL per i lavoratori). Il nome deriva da un volantino diffuso da alcuni universitari nel 1969 e rimanda al contrasto col mondo culturale del tempo: mentre la cultura dichiarava che lo spirtito rivoluzionario era il cammino della liberazione dell'uomo, gli aderenti al movimento affermavano che tale cammino è possibile solo nella comunione cristiana, da cui la liberazione; la Salvezza è Gesù Cristo e la liberazione della vita e dell'uomo, qui e nell'aldilà, è legata continuamente all'incontro con Lui. Il 18 giugno 1971 la presidenza nazionale della FUCI emise un comunicato in cui diceva: «Preso atto che CL ha una sua organizzazione e un suo discorso su scala nazionale [...] è risultato più realistico considerare la FUCI e CL come due realtà distinte»; nell'ottobre successivo il cardinale Colombo andò anche oltre, affermando che «i gruppi di CL non sono un'alternativa all'AC ma sono solo un libero e legittimo movimento di apostolato». Queste prese di posizione portarono in meno di un anno al distacco definitivo di CL da AC, un distacco certamente non voluto da Giussani che fino all'ultimo dichiarò al cardinale Colombo di non aver mai voluto creare una struttura accanto ad altre strutture, ma solo sviluppare la propria opera all'interno delle strutture ecclesiastiche esistenti.
Dal rapporto epistolare tra il cardinale Colombo e Giussani emergerà poi la necessità di dotare CL di una qualche forma statutaria.
Dall'accusa di «integrismo» al riconoscimento (1972-1982)