Il porto di Crotone è uno storico scalo marittimo portuale della Calabria sito sul Mar Jonio.
Storia
Il porto di Crotone ha origini risalenti all'VIII secolo a.C., quando la città fu fondata come colonia della Magna Grecia e divenne un importante centro di scambi commerciali con la madrepatria. La sua posizione strategica lungo le rotte del Mediterraneo ne accompagnò le vicende attraverso le successive dominazioni romana, bizantina, araba, normanna, aragonese, borbonica e austriaca. Il declino della città durante il Medioevo coinvolse anche le strutture portuali, che persero progressivamente importanza; una ripresa dell'approdo si ebbe probabilmente in età moderna, quando Carlo V fece realizzare opere marittime funzionali al castello. Nel XVIII secolo si registrò una modesta ripresa delle attività portuali, accompagnata dalla costruzione di alcuni moli.
Tra la seconda metà del XIX secolo e l'inizio del XX secolo il porto assunse un ruolo crescente anche nello sviluppo della città al di fuori delle antiche fortificazioni: insieme alla ferrovia costituì uno dei principali poli attorno ai quali si organizzò l'espansione dell'abitato, mentre lungo gli assi di collegamento con il centro si concentrarono magazzini e strutture destinate allo stoccaggio e alla movimentazione delle produzioni agricole del territorio, contribuendo alla formazione delle nuove direttrici dell'espansione urbana di Crotone.
Lo sviluppo dello scalo a partire dagli anni venti e trenta fu strettamente connesso alla formazione della zona industriale di Crotone, alla costruzione delle centrali idroelettriche della Sila, allo sfruttamento dei boschi silani e all'insediamento degli stabilimenti Montecatini e Pertusola Sud. L'espansione delle attività industriali accrebbe sensibilmente il movimento delle merci e determinò anche la posa, sui moli, dei binari delle ferrovie a scartamento ridotto Crotone-Petilia Policastro e Crotone-Timpa Grande.
Durante la seconda guerra mondiale il porto, parte essenziale del sistema industriale e logistico cittadino, costituì uno dei principali obiettivi dei bombardamenti di Crotone e fu ripetutamente interessato dagli attacchi alleati insieme agli stabilimenti industriali e alle infrastrutture ferroviarieArchivio dell'Ufficio Storico della Marina Militare (AUSMM), fondo «Attacchi alle basi 1940-1943», b. 12, fasc. 27 «CROTONE»; cfr. . Nel 1941 l'area portuale fu presa di mira in diverse incursioni della Royal Air Force, mentre nell'estate del 1943, durante la campagna di Sicilia, figurò tra gli obiettivi dei due bombardamenti navali compiuti dalla Royal Navy nelle notti del 20-21 luglio e del 31 luglio-1º agosto.
L'11 settembre 1943, durante l'avanzata alleata nella Calabria successiva all'Operazione Baytown, reparti canadesi raggiunsero Crotone e occuparono il porto. Nonostante gli attacchi subiti, le strutture portuali erano ancora utilizzabili e furono rapidamente impiegate per il rifornimento dell'Ottava Armata, arrivando per un breve periodo a movimentare fino a tonnellate di materiali al giorno.
Nel secondo dopoguerra il porto mantenne uno stretto legame con le attività industriali cittadine e conobbe una fase di notevole sviluppo commerciale; il successivo declino del comparto produttivo e la crisi strutturale che investì Crotone alla fine degli anni ottanta determinarono tuttavia un forte ridimensionamento dei traffici e delle prospettive dello scalo.
Caratteristiche È circoscritto tra un molo foraneo di circa 500 metri e da un molo più breve.
L'area detta Porto Vecchio presenta 5 banchine con superficie utile di circa 4.700 metri quadrati. I fondali sono bassi e sabbiosi ed è utilizzato come porto peschereccio e turistico.
Il Porto Nuovo è protetto da un molo foraneo di 1.725 m e da un molo di sottoflutto di 900 metri banchinato con superficie di 120.000 m². I fondali dell'area commerciale sono circa 8,5 m.
Gemellaggi Il porto di Crotone è gemellato con: , dal 19 settembre 2013.
Note
Collegamenti esterni
Categoria:Porti di Crotone Categoria:Porti d'Italia di prima classe