Il governo Moro III è stato il ventunesimo esecutivo della Repubblica Italiana, il quarto e ultimo della IV legislatura.

Esso, nato in seguito alle dimissioni del governo precedente, rimase in carica dal 24 febbraio 1966 al 25 giugno 1968 (sebbene già dimissionario dal precedente 5 giugno), per un totale di 852 giorni, ovvero 2 anni, 4 mesi e 1 giorno.

Compagine di governo Appartenenza politica L'appartenenza politica dei membri del Consiglio dei ministri al momento dell’insediamento si può così riassumere: Partito Presidente Ministri Sottosegretari Totale 1 14 27 42 - 6 13 19 - 2 5 7 - 1 1 2Totale 1 23 46 70

Provenienza geografica La provenienza geografica dei membri del Consiglio dei ministri si può così riassumere:

RegionePresidenteMinistriSottosegretariTotale1124 -3710 -358 -437 -167 -246 -156 -235 -314 -123 -123 -112 -112 -1 -1 - -11 - -11 - -11

Situazione parlamentare Camera Collocazione Partiti SeggiCamera dei Deputati Maggioranza Centro-sinistra "organico" (360): DC (260), PSI (62), PSDI (33), PRI (5) Astensione Misto (5) Opposizione PCI (166), PLI (38), MSI (27), PSIUP (25), PDIUM (8), Misto (1)Senato della Repubblica Maggioranza Centro-sinistra "organico" (181): DC (133), PSI (33), PSDI (14), Misto (1) Astensione Misto (4) Opposizione PCI (83), PLI (19), MSI (15), PSIUP (11), Misto (4) Assenti Misto (4)

Composizione Presidenza del Consiglio dei ministri CaricaTitolare Sottosegretari di Stato alla Presidenza del Consiglio Presidente del Consiglio dei ministri Aldo Moro (DC) Angelo Salizzoni (DC)Sottosegretario del Consiglio dei ministri Vicepresidente del Consiglio dei ministri Pietro Nenni (PSI)Ministri senza portafoglio Ministro senza portafoglio(per speciali compiti politici) Attilio Piccioni (DC) Interventi straordinari nel Mezzogiorno e nelle aree depresse del Centro-Nord Giulio Pastore (DC) Rapporti con il Parlamento Giovanni Battista Scaglia (DC) Ricerca scientifica Leopoldo Rubinacci (DC) Riforma della pubblica amministrazione Virginio Bertinelli (PSDI)Ministero Ministri Sottosegretari di Stato Affari esteri Amintore Fanfani (DC) Giuseppe Lupis (PSDI) Giorgio Oliva (DC) Mario Zagari (PSI) Interno Paolo Emilio Taviani (DC) Leonetto Amadei (PSI) Guido Ceccherini (PSDI) Remo Gaspari (DC) Grazia e giustizia Oronzo Reale (PRI) Riccardo Misasi (DC) Bilancio Giovanni Pieraccini (PSI) Giuseppe Caron (DC) Finanze Luigi Preti (PSDI) Cesare Bensi (PSI) Vittorino Colombo (DC) Giovanni Gioia (DC) Athos Valsecchi (DC) Tesoro Emilio Colombo (DC) Alessandro Agrimi (DC) Francesco Albertini (PSI) Giorgio Braccesi (DC) Eugenio Gatto (DC) Difesa Roberto Tremelloni (PSDI) Francesco Cossiga (DC) Mario Marino Guadalupi (PSI) Natale Santero (DC) Pubblica istruzione Luigi Gui (DC) Maria Badaloni (DC) Piero Caleffi (PSI) Giovanni Elkan (DC) Pier Luigi Romita (PSDI) Lavori pubblici Giacomo Mancini (PSI) Luigi Angrisani (PSDI) Danilo De' Cocci (DC) Luigi Giglia (DC) Agricoltura e foreste Franco Restivo (DC) Dario Antoniozzi (DC) Ludovico Camangi (PRI) Francesco Principe (PSI) Dante Schietroma (PSDI) Trasporti ed aviazione civile Oscar Luigi Scalfaro (DC) Arcangelo Florena (DC) Orlando Lucchi (PSI) Poste e telecomunicazioni Giovanni Spagnolli (DC) Crescenzo Mazza (DC) Industria, commercio e artigianato Giulio Andreotti (DC) Franco Maria Malfatti (DC) Maria Vittoria Mezza (PSI) Bonaventura Picardi (DC) Sanità Luigi Mariotti (PSI) Calogero Volpe (DC) Commercio con l'estero Giusto Tolloy (PSI) Dante Graziosi (DC) Mario Vetrone (DC) Marina mercantile Lorenzo Natali (DC) Mario Martinez (PSI) Partecipazioni statali Giorgio Bo (DC) Carlo Donat-Cattin (DC) Lavoro e previdenza sociale Giacinto Bosco (DC) Ettore Calvi (DC) Raffaele Di Nardo (PSI) Anselmo Martoni (PSDI) Turismo e spettacolo Achille Corona (PSI) Adolfo Sarti (DC)

Cronologia Salvo diversa indicazione le notizie sono tratte dal sito dellarepubblica.it, richiamato in bibliografia

1966 Gennaio 25-31 gennaio: congresso del PCI: si confrontano due linee politiche: da una parte quella di Luigi Longo e Giorgio Amendola che propone la riunificazione delle forze di sinistra e quella di Pietro Ingrao, che ritiene che l’unificazione della sinistra deve avvenire su basi classiste e rivoluzionarie. 26 gennaio-2 febbraio: il capo dello Stato, Giuseppe Saragat, avvia le consultazioni e ascolta gli ex Presidenti della Repubblica e le delegazioni di tutti i gruppi politici rappresentati in Parlamento. I partiti della maggioranza uscente sostengono la necessità di proseguire l'esperienza del centro-sinistra e indicano Aldo Moro per il conferimento dell'incarico. Il presidente uscente viene reincaricato ma le trattative sono difficili per i punti programmatici cui dare la precedenza. Mariano Rumor chiede che nella squadra di governo siano rappresentate tutte le correnti ma PSI e PSDI si impuntano e dicono no a Mario Scelba.Nel pieno delle consultazioni viene arrestato l'on. Giuseppe Rapelli, presidente dell'ENALC, accusato con undici funzionari dell'ente di peculato e interesse privato in atti di ufficio.27 gennaio-3 febbraio 1966

Febbraio 4 febbraio: Moro rimette l'incarico. Il capo dello Stato medita di rinviare il governo alle camere ma incontra l'opposizione di DC, PCI e MSI. La direzione della DC si schiera per un governo di centro-sinistra.Il Messaggero, 5 febbraio 1966 5-8 febbraio: congresso del PLI: Giovanni Malagodi viene rieletto segretario a grande maggioranza. Il documento congressuale sostiene che una democrazia senza alternative diventa dittatura, e che il PLI è pronto a rimanere all'opposizione anche per un lunghissimo periodo. Se dalle consultazioni non emergono alternative si può e si deve ricorrere alla consultazione popolare.Il Messaggero, 9 febbraio 1966 14 febbraio: sciolto il nodo della partecipazione di tutte le correnti della DC si delinea un accordo tra i quattro partiti della maggioranza. Due esponenti centristi entrano nella squadra di governo, la destra avrà la presidenza del consiglio nazionale con l'elezione concordata di Mario Scelba.Il Messaggero, 15 febbraio 1966 15 febbraio: il Tribunale di Roma assolve Don Lorenzo Milani e Luca Pavolini vicedirettore di «Rinascita» dall’accusa di apologia di reato, incitamento alla diserzione e alla disubbidienza per aver difeso l’obiezione di coscienza.Il Messaggero, 16 febbraio 1966 23 febbraio: dopo un mandato esplorativo di una settimana e un reincarico Moro scioglie la riserva a presenta la lista dei ministri, caratterizzata da sei nuovi ingressi e alcune assenze eccellenti. L'accordo prevede la conferma della politica estera, i piani quinquennali per la scuola e l'economia, l'istituzione delle regioni e la definizione della legge urbanistica.

Marzo 3-8 marzo: Aldo Moro presenta, alla Camera e al Senato il programma del governo. Nelle dichiarazioni l’elenco delle principali leggi di riforma già presentate e da approvare e quelle da predisporre fra cui le Regioni e l’urbanistica. Per le regioni Moro prende l'impegno di fissare il primo voto entro tre mesi dalle elezioni politiche del 1968. Piena valorizzazione della formula politica del centro-sinistra, non solo nell’immediato ma come prospettiva per la realizzazione di una democrazia avanzata in Italia.Alla vigilia della presentazione il Presidente del Consiglio invia a tutti i ministri una raccomandata a mano in cui gli ricorda che non sono ammessi atteggiamenti non conformi alla linea comunemente adottata dal governo e li invita a non abusare nell’assunzione di segretari e di rispettare le osservazioni della Corte Costituzionale e della Magistratura.

9 marzo: assemblea nazionale della Confindustria: la relazione introduttiva è svolta dal presidente uscente Furio Cicogna, che traccia un bilancio degli anni del suo mandato (1961-1966) Intervengono all’Assemblea il nuovo ministro dell’Industria Giulio Andreotti e il ministro del Tesoro Emilio Colombo. Al termine dei lavori l’Assemblea elegge per acclamazione Angelo Costa. L'assemblea si appella al governo per una maggiore libertà dell'iniziativa privata e contro la spesa pubblica improduttiva, fonte di tasse e di sprechi. 14 marzo: parlando alla Camera Mariano Rumor chiarisce la posizione della DC rispetto alle polemiche interne che l'attraversano fin dalla sconfitta nell'elezione del capo dello stato. Il centro-sinistra è l'unica maggioranza possibile, l'alternativa è il voto anticipato non essendo immaginabile l'ingresso di PCI e PSIUP e monarchici e MSI dall'altra nell'area di governo. L'unificazione di PSI e PSDI non andrebbe a danno della DC ma rappresenterebbe una valida alternativa di sinistra al Partito Comunista. Frena sulla possibilità di collaborare con le opposizioni su alcuni temi, evocata da Ugo La Malfa.Il Messaggero, 15 marzo 1966 17 marzo: alla Camera è approvato il Programma economico nazionale per il quinquennio 1966-70. 21 marzo: tre studenti del Liceo Parini di Milano, sono condotti in questura e denunciati per pubblicazione oscena. Esplode lo scandalo della zanzara. 22-25 marzo: comitato centrale del PSI: al centro dei lavori l'unificazione socialista, in particolare i tempi necessari all'operazione di convocare una costituente dei due partiti e i congressi di ratifica. Nenni definisce il nuovo soggetto un grande polo socialista e anticomunista. Approvata una mozione in cui la direzione si impegna a portare a compimento l'unificazione, a sostenere il governo e a lavorare al comitato centrale comune dei due partiti.Il Messaggero, 23-26 marzo 26 marzo: la procura della Repubblica di Roma indaga i vertici della XV ripartizione del Comune di Roma. L'accusa è interesse privato, abuso e omissione in atti di ufficio per la costruzione di un complesso di palazzine residenziali in via Cortina d'Ampezzo. I fatti risalgono al 1963. Le autorità del comune avrebbero consentito lo smembramento a vari privati di una concessione risalente al 1935 e approvato le licenze di costruzione in un periodo di blocco.Il Messaggero, 25 marzo 27 marzo: l’assemblea degli azionisti della Edison approva la fusione con la Montecatini. Dalla fusione il 7 luglio nasce la Montedison, il polo che controlla l’80% della chimica italiana. 28 marzo: Consiglio dei Ministri: il ministro delle finanze Giovanni Pieraccini illustra la relazione sulla situazione economica e finanziaria dello Stato. Il reddito nazionale è aumentato del 3,4% nel 1966, superando le previsioni della relazione programmatica. Il costo della pubblica amministrazione aumenta di 1.782,80 miliardi.Il Messaggero, 29 marzo 1966

Aprile 1-3 aprile: consiglio nazionale della DC: Rumor, confermato segretario, prende l'impegno di superare la logica delle correnti. Piena approvazione all'operato della direzione nella gestione della crisi di governo. 6 aprile: comitato centrale del PSDI: Mario Tanassi esprime rammarico per le conclusioni del comitato centrale del PSI; l'unificazione socialista appare ancora lontana quando sarebbe stato possibile concordare liste comuni per il turno amministrativo di giugno. Il PSDI ribadisce la volontà di procedere alla riunificazione ma presenterà liste autonome.Il Messaggero, 5 aprile 1966 7 aprile: i medici entrano in sciopero rifiutando di applicare le convenzioni con gli enti mutualistici, delle quali non si è ancora proceduto al rinnovo. Viene praticata l'assistenza indiretta con l'applicazione dei tariffari extra mutua. Si apre una lunga e complessa vertenza tra enti, medici e farmacie.Il Messaggero, 6 aprile 1966 17 aprile: l'agenzia Nuova Stampa esprime preoccupazione per l'ambiguità dei rapporti tra mondo cattolico e comunista. Al centro del mirino il viaggio di esponenti democristiani a cura dell'associazione Italia-URSS, all'incontro a Roma di Gromyko con Paolo VI, la partecipazione di Giorgio La Pira con esponenti socialisti e comunisti a una tavola rotonda sul disarmo tenuta a ParigiIl Messaggero, 16 aprile 1966