Biografia Nato da Giuseppe, un Ufficiale dell’Esercito e da Teresa Galiano, entrambi di origini salentine, di Gallipoli (Lecce), trascorre la prima infanzia seguendo gli spostamenti del padre in varie città d'Italia,. finché si trasferisce definitivamente a Roma all'età di 12 anni, dove frequenta il liceo scientifico "Augusto Righi", sito nel rione Ludovisi.
Nel 1992 sposa in chiesa Isabella Rauti, figlia del segretario del MSI Pino Rauti, in seguito senatrice per Fratelli d'Italia e sottosegretario alla difesa, con la quale ha un figlio: Manfredi.Secondo il giornalista Marco Travaglio, Alemanno sarebbe stato separato per un periodo () Dopo 25 anni di matrimonio, nel 2017 si separa dalla moglie per fidanzarsi con Silvia Cirocchi, giornalista e allora capo della comunicazione del suo partito, il Movimento Nazionale per la Sovranità, per diventare poi portavoce del Ministro per la protezione civile e le politiche del mare nel governo Meloni Nello Musumeci. Anche quella relazione, tuttavia, è terminata. Alemanno ha una sorella, Gabriella, direttrice dell'Agenzia del territorio dal 2008 al 2012 e dal 2023 commissario della CONSOB.
Iscritto all'Ordine dei giornalisti del Lazio in qualità di giornalista pubblicista da gennaio 2001, Alemanno si laureò nel 2004 in ingegneria per l'ambiente e il territorio all'Università degli Studi di Perugia con una tesi dal titolo Prospettive di sviluppo e possibili interventi di sfruttamento delle biomasse a fini energetici.
Appassionato di alpinismo, nel 2004 è stato capo spedizione onorario nella scalata del K2 per il cinquantenario della conquista italiana della seconda vetta del mondo raggiungendo il campo base situato a metri di quota.
Carriera politica Il MSI e le contestazioni degli anni ottanta
Alemanno entra giovanissimo in politica nelle organizzazioni giovanili del Movimento Sociale Italiano (MSI), diventando segretario provinciale romano del Fronte della Gioventù (FdG), l'organizzazione giovanile del MSI. Negli anni '80 era uno dei leader della corrente rautiana del FdG, insieme a Marco Valle, Riccardo Andriani, Flavia Perina, Antonello Ferdinandi, Paola Frassinetti e Fabio Granata, che si contrapponeva a quella almirantiana guidata da Gianfranco Fini.
Nello stesso periodo, sul finire dei turbolenti anni di piombo, Alemanno fu arrestato tre volte ma venendo sempre prosciolto: la prima il 20 novembre 1981 a Roma, con l'accusa di aver partecipato, assieme ad altri quattro, all'aggressione di uno studente di 23 anni, Dario D'Andrea, durante la quale questi fu colpito alla testa da Sergio Mariani, allora segretario del FdG,Comunicato ANSA del 20 novembre 1981.La testimonianza di Sergio Mariani è tratta da un'intervista su L'Espresso del 5 luglio 2007, citata in . che venne condannato; Alemanno invece fu prosciolto. La seconda volta nel 1982, con l'accusa di aver lanciato una molotov contro l'ambasciata dell'Unione Sovietica. Secondo altre fonti, l'arresto fu dovuto invece ad un parapiglia durante una protesta nei confronti di una legazione dell'URSS;Cuori neri, Sperling & Kupfer, 2006, pag. 738, ISBN 978-88-7339-295-8), ivi, pag. 739. questa lo portò a scontare 8 mesi presso il carcere di Rebibbia, ma fu poi prosciolto per non aver commesso il fatto. Fu inoltre in quegli anni che Alemanno subì la perdita dell'amico Paolo Di Nella, ucciso da ignoti militanti di sinistra,Chiara Stellati, Ideologia dell'origine, Edizioni Ar, 2001, p. 96. a lui molto legato..
Nel 1988 diventa segretario del Fronte della Gioventù, succedendo a Gianfranco Fini (a sua volta eletto segretario del MSI) che lo guidava dal 1977. Il 29 maggio 1989, a Nettuno in occasione della visita in Italia dell'allora presidente degli Stati Uniti d'America, Bush, presso il cimitero militare americano, Alemanno organizzò una contromanifestazione a favore dei combattenti della RSI che, come recitava un comunicato diffuso dal FDG, dovesse essere "un monito per chi troppo facilmente dimentica il nostro passato e offende la memoria di migliaia di caduti che si sono battuti per la dignità della Patria". Alemanno fu così arrestato (per la terza volta) insieme a altri dodici giovani missini con l'accusa di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, manifestazione illecita e lesioni nei confronti di due poliziotti e tentato blocco di corteo ufficiale. In seguito fu prosciolto da tutte le accuse.
Per la battaglia portata avanti contro le leggi speciali antiterrorismo e le carcerazioni facili negli anni di piombo, Alemanno ebbe, per un certo periodo, anche la tessera del Partito Radicale, pur non essendo mai attivo nel suddetto partito e divergendo su molte posizioni, come l'aborto, l'anticlericalismo e le droghe leggere: «ero segretario del Fronte della Gioventù e avevo una doppia tessera, quella dell'MSI e quella dei radicali. Ci accomunavano le battaglie civili e di libertà contro gli atteggiamenti di carattere repressivo», dirà in un'intervista. Negli anni seguenti ha mantenuto sempre l'iscrizione a Nessuno tocchi Caino, l'associazione radicale contro la pena di morte.
Alemanno mantenne la carica di segretario del Fronte della Gioventù fino al 1991, caratterizzando la sua segreteria con una più spiccata linea movimentista e per la ripresa di tematiche sociali e nazionaliste, che lo portano per altro a disapprovare le posizioni assunte dal neonato partito della Lega Nord di Umberto Bossi.
Nel 1990 è stato fondatore e promotore della società di servizi "Euroservice", operativa nel campo dei servizi dell'edilizia e del lavoro giovanile, e da allora è membro onorario della Camera del commercio e dell'industria dell'Argentina.
Alle elezioni regionali nel Lazio del 1990 viene candidato tra le liste dell'MSI, venendo eletto in consiglio regionale.
Alleanza Nazionale Il 1994 e il 1995 sono gli anni della "svolta di Fiuggi", in cui Alemanno, insieme agli altri dirigenti del Movimento Sociale, decide di fondare Alleanza Nazionale (AN), abiurando le vecchie posizioni estremiste, in favore di una destra nazionale, liberale e conservatrice.
Alle elezioni politiche del 1994 viene candidato alla Camera dei deputati nel collegio uninominale Roma - Zona Sub. Gianicolense, sostenuto dalla coalizione di centro-destra Polo del Buon Governo, dove viene eletto per la prima volta deputato con il 46,82% dei voti. Nello stesso anno viene nominato dirigente del "Dipartimento per le politiche del volontariato e dell'associazionismo" di AN.
Alle elezioni politiche del 1996 viene rieletto alla Camera dei deputati nel proporzionale.
Fonda quindi insieme a Francesco Storace l'associazione "Area", ed è ancora oggi membro del comitato di direzione dell'omonimo mensile di attualità politica e culturale. Alemanno e Storace sono stati in AN i principali esponenti della corrente Destra sociale.
Da allora Alemanno è stato impegnato in associazioni culturali e di volontariato, ha contribuito a promuovere molte iniziative culturali e non profit, tra cui l'"Associazione culturale di Area", il gruppo ambientalista Fare Verde, l'ONG per la cooperazione internazionale Movimento comunità, l'associazione di volontariato Modavi e la Fondazione Nuova Italia.
Alle elezioni regionali nel Lazio del 2000 è stato responsabile organizzativo della campagna elettorale di Storace, candidato alla presidenza della Regione per la Casa delle Libertà, e alle elezioni amministrative del 2001 è stato responsabile del programma politico del candidato sindaco di Roma Antonio Tajani. Alle elezioni politiche del 2001 viene rieletto alla Camera nel collegio maggioritario 21 della circoscrizione Roma 1.
Ministro delle politiche agricole e forestali
Dal 2001 al 2006 Alemanno è stato ministro delle politiche agricole e forestali durante i Governi Berlusconi II e III. Come ministro ha portato avanti alcune battaglie ambientaliste a favore delle coltivazioni biologiche e in difesa dei prodotti nazionali. Nel 2003 ha fatto una proposta di legge per limitare la coesistenza di colture OGM e tradizionali; tale proposta è stata però ritirata dopo che l'ambasciatore statunitense in Italia ha fatto pressioni sul ministro degli affari esteri Franco Frattini e sul sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta. Massimo D'Alema disse di Alemanno che era stato «il miglior ministro del governo Berlusconi».
A novembre 2003 è stato promotore e presidente della prima Conferenza euro-mediterranea sulla pesca e sulla agricoltura, in cui sono state definite nuove regole per difendere gli interessi dei pescatori e degli agricoltori.
Il 19 novembre 2004 viene nominato vicepresidente di Alleanza Nazionale, insieme ad Altero Matteoli e Ignazio La Russa, carica che ha poi abbandonato un anno dopo. Dal 2005 è presidente onorario dell'Associazione cima Giovanni Paolo II. Nel corso del 2006, in qualità di deputato, vota a favore della proposta di indulto presentata dal governo Prodi e già sollecitata dal defunto pontefice.
Alle elezioni amministrative del 2006 è stato il candidato sindaco di Roma della Casa delle Libertà, sfidante di Walter Veltroni. Alemanno raccolse il 37,1% dei voti, contro il 61,4% di Veltroni, che fu confermato sindaco.
In seguito alle dimissioni di quest'ultimo avvenute dopo neanche due anni (dovute alla candidatura di Veltroni alla presidenza del consiglio), Alemanno è stato riproposto come candidato sindaco di Roma dal neonato partito del Popolo della Libertà.
Sindaco di Roma
Per la seconda sua candidatura a sindaco ha ricevuto l'appoggio delle seguenti liste: il Popolo della Libertà, il Popolo della vita, il Partito Repubblicano Italiano, La voce dei Consumatori, il Movimento per le Autonomie, e una Lista Civica per Alemanno.
Svolgendo una campagna elettorale all'insegna del cambiamento, Alemanno ha titolato i suoi manifesti elettorali "Roma Cambia", e ha sottoscritto insieme ad Alfredo Antoniozzi (candidato per la provincia di Roma) e agli altri dirigenti del Popolo della Libertà un "patto con Roma" basato su 16 punti da realizzare in caso di elezione.
Il 13 e 14 aprile 2008 si è tenuto il primo turno delle elezioni amministrative, dove ha ottenuto il 40,7% dei voti, raggiungendo il ballottaggio contro il candidato del Partito Democratico, Francesco Rutelli. Per il secondo turno Alemanno non ha chiesto apparentamenti ufficiali con la Destra di Francesco Storace o con l'UDC, ma ha chiesto ai cittadini un voto "secondo coscienza". Il dirigente de La Destra Storace ha comunque deciso di sostenere Alemanno anche senza un apparentamento ufficiale. A sostegno di Alemanno si sono schierati anche il candidato sindaco della Rosa Bianca Mario Baccini, il leader del Movimento Idea Sociale Pino Rauti, il Fronte Verde Ecologisti Indipendenti e numerosi consiglieri municipali dell'Unione Democratica di Centro.
Il 24 aprile, agli sgoccioli della campagna elettorale per il ballottaggio, Alemanno ha visitato la Moschea di Roma per un incontro ufficiale con la comunità musulmana capitolina. L'incontro è stato molto apprezzato poiché è stato il primo nella storia con un candidato sindaco a Roma. Durante il breve incontro Alemanno ha sottolineato il suo impegno per il rispetto reciproco delle identità e ha proposto trasporti pubblici più efficienti per il centro islamico e corsi di italiano dentro la moschea, «perché la lingua è la base dell´integrazione».