Biografia Si laureò in legge all'università di Napoli, ed esercitò con successo l'avvocatura nella capitale, specializzandosi in questioni riguardanti i diritti feudali. Uomo di vasti interessi culturali, fu in contatto epistolare con alcuni fra i maggiori illuministi (per esempio, Cesare Beccaria, i fratelli fratelli Pietro e Alessandro Verri, Gian Domenico Romagnosi, Ludovico Savioli, ecc.) che conobbe poi personalmente in un viaggio di studi nel 1789. Sposò la marchesina Luisa Granito (1769-1832), conosciuta in occasione della difesa del vescovo di Lettere Bernardo della Torre dalle accuse di aver sostenuto i francesiRiccardo Limongi, Sensi unici, ovvero La ghirlanda, Napoli : Lettere Italiane, 1999, ISBN 88-7188-204-0, pp. 99-103 (on-line). Il loro figlio Giuseppe (1808-1882) sarà uno dei maggiori esponenti del radicalismo politico in età risorgimentaleCarlo Gentile, Giuseppe Ricciardi, Foggia : Studio editoriale dauno, 1941.
Non partecipò alla vita politica durante la Repubblica Napoletana (1799). Collaborò invece con Giuseppe Bonaparte e Gioacchino Murat: fu consigliere di Stato, intendente di Bari, ed ebbe una parte importante nell'elaborazione dei nuovi codici. Nel novembre 1809 fu nominato "gran giudice", ossia ministro della giustizia, incarico che accettò dopo aver ricevuto garanzie sull'indipendenza della magistratura dal potere esecutivo. Istituì l'alunnato in giurisprudenza per la formazione dei nuovi magistrati (1812)Federigo Sclopis di Salerano, Storia della legislazione italiana, Torino : Unione tipografico-editrice, 1847, Vol. 3, p. 511. Per queste attività nel 1809 ottenne un seggio all'Accademia delle scienze e il titolo di "conte di Camaldoli"Coordinamento scientifico Istituto italiano per gli studi filosofici, Soprintendenza per i beni artistici e storici, Alfonso Scirocco(a cura di), Gioacchino Murat, Coll. Protagonisti nella storia di Napoli : grandi napoletani, Napoli : Elio de Rosa, 1994, p.17.
Ritiratosi a vita privata dopo la Restaurazione, durante il periodo costituzionale del 1820 Francesco Ricciardi fu nuovamente ministro della giustizia delle Due Sicilie, carica che lasciò nel dicembre 1820 per dissidi con il parlamento: murattiano, Ricciardi riteneva che, per garantirne l'indipendenza, i magistrati non dovessero essere sottoposti alla nomina di un consiglio di stato controllato a sua volta dal parlamentoPaola Verrengia, "Le istituzioni a Napoli e la rivoluzione del 1820-21". In: Angelo Massafra, Il Mezzogiorno preunitario: economia, società e istituzioni. Bari : Edizioni Dedalo, 1988, ISBN 8822041364, ISBN 9788822041364, pp. 549-564. Dopo il ristabilimento del regime assoluto (1821), rimase nel regno delle Due Sicilie; nel 1827-28 fece un viaggio nell'Italia centro-settentrionale durante il quale ebbe modo di incontrare a Firenze Pietro Colletta, che gli lesse parti della Storia che stava scrivendo.
Opere Francesco Ricciardi, Ragioni della duchessa di Tursi, e del principe di Melfi contra il principe di Alessandria : nel S.R.C. a Ruote giunte , Napoli : Stamp. Simoniana, 1805 Francesco Ricciardi, Discorso e progetto di legge intorno a' sospetti di furto : letto al Parlamento Nazionale il di 6 di novembre 1820, Napoli : dalla tipografia di Porcelli, 1820 Francesco Ricciardi, Progetto di legge e rapporto su i giurati, Napoli : dalla tipografia di Porcelli, 1820 Francesco Ricciardi, Rapporto di Sua Eccellenza il Segretario di Stato ministro di grazia e giustizia per lo sistema delle elezioni de' magistrati : letto al Parlamento Nazionale nell'adunanza delle adunanze dell'ottobre 1820, Napoli : dalla tipografia di Porcelli, 1820 Francesco Ricciardi, Rapporto di Sua Eccellenza il segretario di Stato ministro di grazia e giustizia sulla riforma della magistratura : letto al Parlamento Nazionale nell'adunanza del di 16 ottobre 1820, Napoli : dalla tipografia di Porcelli, 1820 Francesco Ricciardi, Rapporto e progetto di legge sull'abolizione del cattedratico e quarta decima : proposto al Parlamento Nazionale a di 23 ottobre 1820, Napoli : dalla tipografia di Porcelli, 1820 Due Sicilie : Ministero di grazia e giustizia, Rapporto e progetto di legge sulle armi : proposto al Parlamento nazionale a di 6 di novembre 1820, Napoli : tip. di Porcelli, 1820 Francesco Ricciardi, Rapporto e progetto di legge sulle pene imposte con disposizioni economiche : lette al Parlamento Nazionale a di 13 novembre 1820, Napoli : dalla tipografia di Porcelli, 1820 Francesco Ricciardi, Rapporto per lo sistema delle elezioni di magistrati letto al Parlamento Nazionale, di S. E. il segretario di stato ministro della giustizia , Napoli : dalla tipografia di Porcelli, 1820 Francesco Ricciardi, Rapporto sullo stato attuale dei Ministeri degli affari ecclesiastici, della polizia generale, e della giustizia : presentato al Parlamento Nazionale nell'adunanza del dicembre 1820, Napoli : dalla tipografia di Porcelli, 1820 (on-line) Scritti e documenti varii, di Francesco Ricciardi conte di Camaldoli; preceduti dalla sua vita scritta da suo figlio Giuseppe e da un'introduzione di Leopoldo Tarantini. Napoli : G. Nobile, 1873
Note
Bibliografia Giuseppe Ceva Grimaldi Pisanelli di Pietracatella, Elogio del conte di Camaldoli Francesco Ricciardi, letto nella solenne adunanza della Reale Accademia delle Scienze del dì 11 giugno 1843 dal socio ordinario Giuseppe Ceva Grimaldi. Napoli : Stamp. Reale, 1843 Cesare Dalbono, Francesco Ricciardi, Napoli : Tipi Antonio Morano, 1882 Pasquale Borrelli, Discorso pronunziato presso al feretro del conte di Camaldoli Francesco Ricciardi. In Napoli : dalla Tip. Porcelli, 1842 Dario Ippolito, Tra rivoluzioni e reazioni : l'esperienza politica di Francesco Ricciardi (1758-1842). Roma : Carocci, 2009 Antonio De Maria, Elogio storico di Francesco Ricciardi conte de' Camaldoli. Foggia : Ciampitti, 1863
Collegamenti esterni
Categoria:Ministri di grazia e giustizia del Regno delle Due Sicilie