Agiografia La Passio Sancti Saturnini Martyris è il più antico documento che narra la vicenda del santo. Venne redatta dai monaci Vittorini della basilica di San Saturnino a Cagliari nel primo trentennio del XII secolo, sulla base di testi più antichi.
La Passio, pervenutaci tramite una copia quattrocentesca, racconta che il giovane Saturnino si trovò a passare nei pressi del Capitolium (cioè il tempio dedicato alla Triade Capitolina, Giove, Giunone e Minerva) di Carales durante i sacrifici in onore di Giove. Riconosciuto dai presenti come cristiano, rifiutò di rinnegare la sua fede, venne incarcerato e, successivamente, jugulatus, cioè sgozzato (non decapitato), il 30 ottobre del 304, all'età di 19 anni.
Nei giorni successivi al martirio le sue spoglie furono prelevate dal sepolcro e deposte in una cripta fuori dalla città, dove divennero rapidamente oggetto di grande devozione. La venerazione del Santo risale, quindi, ad epoca molto antica, ma è certamente attestata agli inizi del VI secolo, quando il vescovo Fulgenzio di Ruspe fu esiliato dal Nord-Africa in Sardegna dal re vandalo Trasamondo, seguace dell’arianesimo. Giunto a Cagliari chiese al vescovo Brumasio un terreno "iuxta basilicam sancti Saturnini, longe a strepitu civitatis" (nei pressi della basilica di San Saturnino, lontano dai rumori della città) dove costruire un monastero.
Il prof Bachisio Raimondo Motzo, sicuramente il più importante studioso della storia cagliaritana, non attribuì grande veridicità (come altri storici per il vero) alla enfatica Passio, che redatta dai Vittorini che sostennero di essersi riportati ad ignoti testi quando probabilmente ricopiarono solo la Passio di San Saturnino da Tolosa al quale erano devotissimi e quella di San Sergio nella parte finale. In pratica, per almeno cercare di differenziarla da quella del santo tolosano (che venne straziato dai tori) ne copiarono di sana pianta la parte finale di un'altra (appunto quella di San Sergio). Il Prof. Motzo, giudicò anche ben più credibili altri documenti che collocherebbero la data della morte del Santo al 23 di novembre e tale ipotesi è senz'altro più condivisibile dell'attuale ricorrenza decisa dall'arcivescovo Desquivel al presunto rinvenimento delle reliquie del Santo dimostratosi poi un assoluto falso -come del resto l'epigrafe che attribuirebbe un'arbitraria età del santo cagliaritano alla data del martirio- da attribuire solamente alla smania del vescovo cagliaritano di origini basche di competere con il vescovo di Porto Torres (che all'epoca riteneva di aver trovato reliquie appartenute a San Gavino e ad altri santi) per il titolo di Primate di Sardegna. Le considerazioni del Motzo sono contenute in una profonda ricerca conservata presso l'Archivio Storico Sardo a Cagliari e danno anche importanti e fondate indicazioni sul nome del Santo, ritenendo decisamente più probabile quello di Saturno (in sardo Sadurru), all'epoca molto più diffuso nell'isola, che quello di Saturnino, ancora quasi sconosciuto o quantomeno scarsamente frequente sull'isola a quel tempo che, sostanzialmente, si diffuse solo successivamente da parte di devoti ad altri Santi quasi omonimi a quello cagliaritano. In particolare, San Saturnino da Cartagine a cui erano devoti sia Fulgenzio da Ruspe che il suo fedele diacono Ferrando (entrambi cartaginesi). Quest’ultimo, scrivendo del suo mentore, inconsciamente è stato probabilmente il primo a storpiare il nome del santo cagliaritano citandolo Saturnino con il nome del santo suo concittadino. Vi è poi da ricordare San Saturnino di Tolosa, santo veneratissimo nel sud della Francia a cui erano devoti gli stessi Canonici regolari della Congregazione di San Vittore, che raggiunsero la Sardegna provenienti proprio da quei territori, che ne hanno ricopiato quella conosciutissima Passio riadattandola al Santo Cagliaritano con la suddetta modifica finale ricopiata, invece, da quella di San Sergio.
Culto Il 12 ottobre 1621 le reliquie del santo vennero rinvenute e traslate nella cripta del duomo di Cagliari, il santuario dei Martiri, dove si trovano tuttora; in quell'occasione, l'arcivescovo d'Esquivel spostò la data del martirio, e quindi della festa, di san Saturnino al 30 ottobre. Occorre dire, però, che le reliquie rinvenute nel 1621 sono da ritenersi un falso, frutto di una lotta intestina per l'affermazione della supremazia della Chiesa di Cagliari nei confronti di quella di Turris (Porto Torres-Sassari). Così, il rinvenimento di alcune parti di una lastra che citava il nome di san Saturnino nelle vicinanze di un sarcofago, nell'area cimiteriale che sorgeva intorno alla basilica, divenne il rinvenimento delle reliquie del santo.
Intorno al 750, durante la dominazione longobarda, le reliquie furono portate in parte a Pavia (dove sono venerate all'interno della basilica di San Michele Maggiore dove però si ritengono appartenere a un più noto San Saturnino da Cartagine torturato durante la persecuzione di Decio nella sua città ed anche a Roma dove venne martirizzato assieme al fedele diacono San Sisinnio nel novembre del 304 durante la persecuzione dell'imperatore romano d'Occidente Massimiano]) e in parte a Milano, molto probabilmente con lo scritto originale della Passio (quest'ultima notizia, altamente improbabile, non trova alcun minimo fondamento storico), per salvarle dalle incursioni saracene o, anche in questo caso, per aumentare il prestigio di quella diocesi. Il santo patrono di Cagliari è stato venerato a Milano per diversi secoli, tra il secolo VIII e fin oltre il 1700 confondendolo però con il più noto San Saturnino da Tolosa. Ancor oggi la chiesa di Milano scrive che San Saturnino da Tolosa è venerato anche a Cagliari, mentre nella realtà sono due santi che non hanno nulla in comune se non il fatto che i monaci Vittorini devoti a San Saturnino da Tolosa (uno dei grandi santi di Francia) giunti a Cagliari, pare che abbiano ricopiato la passio del santo franco/greco e ne abbiano realizzata una nuova per il santo cagliaritano.
Il Liber Notitiae Sanctorum Mediolani, opera del 1289 attribuita a Goffredo da Bussero riporta che le sue spoglie erano custodite nella antica chiesa dedicata a san Martino e traslate poi a San Vittore al Corpo e che venivano regolarmente officiate funzioni religiose in suo onore. La notizia della presenza delle spoglie del martire Saturnino nella chiesa di San Vittore è confermata anche dal conte Galeazzo Gualdo nel suo libro del 1566 Relazione della città e stato di Milano. Una immagine di san Saturnino di Cagliari è effigiata sulla volta della navata centrale della chiesa di San Vittore, e una statua di san Saturnino di Tolosa si trova su una guglia del duomo di Milano (G23 lato sud). Si ha notizia della ricognizione a Milano sulle reliquie del santo cagliaritano effettuata da san Carlo Borromeo. L'ultima ricognizione è stata effettuata dal card. Schuster nel 1941.
Edifici religiosi intitolati a San Saturnino di Cagliari San Saturnino (santu Sadurru, in lingua sarda) è venerato soprattutto a Cagliari, nella chiesa a lui dedicata e nella cattedrale. Qui gli è dedicata una cappella nella cripta, dove si trovano le reliquie (che, come abbiamo visto sono state attribuite al santo ma non hanno nulla a che vedere con il medesimo perchè traalate fuori dalla Sardegna dai longobardi molti secoli prima) e una statua che lo raffigura. Sempre nel Duomo, un'altra statua raffigurante il martire, tradizionalmente attribuita a Giuseppe Antonio Lonis ma probabilmente seicentesca, è esposta sull'altare di Sant'Isidoro.
Viene inoltre ricordato, con un'importante cerimonia liturgica in lingua sarda nella parrocchiale a lui dedicata, il 30 ottobre di ogni anno nella cittadina di Isili.
La devozione al martire cagliaritano si diffuse nelle varie parti dell'isola, come testimoniano i diversi edifici di culto che gli furono dedicati, oltre alla basilica paleocristiana in Cagliari: la chiesa di San Saturno, a Ussana. la chiesa di San Saturno (non più esistente), prima parrocchiale di Sinnai. la chiesa parrocchiale di San Saturnino, a Isili. il santuario della Madonna delle Grazie, a Iglesias, originariamente dedicato a san Saturno, dove è custodito un quadro del XVIII secolo raffigurante il santo. la chiesa di San Saturno, a Oristano. la chiesa di San Saturnino di Usolvisi, a Bultei -Benetutti. la chiesa di San Saturnino di Musidanu (Santu Sadurinu), di cui rimangono scarse rovine nell'agro di Padria. Ruderi di chiese intitolate al santo si trovano nei pressi di Arixi e di Mandas. San Saturnino è venerato anche all’estero e precisamente nella chiesa parrocchiale di Sarzeau, cittadina della Bretagna sulla penisola di Rhuys nel dipartimento del Morbihan (56) con capoluogo Vannes, dove c'è una pregevole statua che lo raffigura (notizia destituita di ogni fondamento). La Chiesa di Sarzeau e la statua che raffigura il Santo sono entrambe dedicate a Saint Sernin de Toulouse (San Saturnino di Tolosa) non a San Saturnino (o più correttamente Saturno o Sadurru) da Cagliari. Sain Sernin de Toulouse (+257 circa) è un santo di origini greche (Patrasso) venerato dalla Chiesa Cattolica Romana (che così definita ha carattere Universale e non locale) è uno dei più importanti Santi venerati in tutta la Francia, soprattutto nella Francia meridionale. Si festeggia -nel martirologio della CEI- il 29 novembre assieme a San Saturnino da Cartagine.
Note
Bibliografia
Voci correlate Basilica di San Saturnino Santuario dei Martiri
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