Biografia Nasce a Torino da madre torinese e padre bolognese. Inizia a lavorare a 13 anni, per rendersi indipendente: operaio alla RIV, fattorino, verificatore dei manometri alla Snia Viscosa. Nel 1937 è guardia di frontiera. Al suo ritorno alla vita civile inizia a frequentare un gruppo di giovani antifascisti . Nel 1941 abbandona l'Italia e riesce a raggiungere al Cairo il gruppo di esuli di Giustizia e libertà (Umberto Calosso, Enzo Sereni, Paolo Vittorelli). Collabora al Corriere d'Italia e diventa redattore capo dei Quaderni di Giustizia e libertà che avevano la loro sede al numero civico 3 di Haret Zoggheb (Kass-El-Nil), sempre al Cairo. In quel periodo si avvicina al pensiero trotzchista. Si sposta momentaneamente in Palestina, dove segue il tentativo, poi fallito, di Enzo Sereni, di organizzare presso il kibbutz di Givat Brenner un sindacato che portasse avanti le istanze delle comunità ebraiche e arabe. A fine 1943 arriva a Roma, pochi mesi prima che venisse liberata dagli Alleati. Nel 1945 è a Milano per dirigere il quotidiano Italia libera. Qui, viene chiamato da Elio Vittorini a Il Politecnico, dove affianca Franco Calamandrei, figlio di Piero Calamandrei (allora deputato e direttore della rivista fiorentina Il Ponte), Franco Fortini, Vito Pandolfi e Albe Steiner, sino alla primavera del 1946. Nello stesso anno viene pubblicato in Francia, a puntate, sul "Populair" di Léon Blum, la traduzione del suo "Il ritorno del prigioniero", "cronaca amara di chi vede il fallimento di una generazione", come scriverà l'autore in una nota autobiografica in appendice a "La generazione che non perdona" (Milano, Bompiani, 1979). Nel 1946 partecipa come osservatore alla Conferenza della Pace che si inaugurerà il 29 luglio a Parigi presso il palazzo del Lussemburgo. Nel 1950 è a Belgrado come corrispondente per la RAI e per l'ANSA, dove rimane per tre anni, seguendo da vicino gli sviluppi di quella che avrebbe voluto essere, o diventare, una nuova terza forza fra i cosiddetti due blocchi (Capitalista/Ovest e Comunista/Est). In quel periodo incontrerà Tito che diventerà protagonista del suo saggio "Tre anni con Tito" pubblicato al suo ritorno in Italia. Successivamente, sarà inviato speciale del quotidiano torinese La Stampa, tra Balcani e Levante. Nel 1968 abbandona il mestiere di giornalista per dedicarsi totalmente alla scrittura.

Muore per un male incurabile nel 1986 all'età di 69 anni a RomaMorto Stefano Terra giornalista e scrittore Archiviolastampa.it, dove si era stabilito da alcuni anni con la moglie Emilia e la figlia Susanna, dopo un lungo periodo vissuto in Grecia, sua patria d'adozione.

Opere Racconti Morte di italiani, Il Cairo, Edizioni Giustizia e libertà, 1942

Romanzi La Generazione che non perdona, Il Cairo, Edizioni Giustizia e libertà, 1942 Il ritorno del prigioniero, Roma, Edizioni U, 1944 Rancore, Torino, Einaudi 1946 (ristampa di La Generazione che non perdona) Sul ponte di Dragoti bandiera nera, Belgrado, Vidon, 1952 La fortezza del Kalimegdan, Milano, Bompiani, 1956 Perdu pour les hommes (La Fortezza del Kalimegdan), Parigi, Editions Robert Laffont, 1960 (traduzione in francese di Claude Poncet) Calda come la colomba, Milano, Bompiani, 1971 Alessandra, Milano, Bompiani, 1974 Il principe di capodistria, Milano, Bompiani, 1976 La Generazione che non perdona, Milano, Bompiani, 1979 Le porte di ferroDi questo romanzo esiste un'edizione in formato audiocassetta ad uso dei disabili visivi (Le porte di ferro", Libro Parlato Lions, Milano 2005) rintracciabile su http://www.libroparlatolions.it/index.php), Milano, Bompiani, 1979 Roman Einer Liebe (Alessandra), Berlino, Ullsteinn Verlang, 1979 Albergo Minerva, Milano, Rizzoli, 1982 Un viaggio, una vita, Milano, Rizzoli, 1984 Alejandra (Alessandra), Barcellona, Laia, 1988 (traduzione in spagnolo di Hugo García Robles)

Poesie Per un quadro di Rousseau il Doganiere, quattordici poesie di Giulio Tavernari e una stampa di Ettore Sot-Sas, Torino, Grand Didier, 1940 Quaderno dei trent'anni, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1957 L'Avventuriero timido, Parma, Guanda, 1969 Poesie Inedite, Milano, All'Insegna Del Pesce D'Oro, 1991

Teatro Il nostro grande inverno, dramma in due tempi, Il Cairo, Edizioni Giustizia e libertà, 1942 Il distaccamento scatenato, atto unico, Il Cairo, Edizioni Giustizia e libertà, 1942

Saggi France-Italie, Il Cairo, Masses, 1943 Italia, Francia ed Europa (appunti per una ricostruzione Europea), in Quaderni di Giustizia e Libertà, serie IV, n.1, luglio 1944, Il Cairo, pp. 13/14/15/16/17 Tre anni con Tito, Milano, Bocca, 1953 Il sorriso di una imperatrice, viaggio in Grecia e nel Medio Oriente, Torino, Edizioni Rai, 1958 Tre anni con Tito, Trieste, Mgs Press, 2004

Edizioni speciali Lunga lettera d'amore, Torino, Vidon, 1951 (Di questa opera sono state stampate dieci copie segnate da A a L rilegate in cuoio. Contiene 32 poesie dedicate a Giannina).

Note

Bibliografia Stefano Terra: la vita, i libri in appendice a "La Generazione che non perdona", Milano, Bompiani, 1979, pagg.167/168/169/170/171 Notizia in appendice a "Poesie Inedite", Milano,All'Insegna Del Pesce D'Oro, 1991, pag. 81 Peter E. Bondanella, Andrea Ciccarelli: The Cambridge companion to the Italian novel, Cambridge, Cambridge University Press 2003, pag. 114 (nel capitolo "Modes of neorealist narrative") Olivier Forlin «Médiation culturelle, débats et affrontements idéologiques après 1945. La réception de l'œuvre d'Elio Vittorini par les intellectuels français», Revue d'histoire moderne et contemporaine 3/2006 (no 53-3), Belin Editeur, pag. 32

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mgspress.com consultato 20 ottobre 2009

Categoria:Vincitori del Premio Viareggio per la narrativa Categoria:Vincitori del Premio Campiello